Serie migliore del mese (secondo Pensieri Cannibali)
Peccato
(stagione 1, episodi 1-4)
Genere: mockumentary alla romana
Consigliato in particolare: a chi si vuole fare qualche risata, ma con un velo di malinconia
L'umorismo è una cosa estremamente soggettiva. Come i gusti sessuali o i gusti in fatto di cibo. Non li decidi tu, sono una questione prettamente fisica. La pizza, ad esempio, o ti piace o non ti piace e, se non ti piace, ma che razza di problemi hai? Vergognati!
Lo stesso vale per la comicità. Una cosa o ti fa ridere o non ti fa ridere. Sì, ci sono dei tipi di umorismo intellettualoidi alla Woody Allen che magari richiedono un po' di tempo per essere apprezzati in pieno, però, se uno si deve sforzare per ridere, significa che quello non è il tipo di umorismo che fa per sé.
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| "Il tipo di umorismo di Pensieri Cannibali di sicuro non fa per me. Anche perché sarebbe davvero umorismo, quello?" |
Tutto questo per dire che la comicità di Emanuela Fanelli e della serie Peccato (da non confondere con Il peccato e la vergogna con Manuela Arcuri e Gabriel Garko, non che siano simili, ma non si sa mai), da lei ideata, scritta e interpretata nella parte di sé stessa, è proprio la mia comicità ideale. Ironica e soprattutto autoironica. A mio giudizio l'autoironia è una delle doti più grandi che una persona possa avere. Come Eminem nella battle finale in 8 Mile, quando nel suo rap si autoprende di mira e il suo rivale resta senza parole. Quando sei tu il primo a prenderti per il culo, nessuno ti può scalfire.
Oltre a essere una fuoriclasse dell'autoironia, Emanuela Fanelli in Peccato ironizza anche sul mondo della comicità italiana, si veda la parte dedicata a Striscia la notizia, e sul circoletto del cinema tricolore, grazie anche al contributo di ospiti come Alessandro Borghi, Sabrina Ferilli, Gianni Canova, Piera Detassis e un sorprendente Ferzan Özpetek in versione attore.
Anche se, per quanto mi riguarda, le parti che mi hanno fatto scompisciare di più dalle risate sono quelle con Tullio Solenghi.
Un grande pregio di Peccato è quello di avermi fatto piangere dal ridere in un periodo in cui avrei voluto solo piangere e basta. Un pregio non da poco per una comedy, per lo meno se anche voi apprezzate un tipo di umorismo in bilico tra Boris e le parti migliori di Call My Agent - Italia, ovvero proprio quelle con la Fanelli.
Peccato è inoltre un mockumentary che guarda alla comicità surreale di Nathan Fielder con la sua The Rehearsal e di Cunk on Earth con Diane Morgan, ma il bello è che lo fa in una maniera estremamente personale, al 100% Emanuela Fanelli. Il suo è proprio il mio tipo di comicità ideale e di cui avevo bisogno in questo momento. Peccato che una dose di una mezz'oretta a settimana duri troppo poco e peccato anche che, essendo disponibile al momento solo su HBO Max, saranno in pochi a vederla, quando invece meriterebbe di essere trasmessa su tutti i canali a reti unificate. Come il messaggio del Presidente della Repubblica, ruolo qui ricoperto da un personaggio a sorpresa, che non vi svelo, così per scoprirlo siete costretti a guardare la serie.
(voto 8+/10)
Nord Sud Ovest Est: La leggendaria storia degli 883
(stagione 2, episodi 1-5)
Si può vedere su: Sky e NOW
Genere: amicizie in musica
Consigliato in particolare: ai nostalgici degli anni '90
La regola dell'amico non sbaglia mai. Se sei amico di una donna non ci combinerai mai niente mai, non vorrai rovinare un così bel rapporto...
Oddio, non è proprio così. A smentire la sua stessa regola ci ha pensato lo stesso Max Pezzali, che nella vita privata ha sposato una donna con cui per anni era stato soltanto amico. Quindi, Max, ma che cazzo dici?
C'è poi la dura legge del gol. Fai un gran bel gioco, però, se non hai difesa, gli altri segnano e poi vincono...
Anche in questo caso ci sarebbe parecchio da discutere visto che, nel calcio moderno, con il catenaccio non è che si vada da molte parti.
C'è anche un'altra regola, questa volta messa in musica da Caparezza, che dice che il secondo album è sempre il più difficile, nella carriera di un artista. Sarà stato così anche per gli 883, alle prove con il secondo disco dopo il successo del debutto Hanno ucciso l'Uomo Ragno?
