domenica 31 gennaio 2021

La rubrica musicale senza nome di Pensieri Cannibali: puntata di Gennaio 2021

 
 
Finito - purtroppo - il periodo dei classificoni di fine anno e finito anche - per fortuna - il periodo delle fastidose canzoncine natalizie de mierda, è tempo di ricominciare con la rubrica musicale mensile di Pensieri Cannibali. Rubrica a oggi senza nome. Un po' perché non sono riuscito a trovarle un nome decente. Qualcosa che in poche parole faccia capire che si tratti di una rubrica musicale mensile. Tipo Music Monthly... hey, potrei usare Music Monthly?!?
E un po' perché fa figo avere una rubrica senza nome. Dite che non fa figo proprio per niente?
Comunque sia, andiamo a scoprire artisti, canzoni e album del mese, tra promossi e bocciati.


Per me è no
 
#7 Billie Eilish, Rosalía
 
I love Billie Eilish. Yo amo Rosalía. All'idea di una loro canzone insieme, per di più realizzata per la colonna sonora di Euphoria, una delle mie serie preferite degli ultimi anni, ero già pronto a urlare al capolavoro in todos los idiomas del mundo. Poi sento la canzone e, al di là dell'effetto curioso di Billie Eilish che canta in spagnolo e dell'apprezzabile coraggio nel proporre un brano così privo di ritmo, non mi piace particolarmente. First reaction: shock.
 
 


#6 Francesca Michielin, Vasco Brondi

Adoro Francesca Michielin e ho sempre apprezzato parecchio Vasco Brondi, l'artista precedentemente noto come Le luci della centrale elettrica. Anche 'sta volta ero già pronto a urlare al capolavoro, limitandomi al solo italiano, in questo caso. Poi sento la canzone che hanno realizzato insieme, "Cattive stelle", e mi sembra una sanremata clamorosa. Seconda collaborazione da sogno buttata al vento di fila. Questo 2021 è partito bene, no?
Resta comunque un testo di livello superiore e il fatto che al prossimo Festival, se si farà e sperando che con Fedez porti un pezzo meno tradizionalmente sanremese, per l'omina Michelin farà un tifo da stadio con un enorme entusiasmo. Ehm, si fa per dire.
 

 


#5 Ed Sheeran
 
La nuova ballatona strappamutande di Ed Sheeran non è una brutta canzone, è solo una lagna incredibile. Poi, per carità de gustibus. C'è ad esempio qualcuno che potrà trovare una Lagna Del Rey incredibile la tipa al secondo posto tra i miei top del mese...
 
 
 
 
#4 Justin Bieber
 
E a proposito di lagne, ecco il sempre più spirituale e lamentoso Justin Bieber, che sembra prossimo a voler diventare un... pastore. Un po' come Kanye West. Ma che sta succedendo agli artisti di oggi? Una volta era tutto sesso, droga e rock'n'roll e mo' adesso vogliono tutti farsi preti?
 
 
 
 
#3 Vasco Rossi
 
Ci sono le persone No-Vax, io invece sono No-Vasco. Da quando ho aperto i battenti di questo blog, se c'è qualcuno o qualcosa di cui ho sempre parlato male, a parte Avatar e Salvini, è Vasco Rossi. Nel corso degli ultimi anni, ogni volta che se n'è uscito con una nuova canzone, mi sembrava peggiore delle precedenti. E' quindi con mia somma sorpresa che la prima volta che ho sentito "Una canzone d'amore buttata via" non mi ha fatto nemmeno troppo schifo. Sarà che ormai aveva raggiunto un livello talmente basso oltre il quale non poteva scendere, che non mi ha manco fatto sanguinare le orecchie come previsto. Poi l'ho sentita una seconda volta e, nel suo sembrare quasi una ridicola parodia di un pezzo di Vasco, tra cori da stadio e solo di chitarra che farebbero arrossire persino Slash, ho cominciato a faticare. L'ho ascoltata ancora una terza volta e poi basta, non ce la faccio più. Adesso non pretendete troppo. Se non altro, comunque, è una canzone sincera, che tiene fede al suo titolo. Io l'avrei intitolata "Una canzone d'amore buttata nel cesso", ma va bene anche così.
 
