The Invite - Il piacere è tutto nostro
Al cinema, così come nella vita di tutti i giorni, è importante seguire alcune fondamentali regole di sopravvivenza. Ad esempio, non parlate mai del Fight Club. Non esponete alla luce forte, non bagnate, non date da bere e non date da mangiare dopo mezzanotte a un Mogwai. Non mettete in un angolo Baby, nessuno può farlo. Non si deve mai fare sesso, perché sesso uguale morte, e non si può nemmeno ubriacarsi o drogarsi, perché è peccato, né dire: "torno subito", perché non si torna più.
Inoltre, ci sono alcune persone che non dovresti MAI invitare a cena:
- Hannibal Lecter
- Jeffrey Dahmer
- Giuliano Ferrara
- I tuoi vicini di casa
Tra le regole base del buon vicinato, c'è quella non scritta (in questo caso invece io preferisco metterla bene per iscritto) di mantenere dei rapporti sì cordiali, ma senza esagerare. Senza che questi si trasformino in una vera e propria amicizia, che fa così scattare il rischio che ti invitino da loro, o che tu arrivi al punto da essere moralmente costretto ad invitarli da te.
Perché è meglio evitare un invito del genere?
Perché non sai mai cosa può andare storto durante una cena e nel caso, probabile, che qualcosa vada storto, rischi di imbarazzarti ogni volta che li incroci sulle scale o in ascensore, per il resto della tua vita. Almeno fino a che uno tra tu e loro non si trasferirà da un'altra parte.
Il rischio è ancora più alto se fai parte di una coppia. In tal caso, devi proprio resistere. Devi tenere duro a tutti i costi. Non cedere alla tentazione di invitare i vostri vicini di casa, nemmeno se una di loro è una donna naturalmente carismatica ed esotica, oltre che naturalmente guapa, come la spagnola Penélope Cruz.
O se uno di loro è una persona adorabile e alla mano come Edward Norton. Se hai mai visto Fight Club, Schegge di paura, o praticamente qualsiasi altro film in cui è presente, dovresti ormai sapere benissimo che Edward Norton non è mai quello che sembra.
Non commettere lo stesso errore di Olivia Wilde nel brillante, a tratti esilarante e a tratti parecchio amaro The Invite - Il piacere è tutto nostro, da lei interpretato e diretto. Tanto per la cronaca, questa è la sua terza pellicola dietro la macchina da presa, dopo il folgorante esordio teen La rivincita delle sfigate e l'ambizioso ma non troppo riuscito Don't Worry Darling.
Olivia Wilde fa la cazzata di invitare i suoi affascinanti vicini e poi deve subire le conseguenze sociali di tale decisione: far apparire al meglio la sua dimora, preparare una cena squisita, servire del vino ricercato, sembrare una perfetta padrona di casa, alimentare una piacevole conversazione e cose del genere.
In generale, perché invitare a casa propria degli sconosciuti, o comunque delle persone che non fanno parte della tua ristretta cerchia e che quindi conoscono già bene te e la tua abitazione? Perché sottoporsi volontariamente a uno stress simile? Dopo una lunga giornata di lavoro e di rotture di scatole varie, non sarebbe meglio trascorrere una serata tranquilla nella propria intimità, bersi una cosa e magari rollarsi una canna, come vorrebbe fare il marito cinematografico di Olivia Wilde in The Invite, il sempre irresistibile Seth Rogen?
The Invite è una di quelle commedie dai rivolti dark che partono in maniera tranquilla, come uno di quei lavori indie un po' fighetti realizzati da chi è cresciuto guardando troppi film di Woody Allen, ma sa crescere in maniera imprevedibile minuto dopo minuto grazie a una sceneggiatura perfettamente orchestrata da Rashida Jones e Will McCormack, ispirata al film spagnolo Sentimental, a sua volta adattamento dell'opera teatrale Els Veïns de dalt, che ha pure già avuto un remake italiano: Vicini di casa con Claudio Bisio, Vittoria Puccini, Vinicio Marchioni e Valentina Lodovini (che non ho visto).
The Invite è la dimostrazione di come, per fare un bel film, bastino una buona sceneggiatura e appena quattro (ottimi) attori. Niente effetti speciali, stronzate fantasy o paranormali, migliaia di comparse o una produzione da kolossal. Anziché aggiungere, aggiungere, aggiungere, meglio usare pochi ingredienti. Pochi ma buoni.
The Invite, il cui unico limite è forse quello di avere una struttura persino troppo teatrale, è però anche un'altra cosa. Un invito a NON invitare i tuoi vicini a casa tua. Non farlo. Se lo fai, tieniti pronto a pagare le conseguenze delle tue azioni. Non dire poi che non ti avevo avvisato.
(voto 7+/10)













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