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venerdì 16 giugno 2017

The Ring 3, il ritorno della bimbaminkia che uccide





The Ring 3
Regia: F. Javier Gutiérrez
Cast: Matilda Lutz, Alex Roe, Johnny Galecki, Aimee Teegarden, Vincent D'Onofrio, Zach Roerig, Laura Wiggins, Lizzie Brocheré


Ci sono film che ti uccidono... dalla noia.
Per me in genere sono i film religiosi o quelli in costume (tranne quelli in costume da bagno). Qualcuno menzionerà anche gli ultimi lavori di Terrence Malick, ma non sarò certo io.

venerdì 23 settembre 2011

Thank God It’s Friday

Friday Night Lights
(serie tv, stagione 5)
Rete americana: DirecTV
Reti italiane: Rai 4, Fox, Joi
Creata da: Peter Berg, Brian Grazer, David Nevins
Cast: Kyle Chandler, Connie Britton, Aimee Teegarden, Michael B. Jordan, Jurnee Smollett, Madison Burge, Matt Lauria, Lamarcus Tinker, Grey Damon, Taylor Kitsch, Derek Phillips, Stacey Oristano, Brad Leland, Zach Gildford, Jesse Plemons, Adrianne Palicki, Emily Rios
Genere: la vita è una partita di football
Se ti piace guarda anche: Friday Night Lights (film)


I film e telefilm sportivi non fanno per voi? E allora guardatevi Friday Night Lights e poi vedremo se la penserete ancora così. Detto in questo modo il mio tono sembra minaccioso, ma in realtà la mia non è una minaccia ma un consiglio vivissimo.
Se c’è una cosa di cui sono appassionato sono quei film o serie che riescono a ricostruire perfettamente un ambiente, un modo di pensare, uno stile di vita. Può essere qualunque ambiente, dal mondo dell’hip-hop anni ’90 di 8 Mile alla mente metal di Hesher, dal ghetto di Londra di Attack the block fino al competitivo mondo del balletto classico de Il cigno nero, può essere insomma un qualcosa anche di parecchio lontano dal mio modo di vivere o di pensare, ma l’importante è che vengano creati i presupposti per un tuffo completo in tale mondo.
Friday Night Lights riesce in pieno in questo obiettivo. E anche di più. L’ambiente è quello di una piccola cittadina texana, Dillon, in cui tutta la vita della comunità ruota praticamente intorno alla fenomenale squadra di football liceale. I campioni della squadra sono gli idoli locali, il venerdì sera è il momento che tutti aspettano, quello della partita, e il coach locale è più discusso dell’allenatore della nazionale italiana.
Protagonisti della serie sono proprio il coach Taylor (Kyle Chandler, premiato come miglior attore protagonista agli Emmy 2011), neoassunto dai Dillon Panthers, insieme alla sua famiglia (moglie MILF Connie Britton e figlia teen Aimee Teegarden, più un’altra bambinetta in arrivo), mentre giocatori e cheerleader si danno il cambio nel corso delle varie stagioni. Il perno della serie è quindi di stampo famigliare, ma thanks God siamo lontani da Settimo Cielo e cazzate varie. Il contesto è quello del profondo Sud degli Stati Uniti, dei rodeo e della musica country (ma nella soundtrack ci stanno pure hip-hop e il post rock degli Explosions in the sky!), della fede bigotta e della politica conservatrice. La faccia triste dell’America che vede il football come una religione, ma anche come un’arma di riscatto sociale per tanti giovani che sognano un futuro lontano dalla cittadina di Dillon.
La serie è riuscita a reinventarsi stagione dopo stagione in maniera spettacolare, come una squadra che cambia giocatori ma riesce ad essere sempre vincente. Mica come… e qui inserite una vostra squadra a piacimento. Colpo particolarmente fortunato è stato quello di rivoluzione team all’inizio della quarta stagione: il coach Taylor viene infatti licenziato dai Panthers e passa ad allenare l’altra squadra cittadina, quella scrausa, quella del ghetto con tutti i problemi societari di budget del caso. Un po’ come passare dalla Juventus al Torino.
Sorry, tifosi granata.

La quinta stagione, che è anche quella conclusiva, riparte proprio da lì, concentrandosi sulle vicende dei nuovi problematici footballers e cheerleaders della East Dillon High, con la moglie del coach Taylor che si trova a far loro da consulente. E saranno cazzi…
Ma se uno di solito rimpiange i vecchi personaggi, penso ad esempio addirittura al vecchio Beverly Hills 90210, qui invece i nuovi convincono subito e fanno addentrarsi dentro le loro vite, su tutti Vince Howard (il promettente Michael B. Jordan), strappato da una vita criminale e trasformato da coach Taylor in un’autentica stella del football, o la sua tipa Jess (la pure lei promettente Jurnee Smollett), che non si accontenta di fare la cheerleader bella statuina ma si mette in testa di diventare un’allenatrice di football, di football maschile, o ancora Becky (sarò ripetitivo, ma pure Madison Burge è promettentissima), abbandonata dai veri genitori e costretta ad andare a vivere con una spogliarellista e il suo marito vice-coach. E poi c'è anche il ritorno di qualche volto delle stagioni passate...
Una serie di vite che si intrecciano fino a un grandioso e molto emozionante episodio conclusivo, premiato con l’Emmy 2011 per la miglior sceneggiatura. Giusto così, cazzo. E, se vi interessa, questa sera il gran finale andrà in onda per la prima volta in Italia su Joi. Altrimenti c’è sempre Internet.

