mercoledì 1 febbraio 2017

The Sound of Silence





Silence
Regia: Martin Scorsese
Cast: Andrew Garfield, Adam Driver, Liam Neeson, Ciarán Hinds, Yôsuke Kubozuka, Shin'ya Tsukamoto


Per la prima volta in assoluto, qui su Pensieri Cannibali fa il suo esordio una audio recensione, realizzata apposta per il nuovo film di Martin Scorsese.
Ecco tutto quello che c'è da sapere su Silence.





Beh, credo di essere stato abbastanza chiaro e mi sembra di aver detto tutto.


Ah no, ho giusto una manciata di cose da aggiungere che mi sono dimenticato. Come che in questo film spacciato da alcuni per un capolavoro di profondità l'unica cosa davvero profonda che ho trovato è la noia che mi ha provocato. Che ci posso fare? Sarà che sono una persona superficiale e troppo poco spirituale, o sarà che io a una pellicola quasi del tutto priva di colonna sonora proprio non riesco a emozionarmi, è una cosa più forte di me, e quindi non ce l'ho fatta a entrare minimamente in sintonia con questa visione. Inoltre, mi pare che sul tema della Fede e della religione di recente si siano espresse in maniera ben più originale e significativa serie come The Young Pope e The OA, mentre questo Silence resta radicato a una concezione antica, sia della rappresentazione cinematografica, che della tematica religiosa.
Più che la vicenda dei due tipi in missione per conto di Dio (ma no, non sono i Blues Brothers), le parti che ho trovato più interessanti sono state le riflessioni sul Giappone e sul confronto tra la cultura orientale e quella occidentale. Sebbene il ritratto che ne esce del paese del Sol Levante sia alquanto limitativo, visto che viene definito “una palude, e nella palude non cresce nulla”. Una frase che non stupirebbe se fosse uscita dalla bocca di Donald Trump, invece che da un film di Scorsese.



Per il resto, tanti discorsi religiosi (alla faccia del Silence) e anche tanti sbadigli. Due ore e quaranta di sbadigli. Avevo adorato The Wolf of Wall Street -  quello sì uno dei più grandi film del secolo - e amato pure la incomprensibilmente sottovalutata serie Vinyl, ma questa volta il buon vecchio Martin si è fatto prendere troppo da un eccesso di ambizione e di difesa della cristianità alla Mel Gibson e ha girato un film che, nonostante un paio di ottime sequenze (quella in cui Andrew gatto Garfield si guarda nello specchio d'acqua e va fuori di testa in stile Gollum e quella in cui osserva le torture da dietro le sbarre), e a parte una serie di momenti splatter stile La passione di Cristo, appare troppo timoroso. Timoroso e timorato di Dio e della Santa Chiesa, come se avesse voluto girare una pellicola apposta per compiacere il Papa e i gesuiti, cui non a caso ha mostrato la pellicola in anteprima. Quasi avesse voluto espiare i suoi peccati per il troppo sesso, droga & rock'n'roll dei suoi ultimi e ben più interessanti lavori.
Per me e per il grande pubblico, che l'ha (giustamente) reso uno dei flop più clamorosi della sua intera carriera, questa volta invece Martin ha toppato. Colpa sua, o anche dell'apparizione di un ridicolo Liam Neeson in versione jedi, o di due protagonisti troppo americani e hipster per risultare credibili nella parte dei padri gesuiti portoghesi, o di un finale che poteva giocare sull'ambiguità e sul mistero invece sceglie di non farlo. O è soltanto colpa di noi crudeli infedeli?
(voto 5,5/10)

14 commenti:

  1. Non lo vedrò. Non je la posso fa. Poi ho ancora Mission negli occhi, e per quanto possa essere diverso questo prodotto (e già che non c'è Morricone si sente - anzi non si sente niente -), preferisco restarmene con quella di idea/contrasto tra religione e padri gesuiti esaspera(n)ti. Amen.

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  2. Ho visto la prima ora, mi sono detto "poi proseguo", ma non ce l'ho fatta.
    Non mi interessa il tema, Scorsese è il migliore su piazza ma fa film che trovo molto faticosi e di martire c'era già Garfield (bravissimo, tra l'altro, nel film di Gibson). Manco il Silence mi sono goduto, perché mio padre russava dai titoli di testa.

