venerdì 30 marzo 2018

Top of the pops e flop of the flops musicali di marzo 2018





Qui di seguito trovate le robe musicali che mi hanno fatto star bene, e quelle che mi hanno fatto star male, di quest'ultimo mese.



Flop

6. Editors

Lo sapevo che sarebbe andata a finire così. Di solito gli Editors all'inizio mi lasciano un po' perplesso, per poi conquistarmi con calma, questa volta invece è andata al contrario. Il primo singolo “Magazine” prometteva buone cose, peccato che il resto del nuovo album “Violence” sia invece un diludendo notevole, poco ispirato e a tratti esagerato come gli ultimi Muse. Quanto talento sprecato!




5. Jack White

Che pasticcio, il nuovo disco di Jack White, “Boarding House Reach”!
Peccato, perché il singolo “Over and Over and Over” sembrava riportarlo al rock'n'roll dei tempi dei White Stripes migliori e non a caso è stato scritto nel 2005, mentre il resto del programma prevede numeri decisamente improbabili tra funk e R&B che suonano come un Beck di serie B. O anche di serie C. Va bene, va benissimo provare a sperimentare. Saperlo fare però è un'altra storia.




4. Negrita

Ecco la mia recensione del nuovo disco dei Negrita, in esclusiva mondiale solo su Pensieri Cannibali.

I Negrita sono ancora qui. Che palle!

Fine recensione.




3. Mina

Mina è stata la più grande cantante della musica italiana. Pochi dubbi su questo. È stata, però al passato. Diciamo anche che fu la più grande cantante della musica italiana. Chi si ricorda invece di una sua canzone dopo gli anni '70?

TIM! TIM! TIM! Non vale!

Il nuovo singolo “Volevo scriverti da tanto” è una ballatona sanremese che persino a Sanremo avrebbe fatto addormentare il pubblico. Il resto dell'album “Maeba”, già esaltatissimo da tutti i Vincenzo Mollica d'Italia, non è certo meglio. Anzi. Quando in un disco uscito a inizio primavera partono le note di “Last Christmas” sorge spontanea l'impressione che Mina ci stia trollando tutti. E pensare che è pure il pezzo migliore della scaletta.
Mina eri grande, grande, grande, ora sei una lagna, lagna, lagna.

P.S. Le canzoni di La La Land tu e la TIM non me le dovete più toccare, che mi incazzo!




2. X Ambassadors

L'equivalente musicale delle unghie sulla lavagna?
Per me al momento è il falsetto nel ritornello di “Don't Stay”, il nuovo terribile singolo degli X Ambassadors. Mi chiedo se cantare in questo modo sia considerata una cosa legale e, se sì, perché?




1. Sister Cristina

Sister Cristina is back, motherf***ers, con un pezzo di puttan-pop buonista!
Dio della musica, abbi pietà della sua anima. E soprattutto delle nostre orecchie.





Top

12. Chainsmokers

I Chainsmokers sono un gruppo electropop fighetto, buono per discoteche e radio?
Sì, in genere sì. Per cambiare idea su di loro ascoltate però questo esaltante remix pop-punk del loro recente singolo “You Owe Me”, che fa subito blink-182 periodo fine 90s/primi 2000.




11. Pearl Jam

Da fan dei Nirvana, con i Pearl Jam ho sempre avuto un rapporto un po' conflittuale. Dei loro album ho amato molto in particolare “Yield”, ma sono comunque rimasti in seconda fila rispetto alle mie band preferite in assoluto. Risentire Eddie Vedder e compagni è in ogni caso sempre un piacere, soprattutto ora che sono tra i pochi (letteralmente) sopravvissuti alla scena grunge anni '90. Il nuovo pezzo “Can't Deny Me”, pur non facendo gridare al miracolo, ha il tiro giusto ed è di buon auspicio per il prossimo album di prossima uscita.




10. David Byrne

David Byrne è stato il leader dei Talking Heads, “soltanto” uno dei gruppi più importanti e influenti della Storia. Tanto per dire, i Radiohead hanno preso il loro nome da una loro canzone e Paolo Sorrentino nel suo discorso ai premi Oscar li ha ringraziati come sua fonte d'ispirazione insieme a Federico Fellini, Martin Scorsese e Diego Armando Maradona. Senza di loro inoltre gruppi come gli Arcade Fire suonerebbero come i Black Eyed Peas, probabilmente. Adesso David se n'è tornato con un disco solista, “American Utopia”, che non sarà ai livelli del periodo d'oro della sua band, però qua e là ricorda proprio il suo glorioso passato, rivisitato con un'energia e una vitalità notevoli. Promosso.




9. Francesco De Leo

Scoperto per caso su YouTube, tra gli artisti emergenti dell'interessante etichetta italiana Bomba Dischi, questo Francesco De Leo, leader de L'Officina della Camomilla al suo esordio solista, potrebbe essere il nuovo nome bomba della scena indie italiana. Boom!




