giovedì 30 aprile 2026

Mooseca - La musica di Aprile 2026 con Madame, Foo Fighters, Angine de Poitrine e altri






Album migliore del mese (secondo Pensieri Cannibali)
deary "Birding"
Genere: dream pop
Consigliato in particolare: a chi sogna ad occhi aperti (occhio solo a non andare a sbattere contro qualcosa o contro qualcuno)

Se ci fosse una colonna sonora dei miei sogni, che a volte si trasformano improvvisamente in incubi, a suonarla sarebbero probabilmente i Deary. Ma chi sono, i Deary?
Sono un nuovo duo britannico con base a Londra che nel loro disco d'esordio "Birding" fondono tutta la musica più sognante degli ultimi decenni, tra Cocteau Twins, Lush, Slowdive e My Bloody Valentine, riuscendo a creare un loro sound personale. Li avrei sentiti bene all'interno di un film o di una serie di David Lynch, mi accontenterò di ascoltarli dentro ai miei sogni.
(voto 8/10)



Caso del mese
Angine de Poitrine "Vol.II"
Genere: math-roch microtonale (qualunque cosa significhi)
Consigliato in particolare: a chi non è allergico ai pois

Si fa un gran parlare degli Angine de Poitrine, misterioso duo canadese mascherato con un look rigorosamente (e incomprensibilmente) a pois. Ma perché?!?


Che poi, a vedere nella mia bolla social di patiti di musica, sembra che tutto il mondo non ascolti e parli d'altro, quando in realtà di loro non v'è quasi alcuna traccia né in radio né nelle classifiche e la gente "normale" non ha la più pallida idea di chi siano. Per avere una fotografia più nitida del paese reale, sono sceso in strada a chiedere alle persone se conoscono gli Angine de Poitrine e c'è chi mi ha risposto che è una malattia che non ha ancora preso e chi invece mi voleva menare.

A dirla tutta, oltre alla gente per strada, nessuno sa davvero chi si celi sotto le loro maschere. Forse non lo sanno manco i loro parenti. Nelle ultime ore, comunque, è stata finalmente svelata la loro vera identità. Ecco chi sono.


Tutto l'hype generato sul web da questo duo è giustificato, o è esagerato?
La verità, come spesso accade, sta nel mezzo. Gli Angine de Poitrine suonano un math-rock vivace, ritmato e che, se si è sotto l'effetto di qualche sostanza o anche solo di un paio di bicchierini, può scatenare una certa euforia. Ad ascoltarli bene non rappresentano niente di troppo nuovo, eppure hanno un'arma segreta che pochi altri gruppi rock oggi in circolazione possiedono: il divertimento. Che poi, volendo ampliare il discorso, è quello che manca ad esempio anche al calcio italiano attuale, ma non divaghiamo. Gli Angine de Poitrine si divertono a suonare e fanno divertire chi li ascolta. A patto che si abbia voglia di divertirsi con la musica microtonale suonata da due matti a pois.

Certo, il gioco è bello finché dura poco e il loro sound dopo un po' comincia a farsi ripetitivo e noioso, le loro canzoni finiscono per somigliarsi tutte e dopo qualche minuto partono gli sbadigli. Questi enigmatici Angine de Poitrine sono come una bella sbronza che il giorno dopo ti lascia con addosso un gran mal di testa. Da consumare sì, ma in maniera responsabile. E comunque, tra i pagliacc... pardon, tra gli artisti mascherati, sempre meglio loro di quel bidone di TonyPitony.
(voto 6-/10)



Disco più terapeutico del mese
Madame "Disincanto"
Genere: post hip hop
Consigliato in particolare: a chi preferisce il disincanto al bel canto

Si scrive "Disincanto", si legge incanto. Sono rimasto incantato dalla lucidità e crudezza, ma pure ironia, con cui Madame analizza sé stessa nel suo nuovo terzo album. Dovrebbe farsi pagare come autoterapista. Canzone dopo canzone, Francesca Calearo ci racconta i suoi ultimi complicati anni di vita e, raccontando della sua esperienza, racconta un po' anche di noi. "Madame non è solo intrattenimento, Madame fa riflettere quando senti, Madame non ti vede, ti guarda dentro", per citarla.

Se i testi sono il punto forte e mostrano una maturità notevole, soprattutto considerando che ha appena 24 anni, anche da un punto di vista musicale c'è di che godere. Tra gli artisti che fanno uso dell'auto-tune è una delle poche che sopporto, visto che è una delle poche a farne un buon uso, mentre le basi spaziano da un hip hop morbido e ipnotico come le ultime cose di Doja Cat, o certo R&B raffinato degli anni '90, a sonorità più electro e ambient che forse risentono vagamente dell'influenza di "Kid A" dei Radiohead e dei Boards of Canada. O forse sono solo io ad immaginarmelo.