Nonostante il cuore della serie rimanga sempre il football, le partite sono comunque soltanto uno degli eventi avvincenti presenti, visto che gli altri motivi di interesse sono regalati da una serie di personaggi tratteggiati in una maniera e con una cura che si vede in poche serie.
Friday Night Lights è ispirato a un film omonimo del 2004 e, dopo aver terminato la sua vita televisiva con la quinta strepitosa stagione, si appresta a tornare sul grande schermo con una nuova vociferata pellicola cinematografica. I riflettori quindi si accenderanno ancora sul coach Taylor, sulla sua squadra e sulla sua famiglia, perché una volta che ci si affeziona a loro è difficile abbandonarli. E pazienza se non ve ne frega un fuck del football americano, insieme a loro comincerete a correre fino a che non segnerete un touchdown.
Se avete voglia di iniziarvi una serie da capo, questa DEVE essere la vostra prima scelta. Sembrava ancora una minaccia?
(voto 8,5/10)

venerdì 16 settembre 2011

Balla che ti passa, la voglia di andare al cinema

Prom - Ballo di fine anno
(USA 2011)
Regia: Joe Nussbaum
Cast: Aimee Teegarden, Thomas McDonell, DeVaughn Nixon, Danielle Campbell, Nolan Sotillo, Yin Chang, Kylie Bunbury, Jared Kusnitz, Joe Adler, Cameron Monaghan, Nicholas Braun, Christine Elise, Dean Norris
Genere: rin teen teen
Se ti piace guarda anche: 10 cose che odio di te, Kiss me, Che la fine abbia inizio

Davanti a un film come Prom, anche il più appassionato di pellicole adolescenziali (presente!) rischia di perdere la pazienza e di trovarsi del tutto disorientato, spaurito e attanagliato da dubbi. Cosa vuole dire questa pellicola? Dove vuole arrivare? Che generazione rappresentare?
È una produzione Disney e allora una visione puritana dei liceali ce la possiamo anche aspettare e mettere in conto, ma l’assenza pressoché totale di sesso, o anche solo del benché minimo riferimento alla sessualità, rende Prom un film fantascientifico. Roba che al confronto anche Harry Potter è una visione pruriginosa.
Assente pure l’ironia. E andiamo, almeno una battuta la potevano scrivere ‘sti sceneggiatori sterilizzati del cazzo!
Sarà per questo che guardando il filmetto si avverte una chiara sensazione di vuoto?
Siamo da una parte del tutto opposta rispetto al realismo crudo ed estremo di una serie come Skins: qui niente sesso, niente battute, niente droga (figuriamoci!), solo un gruppo di ragazzini che parla e si comporta come un gruppo di adulti (per di più adulti noiosi), razionalizzando le relazioni in maniera fredda e asettica, come in un Twilight senza nemmeno i vampiri. Tutti vogliono andare al prom, il ballo di fine anno tipico dei licei americani, ma non si capisce bene il perché. O meglio, sembra che ci siano costretti per convenzione sociale, cosa che magari è così anche nella realtà, giusto per passare un’ultima serata da ragazzini e poi passare alla fase adulta della loro vita. Ma non si tratta della sana voglia di scopare come in American Pie, o del desiderio di divertirsi o di portare la ragazza dei propri sogni. Questi ragazzetti sono zombie che “devono” andare al ballo come se fosse un ultimo compito, un ultimo esame.

Tutto è talmente asettico che sembra di trovarsi in un ospedale, altrochè in una high-school che (teoricamente) dovrebbe puzzare di teen spirit. Più che una generazione attuale azzerata, questo Prom rappresenta però solamente una generazione di sceneggiatori Disney falliti e senza idee, che tenta di fare un film non-giovane sui giovani. Un po’ una versione ammericana del Moccia. Non così terribile quanto il Moccia, O-K-A-Y, ma non ci andiamo nemmeno troppo lontani.
L’altra impressione che Prom regala è quella di un manuale (nemmeno d’amore) in cui vengono rappresentate tutte le tipologie di studenti alle prese con il prom: dal quarterback popolare allo sfigato, dalla zoccoletta di periferia alla secchiona… non solo tutte cose già ampiamente mostrate in maniera più interessante in decine, centinaia, migliaia di altri film e/o serie tv, ma anche una serie di personaggi che non riescono proprio a sfuggire dal loro stereotipo.
Unica nota positiva da segnalare la piacevole colonna sonora indie con Pains of Being Pure at Heart, The Naked and Famous, Shout Out Louds, M83, Passion Pit e Band of Horses.

Anonimo il cast di teenagers facce da schiaffi, con l’eccezione della protagonista Aimee Teegarden che arriva dalla splendida Friday Night Lights, e del rosso Cameron Monaghan di Shameless, due serie davvero ottime e “vere” che nulla hanno a che spartire con questo filmetto di plastica uscito da una ricerca di marketing della Disney. O forse manco si sono sbattuti a farla, la ricerca di marketing, e hanno chiesto aiuto al Moccia.
Tra gli adulti del cast, che occupano comunque un ruolo molto marginale per non dire quasi inesistente, ci sono altri due volti telefilmici: Dean Norris, l’agente della DEA di quell’altra figata di serie che è Breaking Bad, e poi per chi era teenager negli anni ’90 rispunta fuori da Beverly Hills 90210 Christine Elise, ovvero la Emily Valentine con cui Brandon aveva una travagliata relazione.
Altri tempi, altre teenager, tutt’altra storia.
E se non è piaciuto a me che nei film adolescenziali di solito ci sguazzo, lasciate perdere questo ballo.
La peggio gioventù?
No, peggio ancora.
(voto 3/10)

No, grazie!

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