venerdì 28 agosto 2026

Testa di serie - Sterling Point, The Shards, Furious e le altre serie di Agosto 2026






Serie tv migliore del mese (secondo Pensieri Cannibali)
Sterling Point - L'isola dei segreti
(stagione 1)
Genere: teen drama
Consigliato in particolare: a chi cerca l'erede di Dawson's Creek

Fondamentalmente, ci sono due tipi di serie adolescenziali. Quelli più estremi, sesso, droga & rock'n'roll, e quelli più teneri e intimisti. Questo mese abbiamo un'ottima rappresentazione di entrambi. Per quanto riguarda i primi c'è The Shards, vedi sotto, per i secondi c'è Sterling Point. Lo dico, o non lo dico?
Forse abbiamo finalmente trovato un degno erede di Dawson's Creek. Ecco, l'ho detto.

"Sul serio Cannibal Kid è ancora alla ricerca del nuovo Dawson's Creek?"

"Ormai non è un po' troppo vecchio per pensare a queste cose?"

La notizia è che Sterling Point è una serie originale. Nel senso che non è tratta da nessun libro, film, videogame. Non è il sequel, prequel o reboot di niente. Non appartiene ad alcun franchise già esistente. Si tratta di una serie creata, nonché in parte diretta e sceneggiata, da Megan Park, ex attrice vista in quella boiata de La vita segreta di una teenager americana, passata con successo dietro la macchina da presa con quei due gioiellini di cinema indie adolescenziale che rispondono al nome di La vita dopo - The Fallout con Jenna Ortega e My Old Ass con Aubrey Plaza, che qui conferma di avere un tatto unico nel ritrarre i suoi giovani e soprattutto le sue giovani protagoniste. Nonostante non manchino colpi di scena degni di Beautiful, il focus sono sempre loro. Questo va a discapito dei personaggi maschili e di quelli adulti, che non sono approfonditi altrettanto e questa è una pecca della serie, a fare i pignoli e a volerne proprio trovare una.

"Ma chissenefrega dei personaggi maschili?"

Sterling Point si va ad inserire in quel filone particolarmente sfruttato negli ultimi anni di teen drama adolescenziali estivi, che va da L'estate nei tuoi occhi al recente Un anno dopo l'altro, con cui condivide la pittoresca ambientazione canadese, ma sa trattare il genere con una sua personalità e con una sua sensibilità che riporta alla mente gli show degli anni '90 e dei primi anni zero, come il sopracitato Dawson's Creek.


Ad arricchire la proposta, oltre a dei dialoghi efficaci e davvero ben scritti, ci pensa un cast particolarmente convincente e pieno di potenziali future star. Come Ella Rubin, vista negli horror Until Dawn - Fino all'alba e Fear Street: Prom Queen e anche in un piccolo ruolo in Anora, che sembra un incrocio tra Rachel Weisz, Sandra Bullock e Anne Hathaway (che non a caso interpretava sua mamma in The Idea of You).


O come Bo Bragason, che qua ha il ruolo dell'idolesca Oona e che presto vedremo nei panni della principessa Zelda nella versione cinematografica di The Legend of Zelda.


E insieme a Ramona (Amélie Hoeferle, altra giovane attrice molto promettente), Oona compona anche una delle ship più belle nella storia dei telefilm.


Per non farsi mancare nulla, c'è pure un nepo baby: Keen Ruffalo, figlio 25enne di Mark Ruffalo che nei panni di un 17enne non è granché credibile, però il suo è il personaggio simpa di turno e quindi alla fine ci sta pure lui.


Esultando per il rinnovo per una seconda stagione già arrivato, con quel finale che apre a un sacco di possibilità, una nuova ossessione seriale è stata sbloccata. Per gli amanti dei teen drama, Sterling Point è da non perdere. Quanto ai non amanti dei teen drama, dopo aver visto questa serie potrebbero diventarlo pure loro.
(voto 8/10)


Serie più 80s del mese
The Shards
(stagione 1, episodi 1-7)
Si può vedere su: Disney+
Genere: tanto ottanta
Consigliato in particolare: ai fan di Bret Easton Ellis

Mentre una buona parte del mondo stava attendendo la versione di Christopher Nolan dell'Odissea di Omero, io ero in trepidante attesa per l'adattamento di un libro forse meno conosciuto, ma che personalmente ritengo non meno importante. Anzi. Parlo di The Shards di Bret Easton Ellis, pubblicato in Italia nel 2023 con il titolo Le schegge.


