lunedì 12 dicembre 2016

La miao vita da gatto





Una vita da gatto
(Francia, Cina 2016)
Titolo originale: Nine Lives
Regia: Barry Sonnenfeld
Sceneggiatura: Gwyn Lurie, Matt Allen, Caleb Wilson, Dan Antoniazzi, Ben Shiffrin
Cast: Kevin Spacey, Jennifer Garner, Malina Weissman, Christopher Walken, Robbie Amell, Mark Consuelos, Cheryl Hines
Genere: felino
Se ti piace guarda anche: Senti chi parla, Beethoven

Miao, mi state leggendo?
Sul serio ci riuscite?
Questa sì che è una gattata pazzesca! Sono anni che provo a prendere il possesso del blog del miao padrone, ma finora non ero mai riuscita a farmi capire. Io scrivevo in italiano, ma tutto quello che usciva per voi stupidi umani erano solo dei “Miao, miaoooo, miaoooooooo”.
Adesso finalmente riesco a scrivere in un italiano comprensibile come il mio padrone, anzi molto meglio del mio padrone, sarà per via di qualche specie di incantesimo scattato alla visione di Una vita da gatto, in originale intitolato in maniera ben più azzeccata Nine Lives, il film in cui Kevin Spacey in seguito a un incidente finisce dentro il corpo di un gatto.


Hey, un momento! Io ora sono finita dentro il corpo di un uomo. È per questo che riesco a scrivere! Ho le mani da umano, anziché delle zampe pelose. Chissà com'è il resto del mio aspetto?
Vado a vedermi allo specchio.

Uffa, sono finito dentro il corpo del mio padrone, Cannibal Kid. Non potevo finire dentro il corpo – chessò? - di Ryan Reynolds (come capita a Ben Kingsley in Self/less), o di Ryan Gosling o comunque di qualcuno di nome Ryan?


Miao, va beh. Se non altro ne approfitto per scrivere su Pensieri Cannibali, così alzo un po' il livello di questo blog sempre più allo sbando, anche se devo dire che il film di cui vi parlo oggi non è che sia poi cinematograficamente qualcosa di così eccelso. A dirla tutta, è una roba davvero animalesca e non lo dico in senso positivo, parola di gatto.

Una vita da gatto è la classica pellicola su un uomo cattivo ed egocentrico (no, non sto parlando del mio padrone Cannibal), interpretato da un Kevin Spacey che sembra fare il verso a se stesso e al suo cinico personaggio di Frank Underwood, con la differenza che qui, anziché trovarsi in House of Cards, si trova piuttosto dentro a un... House of Cats.

Miahahah, che battuta felina!


Spacey ha qui la parte di un miliardario ossessionato dall'impresa di erigere il grattacielo più alto del mondo. Con questa mania di grandezza deve forse compensare qualcosa?

In ogni caso, se ve lo stavate chiedendo, Kevin Spacey in versione felina non è così, o almeno non in questo film...


Ma così...

"Questo giornale è proprio scritto da cani! Cos'è, Libero?"


Come se fossimo dentro a un film con Adam Sandler stile Click – Cambia la tua vita con un click, non a caso di mezzo c'è sempre coinvolto il solito stralunato Christopher Walken, un giorno il miliardario si trova nel corpo del gattino che aveva comprato per la sua figlioletta in un raro impeto di umanità.
Impeto di umanità... questo sì che è saper scrivere, altroché Cannibal Kid dei miei stivali!


Questa situazione è resa ancora più assurda dal fatto che il personaggio interpretato da Kevin Spacey odia i gatti. Ve l'avevo detto che è una persona cattiva. Come si può odiare noi gatti? Siamo degli animali “leggermente” egocentrici, certo, però volete mettere con quei rompiscatole dei cani?
Sempre lì che hanno bisogno di qualcuno che li porti in giro a fare i loro bisogni. Per non parlare del fatto che abbaiano, mordono, puzzano e lo so che il mio potrà sembrare un discorso un pochino razzista, però hey, sono un gatto. Vi aspettavate forse che potessi parlare bene dei cani. Sul serio?


Noi gatti siamo indipendenti, puliti, silenziosi e soprattutto abbiamo una dote unica: ci facciamo i cazzi nostri! Ogni tanto possiamo essere teneri e coccolosi e veniamo vicini a voi umani a farvi le fusa. Dopodiché viviamo la nostra vita in maniera separata da voi. Va bene dover dividere lo stesso tetto, però ognuno fa le proprie cose. Questo purtroppo è un aspetto che non emerge più di tanto nel film, realizzato attraverso un punto di vista troppo umano. E questo è un suo difetto non da poco. Una vita da gatto inoltre è una commediola famigliare che non fa granché ridere, sa di già visto e stravisto, ha una sceneggiatura banalotta nonostante sia stata scritta da un branco di ben 5 umani, e ha un finale persino più assurdo di quanto era lecito prevedere, però se siete anche voi gattari come il mio padrone Cannibal Kid, non riuscirete a detestarlo del tutto.

Per quanto mi riguarda comunque io sogno, anzi pretendo, una pellicola che racconti la vita di noi felini in maniera più realistica e cinematograficamente potente, senza tutte quelle gag sceme con gli animali che fanno cose stupide e buffe, ma soprattutto cose stupide. Vorrei un film in grado di fare con la rappresentazione dei gatti quello che Christopher Nolan con Il cavaliere oscuro è riuscito a fare nei confronti dei supereroi.
È forse chiedere troppo a voi inutili umani?

Un miao, o meglio un graffio di addio,
Birba
(voto 5/10)

6 commenti:

  1. L'avevo detto io che i gatti conquisteranno il mondo, intanto sono partiti da qui!
    Ma sono anche troppo buoni, come noi gattari, a promuovere questo film ;)

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  2. Io tutti i film che parlano di cani, gatti, topi o qualsiasi animale sulla faccia della terra non ce la posso fare a guardarli...

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  3. Pur essendo un gattaro, me lo evito felicemente. Nonostante il tuo voto. ;)

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  4. @James Ford tu non sei un gattaro,tu hai dei gatti,è ben diverso ;)
    Noi che invece siamo gattari doc sfegatati,guarderemo questa cagata in un mercoledì di sonno fra patatine e rutti,senza pretesa alcuna.Peggio di quella stronzata di sausage party non può essere XD

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  6. Me lo salto volentieri. Non amo i gatti... Anzi, non amo proprio il genere miao miao

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