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sabato 13 dicembre 2014

COTTA ADOLESCENZIALE 2014 N. 2 – MARGOT ROBBIE






n. 2 Margot Robbie
(Australia 1990)
Genere: perfetta
Il suo 2014: The Wolf of Wall Street

Margot Robbie fa schifo.
È talmente figa da far schifo.
Se proprio le vogliamo trovare un difetto, è che non ha difetti. È perfetta. Qualcuno dirà che pure lei ogni tanto farà le puzzette. Probabile. Sospetto però che pure quelle le escano profumate.
Ma da dove è sbucata fuori questa creatura divina?

Come molte altre star australiane, ha fatto la gavetta nella soap-opera più popolare da quelle parti, Neighbours, quella che già aveva lanciato altre belle figliuole come Kylie Minogue e Natalie Imbruglia, e più di recente anche Caitlin Stasey e Adelaide Kane. La stessa serie cui liberamente si ispira Un posto al sole, ma lasciamo perdere.
Negli Stati Uniti Margot Robbie si è segnalata invece come hostess a bordo di Pan Am, una serie ambientata negli anni '60 prematuramente e ingiustamente cancellata dopo appena un'unica stagione.
Chiedo agli avvocati e ai laureati in giurisprudenza in ascolto: ma si può considerare legale cancellare una serie con Margot Robbie?

L'australiana giramondo è poi sbarcata in Inghilterra, dove ha avuto una piccola parte nella deliziosa romcom fantasy Questione di tempo. In quella pellicola, un tizio dopo averla vista per la prima volta dice: “Dio, è bellissima. È così bella che se fai sesso con lei… muori.
Reazioni simili le scatena anche nel suo film successivo, quello che l'ha lanciata a Hollywood: The Wolf of Wall Street. Nel corso della pellicola di Martin Scorsese, di lei dicono: “Me la farei anche se fosse mia sorella”; “Da lei mi farei persino attaccare l’AIDS, cazzo”; “La sua figa era come l’eroina per me.
In più Jonah Hill, quando la vede comparire a un party, si masturba pubblicamente.
A cosa sono dovuti dichiarazioni e comportamenti simili?
Al fatto che Margot Robbie è talmente figa da far schifo. E da far andare fuori di testa.

domenica 18 dicembre 2011

Le meglio serie tv 2011: n. 40 - 31


Dopo le classifiche dei Man of the year e delle Cotte adolescenziali, continuano per la gioia di tutti (ehm, si spera) le liste cannibali. Adesso è il turno delle migliori serie tv dell’anno. In attesa di scoprire i Top 20, partiamo da lontano, mooolto lontano, e vediamo le posizioni dalla 40 alla 31…
Nel frattempo potete anche recuperare la CLASSIFICA 2010 e pure quella 2009

40. Dexter (stagione 6)
Genere: un serial killer per amico
In pillole: continuano un po’ stancamente le vicende del serial killer “buono” Dexter
Pregi: il personaggio di Brother Sam interpretato dal rapper-attore Mos Def era molto interessante, peccato non duri a lungo… Bene anche la fighetta bionda (interpretata da Brea Grant) che scatenava le uscite divertenti del grande Masuka, peccato pure lei la facciano uscire di scena troppo presto. Potenzialmente interessante il tema di Dexter VS. la Fede, purtroppo non sfruttato a dovere.
Difetti: Dexter ha compiuto il famigerato salto dello squalo? La storia incestuosa con Debra non se pò sentì e vedè, mentre gli sceneggiatori non sapendo che pesci pigliare reintroducono spiriti di personaggi scomparsi a caso (il fratello di Dex), ma soprattutto a non funzionare è il cattivone stagionale interpretato da un poco credibile Colin Hanks, il figlioletto di Tom Hanks, in compagnia del guru cattolico, il professor Gellar, insieme meno temibili di Cip & Ciop. Aridatece Trinity!!
Personaggio cult: Brother Sam (Mos Def)
(l’anno scorso Dexter era sesto)

39. Freaks! (stagione 1)
Genere: (anti)supereroi alla romana
In pillole: web-serie lanciata su YouTube che nonostante il basso budget si è rivelata una delle cose più interessanti prodotte dal panorama tv (anzi off-tv) italiano.
Pregi: un prodotto lanciato in maniera innovativa all’infuori dei soliti circuiti televisivi nostrani, una mini serie veloce e scattante che, nonostante il basso budget, riesce a essere per livello visivo e idee superiore alla gran parte delle altre più costose fiction e serie tv tricolori.
Difetti: un po’ di derivatività nei confronti dei modelli stranieri, in particolare Misfits e Heroes, però l’identità italiana e soprattutto romana riesce a renderlo personale a sufficienza.
Personaggio cult: Silvio (Claudio Di Biagio)
Leggi la mia RECENSIONE