I romanzi del controverso scrittore statunitense sono già stati trasposti varie volte al cinema (Al di là di tutti i limiti da Meno di zero, American Psycho, Le regole dell'attrazione e The Informers - Vite oltre il limite dalla raccolta Acqua dal sole), ma questa è la prima volta che arrivano sul piccolo schermo. Lo stesso Ellis si cimenta inoltre in prima persona con l'adattamento del suo manoscritto e lo fa al fianco di uno dei nomi più prolifici della serialità televisiva, Ryan Murphy. Quello di Nip/Tuck, American Horror Story, American Crime Story, Scream Queens, Glee e tante altre serie, in diverse delle quali l'influenza di Ellis emerge in maniera più o meno evidente.


Prima o poi insomma i due dovevano collaborare e l'occasione perfetta è arrivata con l'ultimo grandoso libro dello scrittore, in grado di riportarlo ai fasti dei suoi primi lavori e allo stesso tempo riportarlo pure a quegli anni '80 cui è e sarà sempre indissolubilmente legato. Attenzione, però, perché quella di Bret non è semplice nostalgia. Certo, è presente anche quella. Quanto è bello vedere la cura con cui quel periodo è stato ricostruito, nei look, nella moda, così come nel recupero delle location e della musica dell'epoca? Ovviamente, se ve lo stavate chiedendo, la colonna sonora è strepitosa.


Allo stesso tempo emerge con un filo di ironia quanto l'idealizzazione totale del passato sia pericolosa. Perché gli anni '80 per certi aspetti sono stati una figata, per altri viverli non è stato il massimo. Bret ricorda ad esempio di come quello fosse il periodo d'oro per i serial killer, o di come allora la fluidità sessuale non fosse socialmente accettata, nemmeno in una città in teoria mentalmente avanti come Los Angeles. Gli 80s sono quindi riprodotti a 360°, sia per il loro lato più scintillante che per quello più oscuro, e, più che come una serie teen a consumo dei giovani d'oggi, The Shards appare come un period drama rivolto anche e soprattutto a chi in quegli anni ci è cresciuto.


Negli scorsi giorni ho letto un articolo in cui si diceva che quest'estate è sì caldissima, ma finiremo per rimpiangerla. Il motivo? Nei prossimi anni la situazione peggiorerà ancora. Di molto. Insomma, presto o tardi si finisce per rimpiangere tutto e tocca farlo pure con gli anni '80 che avranno anche avuto un sacco di difetti, alcuni dei quali leggi alla voce Trump ancora ci portiamo dietro, ma se confrontati con il triste presente avevano pure tanti pregi, e in The Shards emergono entrambi gli aspetti.


Con lo scrittore che ha messo mano in prima persona al suo romanzo, l'adattamento tv è per forza di cose parecchio fedele alle parole su carta. Cosa che rappresenta un pregio, così come forse anche il suo principale limite. A mio parere, alcuni degli adattamenti più riusciti sono quelli più "infedeli" al soggetto originale. Penso ad esempio a Shining. Ellis invece è del parere opposto, come ci fa sapere fin dalla prima scena di The Shards in versione televisiva, e lui sta dalla parte del suo idolo Stephen King piuttosto che da quella di Stanley Kubrick.


Non sorprende allora vedere le sue parole prendere vita sullo schermo in una maniera così precisa. Per chi ha già letto il libro quindi non ci sono sconvolgimenti particolari, almeno a giudicare dai primi due episodi, e non c'è una rielaborazione autoriale come in American Psycho di Mary Harron o in Le regole dell'attrazione di Roger Avary. Dalla terza puntata, comunque, si possono notare alcune variazioni, l'introduzione di un personaggio nuovo (Rhonda), degli arricchimenti nella costruzione degli altri personaggi e, in particolare con il quinto spettacolare episodio "Murder on the Dancefloor", la serie trova una sua dimensione capace di andare al di là del romanzo d'origine.


Parecchio azzeccata la scelta del cast. Ryan Murphy ha dichiarato di aver passato mesi a fare provini e l'attenzione nello scegliere i volti perfetti, così come ogni altro aspetto di questa produzione curatissima, si nota. A partire dall'emergente Igby Rigney, già visto nelle serie di Mike Flanagan The Midnight Club, Midnight Mass e La caduta della casa degli Usher, che riesce a rendere bene il fascino algido e intellettualoide di Bret Easton Ellis, o se non altro della versione autofiction di sé stesso. Anche se forse lo scrittore non è mai stato così tanto fisicato in vita sua.


Kaia Gerber è uguale a sua mamma Cindy Crawford negli anni '80 ed è quindi azzecatissima nei panni della ragazza più bella che Bret abbia mai visto.

Cindy Crawford
Kaia Gerber

Fa strano vedere che nei panni di un suo possibile interesse amoroso ci sia il suo quasi fratellastro Homer Gere (già visto a letto con Sydney Sweeney nella stagione 3 di Euphoria), anche se non assomiglia particolarmente al padre Richard Gere. Fa strano perché, sebbene non abbiano alcun legame di sangue, i loro genitori sono stati sposati nella prima metà degli anni '90, anche se insieme non hanno avuto figli. Chissà come sarebbero venuti? Sarebbero stati persino troppo schifosamente belli, se possibile, persino più di Kaia e Homer.


