lunedì 19 novembre 2018

Me felice





Lazzaro felice
Regia: Alice Rohrwacher
Cast: Adriano Tardiolo, Nicoletta Braschi, Natalino Balasso, Alba Rohrwacher, Agnese Graziani, Luca Chikovani, Tommaso Ragno


Negli scorsi giorni ci ha lasciati all'età di 95 anni Stan Lee. Chi è, chi era Stan Lee?
Molti lo conoscono come il fondatore della Marvel. Mmm... veramente non lo è stato. Ha iniziato la sua carriera alla Marvel Comics, fondata in realtà da tale Martin Goodman, come semplice galoppino. Che è un modo antico per dire che faceva lo stagista retribuito poco o male e che sgobbava tanto e bene. Stan Lee poi si è fatto strada diventando il creatore di tutti, o quasi, i supereroi oggi più conosciuti e amati. Tipo... Superman e Batman?


No, quelli veramente non li ha ideati lui. Diciamo che li ha inventati tutti lui, tranne i due più famosi. Allora diciamo come... Deadpool?


No, nemmeno quello l'ha creato lui, sorry. Quindi diciamo che li ha ideati tutti, tranne i due più famosi e quello più divertente.

Scherzi a parte, che lui per primo era un gran mattacchione quindi spero possa apprezzare questo mio elogio funebre non proprio solenne, Stan Lee è stato un genio. Una delle persone che più hanno influenzato la pop culture contemporanea. Il mondo dei fumetti, così come quello cinematografico e televisivo. Nel bene, così come – diciamolo – nel male, visto che tutti questi cinecomics sempre campionissimi d'incasso avrebbero anche leggermente stufato.

A Stan Lee sono grato in particolare per un personaggio. Il supereroe più famoso dell'universo. O se non altro il più famoso dopo Superman e Batman, ovvero Peter Parker alias Spider-Man. È lui il mio supereroe preferito in assoluto?
No, in realtà il mio supereroe preferito è il Joker, e non m'importa che non sia un supereroe. Io i supereroi non li sopporto. Preferisco i supercattivi, bitch!


Peter Parker è l'amichevole nerd di quartiere. È un disadattato che, in seguito al morso di un ragno radioattivo, diventa ancora più disadattato. La peculiarità, e anche uno dei motivi principali del successo del personaggio, è il fatto che, a differenza dell'alieno alienato Clark Kent o del miliardario Bruce "Berluschino" Wayne, Peter è un ragazzino normale e un po' sfigato qualunque. Chiunque può riconoscersi in lui. D'altra parte, a chi non capita tutti i giorni di essere morso da un ragno radioattivo?


Non solo nei fumetti, ma anche al cinema l'Uomo Ragno ha giocato un ruolo fondamentale. Senza nulla togliere a Il cavaliere oscuro, Spider-Man è il cinefumetto più importante dell'epoca moderna. Non ho detto necessariamente il migliore. È stato quello che ha fatto svoltare il genere supereroistico negli ultimi due decenni. Se andiamo con la memoria alla fine degli anni '90, i cinecomics non è che se la stessero passando benissimo. Un motivo in più per amare i 90s!
Batman & Robin ad esempio si era rivelato deludente ai box office ed era stato massacrato dalla critica, Superman non aveva il coraggio di farsi vedere sul grande schermo dagli anni '80 e i Marvel Studios, allora noti come Marvel Films, avevano in curriculum giusto flop come Howard e il destino del mondo. Che, tanto per la cronaca, resta il mio film preferito in assoluto tra quelli prodotti dalla Marvel, ma certo non poteva essere considerato un successo.


Il primo Spider-Man del 2002, quello diretto da Sam Raimi e interpretato da Tobey Maguire, Kirsten Dunst e James Franco, è stato invece un enorme successo ai botteghini di tutto il mondo ed è stata anche una delle prime pellicole supereroistiche a essere sinceramente applaudite dalla critica. Da lì in poi sarebbero arrivate la trilogia nolaniana di Batman, la serie TV Heroes, gli incassi vertiginosi di Iron Man e The Avengers e tutte le varie altre hit della Marvel, che negli ultimi 10 anni hanno infilato un campione al box office dietro l'altro.
Spider-Man però è arrivato prima. Era il film giusto al momento giusto. Nel 2002 ha rappresentato la maniera migliore per il cinema di massa di elaborare il lutto di quanto successo l'11 settembre 2001. La pellicola sull'Uomo Ragno era sì una commedia action adolescenziale, ma anche il modo per i newyorkesi, per gli americani, per il popolo occidentale in generale di rialzare la testa e battersi per la vittoria del Bene sul Male. Una visione leggera, romantica, con una delle scene di bacio più memorabili nella storia del cinema, e allo stesso tempo se vogliamo pure un film politico.

