Sentimental Value
Ormai è un incubo. La Norvegia è diventata il nostro spauracchio. Ci fa il cul* ovunque. Alle qualificazioni per i prossimi Mondiali di calcio ci ha umiliati per 3-0 all'andata e ci ha poi bastonati pure in casa, al ritorno, con un 1-4 che non lascia spazio a dubbi: al giuoco del pallone ormai sono più forti loro. Di brutto.
Se non altro in un altro campo in cui storicamente siamo sempre stati migliori di loro, quello cinematografico, non ci avranno superato anche lì, giusto?
Giusto?!?
Ehm, no. Dopo il 6-1 che ci hanno inflitto agli ultimi European Film Awards, l'altra mazzata è arrivata dall'Academy, con un secco 9-0 alle nomination degli Oscar 2026. Tutto merito di Sentimental Value.
C'è da premettere che l'Italia è il paese che ha conquistato più vittorie nella storia degli Oscar nella categoria di miglior film internazionale, un tempo noto come miglior film in lingua straniera. L'ultimo trionfo tricolore risale però all'ormai lontano 2014 con La grande bellezza di Paolo Sorrentino e l'ultima nomination è arrivata nel 2022 con È stata la mano di Dio sempre del solito Sorrentino. Nelle ultimissime edizioni abbiamo ottenuto zero tituli e zero nomination e anche quest'anno siamo rimasti a bocca asciutta.
Il titolo designato per rappresentare l'Italia agli Oscar 2026 è stato Familia di Francesco Costabile, che però non è riuscito ad avanzare manco fino alla shortlist. Comprensibile. Per quanto sia un film valido, per quanto tratti un tema sempre attuale come quello delle violenze domestiche, non si distingue in maniera particolare rispetto ad altri lavori tratti da storie vere simili, né tantomeno sembrava possedere la forza mediatica per imporsi a livello internazionale. E infatti non ce l'ha fatta.
Fatto sta che invece chi ce l'ha fatta è il rappresentante della Norvegia, che nella storia degli Oscar non è mai riuscita a vincere la statuetta per il miglior film internazionale. Quest'anno il paese nordico ha ottenuto la sua settima nomination grazie a Sentimental Value di Joachim Trier, che già era stato nominato nel 2022 con il notevole La persona peggiore del mondo. Sia lui che Sorrentino in quell'occasione avevano però dovuto inchinarsi davanti al giapponese Ryūsuke Hamaguchi con il suo Drive My Car.
Andrà meglio quest'anno alla sempre più forte, in tutti gli ambiti, Norvegia?
La competizione si preannuncia parecchio dura contro Un semplice incidente dell'iraniano Jafar Pahahi, chiamato a rappresentare la Francia visto che il suo lavoro è una co-produzione di Iran, Francia e Lussemburgo, lo spagnolo Sirāt di Óliver Laxe, il candidato tunisino La voce di Hind Rajab di Kawthar ibn Haniyya, e soprattutto L'agente segreto di Kleber Mendonça Filho con protagonista Wagner Moura, con cui il Brasile proverà a fare una clamorosa doppietta dopo l'Oscar vinto l'anno scorso con Io sono ancora qui di Walter Salles e che per altro aveva rappresentato la prima vittoria per i verdeoro.
Considerando che Sentimental Value ha conquistato un totale di 9 nomination, mentre L'agente segreto ne ha prese 4, il favorito principale tra i film internazionali è il norvegese, che sembra amatissimo dall'Academy. Poi chissà come andrà a finire...
Comunque, di cosa parla codesta pellicola?
Sentimental Value racconta la storia di un acclamato regista sul viale del tramonto interpretato da Stellan Skarsgård (come al solito bravo, ma a mio modesto parere non da Oscar) che cerca di rilanciare la sua carriera con un film prodotto da Netflix con protagonista una star americana nei cui panni troviamo Elle Fanning. Anche se inizialmente aveva scritto la parte per sua figlia, un'attrice teatrale con cui ha un rapporto conflittuale, nel cui ruolo c'è Renate Reinsve.
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| "Vuoi recitare per me, figlia mia?" "Fossi Spielberg e non un semi sconosciuto regista norvegese fallito, potrei anche pensarci" |
Il regista ha anche un'altra figlia, con cui va più d'accordo - sì, ok, ma a noi che ce ne frega? - interpretata dalla folgorante Inga Ibsdotter Lilleas, che secondo me è quella del cast che offre la performance recitativa migliore - e di nuovo, a noi che ce ne frega? -.
Per quanto mi riguarda, non farò il tifo per la Norvegia. E non solo per le umiliazioni calcistiche che ci hanno inferto negli ultimi mesi.
Ok, forse anche un po' per quello, ma soprattutto perché Sentimental Value, per quanto mi sia piaciuto abbastanza, per quanto sia gradevolmente molto metacinematografico, per quanto giochi bene col suo mix di realtà e finzione, per quanto sia parecchio bergmaniano, non mi coinvolto emotivamente quanto speravo. Non che da un film nordico mi aspettassi di essere travolto, però mi è sembrato un po' troppo freddo persino per gli standard del paese e da un drammone familiare come questo era comunque lecito attendersi un maggiore trasporto, grande assente per gran parte della visione e che arriva soltanto nella parte finale.
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| "Coraggio, prima o poi l'Italia riuscirà a qualificarsi ai Mondiali" "Bah, a questo punto è più probabile che ottenga un'altra nomination agli Oscar" |
Rispetto al precedente La persona peggiore del mondo, tra i film più originali e impressionanti che mi sia capitato di vedere negli ultimi anni, questo Sentimental Value mi è inoltre apparso molto più convenzionale e prevedibile. Un Joachim Trier più classicamente da Oscar. Cosa che infatti porterà la pellicola a vincere una statuetta dorata, o magari anche più di una.
Mi sento la persona peggiore del mondo a non averlo amato quanto avrei voluto, però il suo valore sentimentale non mi è arrivato fino in fondo. Ma forse è meglio così. Non ce l'avrei fatta a fare il tifo per i norvegesi. Erano tanto simpatici quanto non vincevano mai niente, adesso che hanno una squadra che sembra il Brasile di Pelé e un regista fuoriclasse hanno stufato, sia allo stadio che al cinema.
(voto 6,5/10)

















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