Così come fa strano vedere questa serie disponibile in Italia su Disney+. Non solo per l'ampia presenza di scene di sesso, etero e non, e fiumi di cocaina, ma anche perché è quanto di più lontano ci sia dal prodotto per famiglie. Qui infatti i genitori o sono quasi del tutto assenti, o se ci sono, come quelli interpretati dalle "vecchie" glorie ed ex teenager cinematografici Evan Rachel Wood (quella di Thirteen - 13 anni) e Wes Bentley (quello di American Beauty), ci provano con gli amici a malapena maggiorenni dei loro figli.


Proseguendo ad ammirare il cast, l'esordiente Hayes Warner nei panni dell'algida bionda Debbie Shaffer regala vibrazioni stile Michelle Pfeiffer in Scarface e sarebbe anche perfetta come nuova Barbie in un ipotetico reboot del film di Greta Gerwig.


In generale, al di là delle scelte azzeccate del cast, non c'è un aspetto che non sia stato meticolosamente studiato e forse tutto appare persino troppo perfetto. Qualcuno troverà il risultato nell'insieme freddo, distaccato, ma anche questo fa parte del pacchetto. Lo stile dello scrittore è così, prendere o lasciare, e The Shards è distillato di Ellis puro al 100%.
(voto al romanzo 8,5/10
voto alla serie finora 7,5/10)


Serie più vendicativa del mese
Furious
(stagione 1, episodi 1-7)
Si può vedere su: Disney+
Genere: serial killa
Consigliato in particolare: a chi ama i thriller umanistici

Leggi il titolo e pensi alla saga di Fast & Furious con Vin Diesel nei tamarri panni di Dom Toretto. Grazie al cielo, la serie Furious non ha niente a che fare con tutto ciò. Dico grazie al cielo perché, per quanto mi fosse piaciuto il primo film del franchise action automobilistico, ormai non se ne può più. Furious rientra invece nel filone dei crime intimisti, diciamo da qualche parte tra True Detective e le recenti Long Bright River - I cieli di Philadelphia e Task.


Presente gli Epstein Files? Ecco, qui si investiga su un caso simile, però da un punto di vista di cui in genere non ci si occupa mai: quello delle vittime delle violenze. Quello di un'ex prostituta minorenne cresciuta a pane e film come Uomini che odiano le donne e Una donna promettente, e assetata di vendetta. Una serial killer donna interpretata dall'irlandese Lola Petticrew (già vista nella miniserie Non dire niente) per cui inevitabilmente si finisce per fare il tifo. Tifare per una serial killer?
Sì, e allora?


A darle la caccia c'è un'agente dell'FBI alle prime armi interpretata da Emmy Rossum, la storica Fiona Gallagher di Shameless che è sempre un piacere rivedere sul piccolo schermo, e non solo sul piccolo schermo. Pure lei con la sua dose di traumi personali e problemi con gli uomini.


Qualche maschio alfa a questo punto potrebbe cominciare a sbuffare pensando che tutti gli uomini siano rappresentati come il Male assoluto, invece no. Ci sono due dei personaggi maschili più umani e sensibili visti di recente. Uno interpretato da Scoot McNairy, amato protagonista della sottovalutata serie Halt and Catch Fire.


L'altro idolissimo interpretato da Steve Way, paladino a Hollywood degli attori con disabilità.


In un cast in cui si fa a gara a chi è più bravo come se fossimo nell'equivalente attoriale del Paris Saint-Germain, senza che si riesca a trovare un solo vincitore, merita una menzione pure Quincy Tyler Bernstine, che all'età di 52 anni ha finalmente ottenuto un ruolo in grado di farla emergere.


Se la partenza è simile a quella di tanti altri thriller simili, Furious sa crescere episodio dopo episodio in maniera furiosa. Ecco (forse) spiegato il motivo del titolo. E Vin Diesel muto.
(voto finora 7,5/10)

P.S. Alla vigilia del season finale, è arrivato il rinnovo per una seconda stagione. Evviva!


Recupero del mese
Paradise
(stagione 2)
Si può vedere su: Disney+
Genere: fine del mondo
Consigliato in particolare: ai survivalisti

Il mondo sta per finire. Un'altra volta. In Paradise ci troviamo di fronte all'ennesima storia apocalittica che immagina l'ipotesi fantascientifica (?) di una crisi climatica che porta a decimare la popolazione mondiale. Altra ipotesi fantascientifica (?): i sopravvissuti più ricchi e potenti se ne stanno (più o meno) belli tranquilli nel comfort di una città-bunker che ricrea la vita sulla Terra come se il disastro non fosse mai avvenuto.