Lo scopriremo guardando Nord Sud Ovest Est, seconda e ultima stagione de La leggendaria storia degli 883, rilettura a metà strada tra realtà e mito delle vicende del duo formato da Max Pezzali e Mauro Repetto, che a sua volta deve fare i conti con l'ottima accoglienza ricevuta dalla stagione 1. E come sta andando?
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| "Max, ma io come la bevo questa?" "Con la bocca, Mauro, con la bocca. Certo che non sai fare proprio un cazzo" |
In attesa di vedere gli ultimi episodi, c'è da notare che il livello è rimasto più o meno lo stesso. Il mix tra scenette divertenti e momenti più emozionanti e riflessivi è anche questa volta perfettamente bilanciato. Inevitabilmente, a questo giro manca l'effetto sorpresa, ma Sydney Sibilia riesce a rimediare a ciò con qualche trovata in grado di rinnovare la formula narrativa, come una maggiore attenzione al ruolo di Cisco, le apparizioni dello "spirito" di Silvia e l'arrivo della "mitica" Michela Rossini.
E riuscendo a stupire con con un primo episodio in cui i protagonisti non sono nemmeno gli 883.
Proprio come fa la serie antologica Monster, anche questa, sebbene con contorni decisamente meno inquietanti, riesce ad allargare il discorso, senza limitarlo ai soli 883. È per questo che la visione è assolutamente consigliata non solo ai fan del duo, io ad esempio non lo sono mai stato e li ho rivalutati soltanto grazie a questo show, ma a chiunque si voglia godere una bella, leggendaria, spassosa storia di amicizia.
(voto 7,5/10)
La serie più bullizzata del mese
Carrie
(stagione 1)
Si può vedere su: Prime Video
Genere: adolescenti problematici
Consigliato in particolare: a chiunque abbia mai frequentato una scuola
Ci sono tante cose che mi mancano dell'essere un adolescente. Su tutte, la capacità di stupirsi per ciò che si prova per la prima volta. Quando si invecchia, è tutto un "già visto", un "già fatto". Tra le cose che di certo non mi mancano c'è invece il bullismo. Chiunque abbia mai frequentato la scuola dell'obbligo, quindi chiunque stia leggendo questo post altrimenti non sapreste leggere, è stato vittima o artefice o entrambe le cose di almeno un qualche atto di bullismo, più o meno pesante.
Già ci sono materie non sempre piacevoli da studiare e già ci sono i professori che rompono. Andare a scuola sarebbe allora molto più bello se, almeno tra gli studenti, si facesse fronte comune. Invece no. Come veniva ottimamente mostrato in Mean Girls, le scuole, soprattutto quelle superiori, sono un'autentica giungla, dove si combatte per la sopravvivenza e ogni gruppo sociale deve lottare contro gli altri e dove, a volte, la battaglia si estende anche tra i membri dello stesso gruppo, in un folle tutti contro tutti.
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| "Che ne dici, bullizziamo un po' Pensieri Cannibali con qualche commento offensivo?" "Questa sì che è una splendida idea!" |
Il bello di Carrie, o se preferite il brutto di Carrie, è proprio l'efficacia con cui viene mostrata la vita all'interno di un liceo. In questa nuova rivisitazione dell'omonimo romanzo di Stephen King, che aveva già ispirato un film cult di Brian De Palma e alcuni altri meno celebri adattamenti, la protagonista sembra uscita dalla famiglia nel bosco. Ha vissuto isolata insieme ai genitori, studiando a casa. Ok, non proprio come la famiglia nel bosco, visto che quelli mica studiavano.
Quando suo padre muore, la sua particolare situazione viene scoperta e viene costretta a frequentare una scuola pubblica. Lì son cazzi, perché l'innocente ingenua Carrie viene offerta in pasto a un branco di navigati teenager che già conosce le regole di sopravvivenza sociale in un liceo, mentre per lei è tutto nuovo. Cosa che significa che sperimenterà in pubblico un sacco di cose per la prima volta. Alcune piacevoli, come la sua prima festa, altre meno, come il suo primo ciclo mestruale. Un bagno di sangue annunciato, in tutti i sensi.