38. Beaver Falls (stagione 1)
Genere: inglesi in America (vacanze edition)
In pillole: piacevole serie estiva made in Britain su tre scapestrati amici inglesi che vanno a lavorare in un campo estivo pieno di giovani ricchi e viziati americani.
Pregi: humour britannico very funny, la serie era perfetta per una leggera e rilassante visione estiva, ma può risultare un buon recupero anche ora per evadere (almeno mentalmente) dall’inverno.
Difetti: oltre ad essere presente una sana e goliardica atmosfera da campeggio estivo, vengono affrontate anche tematiche più pesanti, ma i personaggi nel corso degli episodi non hanno un’enorme evoluzione.
Personaggio cult: Barry (John Dagleish)
Leggi la mia RECENSIONE

37. Downton Abbey (stagione 1)
Genere: English classic
In pillole: le vicende di una famiglia di nobili ma anche della loro servitù all’interno di una prestigiosa tenuta britannica a inizio Novecento.
Pregi: i personaggi sono molto ben approfonditi, sia i riccastri nobili con la puzza sotto il naso che i loro schiavetti personali. Costumi, scenografie, ambientazioni sono realizzate in una maniera strabiliante e insieme agli ottimi dialoghi e a interpretazione di tipica classe british manderanno (e stanno già mandando) in brodo di giuggiole gli appassionati del genere.
Difetti: per chi non ama troppo il genere “in costume” (come il sottoscritto) può risultare a tratti un pochino noioso.
Personaggio cult: la snobbissima Violet (Maggie Smith)

36. Glee (stagioni 2/3)
Genere: musicarello
In pillole: con molti studenti ormai prossimi alla “maturità”, il Glee club cerca di conquistare le provinciali, regionali e nazionali di canto. Come se fosse la cosa più importante del mondo…
Pregi: una grande Quinn (Dianna Agron) che in versione punkettona in pink spacca, e funzionano le coppie gay, da una parte Kurt (Chris Colfer) e Blaine (Darren Criss), dall’altra Santana (Naya Rivera) e la sempre esilarante Brittany (Heather Morris). E poi qualche episodio valido ogni tanto lo tirano ancora fuori, come quello per il Superbowl. L’originalità distintiva degli esordi è però ormai un ricordo.
Difetti: diversi protagonisti sono o quasi scomparsi (vedi il prof. Schuester, ma non è che me ne lamenti troppo), oppure sembrano diventati la parodia di loro stessi, come Sue Sylvester, un tempo un personaggio enorme ed esilarante, adesso a mala pena una guest-star macchietta che compare ogni tanto. Le onnipresenti canzoni da musical poi io nun le reggae più!
Personaggio cult: Quinn (Dianna Agron)
(l’anno scorso Glee era decimo)

35. Bob’s Burgers (stagione 1)
Genere: famiglia stramba
In pillole: Bob gestisce un fast-food anti McDonald’s praticamente 24 ore su 24 con la sua particolare famiglia.
Pregi: possiede un umorismo particolare che non ti prende subito, ma quando ti prende, ti prende bene. E poi il personaggio della figlia pre-adolescente ossessionata dal sesso Tina è un mito.
Difetti: tra Simpson e Griffin non è certo la prima famiglia sconclusionata a cartoni animati del panorama tv, ma nonostante i modelli di riferimento pesanti riesce a smarcarsi con discreta personalità. Non tutti gli episodi però sono indimenticabili.
Personaggio cult: Tina
Leggi la mia RECENSIONE

34. Pan Am (stagione 1)
Genere: favolosi anni ‘60
In pillole: un gruppo di hostess della Pan Am alle prese con avventure di varia natura, sentimentali ma pure spionistiche, il tutto nella super cool cornice degli anni ’60.
Pregi: l’estetica dei 60s ha sempre un grande fascino, sebbene la serie non sia certo ai livelli di Mad Men. La varietà dei toni toccati, dalla commedia al drama alla spy-story, regala inoltre alle puntate una buona varietà e quindi non ci si annoia. Ottime, e pure parecchio affascinanti pure loro, le attrici protagoniste, da Christina Ricci a Kelli Garner, ma su tutte svetta la rivelazione Karine Vanasse, attrice franco-canadese di cui credo sentiremo parlare parecchio in futuro…
Difetti: la serie offre tanti spunti differenti, pure troppi, ma non riesce mai a decollare o a coinvolgere del tutto. Il potenziale c’è, manca però il passaggio dalla serie semplicemente carina alla serie davvero valida.
Personaggio cult: Colette (Karine Vanasse)