Questo l'abbiamo visto nella prima stagione, valida ma con ampi margini di miglioramento. Miglioramento cui si assiste nella seconda season, con una scrittura più efficace e numerosi episodi che si focalizzano sui personaggi facendo tesoro delle lezioni impartite dal seminale e sempre di grande ispirazione Lost. Insieme ai protagonisti già conosciuti nella stagione uno, a questo giro si aggiunge anche una bravissima Shailene Woodley, che fin dal primo episodio fa intuire il cambio di passo di Paradise 2.


Un maggiore spazio se lo prende poi a forza la sempre più inquietante e pericolosa assassina Jane, interpretata da Nicole Brydon Bloom.


L'altro personaggio game changer è il misterioso Link, nei cui panni troviamo Thomas Doherty, già visto nel reboot di Gossip Girl e in Tell Me Lies.


In conclusione, non siamo ancora a livelli da Paradiso televisivo, complice una parte finale che cerca il colpo ad effetto a tutti i costi, ma ci stiamo avvicinando e chissà che non vengano raggiunti con la prossima già annunciata stagione.
(voto 7/10)


Cotta del mese
Heidi Grace Engerman (Ransom Canyon)
(stagione 2)
Si può vedere su: Netflix
Genere: country soap
Consigliato in particolare: a chi non ha proprio un cazzo di meglio da fare

Non sono un grande fan del country e delle ambientazioni campagnole, però anche questa volta Ransom Canyon mi ha fregato. La seconda stagione della serie con protagonisti Josh Duhamel e Minka Kelly come guilty pleasure si mantiene più o meno ai livelli della prima con i suoi intrighi a metà strada tra soap opera e telefilm vecchio stile alla Dallas. Se si resta incollati allo schermo però è merito anche e soprattutto del cast ricco di fascino, più che di bravura recitativa. Ai figoni e alle figone già visti nei precedenti episodi, in questa season two si aggiunge la rossa Heidi Grace Engerman, che contribuisce a rendere la situazione più movimentata a piccante. Brava!
(voto 6/10)

"È arrivata la promozione da parte di Pensieri Cannibali.
Uh, che sollievo"


Guilty Pleasure del mese
Uno splendido errore
(stagione 3)
Si può vedere su: Netflix
Genere: fake teen
Consigliato in particolare: a chi non si sente ancora troppo vecchio per queste stronzate

Comincio a sospettare di aver fatto un errore, e nemmeno uno splendido, a continuare a seguire la serie Uno splendido errore. Se la prima stagione era decisamente carina e accattivante, già con la seconda si cominciava a respirare un'aria stantia di idee riciclate e con la terza quest'impressione viene confermata in maniera ancora più netta. Tra i tanti problemi, oltre a una scrittura sempre più sciatta, dialoghi che sembrano generati in automatico dell'AI e interpretazioni svogliate, c'è il fatto che ci sono troppi personaggi. La famiglia dei Walter è così numerosa che al confronto i Camden di Settimo cielo potevano essere considerati infertili. Alcuni dei figli manco mi ricordavo di averli mai visti prima e diversi di loro pronunciano sì e no due parole in croce nel corso dell'intera stagione. Scommetto che manco i loro genitori si ricordano tutti i loro nomi.

"Ma quanti cazzo siete?"

Come se non bastasse, vengono anche introdotti dei nuovi personaggi che cercano di vivacizzare, senza riuscirci, le vicende. Tutti finiscono comunque per restare sullo sfondo. Le attenzioni principali, in nome del fan service, si concentrano soprattutto sulla storiona d'amore tra l'ex bad boy Cole e la bella del paese Jackie, che col suo fascino da newyorkese conquista il cuore di tutti. Ora che il loro amore (non più) proibito finalmente si consuma, tutto il fascino che la loro love story poteva avere è svanito e resta solo tanta noia nel vedere i piccoli grandi drammi di questi due piccioncini. A ciò aggiungiamo il fatto che i due attori che li interpretano, la 34enne Nikki Rodriguez e il 28enne Noah LaLonde, nei panni dei liceali sono credibili quanto me come ballerino di tip tap provetto o Bruno Vespa come giornalista imparziale.


Di quell'Uno splendido errore degli inizi resta quindi solo l'errore di continuare a guardarla. Un errore che, mannaggia a me, continuo a ripetere.
(voto 4,5/10)




1 commento:

  1. Sorpresa Furious: tutti bravissimi.

    The Shards per me, invece, somiglia più a Pretty Little Liars che a Ellis. Senza sesso, senza sangue, piatta e patinata. E il figlio di Gere, che imbarazzo...

    RispondiElimina

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