Non posso fare un confronto con il romanzo di Stephen King, che non ho mai letto, ma col film di De Palma sì e, benché questa serie tv sviluppata dal sempre sia lodato Mike Flanagan risulti un po' meno autoriale rispetto alla pellicola degli anni '70, in compenso è parecchio più approfondita nella costruzione dei personaggi. La protagonista interpretata dalla rivelazione Summer H. Howell, ma non solo.
Tra i comprimari spiccano in particolare la madre di Carrie interpretata dalla sempre inquietante Samantha Sloyan, habitué delle serie di Flanagan.
E la perfida, ma in una maniera sfaccettata e non monodimensionale, "nemica" di Carrie, la mean girl Chris Hargensen interpretata da Alison Thornton.
Chi si aspetta un semplice horror potrebbe rimanere deluso. Questa nuova Carrie è più che altro un teen drama spietato sul tema del bullismo, che mi ha ricordato 13 Reasons Why più che la pellicola di Brian De Palma. Cosa che rende questa nuova trasposizione molto attuale e, forse, ancora più spaventosa. La scuola ha sempre fatto paura ma, ai tempi dei social, persino di più.
(voto 8/10)
Crystal Lake
(stagione 1)
Si può vedere su: HBO Max
Genere: violenza sulle delle donne
Consigliato in particolare: agli amanti degli horror con un'anima
Non ricordo cos'ho mangiato iera sera a cena, ma ricordo ancora benissimo la delusione provata guardando Venerdì 13, nonostante siano passati parecchi anni. Sul finire dei 90s, io e miei amici del liceo noleggiammo quel film da Blockbuster per Halloween, curiosi di vedere finalmente all'opera uno dei "mostri" più iconici degli horror, Jason Voorhees, il serial killer con la maschera da hockey sul viso. Peccato che di Jason, in quell'horrorino scarso e mal recitato, non vi fosse traccia.
Come gli appassionati di cinema di paura sanno benissimo, io no perché allora ero ancora un cinefilo alle prime armi, il look per cui il personaggio è celebre appare solo a partire dal terzo film del franchise, Venerdì 13 parte III - Week-end di terrore, con la maschera di Jason che è stata modellata su quella di un portiere di hockey dei Detroit Red Wings. Il fatto che invece nel primo Venerdì 13 non ve ne fosse traccia mi lasciò sconcertato e così non proseguii nella visione degli altri titoli della saga. Ebbi modo di vedere Jason in azione soltanto anni dopo, nel ridicolo Freddy vs. Jason.
Ora, decenni più tardi, ho finalmente avuto modo di riprendere quel franchise, e farci pace, grazie alla miniserie Crystal Lake. Diciamolo subito, prima di illudere qualcuno: nemmeno qui vi è traccia dell'assassino con la maschera da hockey. Solo che adesso, non essendo più un teenager brufoloso, non me ne frega più una mazza e mi sono così potuto godere la serie per quello che è. Non tanto un horror slasher, cosa che è solo in parte, ma anche e soprattutto la drammatica storia di una mamma che ha perso il suo amato figlio.
Non mancano i morti ammazzati, a un certo punto sono pure parecchi, ma questo è Crystal Lake. Una storia strappalacrime ricoperta da fiumi di sangue, con protagonista la solita bravissima Linda Cardellini, che quest'anno dopo DTF St. Louis conferma di essere in stato di grazia recitativa.
Crystal Lake è inoltre un bell'omaggio al cinema anni '70/'80, riletto con sensibilità contemporanea e approfondimenti psicologici sconosciuti agli slasher di allora. Quando il passato si unisce in maniera efficace al presente, ne escono fuori dei gioiellini come questo.
(voto 7,5/10)
My Sad Dead (Mis muertos tristes)
(miniserie)
Si può vedere su: Netflix
Genere: allegria portami via
Consigliato in particolare: agli amanti delle serie autoriali che se la tirano un po'
Ognuno ha i superpoteri che si merita. Io ad esempio vedo la gente scema, mentre la protagonista della miniserie argentino-cileno creata e diretta da Pablo Larraín (il regista di film come Jackie, Ema, Spencer, Maria, El Conde e No - I giorni dell'arcobaleno) vede la gente morta. Un po' come il bambino de Il sesto senso, solo che lei ha qualche anno in più. Un bel po' di anni in più, visto che è l'ex direttrice di un ospedale fresca di pensionamento.
Ad avere il suo stesso potere è anche la nipote Julie, interpretata da Carolina Sánchez Álvarez, il personaggio cult di questa affascinante e misteriosa miniserie.
