sabato 29 maggio 2021

La musica di Maggio 2021: così tanta roba da sentire che un mese solo non basta

 
Pronti per sentire un po' di musica?

Ma come? Voi siete venuti qui per leggere, visto che Pensieri Cannibali è notoriamente un sito noto per la bella scrittura - forse - e invece dovete mettere in moto le orecchie?

Grazie a questo post, se siete un minimo multitasking, potete fare entrambe le cose.


Per me è no


#7 Martin Garrix, Bono & The Edge

"We Are the People" non è una cover della canzone omonima degli Empire of the Sun. Sembra invece la versione dance di "Ringo Starr" dei Pinguini Tattici Nucleari. In realtà è la "nuova" canzone di Bono e The Edge insieme a Martin Garrix e suona esattamente come ci si potrebbe immaginare un pezzo degli U2 remixato da un DJ di grido di oggi. Per la serie: canzoni create dall'algoritmo. Non è nemmeno una brutta canzone, ma ho il sospetto che ci romperà letteralmente le palle alla grande quest'estate, visto che è l'inno ufficiale di Euro 2020 2021.

 


#6 George Cosby

Elvis Presley per la TikTok Generation. Che lagna.

 


#5 J-Ax

J-Ax ormai fa solo due tipi di canzoni: il pezzo pseudo riflessivo ricca di banalità da boomer, e il tormentone zarro estivo che ogni anno è sempre più spento e una copia sempre più brutta di quello precedente. Per non farci mancare niente - ma che generoso! - l'ex idolo degli Articolo 31 negli ultimi giorni ci ha regalato entrambe le sue "specialità", quest'anno in versione Covid Edition.

   

 


 #4 Diodato

Il Divin Codino meritava una canzone ben più divina di questo inno alla retorica firmato Diodato, anche noto come "Il cantante italiano più sopravvalutato e ingiustamente premiato dell'anno 2020". Un pezzo telefonato per trionfare ai David di Donatello 2022, ma chissà che a sorpresa non venga beffato pure lui dal Checco Zalone di turno.

 


#3 Baby K

Si può rimanere delusi da un tormentone estivo di Baby K???

Sì, personalmente sì. Dopo un guilty pleasure di tutto rispetto come quello fatto lo scorso anno con Chiara Ferragni, quest'anno la regina dell'estate si presenta scarica con un singolo realizzato con tale Omar Montes, un tamarro che non è manco in grado di cantare in playback, Dios mío.

L'estate comunque è ancora lunga, a giugno Baby K pubblicherà il suo nuovo album e mi auguro che prima dell'arrivo ineluttabile dell'autunno ci regalerà un tormentone spaccamaroni degno di questo nome. O forse farei meglio a non augurarmelo.

 


#2 Takagi & Ketra, Giusy Ferreri "Shimmy Shimmy"

L'estate non è ancora cominciata. La stagione dei tormentoni estivi sì. E quest'anno mi sembra che facciano ancora più pena dello scorso anno. Takagi & Ketra giocano sul sicuro convocando di nuovo Giusy Ferreri e la loro canzone più che "Shimmy Shimmy" è scema scema.

 


#1 Deddy

Tra i concorrenti di Amici di Maria de Filippi di quest'anno mi sembra che ci sia poco da salvare, e molto da mettersi le mani tra i capelli. E soprattutto sulle orecchie. Sangiovanni se si mette a lavorare con qualche produttore giusto, in futuro qualcosa di decente potrebbe anche tirarlo fuori. Aka 7even bah, potrebbe avere del potenziale, ma per adesso si vede in maniera molta sfocata. Il peggiore dei finalisti comunque mi sembra Deddy, uno che non sai manco se devi definirlo cantante o rapper, per non offendere nessuna delle due categorie.

 



Per me è boh

Coldplay

Io ci spero sempre, illuso. Nonostante anni di delusioni, con gruppi con cui sono cresciuto come i Muse, gli Smashing Pumpkins e i Coldplay ci spero sempre che ritornino ai fasti di un tempo. In attesa del nuovo album, il gruppo di Chris Martin è tornato con "Higher Power", un pezzo che sembra seguire la scia di "Blinding Lights" di The Weeknd nel revival del pop da radio commerciale anni '80. Le sonorità sono carine, peccato che come al solito eccedano con i cori da stadio. Non una delusione totale, ma nemmeno una folgorazione degna di un Potere Superiore.