33. True Blood (stagione 4)
Genere: vampiri, licantropi, streghe, mutaforme fatine e chi più ne ha più ne metta
In pillole: continuano a incasinarsi sempre di più le vicende della ciuccellona Sookie e compagnia mostruosa assortita in quella tranquilla cittadina che risponde al rassicurante nome di Bon Temps.
Pregi: La sexy da morire (che battuta da vampiri!) Jessica/Deborah Ann Woll domina l’intera stagione, con un triangolo sentimentale tra il fidato boyfriend Hoyt e il farfallone Jason che ruba la scena ai protagonisti della serie. Con il suo essere combattuta tra la sua natura umana e gli istinti vampireschi è inoltre il personaggio più sfaccettato e complesso della stagione.
Difetti: avevamo lasciato Eric Northman come vampiro cazzuto e pericoloso, ce lo ritroviamo in questa stagione ammaestrato e in balia totale della sempre più irritante Sookie. Povero Eric: roba che al confronto persino Edward Cullen di Twilight sembra un vampiro coi controcoglioni! Gli sceneggiatori tirano poi fuori robe sempre più inverosimili, persino all’interno di un contesto fantasy, e tra apparizioni, possessioni e quant’altro la serie e pure gli spettatori (o almeno io) stanno un po’ perdendo la bussola. Manca solo una guest-star da parte di Harry Potter... Peccato perché la stagione, come avevo scritto nella mia RECENSIONE, era partita bene.
Personaggio cult: Jessica (Deborah Ann Woll)
(l'anno scorso True Blood era settimo)

32. The Booth (stagione unica)
Genere: one shot
In pillole: web-serie composta da un’unica stagione da 64 episodi da 2 minuti l’uno (in Italia trasmessa con 5 episodi da 20 minuti). Unica ambientazione: una classica tavola calda americana, in cui un misterioso uomo riceve i suoi “clienti”. Lui esaudisce i loro desideri se loro fanno qualcosa in cambio. Ma chi è quest’uomo? Satana? Dio? Un truffatore?
Pregi: idea geniale, una piccola chicca one-shot da buttare giù tutta d’un fiato o a piccole dosi.
Difetti: vicende troppo veloci e troppi personaggi presenti per potersi affezionare davvero a qualcuno di loro.
Personaggio cult: The Man (Xander Berkeley)
Leggi la mia RECENSIONE

31. Episodes (stagione 1)
Genere: inglesi in America
In pillole: un uomo e una donna inglesi, coppia nella vita ma anche nel lavoro, decidono di accettare di realizzare un adattamento americano della serie british di successo che hanno creato. Non l’avessero mai fatto…
Pregi: la serie unisce il meglio dello humour britannico con quello americano e inoltre ci mostra in maniera esilarante e spietata il mondo degli studi televisivi americani e di come le idee possano essere fatte a pezzi in nome del commercio. A ben guardare non siamo poi molto lontani dalle parti del nostro ottimo Boris…
Difetti: si cade in qualche stereotipo di troppo su come le serie vengano trattate dai produttori come carne da macello, ma alla fine è pur sempre una commedia e questi stereotipi probabilmente sono pure veri.
Personaggio cult: Matt LeBlanc nella parte di se stesso
Leggi la mia RECENSIONE

lunedì 28 novembre 2011

Se non ti piace questo film sei uno sporco leghista


The Help
(Usa 2011)
Regia: Tate Taylor
Cast: Emma Stone, Viola Davis, Bryce Dallas Howard, Octavia Spencer, Jessica Chastain, Allison Janney, Anna Camp, Ahna O’Reilly, Mike Vogel, Chris Lowell, Sissy Spacek, Mary Steenburgen, Nelsan Ellis, Ashley Johnson
Genere: black
Se ti piace guarda anche: Il colore viola, The Blind Side, Hart of Dixie, Pan Am, Mad Men, Downton Abbey
Uscita italiana prevista: 17 febbraio 2012