Pensate a una specie di versione autoriale di Ghost Whisperer, solo senza una protagonista gnocca come Jennifer Love Hewitt, e ci sarete andati vagamente vicini. Perché Pablo Larraín è uno sempre imprevedibile e questa miniserie in appena quattro episodi sfugge alle regole del già visto e resta impressa anche al termine della visione. Ogni tanto ti si ripropone davanti, proprio come uno spirito.
(voto 7/10)
Serie più classica del mese
La valle dell'Eden
(miniserie)
Si può vedere su: Netflix
Genere: melodrammone familiare
Consigliato in particolare: agli amanti dell'old school, ma proprio old
Ammetto subito la mia ignoranza: non ho mai letto il romanzo La valle dell'Eden di John Steinbeck, né ho visto l'omonima pellicola del 1955 con James Dean. Per colmare questa mia lacuna mi sono così gettato a capofitto nella visione della nuova miniserie con protagonisti Florence Pugh, Christopher Abbott e Mike Faist e... niente, non fa proprio per me. Un melodrammone familiare troppo familiare, nel senso di già visto. Troppo classico. Troppo noioso.
Se l'inizio è lento e macchinoso, speravo che con gli episodi successivi la situazione migliorasse, invece no. L'aspetto più curioso, forse l'unico, è trovare alla sceneggiatura Zoe Kazan, nipotina di quell'Elia Kazan che ha diretto il film degli anni '50, nonché adorabile protagonista e sceneggiatrice di quella splendida romcom indie di Ruby Sparks, con cui però questa miniserie non ha purtroppo nulla a che vedere.
Nemmeno la mia amata Florence Pugh nei panni di una prostituta che la dà via a cani e porci è riuscita a catturare la mia attenzione più di tanto, e ciò è veramente grave. Se però amate i prodotti tradizionali, storici e vecchio stile, troverete una miniserie curata e patinata che potrebbe fare al caso vostro. Di sicuro non fa per me.
(voto 4/10)
Guilty Pleasure del mese
Minerva - La scuola
e
Cotta del mese
Beatrice Savignani (Minerva - La scuola)
Si può vedere su: Netflix
Genere: militaradolescenziale
Consigliato in particolare: a chi vuole vedere una versione più scrausa, molto più scrausa, di Full Metal Jacket
In principio c'è stato College, film del 1984 che poi nel 1990 ha dato vita anche a un omonimo telefilm, entrambi con protagonista Federica Moro.
Quindi è arrivato Classe di ferro, telefilm trasmesso da Italia 1 tra il 1989 e il 1991 che vantava una sigla cantata da Jovanotti ("Asso") e un variegato cast che comprendeva, tra gli altri, Adriano Pappaladro, Rocco Papaleo ed Eva Grimaldi.
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| "Certo che in divisa sono più credibile io di Vannacci" |
Adesso è arrivata una nuova serie italiana che racconta la rigida vita militare di un gruppo di ragazzi e ragazze. Si chiama Minerva - La scuola, è ambientata nella fittizia scuola militare Minerva ispirata alla Nunziatella di Napoli, e alla regia c'è Ivan Silvestrini, lo stesso delle prime stagioni di Mare fuori. Le due serie hanno anche dei punti di contatto a livello narrativo, visto che la vita in un liceo militare non è poi così differente da quella all'interno di un carcere minorile.
Al di là del fatto che sembra il tentativo di Netflix di cavalcare l'onda del successo proprio di Mare fuori, a non convincere troppo sono le sceneggiature ricche di situazioni prevedibili e di dialoghi sul ridicolo andante. Così così pure il cast, con qualche volto noto come Cristiana Capotondi e Raiz (altro punto di contatto con Mare fuori) che cerca di risollevare il livello e tanti nomi nuovi di cui credo sentiremo parlare in futuro, ma che per adesso sono ancora decisamente acerbi a livello recitativo.
Tra le potenziali future star segnalo in particolare l'affascinante Beatrice Savignani, che già faceva perdere la testa a Stefano Accorsi in Le cose non dette. E poi non dite che i film di Gabriele Muccino non servono a niente.
Se Minerva si fa vedere senza annoiare, oltre all'eccesso di trash, all'umorismo involontario e a una valida colonna sonora indie, è anche merito suo. Poi, vabbè, non stiamo certo parlando di un capolavoro, ma - ammettiamolo - non lo erano nemmeno College e Classe di ferro.
(voto 5+/10)









































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