venerdì 22 maggio 2026

Le cose non dette sull'ultimo film di Gabriele Muccino





Le cose non dette

In un tipico film di Gabriele Muccino e del Ristuccia Cinematic Universe, come il nuovo Le cose non dette, non può mancare gente che urla

Gente che corre

Gente che urla correndo

Gente che sclera

Gente che si tradisce

Borghesi con lavori fighi tipo giornalista di Vanity Fair o prof. di filosofia in crisi di mezza età, che ormai cominciano ad andare oltre la mezza età

Canzoni retrò tipo qualche pezzo di Mina, anche se fanno più Ozpetek che Muccino a dirla tutta, e un tocco più moderno con Mahmood e i suoi cileni ripieni di zucchero

Un po' di gnocca

Un bel po' di gnocca

Stefano Accorsi, ovviamente

Claudio Santamaria, possibilmente

Altra gente che urla

Queste sono le cose che tutti si aspettano da un film di Gabriele Muccino, e che anche questa volta non mancano. Ci sono però pure alcune cose non dette che invece bisogna dire, per dovere di cronaca e per obiettività giornalistica. Non che qui si faccia giornalismo, ma d'altra parte in Italia di posti dove lo fanno mi sembra ne siano rimasti ben pochi.

Una cosa non detta è che questo film è un po' la versione mucciniana di The White Lotus, con ambientazione a Tangeri, in Marocco.


Una cosa non detta è anche che Stefano Accorsi è un attore che in un film ci mette sempre il massimo impegno, si immerge dentro al suo personaggio usando il metodo Stanislavskij. Qui ad esempio ha la parte di un uomo che ci tiene a mantenersi in forma. Lui però non si è limitato a mettersi genericamente in forma. All'età di 55 anni si è messo in testa di avere un fisico da culturista, e c'è riuscito.


Una cosa non è detta è inoltre che Miriam Leone è proprio una gran bella donna.
Come?
L'hanno già detto, anche se magari usando altri termini un po' più espliciti?


Una cosa non detta è che Muccino ha un gran talento nel lanciare nuovi attori e nuove attrici di talento. Volete un nome?
Ad esempio Martina Stella... Dopo L'ultimo bacio, non è forse diventata una grandissima attrice?


Se non ne siete del tutto convinti, possiamo allora dire che ha lanciato Pierfrancesco Favino, il sopracitato Claudio Santamaria, Sabrina Impacciatore (oggi star internazionale), Giorgio Pasotti, Barbora Bobulova, suo fratello Silvio Muccino, Giulia Michelini, Ludovico Tersigni, Jessica Rothe prima di La La Land e Auguri per la tua morte, e Matilda Lutz, giusto per dirne alcuni. E questa volta lancia la promettente Beatrice Savignani e la giovanissima Margherita Pantaleo.


Un'altra cosa non detta, e che non sentirete dire da nessun giornalista, recensore o blogger di cinema sano di mente che ci tiene alla propria reputazione è che il nuovo film di Muccino non è un ca**o male. Per certi versi, come visto sopra, è il solito Muccino, e io devo confessare che i suoi film, quale di più e quale di meno, fondamentalmente mi sono piaciuti tutti, o quasi. A parte la sua parentesi americana, a partire dal banale La ricerca della felicità, e avrei anche evitato l'evitabile sequel de L'ultimo bacio, Baciami ancora.


In Le cose non dette ci sono però anche delle novità, o se non altro delle variazioni sul tema, rispetto al suo solito. In particolare nella parte finale, che, senza spoilerarvi niente, non è così scontata o prevedibile come credete.


Una cosa non detta è poi che questa storia ti trascina al suo interno e continui a seguirla perché vuoi scoprire cosa succede e come si risolve alla fine. Le pellicole di Muccino possono piacere o non piacere, de gustibus, per carità, e possono contenere alcuni difetti. O in certi casi tanti difetti. Gli va comunque riconosciuto se non altro un buon senso del ritmo, una certa fantasia nel creare continue svolte e colpi di scena, qua e là persino esagerati, e la capacità di saper catturare l'attenzione. Sa infastidire a volte anche, ma sa come catturare l'attenzione. Non annoia. In mezzo a tanti lavori di suoi colleghi ben più celebrati e osannati che dopo cinque minuti mi è già partito l'abbiocco, a mio avviso non è una dote da poco.


Un'ultima cosa non detta, e che forse farei meglio a tenere per me, è che Gabriele Muccino è davvero troppo sottovalutato. Ok, me la sono andata a cercare. Adesso se smettete di seguire questo blog, lo capirò.
(voto 6,5/10)




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