Roofman
McDonald's, Burger King, il compianto Blockbuster. Luoghi sacri che nessuno dovrebbe profanare. Mai. Roofman decide invece di derubarli e finiamo pure per fare il tifo per lui. Com'è possibile tutto questo e, soprattutto, chi ca**o è Roofman?
No, non ci troviamo - grazie a Dio - di fronte a un nuovo supereroe Marvel. Roofman è il "nome d'arte" di Jeffrey Manchester, un uomo divorziato, un papà single che per provvedere ai propri figli decide di derubare i negozi di alcuni celebri marchi come quelli sopracitati. Seguendo ironia della sorte il loro modello imprenditoriale, ne deruba uno e poi replica la stessa cosa negli altri punti vendita. Perché lo si prende in simpatia?
Perché è un ladro gentiluomo, che tratta con rispetto i lavoratori delle catene in cui compie le sue rapine, e poi perché fondamentalmente non è che queste aziende vadano in malora a causa dei suoi furti. Blockbuster sarà mica fallito per colpa sua, vero?
In pratica Jeffrey Manchester è un Robin Hood dei franchise. Un criminale geniale che ruba alle multinazionali ricche per dare a sé stesso e ai suoi figli.
Roofman è il film che racconta la storia vera di quest'uomo, nei cui panni troviamo Channing Tatum. Ad essere sinceri il vero Jeffrey Manchester non è che fosse così figo, però si sa che a Hollywood diventa tutto più bello. In questo caso mooolto più bello.
È bello anche il percorso cinematografico che sta facendo Channing Tatum che, dopo essere diventato un sex symbol con il danzereccio Step Up, si è poi orientato sempre di più verso il cinema indie. Pure il suo film più celebre, Magic Mike, a ben vedere è una pellicola indie neorealista con la regia di Steven Soderbergh, mascherato da soft erotico per MILF arrapate, che comunque possono stare tranquille: anche in Roofman il bel Channing appare senza veli.
Se qui offre forse l'interpretazione migliore della sua carriera, sembra che presto si supererà ancora. Tatum è nel cast di Josephine, il grande trionfatore del Sundance Film Festival 2026, che rischia di essere uno dei film indipendenti, e non solo, più acclamati dell'anno.
Anche la tipa con cui il protagonista ha una storia d'amore, Leigh Wainscott, sul grande schermo è migliorata leggermente: nei suoi panni c'è infatti Kirsten Dunst.
Pure lei paladina del cinema indie, è stata una delle mie prime celebrity crush ai tempi de Il giardino delle vergini suicide e oggi, anche in versione mamma di due adolescenti in questo Roofman, possiede sempre quel suo inconfondibile fascino attraversato da un filo di tristezza esistenziale.
A dirigere la pellicola - naturalmente - c'è un altro nome cult del circuito indipendente: Derek Cianfrance, il regista di Blue Valentine e Come un tuono, che qui gira senza particolari virtuosismi per lasciare spazio soprattutto alla storia.
Per certi versi Roofman è un film piuttosto classico tratto da una storia vera così incredibile da superare la finzione e diventare poi essa stessa soggetto di un prodotto di finzione. Per altri versi è una visione che comunque riesce a sorprendere nel modo in cui cambia pelle minuto dopo minuto: parte come un heist movie, poi diventa un escape movie, quindi una specie di romcom "boy meets girl" e c'è anche una parte che racconta la vita all'interno di un supermercato che ricorda il cult del 1991 con Jennifer Connelly Tutto può accadere.
Tutto può accadere, davvero, in questo film così come nella vita incredibile di Jeffrey Manchester. Perfino finire per essere interpretati al cinema da Channing Tatum.
(voto 6,5/10)














Nessun commento:
Posta un commento