 


St. Vincent

Se i Coldplay e molti altri artisti si tuffano sui suoni anni '80, St. Vincent con la sua DeLorean fa invece un salto nei 70s. "Daddy's Home" è un album con una manciata di pezzi buoni, su tutti "Down", però nel complesso non mi convince. Un disco valido, ma da lei a questo punto della carriera mi aspettavo il Capolavoro.

 



Per me è sì


#12 Duran Duran

Spiace, anche se non sorprende, vedere i telegiornali nazionali che parlano dei Duran Duran come del gruppo del film Sposerò Simon Le Bon e di The Wild Boys tormentone di Drive In, come se fossero stati dei one-hit wonder stile Tokio Hotel degli 80s e niente più. Passata da un pezzo l'epoca dei paninari, sono ormai decenni che, pur tra alti e bassi, fanno musica di tutto rispetto. Il nuovo singolo "Invisible", primo estratto dal loro nuovo album "Future Past" in arrivo a ottobre, ce li ripropone in ottima forma. I Duran sono la dimostrazione vivente di come si possa uscire vivi dagli anni '80.

 


#11 Lord Huron

Fuori dal tempo. La condizione in cui si trovano i Lord Huron è proprio fuori dal tempo. Dopo essersi fatti conoscere con "The Night We Met", pezzo cult della colonna sonora della serie Tredici - 13 Reasons Why, i Lord Huron hanno appena pubblicato un album, "Long Lost", che farà felici tutti gli amanti delle sonorità rétro che più rétro non si può, tra western rock, atmosfere da film di David Lynch e melodie dritte dal passato. Più che un gruppo, una capsula del tempo.

 


#10 Caparezza

"Io sono Caparezza / Vengo dalla monnezza", cantava un tempo. Il suo nuovo album "Exuvia" invece non proviene dalla monnezza. Pur non convincendomi nella sua interezza, dentro c'è persino troppa roba, è un lavoro che contiene alcuni pezzi notevoli, su tutti "Campione dei Novanta". Qualcuno l'ha definito il lavoro migliore della sua carriera, per me non lo è. Il suo disco cui sono più legato, e che probabilmente preferirò sempre, è "Verità supposte", che nei primi Duemila ha fatto da colonna sonora alle mattinate passate in giro saltando le lezioni universitarie insieme agli amici Carlo e Torto.

 


#9 Blind Channel

La mia personale rivelazione dell'Eurovision Song Contest 2021, che ha visto il meritato trionfo dei Måneskin. I Blind Channel sono la versione finlandese dei Linkin Park - detto da me è solo un complimento - e ascoltandoli mi sento come se avessi di nuovo 18 anni.

   


#8 Cosmo

Questione di prospettiva. Cosmo può essere visto come un Jovanotti che ce l'ha fatta, o come un Jovanotti che non ce l'ha fatta. La prima perché il suo nuovo "La terza estate dell'amore" è quel tipo di album libero, anarchico, percussivo, con testi che sembrano flussi di coscienza e incurante di ogni logica commerciale che Lorenzo avrebbe sempre sognato e invece non è mai riuscito, o non ha mai osato fare. Cosmo però può anche essere visto come un Jovanotti che non ce l'ha fatta perché non ha la sua stessa fama, e probabilmente non ce l'avrà mai. Cosa che, a sentire questo disco, non sembra importargli più di tanto. Non facile da metabolizzare, ma è il classico album che cresce con gli ascolti.

 


#7 Motta

Non mi piace il panettone Motta. A dirla tutta, non mi piacciono i panettoni in generale. Senza offesa per i panettoni che mi leggono, ma sono un'offesa per la categoria dei dolci veri. Non hanno manco un gusto dolce. Hanno un gusto strano. Pure i cinepanettoni mi fanno schifo. Tutto questo per dire che c'è invece un Motta che mi piace. Il cantautore pisano. Quello che i patiti di spetteguless conoscono come il marito di Carolina Crescentini, la “cagna maledetta” di Boris. I suoi due primi due album “La fine dei vent'anni” e “Vivere o morire” sono tra i miei dischi italiani preferiti degli ultimi anni e la curiosità per il suo nuovo lavoro era quindi alta. Insieme al timore che, dopo la sua partecipazione a Sanremo 2019 con “Dov'è l'Italia”, volesse prendere una direzione più commerciale e mainstream. Così per fortuna non è. Il suo terzo album si chiama “Semplice” ed è semplice solo nel titolo. In realtà è un giuoco di equilibri complesso tra il voler essere più comunicativo, più diretto, e allo stesso tempo mantenere il timbro dark e notturno della sua musica. Semplice? Semplice 'na sega, come si dice nella sua Toscana, e non solo lì. Alla fine non sarà un disco tanto semplice, ma bello sì.

