martedì 3 aprile 2018

House of cart





La casa de papel - La casa di carta
(serie tv, stagione 1)
Network spagnolo: Antena 3
Network internazionale: Netflix
Creata da: Álex Pina
Cast: Álvaro Morte, Úrsula Corberó, Miguel Herrán, Pedro Alonso, Alba Flores, Paco Tous, Jaime Lorente, Darko Peric, Roberto García, Fernando Soto, Enrique Arce, Esther Acebo, María Pedraza 



C'è una serie spagnola che mi ha rubato il cuore. Se llama La casa de papel. Si chiama La casa di carta e parla di una rapina. O meglio, della rapina del secolo. La danno su Netflix. In realtà non è una produzione Netflix. Netflix l'ha rubata ad Antena 3, la rete che l'ha trasmessa in patria, e l'ha distribuita a livello internazionale, prendendosi qualche libertà, tipo dividere gli episodi della durata originale di 70 minuti in due parti. I ladri d'altra parte non è che si fanno troppi problemi a rielaborare ciò che rubano. Anche quella è un'arte.

Prendiamo la serie Stranger Things, ad esempio. Prende in prestito idee da tutte le pellicole più fiche degli anni '80 e le inserisce al proprio interno, ma lo fa con una rielaborazione a suo modo originale e personale. O prendiamo la musica hip hop, altro esempio. Un genere a lungo considerato di serie B anche perché spesso riutilizza e campiona brani già editi, ma che oggi è il genere musicale più popolare, venduto e scaricato legalmente e illegalmente nel mondo, persino in Italia.

Stessa cosa che si può dire dei film di Quentin Tarantino, in cui il regista si appropria di spunti e scene prese da film altrui creando delle robe nuove, tutte sue, tutte tarantiniane. A sua volta, La casa de papel ruba un'idea presente ne Le iene, o meglio la rielabora. La serie racconta di un gruppo di criminali ognuno con la sua propria specialità e “qualifica professionale” personale. Un gruppo che viene messo insieme dal Professore (Álvaro Morte), il regista del piano, quello che ruba dalla società spagnola più o meno civile tutti i suoi elementi peggiori, cioè i migliori per mettere a segno una malefatta. Per mantenere l'anonimato, in modo che anche se beccati dagli sbirri non possano rivelare l'identità dei complici, ognuno di loro sceglie come “nome d'arte” il nome di una città. Un'idea simile a quella de Le iene, solo che in quel caso venivano usati i colori (Mr. White, Mr. Brown, Mr. Orange, etc.).



Ne La casa de papel ci sono così la guapísima Tokyo (Úrsula Corberó).



C'è l'apparentemente ingenuo e pacifico hacker Rio (Miguel Herrán).


C'è quello psicopatico di Berlino (Pedro Alonso).


C'è la fascinosa e pericolosa Nairobi (Alba Flores).


C'è lo scassinatore Mosca (Paco Tous) insieme a quel degenerato casinaro di suo figlio Denver (Jaime Lorente).


E ci sono i due malviventi provenienti dall'Est ma dai nomi nordici Helsinki (Darko Peric) e Oslo (Roberto García).


Oltre a Le iene, nella serie ci sono altre idee rubate ad altri heist movie. Come Point Break, in cui i rapinatori compievano le rapine mascherati da ex presidenti degli Stati Uniti.


Spunto già rubato in Tre uomini e una gamba da Aldo, Giovanni e Giacomo, che usavano le maschere di alcuni personaggi celebri della politica di cosa nostr... volevo dire di casa nostra.


Ne La casa de papel siamo invece in Spagna, quindi è il turno di una personalità ispanica iconica: l'artista Salvador Dalí.


È poi presente anche (almeno) un'idea rubata a Inside Man, il film di Spike Lee con Denzel Washington e Clive Owen, così come sono presenti spunti rubati da pellicole con i negoziatori. In questo caso i malviventi hanno a che fare con una negoziatrice, Raquel Murillo (Itziar Ituño), altro personaggio centrale.