 


#2 Emma Marrone, Alessandra Amoroso
 
Il pezzo si chiama "Pezzo di cuore", ma a me sembra un pezzo di qualcos'altro.
Ce l'avranno fatta le due Scream Queens della musica italiana a fare una canzone senza urla?
A voi il (dis)piacere di scoprirlOOOOOO!
 
 


#1 Ermal Meta
 
Alcune canzoni di Ermal Meta in passato non mi sono nemmeno dispiaciute. Non avrei quindi immaginato che sarebbe riuscito a produrre qualcosa di più fastidioso di Vasco o Alessandra Amoroso, e invece questo suo tentativo di scrivere una "(I Can't Get No) Satisfaction" per la new generation mi sembra un epic fail. Abbiamo già il ritornello più insopportabile dell'anno?
 
 



Per me è sì
 
#11 Samuel
 
Il nuovo album solista del subsonico Samuel, "BRIGATABIANCA", è caruccio. Niente in grado di far gridare al miracolo, ma è un disco pop, leggermente venato di electro, hip-hop e reggae qua e là, piacevole. Con dentro una manciata di chicche, come la nostalgica "Cocoricò" ambientata nel 2001, quando "le torri cadevano e crollavo anch'io" e "mentre Morgan saltava da un balcone all'altro". Cosa che credo faccia ancora oggi.
 
 
 
 
#10 Coldplay
 
Per la prima volta credo da anni, mi piace una nuova canzone dei Coldplay. Lo  so, succedono cose pazzesche anche in questo 2021, quasi come nel 2020. "Flags" è un brano scartato dal loro ultimo album "Everyday Life" e pubblicato soltanto ora come bonus track dell'edizione giapponese. A questo punto viene il sospetto che Chris Martin e compagni non avessero smesso del tutto di scrivere belle canzoni. Mi sa che se le tenevano per loro, dando in pasto al pubblico soltanto dei pezzoni alla U2 con i cori da stadio. "Flags" invece funziona proprio nella sua semplicità e nella sua mancanza di pretese e di eccessi, riportando alla mente "Shiver", uno dei primissimi singoli del gruppo.
 
 
 
 
#9 Viagra Boys
 
Con un nome così non passano certo inosservati. Per emergere del tutto però forse i Viagra Boys avrebbero bisogno di uno stile musicale più definito. Cosa che allo stesso tempo rappresenta anche un loro grande pregio. Il loro ultimo album si chiama "Welfare Jazz", solo che loro non fanno musica jazz, quanto un post-punk che però non è particolarmente vicino a quello di altri gruppi post-punk del momento come Fontaines D.C. o Shame, e qua e là affiorano persino accenni country, oltre a un certo senso del pop tipico dei gruppi svedesi, sebbene in questo caso molto deviato. Imprevedibili ed eccitanti, questi Viagra Boys. D'altra parte, con un nome così...
 
 
 
 
#8 Aaron Frazer
 
In un mese che ha visto la scomparsa di Phil Spector, mi sembra giusto celebrare la figura, spesso in secondo piano, del produttore musicale. Non tanto lui, che oltre a un genio in studio era pure un assassino fuori, quanto questa professione in generale. Un'importanza non da poco mi sembra che la giochi ad esempio Dan Auerbach che, oltre a essere uno dei due Black Keys, è anche un produttore che in studio sa essere decisivo. Si senta "Ultraviolence", l'album della svolta più o meno indie-rock di Lana Del Rey. O il disco d'esordio di Aaron Frazer, "Introducing...", un lavoro soul di classe che sembra uscito dritto dagli anni '60. Bravo Aaron, e bravo Dan.
 