 


#6 Girl in Red

Si fa chiamare Girl in Red, forse perché se andassi in un negozio di dischi a chiedere un disco di Marie Ulven Ringheim ti beccheresti di sicuro un “Eeeeh???”. O magari anche una denuncia per turpiloquio. Che poi esistono ancora i negozi di dischi? Fatto sta che la 22enne norvegese meglio nota come Girl in Red è appena arrivata nei negozi di dischi fisici, quelli che esistono ancora, e in quelli virtuali, con il suo album d’esordio. Il suono è un perfetto incrocio tra il rock chitarroso degli anni ’90 e il bedroom pop alla Billie Eilish che va tanto oggi tra i veri giovani d’oggi e i fintiggiovani come me. Dentro ci sono singoli bomba come “Serotonin”, “You Stupid Bitch” e l’epica “Rue”, ispirata all’omonimo personaggio interpretato da Zendaya nella serie Euphoria, insieme a chicche tutte nuove. Ne sentiremo ancora parlare, quindi cominciate a segnarvi il suo nome. Si scrive Marie Ulven Ringheim, si legge Girl in Red.



#5 Chloe Moriondo

Noi ridiamo e scherziamo e perdiamo tempo sui social e sui blog, ma nel frattempo c’è una generazione di ragazzine appena maggiorenni che ha già fatto più di quanto noi potremmo sognare di fare in tutta la nostra vita. Oltre a Greta Thunberg, Billie Eilish, Olivia Rodrigo e dalle nostre parti Madame, al loro club s'è iscritta anche Chloe Moriondo. A 18 anni è una star di YouTube con più di 3 milioni di iscritti al suo canale e ha appena pubblicato il suo secondo album, “Blood Bunny”, un gioiello insanguinato di musica pop-rock che a tratti ricorda Avril Lavigne, Paramore, beabadoobee e Soccer Mommy, e che soprattutto denota una personalità tutta sua. Tra gli highlights si segnala la cannibalesca “I Eat Boys”, ma è un ascolto fresco e scoppiettante in generale. Io a 18 anni imparavo a fatica a usare il mio primo cellulare, un Siemens C25 tanto per la cronaca, Chloe Moriondo a 18 anni rappresenta il presente e il futuro del nuovo cantautorato americano. E chissà cos’altro potrà combinare ancora.

 


#4 Billie Eilish

Incanto puro. Ogni volta che sento "Your Power" di Billie Eilish non riesco a non farmi venire gli occhi lucidi, anche se sono in giro con le cuffiette e la gente che mi vede pensa sia pazzo.

  


#3 Iosonouncane

1 ora e 50 di musica indefinibile. "IRA" di Jacopo Incani in arte Iosonouncane non è un disco. E' un'esperienza di vita. E' scritto in una lingua che mescola inglese, arabo, francese, spagnolo, tedesco e italiano. A me ricorda, più nell'attitudine che nei suoni, certe cose di Sigur Rós, Nine Inch Nails e Radiohead, ma ognuno può trovarci altro. La tentazione può essere quella di bollarlo o come un capolavoro assoluto o come una cagata pazzesca. Io non sono ancora riuscito a digerirlo del tutto, il penultimo pezzo "hajar" con i suoi 11 minuti giocati sullo stesso ripetitivo suono ad esempio saranno perfetti come colonna sonora di un horror ma a me fanno venire voglia di sbattere la testa contro il muro, eppure mi affascina sempre più. Datemi tempo, diciamo 2 o 3 anni, e potrei arrivare ad amarlo totalmente.

 


#2 Vasco Brondi

Le luci della centrale elettrica si sono spente, ma la sua musica continua a illuminare. Per la prima volta Vasco Brondi ha deciso di fare nomi e cognomi. O almeno, il suo nome e cognome. “Paesaggio dopo la battaglia” è un nuovo inizio, con cui il cantautore cresciuto a Ferrara conserva la sua capacità narrativa, la sua abilità nel disegnare paesaggi con le parole, e ritrae il nostro paese in maniera lucida e allo stesso tempo poetica. Questa volta inoltre Vasco B, il vero Vasco nazionale, ha sviluppato un più accentuato gusto per la forma canzone, per la melodia, cosa che non significa abbia venduto il culo a un brand, per citare un altro fuoriclasse delle parole come Willie Peyote. Significa solo che Vasco Brondi è diventato un pochino più accessibile e avrà anche cancellato il marchio Le luci della centrale elettrica, ma non la sua identità. “Paesaggio dopo la battaglia” è un ascolto che a tratti fa male, eppure fa sentire bene, fa sentire meno soli. È uno di quei dischi da abbracciare. È un album da amare e fare quello che volete.

