martedì 3 marzo 2020

The Peanut Butter Falcon: il perfetto feel good on the road movie (qualunque cosa ciò significhi)




The Peanut Butter Falcon
Regia: Tyler Nilson, Michael Schwartz
Cast: Zack Gottsagen, Shia LaBeouf, Dakota Johnson, John Hawkes, Yelawolf, Jon Bernthal, Bruce Dern, Thomas Haden Church


Ci sono un ragazzo con la sindrome di Down appassionato di wrestling, un burbero pescatore/delinquente che vende granchi senza licenza e una giovane vedova che lavora in una casa di cura.

No, non è l'inizio di una barzelletta. Anche perché le barzellette di oggi sono troppo politically correct e quindi non ci sarebbe spazio per un ragazzo con la sindrome di Down. Sono invece i tre personaggi principali di The Peanut Butter Falcon, un filmetto indie molto carino caruccio che, per quanto indie nel midollo, potrebbe piacere tranquillamente anche a un pubblico ampio, oserei dire mainstream.

"Potrebbe piacere persino al pubblico della saga di Cinquanta sfumature?"
"Adesso non esageriamo, Dakota."

The Peanut Butter Falcon rientra nella categoria dei “feel good movie”. Quelle storie positive che ti lasciano con il sorriso sulle labbra e con un po' più di fiducia nell'umanità addosso. Quei film come Green Book e Quasi amici. Anche in questo caso fondamentalmente viene raccontata un'amicizia. Un'amicizia “strana”, che vede come protagonisti due personaggi molto diversi, in apparenza agli antipodi tra loro ma che poi, a ben guardare, qualcosa in comune ce l'hanno e insieme riescono a completarsi a vicenda. Quel genere di storie che quando arrivi ai titoli di coda ti fanno sospirare: “Aaah, che bella storia”.


La sensazione finale è anche che un po' ti hanno fregato. Ti sei lasciato abbindolare come un pollo. Sono storie piuttosto ruffianotte, fatte apposta per piacere. Come non provare tenerezza nei confronti del ragazzo con la sindrome di Down (interpretato da Zack Gottsagen) che scappa dalla casa di cura in cui sopravvive, per vivere la vita in pieno e realizzare il suo sogno, ovvero diventare un wrestler?
Tralasciando il fatto che ha un sogno ridicolo, bisogna essere dei cuori di pietra – ancora più di me – per non fare il tifo per lui.


Si tratta quindi di una storia “piaciona”, però costruita in maniera più sottile rispetto a quelli che potevano essere i classici “film da Oscar” sulla diversità o sulla malattia di qualche anno fa. The Peanut Butter Falcon ha un'atmosfera country stile Una storia vera di David Lynch, o tipo rilettura moderna di Mark Twain, modello di riferimento quest'ultimo dichiarato del lavoro diretto dagli esordienti totali Tyler Nilson e Michael Schwartz. Allo stesso tempo ha anche una patina alternativa, data da un basso budget, da ritmi piuttosto lenti (ma attenzione mai soporiferi) e dalla presenza di Shia LaBeouf, uno che, dopo la saga di Transformers, è diventato sinonimo di progetti indie più o meno strampalati e più o meno interessanti. In questo caso il risultato sta dalla parte del piuttosto strampalato e decisamente interessante.

Oookay, forse qualcosa più che piuttosto strampalato

The Peanut Butter Falcon è una gran bella storia d'amicizia tra Zack Gottsagen e Shia LaBeouf, in cui a un certo punto si inserisce pure la presenza glamour, ma nemmeno troppo, di Dakota Johnson. Quella della saga di Cinquanta sfumature di sesso sadomaso aumm aumm che adesso si sbatte Chris Martin dei Coldplay (non so se anche in questo caso in maniera sadomaso).

"Chris Martin ce l'ha piccolo così.
Io però lo amo lo stesso perché ha scritto Yellow e Fix You."

The Peanut Butter Falcon è anche un'avventura on the road che, pur non rappresentando niente di nuovo, alla fine riesce nel suo obiettivo. Quello di farti stare bene. Quello di farti arrivare ai titoli di coda facendoti sospirare: “Aaah, che bella storia”.
(voto 7/10)




5 commenti:

  1. Tutto carino, tutti bravi, ma l'ho visto lo scorso inverno senza avere voglia di parlarne. Mi è sembrato tutto già visto, non so; non ne capisco il successo in patria.

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  2. Sarà davvero il feel good movie di cui ho bisogno?
    La presenza di quella faccia da sberle di Shia e di un attore con sindrome e relativo temibile effetto buonismo fanno da deterrenti, ma ci proverò.

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  3. Perdonami se stavolta passo solo per dirti (sperando di fare cosa gradita e di non sembrare uno spammer) che È USCITO IL NUOVO CORRADINO!!!!!
    Un abbraccio.

    https://zioscriba.blogspot.com/2020/03/nicola-pezzoli-irrenhaus-i-sotterranei.html

    Diffondiamo un virus buono: diffondiamo il CorradVirus! :)

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  4. Potrebbe starci anche per me, considerato che il sogno di diventare un wrestler è assolutamente comprensibile! ;)

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