8. Yungblud

Figo questo Yungblud, pseudonimo di Dominic Harrison, un ragazzetto classe 1998 che, pur tra influenze di Arctic Monkeys, Jamie T, Kasabian e Hard-Fi, suona fresco come poche altre cose in giro. Dategli un ascolto, credo che in futuro sentiremo parlare ancora di lui.




7. Vince Staples

Il fatto che un pezzo che si chiama “Get the Fuck Off My Dick” sia stata la mia colonna sonora più appropriata di questo marzo, rende bene l'idea di quanto sia stato bello l'ultimo mese.




6. Years & Years

La canzone che Justin Timberlake oggi si può solo sognare di notte l'hanno tirata fuori gli Years & Years, attualmente forse il gruppo pop migliore del pianeta. Complimenti alla band di Olly Alexander, cantante e attore visto in Skins, Penny Dreadful, Enter the Void e God Help the Girl. Justin, occhio che questo ti fa le scarpe sia a livello musicale che recitativo. E a vedere il video, pure come ballerino.




5. Francesca Michielin

Francesca, portaci con te in Bolivia. Dai, che il reddito di cittadinanza ce lo danno prima lì che qui!




4. Baustelle

Non so bene perché i Baustelle sono tanto odiati, per lo meno dal popolo del web. Magari la loro musica a qualcuno fa schifo per davvero. Alcuni dicono che i loro testi sono banali, e poi 5 minuti dopo vanno su Facebook a scrivere cacchiate banali che manco Cambridge Analytica si fila. Altri dicono che la voce di Francesco Bianconi non si può sentire e sono gli stessi che sostengono che Fabrizio De André aveva una voce bellissima, quando in certi pezzi le hanno mooolto simili. Forse è la solita storia che, quando un gruppo indie comincia a diventare un po' troppo famoso, ad alcuni comincia a stare sulle scatole.
Non lo so, fatto sta che a me invece continuano a garbare parecchio. “L'amore e la violenza Vol. 2” ha qualche calo a tratti, soprattutto nella parte finale, e a tratti suona come un sequel, che poi è quello che è. Pur muovendosi in un contesto pop riesce però a essere più rock e diretto rispetto al solito per gli standard della band e pure a sparare qualche bomba di notevole potenza, come l'uno-due iniziale formato da “Violenza” e “Veronica, N. 2”.
Anche a questo giro continueranno a essere odiati, ma pazienza. Haters gonna hate, I'm just gonna shake it off.




3. Zen Circus

In attesa che i Verdena si rifacciano vivi, gli Zen Circus continuano a giocarsi il titolo di mio gruppo italiano preferito oggi in circolazione insieme ai Baustelle. Il loro ultimo album “Il fuoco in una stanza” non sposta di molto le loro coordinate sonore, se non per un certo tiro più pop-punk rispetto al passato presente in qualche brano, ma anche a questo giro hanno saputo regalarmi dei nuovi pezzi cult personali: “Catene” (che ha uno dei testi più belli nella Storia della musica italiana) e le gasanti “Rosso o nero” e “Sono umano”, che mi auguro diventino dei futuri singoli e magari delle hit radiofoniche.




2. CRLN

Scoperta italiana fatta in maniera abbastanza casuale direttamente sul magico mondo del web, CRLN (si legge Caroline) è una voce classe 1993 che ha ben poco a che fare con il resto della scena nazionale, e molto con i suoni R&B/trip-hop/electropop soft e ipnotici provenienti dal Regno Unito. Il suo album di debutto “Precipitazioni” è il disco da domenica mattina perfetto.




1. Soccer Mommy

Il suo nome d'arte è parecchio da MILF. Con Soccer Mommy negli Usa si intende quella mamma che porta il figlioletto a calcio fingendo interesse per lo sport, quando in realtà manco sa chi è Messi e conosce giusto Beckham e Cristiano Ronaldo perché sono fighi. Sophie Allison alias Soccer Mommy è una giovane cantautrice indie-rock di 20 anni, che quindi al massimo potrebbe essere considerata una Teen Mom, ma non credo abbia figli. È solo un nickname ironico. Lei l'ho conosciuta grazie al sempre molto contestato e discusso Pitchfork, la Bibbia virtuale della musica alternativa, che l'ha inserita tra la sua “Best New Music” e ok, è un sito che non ci prenderà sempre sempre, ma molte volte sì. In questo caso hanno segnato uno splendido goal!