The Help fa parte di una categoria di film che di solito non apprezzo per nulla.
I film ruffiani.
Se c’è però una cosa che questa pellicola insegna sopra a ogni altra è quella di andare oltre le categorie. E così ho seguito il buon esempio e ho superato il fatto che sia un film ruffiano. Perché lo è. La storia che racconta infatti non può non smuovere qualcosa dentro, per lo meno in chi crede a determinati valori di uguaglianza di tutte le persone, indipendentemente dal colore della loro pelle.
Che poi sull’uguaglianza si potrebbe aprire una lunga parentesi, visto che tutte le persone sono uniche e quindi diverse una dall’altra, ma comunque non andiamo a impelagarci in un discorso troppo complesso e cerchiamo di rimanere dentro i binari del film. Anche se ogni volta faccio fatica a rimanerci dentro, maledetti binari!

La storia, per dirla breve e non svelarvi troppo, è tratta dal romanzo best-seller del 2009 di Kathryn Stockett ed è quella di una giovane giornalista (Emma Stone: sì sì sì un film in più per adorarla) che decide di dar voce a chi una voce non l’ha mai avuta. Se non in chiesa per cantare nel coro gospel. La giornalista Emma Stone vuole infatti realizzare un libro basato sui racconti e le testimonianze delle donne di colore che fanno le domestiche e allevano i figli delle donne bianche ricche (proprio come accaduto a lei e alla stessa scrittrice Stockett), in un paesino del Sud degli Stati Uniti negli anni ’60, prima del periodo delle lotte per i diritti civili dei neri e in un clima ancora dominato dai Ku Klux Klan.
Sì, insomma, una trama che va da sé porterà alcuni momenti toccanti e altri che faranno salire l’indignazione, quindi un film in qualche modo ricattatorio, che sembra essere perfetto per la notte degli Oscar e chissà che qualche nomination non se la porti a casa.
Negli Usa la pellicola è stata il clamoroso successo a sorpresa degli ultimi mesi, con un incasso cresciuto di settimana in settimana grazie al passaparola che ha portato a un totale di 170 milioni di dollari di incasso, a fronte di una spesa di 25 milioni. Niente male per un film non in 3D, non di animazione, non di supereroi, maghetti o vampirelli. In pratica The Help è andato a replicare il caso di The Blind Side, il film del 2009 che in maniera analoga aveva macinato incassi sorprendenti, aveva fruttato un Oscar alla Sandrona Bullock e raccontava una storia ugualmente ruffiana.
Così come allora, per una seconda volta ci sono cascato anch’io. The Help infatti è una visione appassionante e coinvolgente. Come sempre sostengo, una bella storia non basta a fare un bel film, è vero, però qui la storia è davvero bella, toccante e pure impregnata di una buona dose di umorismo che riesce a renderla una visione leggera e piacevole, quanto allo stesso tempo profonda e toccante.

Il grande pregio del film è quello di raccontare non il razzismo più violento e immediatamente visibile, come quello del Ku Klux Klan, ma quello più sottile e strisciante. Il razzismo di quelli che dicono: “Sì, ma io non sono razzista.” Il razzismo delle donne bianche del Sud che facevano accudire i loro figli da tate di colore, trattandole però come schiave e come essere inferiori e non permettendo loro nemmeno di usare lo stesso bagno di famiglia perché accusate di diffondere chissà quali misteriose malattie “negre”. Ma in The Help subiranno un momento di vendetta davvero godurioso!