 
 

#7 Sleaford Mods 
 
La working class britannica in musica. Gli Sleaford Mods sono un gruppo dall'attitudine punk che si esprime con un linguaggio vicino al rap e allo spoken word. Un incrocio tra Clash, Beastie Boys e Gorillaz, con un suono molto personale e definito. Qualcuno potrà dire che tutti i loro album e tutte le loro canzoni sono uguali e non mi sento di dare nemmeno troppo torto a questa teoria. Il fatto è che, se ti piace un loro pezzo, ti piacciono tutti. A me sono piaciuti fin dal primo ascolto e ancora non mi hanno stufato. Il loro nuovo album "Spare Ribs" non cambia di granché la loro formula, ma, almeno con me, questi due cazzoni inglesi che sembrano una versione più politicizzata di Liam Gallagher hanno fatto di nuovo centro.
 
 
  

#6 Gwen Stefani 
 
M'era mancata, la Stefani. Non che fosse sparita. Si era solo messa a fare la giudice di talent show come The Voice, dischi country insieme al suo attuale compagno Blake Shelton e persino album natalizi, ma che davvero?
Con "Let Me Reintroduce Myself" in appena 3 minuti condensa circa 30 anni di carriera, sia solista che con i No Doubt, e rimette le cose a posto, come se il periodo recente fosse stato soltanto un sogno incubo da dimenticare. Finalmente.
 
 


#5 Shame
 
Si chiamano Shame, ma non hanno niente di cui vergognarsi. Il loro secondo album "Drunk Tank Pink" è uno dei migliori album post-punk, e diciamo rock in generale, del periodo. Manca forse giusto la canzone bomba che li faccia esplodere, per il resto ci siamo.
 
 

 
#4 Still Corners
 
“Wicked Game” di Chris Isaak e “Fade Into You” dei Mazzy Star sono tra le vostre canzoni preferite? Adorate gruppi come Cigarettes After Sex e Beach House? Non disdegnate Lana Del Rey? Vi piacciono le colonne sonore dei lavori di David Lynch? In tal caso potete andare sul sicuro con “The Last Exit”, il nuovo album del duo anglo-americano Still Corners. Un disco da sogno.
 
 


#3 Pearl Charles
 
È finalmente finito il periodo più odiato dagli amanti della musica. Quello natalizio. Quello in cui escono solo i dischi pacco (in tutti i sensi) di Michael Bublé e Mariah Carey, e poco altro. Sono riprese le regolari uscite discografiche e il primo piccolo grande magico album dell'anno che ho scovato un po' per caso, attratto soprattutto dalla copertina, è “Magic Mirror” di Pearl Charles.
 
 
Un disco fuori dal tempo, che sembra uscito dagli anni '70 più che dal 2021, che inizia come gli ABBA, prosegue come Carole King e alla fine, in bilico tra suoni pop vintage e atmosfere country-folk, trova una dimensione sua. Pearl Charles, una perla di artista di nome e di fatto.
 
 
 
 
#2 Lana Del Rey
 
L'amore è scattato subito al primo ascolto, fin dalle prime note. "Chemtrails Over the Country Club" è un classico istantaneo. Uno di quei pezzi che sembrano esistere da sempre e invece è nuovo. Ancora una volta con lei va così. Lana Del Rey, la smetterai mai di incantarmi, Dio bono?
 
 


#1 Arlo Parks

La voce più bella del mondo attualmente in circolazione? Forse. Di sicuro una di quelle che più mi fanno sentire in pace con il mondo. Una delle rare volte in cui succede. La 20enne britannica Arlo Parks ha appena pubblicato il suo album d’esordio “Collapsed in Sunbeams” e ha il potenziale per farla diventare famosa ai livelli di una Adele, per dire. Non so se augurarmi che ciò succeda o se resti, almeno ancora per un po’, un fenomeno di nicchia, un fenomeno per me. Canzoni come “Caroline”, “Too Good”, “Black Dog” e l’inno “Hope” sono personali e universali al tempo stesso. La morbida voce di Arlo Parks è un dono all'umanità. Spero che l'umanità non mandi tutto a puttane come al solito e sappia farne buon uso.
 