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  3. Hai detto bene, figliolo.
    EL LOBO DE WALL STREET era un po' troppo trasgressivo (ma, detto tra noi, era una gran figada); quando Scorsese è venuto a confessarsi l'ho assolto a condizione che girasse este aburrumiento de SILENCE

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  4. Faccio un copia-incolla spudorato del tuo commento al mio post su La La Land:

    "Buuuuuuuuuuuuuuuuuu!

    Possa il Dio del Cinema perdonarti per le cose che hai detto. Ma spero che non lo faccia... :)"

    XD

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  5. Non riesco a voler troppo male a questo film, non mi è dispiaciuto del tutto e nonostante gli argomenti trattati e la lunghezza non mi ha annoiato nemmeno troppo. Ma poteva durare almeno mezz'ora in meno senza perdere nulla del suo significato. E Andrew Garfield e soci come gesuiti portoghesi, vabbè... meglio non pensarci.
    L''assenza della colonna sonora invece è una di quelle cose che ho molto apprezzato in questo caso. :)

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  6. Per me è film che acquisirà valore col tempo. Ma alla prima visione l'ho giá amato. Certo, non un film da domenica pomeriggio, ma a me le 2 ore e 40 non sono pesate minimamente. Vabbè che qualsiasi cosa faccia Martin Scorsese io la amo a prescindere, però sinceramente a menquesto film ha fatto tutt'altro che annoiarmi. Scusa, ora vado a vedermi per la Terza volta La La Land... 😊

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  7. Il bello del film è che fa riflettere poi, durante, gli ho trovato anch'io parecchi difetti, Garfield compreso.
    Preferisco di gran lunga lo Scorsese rock'n'roll di quello filosofico/religioso.
    Comunque, hai un futuro da youtuber ;)

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  8. Ma quindi per fare la parte di dei Portoghesi, bisogna prendere dei veri Portoghesi ? Come se questi poi avessero qualche caratteristica che li differenziasse da tutti gli altri occidentali. Quindi quando Anthony Quinn ( di origini Messicane ed Irlandesi) fece Zorba il Greco o Di Caprio il Francese nella "Maschera di Ferro" dovevamo stracciarci le vesti ? Cos'è la nuova regola imbecille del delirante politically correct che verrà seppellito da una sonora pernacchia ?

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    Risposte
    1. Non ho detto questo.
      E' solo che a me personalmente Garfield e Driver, che pure sono attori che in genere mi piacciono, sono sembrati del tutto fuori parte come padri gesuiti portoghesi e si sarebbero potute fare scelte di casting più azzeccate. Non è una questione di politically correct, ma di credibilità.
      A questo punto allora perché non gli hanno fatto fare la parte dei giapponesi, giusto per essere più politically incorrect? :)

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  9. A parte la vecchia di fianco a me che non ha capito cosa significasse la parola Silence - quante legnate sui denti le avrei voluto dare, brutta stronza! - il film mi è piaciuto abbastanza. L'ho trovato faticosissimo, vero, ma fa riflettere ed è girato da Dio - non che ci fosse da aspettarsi altro da Scorsese - e Garfield mi è piaciuto davvero tanto.

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  10. Molto, molto prevedibile.
    Un film troppo denso per un giovanotto come te.

    Sono contento, però, di ritrovarci in disaccordo, per una volta in queste settimane.

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  11. Ho passato 2:40 a gridare nel mio cervello "E ABIURAAAAA che risparmi sta tortura ai giapponesini e a tutti noi!". Noia noia noia e il brutto che non provavo empatia per nessuno. Il personaggio migliore era l'Inquisitore, ho detto tutto

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  12. Nuooooooooooooooooooooooooooooooooo
    Cannibal non puoi dare 5,5 XD
    Questa recensione... mi ha lasciato in silenzio ahah (ok questa era pessima)

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  13. La logorroicissima video recensione mi ha chiarito tutto, grazie ahahaha.
    Io non l'ho ancora visto e non so se farlo o meno. Ho paura di annoiarmi e impressionarmi nelle parti splatter e di non reggere la tematica troppo imponente.
    E poi Adam Driver in versione prete portoghese non è credibile in effetti, sarà che mi viene in mente sempre in versione Girls nudo a darci dentro con Hannah ahahah. Però, una parte di me è un filo curiosa...

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