Guilty Pleasure del mese
Thegiornalisti

Dopo essere diventati definitivamente nazional-popolari con il tormentone della scorsa estate “Riccione”, i Thegiornalisti di Tommaso Paradiso sono tornati con una nuova canzone, anzi con “Questa nostra stupida canzone d'amore”. Sarà paraculo e ruffiano fin che volete, il Tommy, ma oggi a scrivere pezzi che sanno arrivare alla ggente qui in Italia è il numero 1.
Gli haters sono pregati di andare a sedersi in silenzio in un angolino insieme a quelli dei Baustelle. Che poi sospetto siano gli stessi.




Sgnacchera del mese
Camila Cabello

Non so, devo anche stare a perdere tempo a spiegare perché Camila Cabello è la sgnacchera di questo mese, o perché potrebbe esserlo di qualunque mese a caso?




Movie Soundtrack
Lady Bird

Tra i vari meriti del gioiellino indie Lady Bird c'è anche quello di aver dato una seconda vita a brani che all'epoca della loro uscita avevo piuttosto sottovalutato, come “Cry Me a River” di Justin Timberlake, o la ballatona “Crash Into Me” della Dave Matthews Band. Thank you, Greta Gerwig!




Serial Music
La casa de papel - La casa di carta

Tra le decine, forse ormai centinaia di migliaia di serie provenienti da tutte le parti del mondo di cui Netflix s'è riempito, vi consiglio di non perdervi la spagnola La casa de papel - La casa di carta. Grandiosa e iper coinvolgente. Niente male anche la sua colonna sonora, a partire dal tema della sigla, “My Life Is Going On” di Cecilia Krull, dalla languida atmosfera alla “Wicked Game” di Chris Isaak.




Revival Moment
Blur

Lo scorso 23 marzo Damon Albarn ha compiuto 50 anni. Cinquanta, ebbene sì, proprio come le sfumature di grigio/nero/rosso. Una cosa che fa sentire piuttosto vecchio chi come me è cresciuto con la sua musica, fatta sia con i Blur che con i Gorillaz che con i suoi mille altri progetti. Anche se non mi fa sentire vecchio tanto quanto lui ahahah!
Per celebrare questo compleanno importante, ecco una delle più belle canzoni di Damon, dei Blur e in generale di tutti i tempi: “Beetlebum”. Una canzone così enorme che persino l'ex rivale Noel Gallagher degli Oasis di recente ha dovuto ammettere che avrebbe voluto scriverla lui. Per la precisione, ha usato le seguenti parole: “Cazzo, vorrei averla scritta io!”.




10 commenti:

  1. Suor Cristina, e io che pensavo fosse sparita...
    La Cabello e Paradiso, al solito, approvati. Come anche Years and Years e la Michielin. Le altre, devo mettermi e recuperarle, a occhio (anzi, a orecchio).

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  2. Sugli Editors hai ragione, però la title track è bellissima!
    Jack White veramente inascoltabile!
    Un consiglio: Barbarossa - Lier

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  3. Per "Questa nostra stupida canzone d'amore" è stato AMORE al primo ascolto. Mi porta alle lacrime tutte le volte...non so bene quali corde riesca a toccare, ma così è.

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  4. "Maeba, già esaltatissimo da tutti i Vincenzo Mollica d'Italia..." ahahahahah! Su Sister|Cristina stendiamo un velo ;D
    Quanta ragione che hai su Sanctify, bellissima, grandi Years & Years! Justin|Delusione|Timberlake, va' a nasconderti! e te lo dico da fan!
    Ribadisco il mio amore per Francesca, per la sua Bolivia e per tutti gli altri potenziali singoli da 2640 che può permettersi. altro che Justin! (e son due).
    Sto ascolanto l'EP di Yungblud, è distante dal genere che ascolto di solito, ma mi piace! :) like anche per Camila e Soccer Mommy.

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  5. Su Tommy non mi esprimo, ché ormai la mia cotta peggiora a livelli esponenziali. Oh Mamma, suor Cristina ci riprova... poveri noi: suona più come una condanna che come una benedizione!
    Michielin salvaci tu!

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  6. Due notizie sconfortanti:
    - sono una haters, ma con giudizio. La voce di Bianconi non riesco a farmela piacere, più che per il timbro, per la musicalità strascicata che ha e I TheGiornalisti continuano a farmi antipatia, e a sembrarmi costruiti con testi acchiappapubblico.
    - Damon Albarn 50enne è un colpo al cuore. Fortuna che fisicamente e musicalmente è invecchiato un gran bene.

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  7. Stupisciti... i Zen Circus sono il mio gruppo preferito 😶

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  8. Mi sono stupito a vedere ancora i Negrita. Non credevo facessero più musica. CRLN mi sembra la versione interessante di Francesca Michielin, la ascolterò meglio.

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  9. Mina è una grande voce, ma rischia di ripetersi troppo...

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  10. Anche questo mese poco in comune, ma Suor Cristina mi fa venire voglia di chiamare l'Esorcista, cazzo.

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