domenica 23 marzo 2014

UNA MOSCA NELLA PALUDE DELLA FOLLIA





Mosca nella palude “Ultrafuck”
Una mosca è volata fino alla mia palude, ma non sto parlando di insetti, né di qualcosa che ha che fare con un film di David Cronenberg, se non per la follia. Sto parlando di una band. E che band.
I Mosca nella palude sono un gruppo toscano composto da Giovanni Belcari, Luca Benedetti, Daniele Belcari, Giacomo Tongiani, Daniele Cecconi e Andrea Coco e hanno pubblicato da poco il loro valido album d’esordio “Ultrafuck”, che si segnala per un gran titolo e… basta.
Ah no, c’è anche la musica.

Il loro genere di appartenenza è il rock, però declinato in una maniera assolutamente personale e assolutamente pazza. La prima cosa che colpisce di questi ragazzi è proprio il loro essere fuori. Fuori, nel senso di fuori di testa, e lo dico come complimento. Lo so, non sono bravo a fare i complimenti, da questo punto di vista ho ancora ampi margini di miglioramento, però in questo caso va intesa come una cosa positiva, molto positiva. E sono fuori non solo di testa, ma anche dalla musica che va oggi per la maggiore. I Mosca nella palude non hanno infatti molto in comune con la scena indie attuale, né tanto meno con le molte lagne neo-folk che sono tanto cool, non si capisce bene perché, in questi tempi malati. Il loro è un rock che va a richiamare soprattutto sonorità popolari a cavallo tra fine anni ’80 e primi ’90. Cose come i Faith No More di Mike Patton, uno dei gruppi più fuori (anche qui lo intendo come complimento) nella storia della musica. Qua e là emergono inoltre inflessioni funk-rock alla Primus e alla Red Hot Chili Peppers, qualche influenza metal e nu-metal tra Korn e System of a Down e pure un pizzico di hip-hop alla Beastie Boys, il tutto riletto in chiave inedita e insana. La giovane band possiede ancora ampi margini di miglioramento, soprattutto dovrebbe sviluppare meglio il suo lato melodico, anche se magari non è tra le sue principali priorità, però la sua proposta suona talmente fresca e devastante che si può anche chiudere un occhio su questo aspetto e aprire tutte e due le orecchie.
Detto in altre parole: “Ultrafuck” dei Mosca nella palude possiede un suono crossover ad alto grado di figosità, da suonare possibilmente a un volume da arresto.
Detto ancora in altre parole: io vi consiglio di ascoltarli. Se volete approfondire la loro conoscenza potete sentire qualche loro pezzo su ReverbNation, acquistare il loro album QUI, oppure seguirli sulla loro pagina Facebook, oltre a beccarvi il loro video per il pezzo "Beastie Toys" qui sotto.
Buon tuffo nella palude della follia!
(voto 6,5/10)

5 commenti:

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