A dare una grossa mano per rendere viva questa splendida storia ci pensa allora un formidabile gruppo di attrici. In The Help sfila la migliore rassegna di rosse cinematografiche immaginabile, mancano giusto Julianne Moore e Lindsay Lohan (ma quest’ultima ormai passa più tempo nei tribunali di un certo nostro ex Premier…), mentre sono presenti la solita piccola grande Emma Stone, una Bryce Dallas Howard perfetta in versione “southern bitch”, Sissy Spacek in versione “vecchia pazza” e Jessica Chastain, la rossa di The Tree of Life qui in inedita e quasi irriconoscibile versione bionda Marilyn-style, ma con un ruolo che va oltre i soliti stereotipi della biondona stupida. Ottime poi le due protagoniste “black” della vicenda, una commovente Viola Davis (già candidata agli Oscar per Il dubbio) e ancor di più l’incendiaria Octavia Spencer, per cui prevedo e pregusto già una bella nomination (e chissà, magari anche una vittoria) agli Oscar 2012 come miglior attrice non protagonista. Ci troviamo in pratica di fronte al cast femminile più pazzesco dell’annata (ex aequo con quello di Le amiche della sposa), in cui gli uomini fanno più che altro la figurina delle… ehm figurine, appunto. Perché oltre a trattare la tematica razziale, The Help si rivela essere anche uno splendido inno alla donna come motore per il cambiamento sociale, sebbene anche le figure più negative all’interno del film siano altre donne.
Dal punto di vista del cast da segnalare anche la presenza di Mike Vogel, pilota della serie Pan Am ambientata anch’essa negli anni ’60 (che voglia diventare il nuovo Don Draper? Mi sa che è ancora un po’ giovane), e di due membri del cast di True Blood: Nelsan Ellis, il mitico Lafayette, e poi la bionda Anna Camp, che nella seconda stagione faceva parte della setta anti-vampiri e che qui riprende un simile ruolo da bigottona del Sud.
E a proposito di serie tv, lo stile 60s si avvicina proprio a quello di Mad Men o di Pan Am, ma l’atmosfere del Sud sarà particolarmente apprezzata anche da chi segue la nuova Hart of Dixie. E, perché no?, pure dagli appassionati della serie british Downton Abbey. Qui come lì infatti i veri protagonisti per una volta tanto non sono i ricchi e i potenti, bensì i domestici.

Il difetto della pellicola è invece la mancanza di una forte impronta autoriale. Il regista Tate Taylor si limita al compitino e dirige in maniera convenzionale, senza prendere buche, ma nemmeno senza rischiare scossoni. D’altra parte ha ancora tempo per crescere; questa è la sua seconda pellicola e la prima dico solo che si chiamava Pretty Ugly People e protagonista era Jessica Simpson…

Film ruffiano?
Sì. Assolutamente sì. The Help va però visto non dal punto di vista del critico cinematografico, bensì col cuore. Difficilmente quello non verrà toccato da questa visione.
A meno che non facciate parte di un Ku Klux Klan… O siate della Lega.
(voto 7+/10)

martedì 13 settembre 2011

Guida galattica alla nuova stagione telefilmica


Una nuova stagione è alle porte e per quanto riguarda i telefilm e le serie tv americane si preannuncia più promettente che mai. Dopo qualche annata così cosà, sembra infatti il periodo buono per una rinascita, per una nuova onda perfetta con cui surfare sulla serialità d’Oltreoceano.
Naturalmente è presto per dire se ci troveremo di fronte a qualche prodotto in grado di rivoluzionare la narrazione televisiva come fatto da 24 o da Lost, o se faremo la conoscenza di nuovi personaggi cult come Buffy o Don Draper, se vedremo nuovi fenomeni mediatici come le casalinghe disperate o successi della portata di Twin Peaks o Dallas. Vista la frammentazione e la varietà dell’offerta tv attuale sarà difficile, ma comunque negli ultimi mesi sono già nati nuovi piccoli grandi cult come Game of Thrones e Pretty Little Liars, o serie esaltate dalla critica (The Killing, The Walking Dead, Boardwalk Empire). Inoltre diverse longeve serie hanno chiuso i battenti (Smallville e Friday Night Lights) o stanno per farlo (Desperate Housewives), lasciando la porta aperta a un fisiologico e benefico ricambio generazionale, sebbene qualche mammuth televisivo faccia fatica a lasciare il passo, quando forse potrebbe anche farlo (CSI, Law & Order, Dr. House, Grey’s Anatomy…).
In ogni caso le nuove serie sembrano possedere una qualità media ottima, superiore alle produzioni cinematografiche hollywoodiane medie per dire, e chissà che tra le numerose e appetitose novità non si nasconda qualche nuovo fenomeno.
Certo, non è tutto oro quel che luccica, tante idee sono riciclate dall’estero (Wilfred, Skins, Being Human…), e si punta molto sul calco di serie più o meno vampiresche, più o meno supereroiche, più o meno fantasy, e su volti già noti (Sarah Michelle Gellar, Kiefer Sutherland, Rachel Bilson…), però la curiosità è comunque alle stelle.
Ecco allora le serie tv che attendo di più in questa nuova stagione americana, tra ritorni (si spera) graditi ed esordienti totali.

Queste è la top 10 delle novità che attendo con maggiore impazienza.