 


#1 Olivia Rodrigo

È uscito il disco che tutti noi 18enni stavamo aspettando. 18enni per l'anagrafe o nell'animo, non stiamo a sindacare. L'album d'esordio di Olivia Rodrigo, anche attrice di High School Musical: The Musical: La serie che consiglio perché è uno spasso stile Glee dei primi tempi, non cambierà la storia della musica. In compenso è un disco destinato a diventare un futuro classico per le nuove leve. Tra 20 anni, i giovani d’oggi probabilmente diranno: “Ah, bei tempi quelli dell’esordio di Olivia Rodrigo e della pandemia... a parte la pandemia”. “SOUR” è un po’ il “Jagged Little Pill” o il “Let Go” della Generazione Z, ma è un lavoro in cui chiunque ricordi com’è avere 18 anni e il cuore spezzato può ritrovarsi. Ascoltare Olivia Rodrigo fa lo stesso effetto di andare a rileggersi una vecchia Smemo. Decidete voi se è una cosa positiva o meno. Non fate solo l’errore di sottovalutarla. Oltre la hit mondiale “Drivers License” c’è di più e ho l’impressione che tra 20 anni ricorderemo questo debutto come il primo passo di una carriera spettacolare, non solo da popstar.

 



Guilty Pleasure del mese
Margherita Vicario

La mia nuova cantante italiana preferita, o quasi. Margherita Vicario con il suo nuovo album ha letteralmente fatto "Bingo". Questo è il pop tricolore, fresco e frizzante ma non scemo, che ci meritiamo.

 


Cotta del mese
H.E.R.

Amo e amerò H.E.R. per sempre, anche solo perché ha soffiato l'Oscar 2021 per la miglior canzone originale in un film a Laura Pausini, impedendo così una delle peggiori vergogne nella storia degli Academy Awards. E comunque non è l'unico motivo per amarla...

 


Video del mese
Checco Zalone

Amo e amerò Checco Zalone per sempre, anche solo perché ha soffiato il David di Donatello 2021 per la miglior canzone originale in un film a Laura Pausini, impedendo così una delle peggiori vergogne nella storia dell'Accademia del Cinema Italiano. E anche perché la nuova "La Vacinada" è davvero contagiosa.

 




3 commenti:

  1. Boh.. certo che se anche io non impazzisco del tutto per l'ultimo Coldplay ma ancor meno per il fin qui apprezzatissimo nuovo corso dei Duran Duran.. resto ancora più perplesso anche con tutto il resto che proponi.. tranne H.E.R. che in effetti va molto oltre la Pausini.. forse hai ragione, è quello che ci meritiamo..pure la Vicario.. ma allora mi riprendo un Charlie Puth qualsiasi.. ;)

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  2. Gli U2 e i Coldplay veri sono morti o ritirati in pensione e questi qui sono solo dei pallidi imitatori. Non trovo altra spiegazione 🙄

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  3. Arrivo a questo mese in parte preparata, in parte pronta a conoscere nuove ballad teen con cui fingermi gggiovane.
    Un po' come Bono che torna con una canzone degna di un talent che manda ancora più sotto le scarpe la sua carriera ai miei occhi. Ma che è?!

    Diodato urla troppo a questo giro, e anche se piazza una bella frase finale ad aumentare il livello lacrimare del finale del Divin Codino non riesco ad apprezzarlo.
    Stessa cosa per Motta, che ha quella voce così particolare che mi sembra che ogni sua canzone sia uguale alle altre, come strascica quel "paura" all'inizio del singolo, poi, urta tutti i miei nervi.

    Grande, grandissimo boh per i Coldplay.
    La vecchia fan che è in me vorrebbe difenderli visto come mi ritrovo a canticchiarli, ma siamo lontanissimi dai motivi per cui una volta mi piacevano.

    Infine, in casa si tifava alla grande per i Blind Channel all'Eurovision, certo, dopo i Maneskin ovviamente e con una spruzzata di Russia e Islanda!

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