Perché ho scelto di guardare proprio questa serie, tra tutte le decine, centinaia, ormai migliaia di titoli proposti in streaming da Netflix?
Ho rubato l'idea a Giorgia Stargirl, esperta e appassionata telefilmica, nonché autrice del blog Giovane carina e disoccupata che ormai purtroppo non aggiorna più da tempo, ma che continuo a seguire su Facebook. In un suo post indicava La casa de papel come “La migliore serie rilasciata negli ultimi mesi da Netflix” e così, pur partendo con un certo scetticismo, l'ho iniziata e devo riconoscere che la sua non era una sparata esagerata, come invece lo sono le mie di solito. La casa de papel è davvero una visione imperdibile ed è forse “La migliore serie rilasciata negli ultimi mesi da Netflix”, per quanto mi riguarda insieme a Everything Sucks!.

Che poi, a dirla tutta, io non è che l'ho guardata su Netflix, visto che non sono abbonato. Né su Antena 3, visto che non abito in Spagna. Dove l'ho vista?
Datemi del ladro, ma l'ho recuperata da altre parti...


Sí, está bien, però di quale misterioso piano parla, questa serie criminale che sarebbe un crimine perdersi?
Questo non ve lo svelo. Sarò anche un ladro, ma sono pure un gentiluomo. Vi ho già detto fin troppo. Sebbene la cosa venga rivelata subito nei primi minuti della prima puntata, preferisco farvelo scoprire da soli. Il luogo in cui la rapina viene messa in atto è soltanto il primo spunto geniale di una serie che sì, avrà tante idee rubate in giro, ma è qualcosa di iper coinvolgente, orchestrato alla perfezione, con un ottimo approfondimento dedicato a tutti i suoi personaggi anche quelli minori, con un uso sapiente dei flashback che sarà rubato da Lost e dalle varie serie che a loro volta avevano già rubato da Lost ma che funziona sempre, e con un ritmo che non cala praticamente mai per tutti i suoi 13 episodi. E poi di heist movie, di film di rapina, ne esistono parecchi, mentre di serie TV di rapina non è che in giro ce ne siano così tante, quindi La casa de papel è a suo modo unica. Talmente unica e spettacolare che chissà se gli americani, o magari gli italiani, ruberanno la creatura di Álex Pina per realizzarne un remake?


A chi è scettico del fatto che una storia incentrata su una rapina possa tenere alta l'attenzione per una stagione intera, dico solo che una stagione sola non basta...
La seconda parte, già trasmessa in Spagna, arriverà a breve (dal 6 aprile) su Netflix, o dove altro vorrete gustarvela, e io non vedo l'ora di rubarla al più presto. O bella serie ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao.
(voto 8,5/10)


6 commenti:

  1. Altra serie che non mi ispirava, finita in lista da un giorno all'altro.
    Spero di rimediare presto!

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  2. Devo proprio decidermi ad iniziarla, mi guarda dal paginone di Netflix, dopo il tuo voto come farò a lasciarla ancora lì senza premere play? Impossibile ;-) Cheers!

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  3. La sto recuperando in questi giorni, anche se sono incappata nella versione non-Netflix e devo dire che gli episodi da 70 minuti un po' fanno calare l'attenzione. Sono una ladra inesperta, ma questo son riuscita a trovare ;)

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  4. Come ti ho scritto su FB, mi sono letteralmente innamorata di questa serie e sto aspettando con ansia la "seconda stagione", chiamiamola così. L'ho divorata. Merita tantissimo. Comunque, ultimamente mi è capitato di vedere anche film spagnoli degni di nota. Buona serata.

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  5. Vista tutta (anche la seconda parte in spagnolo). Ci si fa prendere, però pecca non poco di prolissità: si poteva svolgere efficacemente dimezzando il numero degli episodi.

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  6. Nonostante il voto e il tuo entusiasmo, considerata la materia potrebbe piacere anche a me.
    Metto in lista!

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