10. Grimm
Partenza americana: 21 ottobre su NBC
Una serie crime con l’aggiunta di un tocco mystery che prende spunto dalle fiabe dei fratelli Grimm. Detto così non gli si darebbero due euri, anzi due dollari, e invece la preview fa ben sperare…


9. Revenge
Partenza americana: 21 settembre su ABC
Di Emily VanCamp era facile innamorarsi in Everwood, poi ha fatto pure Brothers & Sisters che però sinceramente non ho mai retto, e ora ritorna con una serie in veste finalmente da protagonista. Una storia di vendetta, almeno stando al titolo, quella che la protagonista cercherà per la sua famiglia negli chicchissimi Hamptons, con un pizzico di mistero a rendere il tutto più interessante. Sarà un nuovo cult o verrà cancellato subito?


8. Enlightened
Partenza americana: 10 ottobre su HBO
L’attrice feticcio di David Lynch, Laura Dern, interpreta la parte di una tizia che uscita dalla rehab prova a ricostruirsi una vita. E dalla clip qui sotto direi che non sarà facile… Possibile rivelazione della stagione.


7. Alcatraz/Person of Interest
Person of interest, partenza americana: 22 settembre su CBS
Alcatraz, partenza americana: 2012 su Fox
Due nuovi progetti vedono coinvolto J.J. Abrams in veste di produttore e si propongono come possibili “nuovi Lost”, un’etichetta che fino ad ora ha portato una sfiga micidiale, vedi The Event e FlashForward, e che potrebbe rivelarsi una maledizione anche per queste due serie. In Alcatraz rivediamo Jorge Garcia, il grande (in tutti i sensi) Hugo di Lost, mentre in Person of Interest c’è l’inquietante Ben Linus sempre di Lost, ovvero Michael Emerson, co-protagonista qui insieme a Jim “Gesù Cristo” Caviezel.



6. Hart of Dixie
Partenza americana: 26 settembre su The CW
La splendida Summer di The O.C. Rachel Bilson torna in una nuova serie tv che sa di Everwood e di Men in trees, visto che interpreta una dottoressa che si muove da una grande città a un paesello dimenticato dadDio. Si preannunciano buoni sentimenti e una riscoperta dei veri valori della vera vita, e ogni tanto ci va anche qualcosa del genere. Ma in fondo chissenefrega di cosa parla, c’è Rachel Bilson, e tanto basta!


5. The Secret Circle
Partenza americana: 15 settembre su The CW
The Vampire Diaries con un gruppo di streghette al posto dei vampiri? Sembrerebbe proprio così, visto che questo nuovo teen fantasy è firmato da Kevin Williamson (autore di Dawson’s Creek e sceneggiatore di Scream, oltre che “papà” tv di Vampire Diaries) ed è ispirato a un’altra saga letteraria firmata sempre da Lisa Jane Smith. Protagonisti la bionda Brittany Robertson, proveniente dall’ottima ma sfortunata serie Life Unexpected, e Thomas Dekker (Kaboom, Heroes). So già che tutti noi - e tutti voi - teen addicted non ve la perderete per niente al mondo…


4. The Playboy Club/Pan Am
The Playboy Club, partenza americana: 19 settembre su NBC
Pan Am, partenza americana: 25 settembre su ABC
L’effetto Mad Men irrompe nelle nuove serie ammericane, con due tuffi al cuore degli anni ’60. Molto sexy si preannuncia il primo, ambientato nel primo Playboy Club di Chicago e che vanta tra le conigliette Amber Heard (oh yes!), molto volatile si preannuncia il secondo, incentrato sulla compagnia aerea americana Pan Am che schiera tra le sue hostess una certa Christina Ricci (oh yes, again!). Allacciatevi quindi le cinture che la nuova stagione americana sta per decollare.



3. Awake
Partenza americana: 2012 su NBC
Potrebbe essere la serie più incasinata di sempre. C’è già qualcuno che l’ha definito il futuro Inception televisivo. Per il momento si sa che il protagonista si sveglia da un coma dopo un incidente d’auto e si muoverà in due dimensioni: in una sua moglie è morta nell’incidente mentre il figlio è sopravvissuto, nell’altra il figlio è morto e la moglie è viva. Quale sarà la verà realtà? E, soprattutto, è questa la domanda giusta da porsi? In ogni caso una serie che rischia di farci esplodere la testa. Dopo la fine di Lost, non chiediamo di meglio!


2. American Horror Story
Partenza americana: 5 ottobre su FX
Connie Britton, la MILF della serie Friday Night Lights, si trasferisce in una casa da incubo. Una serie avvolta nel mistero tra atmosfere gotiche e dark creata dalla premiata accoppiata Ryan Murphy/Brad Falchuk, già dietro a Nip/Tuck e Glee. Possono deludere? Certo che possono, ma io scommetto che non lo faranno!