"Dai, Kirsten, muoviti a infilarmi la lingua in gola, che mi sta andando il sangue alla testa."
"Oh, quanto sei romantico, Spidey! Come posso resisterti?"

Una pellicola originale, che cambiava il modo stereotipato, superficiale e fracassone di raccontare i supereroi prevalente fino ad allora. Cos'è rimasto oggi di questo Spider-Man?
In apparenza molto, visto che è un titolo scopiazzato a destra e a manca da parecchi titoli usciti in seguito. In pratica ben poco, visto che i cinecomics di oggi finiscono per assomigliarsi tutti e non riescono ad avere la stessa singolarità e la stessa complessità dell'opera girata da Raimi. È per questo che credo che Stan Lee avrebbe apprezzato un lavoro come Lazzaro felice, il film fantasy, fantascientifico e supereroistico più sorprendente dell'anno.


Lazzaro felice parte come una storia neorealista ambientata tra i contadini 'gnurant della campagna laziale in un passato arcaico piuttosto indefinito. Poi partono le note tamarre della hit “Dreams (Will Come Alive)” dei 2 Brothers on the 4th Floor e capisci di essere nel bel mezzo degli anni '90.



Da lì in poi la pellicola procede in una direzione alla Trust (la serie sul rapimento Getty), per poi svoltare nella seconda parte in una strada del tutto imprevista. Lazzaro felice diventa una vicenda dai toni favolistici e persino fumettosi e il suo singolare protagonista può essere visto come una specie di improbabile supereroe. A Stan Lee forse sarebbe piaciuto, perché questo di Alice Rohrwacher è uno dei pochi film usciti negli ultimi anni in grado di provocare un sincero stupore. Un po' quello che dovevano provare i ragazzini negli anni '60 sfogliando le pagine dei fumetti dell'Uomo Ragno. Un po' quello che faceva sentire il primo Spider-Man al cinema nel 2002. Già solo il fatto che un film con Natalino Balasso possa essere bello è motivo di sommo stupore.


O forse no. Forse Stan Lee lo avrebbe detestato. Lo avrebbe trovato noioso, autoriale e pretenzioso, e si sarebbe chiesto: “Dove diavolo sono inseguimenti, sparatorie, botti, esplosioni ed effetti speciali?”. Non lo so se i blockbuster della Marvel stampati in serie degli ultimi anni gli piacessero per davvero, o se comparisse al loro interno soltanto per abitudine e, in gran segreto, lui in realtà si guardava le piccole opere italiane, quelle che puntano sulle idee più che sui grandi budget. Non so nemmeno se Lazzaro felice possa essere considerato davvero un film fantasy o fantascientifico o tantomeno supereroistico. Probabilmente no. So solo che è un film super.
(voto 8+/10)


6 commenti:

  1. Strano elogio funebre, strana recensione, strano film già nella lista dei recuperi. Il fatto che all'estero sia candidatissimo, quanto e più di Garrone, ha reso urgentissimo il recupero. I listini di fine anno si avvicinano, e ho l'ansia dei posti mancanti, dei film super mancati. 😬

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  2. Merita: originale e sorprendente.

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  3. Mr Ink qui sopra inizia a mettere l'ansia per i listoni. Aiuto.

    Post davvero strano, che unisce due mondi opposti, ma che regge su tutta la linea. Quanto a Lazzaro Felice lo recupererò, magari facendo una settimana Rohrwacher (no, non controllerò le lettere) di cui mi mancano tutti e tre i film, in realtà.

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  6. Gran bel post, quasi fordiano. ;)
    Il film me lo segno, sperando che mi piaccia nonostante la tua approvazione.

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