Masters of the Universe
Da dove inizio?
Beh, con un po' di imbarazzo, con un bel po' di imbarazzo, devo ammettere che sono cresciuto con He-Man. Le bambine avevano la Barbie, io da tipico bimbo etero bianco avevo He-Man.
C'è però da sottolineare il fatto che non possedevo un banale He-Man qualunque. Io avevo un He-Man esplosivo. Letteralmente. Aveva delle cariche dinamitarde attaccate alla schiena e, se giravi una rotella, lo facevano saltare per aria. Venivano fuori anche il fumo e una puzza incredibile.
Oggi un gioco del genere sarebbe bandito nella maggior parte dei paesi civili, ma allora eravamo negli anni '80 e negli anni '80 tutto era concesso. Non esistevano precauzioni e la vita dei bambini non era ritenuta così preziosa. Le elementari e le medie erano scuole di sopravvivenza. Il bullismo?
Non esisteva quella parola. Gli atti che oggi sono considerati di bullismo allora venivano definiti scherzetti, dei riti di passaggio obbligatori per giungere all'età adulta. Se sopravvivevi. Così anche i giocattoli a quei tempi potevano essere un po' pericolosi, e non solo i giocattoli...
Se racconto queste cose ai giovani d'oggi, mi guardano strabuzzando gli occhi. Facendo fatica a credermi. Un po' come capita ad Adam, il protagonista di Masters of the Universe, che altri non è che un giovane He-Man alle prime armi, arrivato sulla Terra dritto dal pianeta Eternia. Quando parla delle sue origini extraterrestri, lo prendono tutti per pazzo. Cosa che probabilmente è in ogni caso.
Così come una pazzia poteva sembrare l'idea di realizzare un nuovo film sul franchise della Mattel di Masters of the Universe, che oltre a una linea di giocattoli action figure popolari negli anni '80 ha dato vita a fumetti, serie animate (di cui una mitica che non perdevo mai) e una pellicola live action, I dominatori dell'universo, con Dolph Lundgren (che fa anche un breve cameo nella nuova versione).
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| "Nicholas, io ti spiezzo in due" "Ahahah, sei troppo simpatico, Dolph" "Veramente io non sto scherzando" |
Poteva sembrare una pazzia considerando che quel film, realizzato all'apice della popolarità di He-Man e compagni, era già stato un flop di proporzioni galattiche. Figuriamoci oggi che questi personaggi sono perlopiù sconosciuti alla Gen Z. Persino Skeletor, che è sempre stato il mio preferito.
Qualcuno poteva sperare in un nuovo colpo per la Mattel, dopo il successo del film Barbie. Solo che il mito della Barbie si è tramandato di generazione in generazione, quello di He-Man molto meno. E infatti...
Masters of the Universe si sta rivelando uno dei flop più clamorosi del 2026. Costato una cifra stimata tra i 170 e i 200 milioni di dollari, più marketing, ad oggi ne ha incassati nel mondo appena 113 e, considerando che gli esercenti dei cinema trattengono circa metà degli incassi, le perdite per questa produzione si preannunciano ingenti.
Peccato, perché, pur essendo uno di quei lavori che è meglio gustarsi in streaming comodamente spaparanzati sul divano piuttosto che correre al cinema a vederlo, non è affatto malvagio. È una divertente cazzatella. Il classico titolo che ti fa fare quattro risate, e ti fa pure venire un pizzico di malinconia per un periodo in cui eri un bambino spensierato che non sapeva di rischiare di perdere una mano giocando con il suo He-Man esplosivo.
Perché allora si è trasformato in un flop?
Forse perché, come detto, ai giovani d'oggi non frega una mazza di He-Man e non si è rivelato molto azzeccato il tentativo di rendere il personaggio più attuale, più umano, più vulnerabile, più "woke", se siete fan di questo termine che io non sopporto. Ormai è diventato uno dei peggiori insulti che si possano rivolgere a qualcuno. Per quanto mi riguarda, comunque, sempre meglio essere woke che essere fascisti.
O forse se è stato un flop è perché la sceneggiatura, per quanto brillante e ricca di quell'umorismo alla James Gunn senza però la firma di James Gunn, è molto prevedibile e negli ultimi anni sono usciti già un sacco di altri film comedy-fantasy più o meno simili, sia nella storia che nello stile narrativo. Tanto per dirne uno parecchio vicino a questo, Dungeons & Dragons - L'onore dei ladri, che anch'esso, per quanto gradevole, non è che avesse fatto sfracelli al box office.
O forse perché i protagonisti principali Nicholas Galitzine nei panni di He-Man e Camila Mendes in quelli di Teela sono sì carucci, ma non sembrano nati per questi ruoli e la chimica tra loro non è molto alta. Anzi, per niente. Tanto che tra loro non nasce nemmeno una storia d'amore e lui si becca una friendzonata inaspettata.
Cosa che uno dice: "Che bravi che hanno evitato in inserire la solita classica love story non necessaria". Sì, vero, però è anche vero che così la pellicola ne risente a livello emotivo. Non ha molto cuore. Se la parte comedy è quella più riuscita, quando il film cerca di farsi più serioso e abbozza qualche momento più intimista, non riesce ad essere particolarmente convincente.
O forse perché in questa pellicola diretta senza un'enorme personalità da Travis Knight, quello di Kubo e la spada magica e Bumblebee, manca quel tocco autoriale fornito da Greta Gerwig a Barbie, capace di prendere un giocattolo cult dell'infanzia, renderlo protagonista di un film sorprendente e riuscire a trasformarlo in un autentico fenomeno pop di massa.
Masters of the Universe ci prova anche ad essere una specie di versione maschile, ma non maschilista o macho, di Barbie, e fallisce. Fallisce però in maniera simpatica. Ha il difetto di dare troppo poco spazio alla parte ambientata sulla Terra, che invece è la più divertente, e si concentra in maniera eccessiva su combattimenti e momenti action superflui, che dilatano la durata fino a 140 minuti, davvero eccessivi per un filmetto del genere con una trama così esile.
Snellito di una mezz'oretta buona e giocato ancora di più sull'ironia, Masters of the Universe sarebbe potuto essere più efficace ed esaltante. Anche così risulta comunque una visione che non salverà il cinema, non salverà la cheerleader (R.I.P. Hayden Panettiere), non salverà il mondo, non salverà l'universo, ma se non altro vi salverà la serata. Per il potere di Grayskull!
Scusate, quest'ultima cosa dovevo dirla per contratto, altrimenti gli sponsor non mi permettevano di pubblicare la recensione.
(voto 6+/10)

















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