Madame non è solo intrattenimento e non è solo una rapper. È un'artista completa, a tutto tondo, per usare un'espressione che manco mi piace. È un talento che oggi nella scena hip hop italiana ha pochi pari, mi viene in mente giusto Marracash che non a caso è uno dei rari ospiti dell'album e forse Nayt, e finché manterrà quest'onestà ce ne farà ancora sentire delle belle.
(voto 7+/10)



Disco pop del mese
Ditonellapiaga "Miss Italia"
Genere: electropop
Consigliato in particolare: a chi cerca una Charli xcx de 'noantri

Chi è la Miss Italia del pop italiano?
Negli ultimi anni la fascia se la sono contesa principalmente Annalisa ed Elodie. Ora però, in attesa che le nuove leve come Clara e Sarah Toscano raggiungano una maggiore maturità artistica, c'è un altro nome che reclama la corona: Ditonellapiaga.

Esplosa all'ultimo Sanremo con il tormentone "Che fastidio!", che personalmente a me non ha ancora dato fastidio, la romana de Roma Margherita Carducci nel nuovo terzo album "Miss Italia" sembra aver trovato un suo suono e un suo stile. Un pop venato di elettronica bello fresco e bello ironico, che fa muovere la testa e con testi più profondi di quanto possa apparire ad un primo ascolto. Certo, fa riflettere il fatto che il pezzo migliore, "Hollywood", sia una ballad che si allontana dalle sonorità del resto del lavoro e lascia immaginare per Ditonellapiaga un futuro non strettamente legato all'electropop, ma intanto, care Annalisa ed Elodie, cominciate a tremare.
(voto 6+/10)



Disco più deludente del mese
Blanco "Ma'"
Genere: sbiancato
Consigliato in particolare: a quelli a cui la voce di Blanco fa venire i brividi, brividi, brividiii

Blanco, nato stanco, comincia a stancare. Giunto all'album numero 3, Riccardo Fabbriconi ha ormai messo in un angolino la sua irruenza punk degli esordi, che fuoriesce giusto qua e là. All'età di 23 anni cerca una maggiore maturità, trovandola solo a tratti. "Ma'", dedicato a sua mamma, è allora il classico lavoro di transizione, per essere gentili e non dire che è il classico lavoro confuso e pasticciato, che mostra un'anima in pena in cerca di nuove sonorità e nuove ispirazioni, ma che ancora non riesce ad allontanarsi del tutto dal suo passato da blanchitobebe, e da quel maledetto auto-tune.

Sia le cose che ricordano il "vecchio" Blanco che quelle che si aprono maggiormente a nuove strade convincono ben poco, ma ci può stare. A 23 anni, Blanco ha ancora tutto il tempo per capire quale strada percorrere.
(voto 5/10)



Disco più ruock del mese
Foo Fighters "Your Favorite Toy"
Genere: ruock
Consigliato in particolare: a chi dava Dave Grohl per finito

Eh, già, io sono ancora qua. Dave Grohl potrebbe citare Vasco, se solo sapesse chi è. Sopravvissuto al grunge, alla morte di alcuni dei suoi migliori amici e pure a una shitstorm mediatica che l'ha travolto dopo l'ammissione di aver tradito la moglie, come se le rockstar non avessero l'obbligo morale di farsi quante più groupie possibile, l'ex batterista dei Nirvana ha ritrovato una certa ispirazione, o se non altro una discreta dose di rabbia musicale.

"Your Favorite Toy" è l'album dei Foo Fighters più diretto, duro e ca**uto degli ultimi anni. Non sarà particolarmente originale o memorabile, però se non altro se suonato col volume a palla fa venire una gran voglia di urlare e di pogare, anche da soli in casa propria. Ed è quanto di meglio si possa chiedere a Dave Grohl e compagni.
(voto 6+/10)



EP più a sorpresa ma non troppo del mese
U2 "Easter Lily" EP
Genere: dad rock
Consigliato in particolare: ai fan degli U2 vecchio stile

Va bene fare una sorpresa una volta, però adesso anche basta. Dopo l'EP uscito lo scorso febbraio, gli U2 c'hanno preso gusto e ne hanno pubblicato un altro, giusto in tempo per Pasqua. Una nuova manciata di pezzi inediti che mostrano come Bono & friends siano in discreta forma, ma personalmente ho preferito l'EP precedente, più urgente, politico e attuale, mentre questo mi è sembrato un po' troppo retorico e piacione. Una sorpresa ormai non più tanto sorpresa gradita ai fan della band irlandese, meno agli altri. E poi basta EP. A nessuno piacciono davvero gli EP!
(voto 5,5/10)



Disco indie del mese
Friko "Something Worth Waiting For"
Genere: indie rock
Consigliato in particolare: a chi cerca una nuova indie band preferita

Molto fico l'album dei Friko. Non ho altro da aggiungere, è meglio che a parlare sia la loro musica.
(voto 8/10)



Disco da party del mese
Fcukers "Ö"
Genere: bello sballo
Consigliato in particolare: a chi vuole organizzare un festino bilaterale in casa propria