1. Ringer
Partenza americana: 13 settembre su The CW
La serie che segna il ritorno di Sarah Michelle Gellar sul piccolo schermo. Da Buffy – L’ammazzavampiri a questo nuovo promettente thriller in cui interpreta la doppia parte (e quindi doppia libidine) di due sorelle che non si vedono da molto tempo e si stanno per riappacificare. Peccato che una delle due scompaia… Ma la cosa importante è che una nuova serie con Sarah Michelle Gellar è un evento imperdibile tipo finale dei Mondiali.
E con lei parte ufficialmente stasera la nuova stagione americana.


IL Ritornone
Beavis & Butthead
Partenza americana: 27 ottobre su Mtv
Dico solo: Beavis & Butt-Head, nuova stagione.
Eeheheheh, Beavis, che figata!

Possibile ciofeca
Terra Nova
Partenza americana: 26 settembre su Fox
Prendi la produzione di Spielberg che rischi di proporci un altro Falling Skies di cui a dirla tutta non sentiamo il bisogno, ci metti un contesto fantascientifico apocalittico da fine del mondo, lo trasporti in una storia alla Stargate ambientandolo in un mondo preistorico alla Jurassic Park e cerchi di girare il tutto come se fosse il nuovo Lost.
Certo che parte da spunti proprio novi, questa Terra Nova. A livello di pubblico si preannuncia un successo, ma a livello di qualità io qualche dubbio ce l’ho. Staremo a vedere…


Le altre novità
New Girl: dal 20 settembre su Fox
La reginetta della scena indie sia musicale che cinematografica Zooey Deschanel approda sul piccolo schermo in una classica sitcom in cui è la ragazza stralunata che va a vivere con tre coinquilini maschi, e naturalmente è un evento di quelli indie-perdibili.
Già distribuito online il pilot: molto ma molto carino!


Once Upon a Time
Partenza americana: 23 ottobre su ABC
Jennifer Morrison ritorna in tv dopo aver appeso il camice al chiodo e aver dato il ben servito al Dr. House (non gliel’ha mai data, alla fine, vero?) e lo fa con una serie ambientata nel mondo delle fiabe… Sarà una fantasy-stronzata? Speriamo di no, anche se un pochino di rischio c'è...


Suburgatory: dal 28 settembre su ABC
Una nuova serie adolescenziale? Oh yeah. Ricca d’ironia? Sembra di sì. La protagonista non vi ricorda forse Emma Stone? A me sì!
Tutte buone ragioni per non perdersi questo viaggio nel purgatorio, anzi nel suburgatorio.


Charlie’s Angels: dal 22 settembre su ABC
Tornano le Angels in versione 2.0, per quella che si preannuncia la serie con più figa della nuova stagione (The Playboy Club permettendo).


Unforgettable: dal 20 settembre su CBS
Poppy Montgomery di Senza traccia e Dylan Walsh di Nip/Tuck in un nuovo thriller che non sembra l’ennesima pallosa serie crime. Potrebbero darci soddisfazioni…

Homeland: dal 2 ottobre su Showtime
Thriller politico con l’ex Giulietta Claire Danes, l’ex Life Damian Lewis, l’ex Criminal Mind Mandy Patinkin e l’ex Visitor Morena Baccarin. Sarà il nuovo 24?

2 Broke Girls: dal 19 settembre su CBS
Nuova comedy con le gnocchette Kat Dennings e Beth Behrs nella parte di due cameriere…

Allen Gregory: dal 30 ottobre su Fox
Serie animata creata da Jonah Hill, l’ex cicciobombo di Suxbad ora dimagrito. La serie ha per protagonista un bambinetto ricco e viziato costretto a frequentare una scuola "normale". Ci sarà da ridere! Almeno credo.

How to be a gentleman: dal 28 settembre su CBS
Comedy presumibilmente divertente con un tizio precisino che incontra un mega tamarro. Nel cast c’è Mary Lynn Rajskub di 24.

Hell on Wheels: dal 6 novembre su AMC
Serie ambientata nel 1860 durante la costruzione della più lunga ferrovia transcontinentale americana. Detta così non è che sia così appealing, però il fatto che vada su AMC (il canale di Mad Men) è una garanzia.

I hate my teenage daughter: dal 30 novembre su Fox
Rivalità tra madri e figlie con la bionda Jaime Pressly (My name is Earl). Non amo troppo le sitcom, ma questa ce farà ride’.

