lunedì 14 novembre 2022

gEnnio Morricone






Ennio

Ennio Morricone in testa c'aveva una cosa sola, che finisce con -ica.
No, non quella cosa lì che pensate voi. Quell'altra cosa fondamentale della vita che finisce per -ica: la musica.

"Veramente avevo in mente anche quell'altra cosa"

Avere un'ossessione per la musica non sempre è una cosa positiva. Nel caso di Povia ad esempio è una sciagura. Nel caso di Ennio Morricone invece è stata una benedizione. Per il mondo della musica, per quello del cinema, e diciamo del mondo in generale.

Come si racconta un genio? E sì, per una rara volta questa parola può essere usata non a sproposito.
Giuseppe Tornatore che è un cineasta di talento ma, con tutto il rispetto, non è un genio decide allora di farlo in maniera diligente. Con umiltà. Le parti dedicate ai lavori fatti insieme al Maestro Morricone ad esempio occupano uno spazio inferiore rispetto ad alcune altre pellicole e pure i suoi interventi come intervistato davanti alla macchina da presa non sono troppo numerosi.


Tornatore decide di farlo senza la voglia di rubare la scena al protagonista con troppi virtuosismi o trovate registiche. Lo fa giusto in maniera molto azzeccata con uno split screen in cui la voce del compositore si sdoppia per dare vita a una "sinfonia".

E decide di farlo dando voce soprattutto al diretto interessato: Ennio Morricone. Ci sono un sacco di ospiti illustri che intervengono in questo docu-film con le loro dichiarazioni, da Quentin Tarantino a Clint Eastwood, da Bruce Springsteen a James Hetfield dei Metallica. Le parole che restano più impresse sono però quelle di Ennio Morricone che, pur non cercando il facile effetto strappalacrime, in più di una occasione scatenano una notevole commozione.

"Certo che Tornatore quel maledetto poteva inserire qualche mia scena in più"

E poi naturalmente a parlare ci sono le sue musiche, gli aneddoti sulla composizione e sulle sue collaborazioni, anche nell'ambito del pop italiano anni '60. Una vera goduria per qualsiasi appassionato sia di musica che di cinema, che grazie a lui hanno trovato la fusione perfetta.

Ci sono pochi ambiti in cui una persona sola è riconosciuta come il numero 1 assoluto. Penso al basket, dove si può discutere finché si vuole, ma alla fine l'MVP, il miglior giocatore di tutti i tempi è senza dubbio alcuno Michael Jordan. Lo stesso vale per le colonne sonore. Ci sono un sacco di compositori di talento, tra i miei preferiti cito Angelo Badalamenti, Nino Rota e Thomas Newman, però nessuno è come Morricone. Per decenni la sua musica è stata la grande protagonista dei film che ha "accompagnato", diventando in numerose occasioni più iconica e ricordata dei film stessi. Il suo cognome è diventato sinonimo di soundtrack.


Il docu-film ottimamente orchestrato da Giuseppe Tornatore ha il merito di ricordarci l'enorme grandezza e bellezza della sua opera, ma anche quello di mostrarci l'uomo apparentemente normale e in realtà eccezionale che ci sta dietro. Per una volta Ennio, e non Morricone.
(voto 8/10)




4 commenti:

  1. E felice che l'unica sua colonna sonora utilizzata durante il film e nel finale, sia quella meravigliosa di Mission..

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  2. Un grande uomo e un grande compositore, le musiche di Morricone sono senza tempo ed ascoltarle è sempre un'emozione.

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  3. Un vero genio.
    Quanto mi sono commossa a scoprirlo finalmente come si deve, questo genio.

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  4. Sono splendide le scene in cui Ennio ti mima la musica con i suoi passaggi. Si capisce che lui la musica oltre che sentirla la "vedeva".

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