In attesa dell'atteso ritorno di Madonna con il sequel delle sue confessioni sul dance floor, il disco dance più cool e divertente del 2026 è l'esordio dei Fcukers. Chi sono?
Un duo di New York City che ha un nome che sembra una parolaccia e invece no, che negli anni '90 sarebbe suonato bene all'interno del Deejay Time e che, con un'immagine più cartoonesca, potrebbe ambire al successo che in quei tempi avevano gruppi come gli Aqua, i Vengaboys o gli Eiffel 65, di cui rappresentano una versione più indie e ricercata. Insomma, musica da party fatta per bene perfetta per ballare e sballarsi, e farlo per bene.
(voto 7/10)



Disco relax del mese
Carla dal Forno "Confession"
Genere: ambient pop
Consigliato in particolare: a chi cerca un disco per rilassarsi, non per addormentarsi

Cose buone dal forno. Anzi, cose buone da Carla dal Forno, cantante e musicista australiana con una vocina leggera alla Isobel Campbell dei Belle and Sebastian, ma sonorità che guardano più agli 80s che ai 60s, che ha cucinato un dischetto semplicemente delizioso. Assaggiare per credere.
(voto 7/10)



Singletudine - I migliori singoli del mese

6. Madonna "I Feel So Free"

I sequel non sono (quasi) mai all'altezza degli originali, ma lei è Madonna e può fare quello che vuole. Pure anticipare "Confessions II", il seguito di "Confessions on a Dance Floor" del 2005, il suo ultimo album davvero riuscito, con un pezzo di deep house anni '90 che non strizza l'occhio alle radio, bensì ai club. Per adesso bene così, ma dalle altre tracce del disco mi aspetto ancora di meglio.



5. The Strokes "Going Shopping"

Non sarà la migliore canzone della loro carriera e, complice quella voce con l'auto-tune, potrebbe non convincere tutti, ma il nuovo pezzo degli Strokes possiede una freschezza notevole. Come se a suonarla ci fosse una band tutta nuova, non una con ormai quasi 30 anni di attività sulle spalle.



4. Editors "Call It In"

To', guarda un po' chi si rivede: gli Editors. Quelli che nei primi Anni Zero erano tra i principali esponenti del ritorno del post-punk alla Joy Division, genere che tutt'oggi sta vivendo un revival del revival, e che ora, dopo una serie di lavori tra più bassi che alti, hanno sfornato un nuovo pezzo in cui sembra abbiano ritrovato almeno in parte la verve degli esordi. Bentornati.



3. Massive Attack, Tom Waits "Boots on the Ground"

I Massive Attack ripudiano la guerra, e pure Spotify. Per fortuna non ripudiano YouTube, che ci permette di ascoltare il loro nuovo singolo realizzato insieme a Tom Waits. Una collaborazione che mi viene la tentazione di definire una bomba, ma non lo farò. Altrimenti mi sa che ripudiano anche me.



2. Graham Coxon "Billy Says"

Il chitarrista dei Blur ha tenuto nel cassetto per 15 anni un album segreto, "Castle Park", che ora sta finalmente per vedere la luce del sole, insieme alla ristampa dei suoi altri ottimi e spesso sottovalutati lavori solisti. Beccatevi "Billy Says", il primo pregevole assaggio dal disco inedito.



1. Olivia Rodrigo "Drop Dead"

"Anche se la maggior parte delle sue canzoni non sono esattamente rivolte al mio target demografico, sono tutte talmente belle che è difficile non innamorarsene". A dirlo è Robert Smith dei Cure, mica il primo pirla che passa tipo me. Per quanto parlasse dei pezzi dei primi due album di Olivia Rodrigo, queste parole valgono benissimo anche per "Drop Dead", primo estratto dal suo terzo disco "you seem pretty sad for a girl so in love", fuori il 12 giugno. Un classico istantaneo che al suo interno cita una delle canzoni più celebri dei Cure, "Just Like Heaven", che Olivia la scorsa estate ha cantato live a Glastonbury proprio insieme a Robert. Tutto torna.



Cotta del mese
Sabrina Carpenter, Margaret Qualley, Madelyn Cline

Era forse dai tempi di "Crazy" degli Aerosmith con Alicia Silverstone e Liv Tyler che non usciva un videoclip così pieno di fregn... ehm, così pieno di bellezza.



Guilty Pleasure del mese
Serena Brancale, Levante, Delia "Al mio paese"

L'ultimo singolo di Serena Brancale ha suscitato un mare di polemiche. C'è chi la accusa di aver riempito il pezzo di stereotipi su un Sud che non esiste, mentre lei si è difesa dicendo che "i cliché sono luoghi dell'anima". Di entrare nel merito della questione a me non interessa. So solo che questa canzone non ne vuole sapere di uscire dalla mia testa e devo dire che anche il resto del suo nuovo album "Sacro", per quanto non sia per niente il mio genere, non è davvero niente male. E a chi la critica, suggerisco di andare non al mio paese, ma a quel paese.




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