A Gifted Man: dal 23 settembre su CBS
Puntata pilota da Jonathan Demme! Protagonisti Patrick Wilson e Julie Benz! La storia è quella di un dottore che comincia a vedere le persone morte. Tutto grandioso, però il trailer non mi convince del tutto e mi dà un senso di dejavu…


In arrivo a inizio 2012
Touch
Touch è la serie paranormale che segna il ritorno di Kiefer Sutherland sul piccolo schermo. Di più nin 'so, è un progetto ancora avvolto nel mistero…

Apartment 23
Sitcom con James Van Der Beek, l’ex Dawson, nella parte di se stesso. Preparo già popcorn e risate!

Smash
La serie musical copia di Glee prodotta da Steven Spielberg.

Napoleon Dynamite
Il film nerd per eccellenza diventa una serie animata prodotta da Mtv.

Jane by Design
Una teenager viene scambiata per una super fashion designer: tra scuola e lavoro, doppia vita significano doppi problemi…

Good Christian Belles
Si sarebbe dovuto chiamare Good Christian Bitches come il libro da cui è tratto, ma ovviamente era troooppo scandaloso per la puritana America. E il Vaticano era già sul piede di guerra. In ogni caso si preannuncia come una sorta di nuovo Desperate Housewives con un bel cast femminile (Leslie Bibb, Kristin Chenoweth, Marisol Nichols).

Prime Suspect
Remake di una serie british (gli americani non si smentiscono mai!), potrebbe non essere la solita serie crime, visto che è prodotta da Peter Berg, l’autore dello splendido (film e telefilm) Friday Night Lights. Maria Bello prende invece il posto che fu di Helen Mirren.

The River
Serie tra horror, paranormale e avventura ambientata in Amazzonia. Potrebbe essere fico, ma le probabilità che si riveli una porcata non sono da sottovalutare.

Missing
Certo che potevano sbattersi a trovare un titolo più originale, visto che esiste già una serie recente con lo stesso titolo… Comunque è una serie action che segna il ritorno in scena di Ashley Judd e quindi sapete già cosa aspettarvi.

Scandal
Ultima creatura della mamma di Grey’s Anatomy Shonda Rhimes, ci presenta la gnocca black Kerry Washington nei panni di una tizia che passa dalla Casa Bianca

Up All Night
Comedy famigliare (ma un famigliare molto alternative) con Christina Applegate, Will Arnett e Maya Rudolph.

Dallas
In arrivo nell’estate 2012, l’upgrade dello strapopolare Dallas, con attori nuovi e vecchi (ci sarà persino il redivivo J.R.!)

E poi ci sono anche: Are you there vodka it’s me Chelsea, Bent, Free Agents, Boss, BFF Best Friends Forever, Whitney, Work it, Last Man Standing, The 2-2, e Man Up.

A VOLTE RITORNANO
Infine i classici, le serie che già conosciamo e amiamo (almeno, alcune) con le nuove stagioni.

Mad Men 5: da marzo 2012 su AMC
Game of Thrones 2: primavera 2012 su HBO
Dexter 6: dal 2 ottobre su Showtime
Desperate Housewives 8: dal 25 settembre su ABC (la stagione conclusiva!)
The Vampire Diaries 3: dal 15 settembre su The CW
Glee 3: dal 20 settembre su Fox
The Walking Dead 2: dal 16 ottobre su AMC
Boardwalk Empire 2: dal 25 settembre su HBO
Gossip Girl 5: dal 26 settembre su The CW
Hawaii Five-0 2: dal 19 settembre su CBS
Grey’s Anatomy 8: dal 22 settembre su ABC
Nikita 2: dal 23 settembre su The CW
Supernatural 7: dal 23 settembre su The CW
Fringe 4: dal 23 settembre su Fox
The Good Wife 3: dal 25 settembre su CBS
Dr. House 8: dal 3 ottobre su Fox
Bones 7: dal 3 novembre su Fox
Castle 4: dal 19 settembre su ABC
Happy Endings 2: dal 28 settembre su ABC
How I met your mother 7: dal 19 settembre su CBS
Due uomini e mezzo 9: dal 19 settembre su CBS (con Ashton Kutcher al posto di Charlie Sheen)
Big Bang Theory 5: dal 22 settembre su CBS
Modern Family 3: dal 21 settembre su ABC
CSI: la milionesima stagione dal 21 settembre su CBS

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