 



Guilty Pleasure del mese
Olivia Rodrigo 
 
Il fenomeno delle chart mondiali di questo inizio 2021. Lanciata dalle serie Bizaardvark (cazzo è?) e High School Musical: The Musical: La serie, la cantautrice e attrice 17enne Olivia Rodrigo con il suo singolo d'esordio ha fatto registrare numeri che non si vedevano dai tempi di "...Baby One More Time" di Britney Spears. E c'è da dire che la sua "Drivers License" non è nemmeno un pezzo particolarmente immediato o dal ritornello catchy, quanto una ballatona intimista e allo stesso tempo epica, con sonorità bedroom pop tra Lorde e Billie Eilish, un crescendo radioheadiano e il plauso da parte di Taylor Swift che, anziché guardare con sospetto una ragazza pronta a superarla in quanto a vendite, è stata la prima a "sponsorizzare" la giovane collega sui social. Chapeau.
Certo, a noi vecchie merde senza cuore può far sorridere sentire una ragazzina che si strugge per amore per uno sbarbatello che le aveva promessa che tra loro sarebbe durata "forever", quando voleva soltanto sfilarle le mutandine, ma la disperazione che emerge da questa canzone suona vera, non come un prodotto di marketing. Olivia Rodrigo. Piaccia o meno, ne sentiremo ancora parlare e la vedremo praticamente ovunque. Quanto un meme di Bernie Sanders.
 
 


Cotta del mese
Avril Lavigne
 
Con l'ultimo disco aveva provato a dare una svolta più matura al suo suono, ma non è questa la Avril che vogliamo. Noi vogliamo la Avril finto punk degli esordi. L'eterna Peter Pan che ci fa sentire ragazzini anche se né noi né lei lo siamo più. In attesa del nuovo album a cui sta lavorando, nel frattempo a riportarci quella Avril di un tempo ci ha pensato il pezzo realizzato con MOD SUN, un altro finto punk finto adolescente (è del 1987). L'eterna cotta adolescenziale nei suoi confronti è bell'e che tornata!

 

Video del mese
Travis "Nina's Song"

Negli ultimi anni i Travis hanno continuato a pubblicare dischi, magari non troppo memorabili ma comunque dignitosi. Per quanto i tempi in cui il video di "Sing" con la battaglia di cibo passava venti volte al giorno su MTV sembrino appartenere a un'altra vita, gli scozzesi non hanno perso l'abitudine di fare video che lasciano il segno. Come quello di "Nina's Song", che gli amanti dei gatti non potranno che adorare. Miao.
 



 
 

6 commenti:

  1. Così, senza voler apparire troppo di parte..Flags è uno splendido pezzo, rimasto fuori dall'ultimo cd perché già colmo di meraviglie.. io ce l'avrei messa lo stesso.. comunque..
    E grazie sempre per avermi fatto scoprire Arlo parks!

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  2. Lana Del Rey mi piace un sacco... e piace molto anche ad Annalisa... la Rodrigo mi ricorda tanto la vincitrice di X-Factor di quest'anno

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  3. Questo guilty pleasure piace pure a me, che la patente ce l'ho da un pezzo. Un po' meno invece Gwen Stefani e Lagna del Rey, che sì, mi sembra fare sempre le stesse canzoni.

    Sono fortunata a non aver ancora mai ascoltato le due urlatrici italiane, mentre grazie per avermi fatto riascoltare per bene i Coldplay, quando passano per radio faccio finta di niente e non mi ero accorta che questa era una canzone decisamente migliore rispetto agli ultimi singoli.
    Come li scartano loro, i brani?!

    Billie viene eclissata da Lorde nell'episodio di Euphoria, e giustamente.
    Bene, ora da gattara corro a vedermi il video dei Travis!

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  4. diciamo la verità, dopo arlo parks possiamo pure di smettere di trovare il DISCO del 2021...

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