martedì 26 maggio 2026

Testa di serie - Off Campus, DTF St. Louis, Widow's Bay e le altre serie tv di Maggio 2026






Serie migliore del mese (secondo Pensieri Cannibali)
DTF St. Louis
(miniserie)
Si può vedere su: HBO Max
Genere: crime con sorpresa
Consigliato in particolare: a chi è stufo dei soliti crime

Può sembrare un altro ennesimo crime. Può sembrare un altro ennesimo triangolo sentimentale. DTF St. Louis parte da queste due non proprio originali premesse e per i primi due episodi si ha l'impressione che non vada molto oltre a ciò. Dal terzo in poi invece questa miniserie sa sorprendere. Ingrana la marcia e scava sempre più a fondo nella vita dei suoi protagonisti. Riuscendo a stupire e ad emozionare come pochi altri prodotti audiovisivi visti di recente.


Dentro a DTF St. Louis ci sono tematiche come la mascolinità tossica, l'omosessualità repressa e le perversioni sessuali che potrebbero giocare facile la carta della trasgressione fine a sé stessa, come mi pare stia facendo ad esempio la terza stagione di Euphoria. A sorprendere è invece la sua delicatezza, la sua umanità. A colpire al cuore è soprattutto il personaggio di Floyd, interpretato da David Harbour.


Uno che nella vita reale non dev'essere proprio l'uomo migliore del mondo, o se non altro il marito migliore del mondo, almeno a sentire quello che ha raccontato la sua ex moglie Lily Allen nell'album confessionale "West End Girl". Qui invece è proprio la persona migliore del mondo, o quasi, cosa che rende la performance di Harbour ancora più stupefacente.


Pazzeschi pure gli altri interpreti, da Jason Bateman a Linda Cardellini passando per Peter Sarsgaard in un ruolo piccolo ma grandioso, per una serie che all'inizio sembra piena di personaggi respingenti e che invece finisci per amare.


Non è il solito crime. Non è il solito triangolo sentimentale. La cosa che più mi ha ricordato DTF St. Louis, pur con tutte le differenze del caso, è American Beauty, uno dei miei film preferiti in assoluto. C'è così tanta bellezza, nel mondo. Se solo facessimo lo sforzo di vederla.
(voto 8/10)


Serie più bro del mese
Half Man
(miniserie, episodi 1-5)
Si può vedere su: HBO Max
Genere: masculo
Consigliato in particolare: a chi dopo Baby Reindeer vuole farsi venire qualche altro nuovo trauma

Si parla di nuovo di mascolinità tossica e di omosessualità repressa, ma non è DTF St. Louis. Tematiche simili, svolgimento diverso. In questo caso niente crime, siamo più dalle parti del racconto di formazione. Anche in questo caso comunque non mancano le sorprese, i momenti introspettivi che superano quelli più puramente trasgressivi, e l'attaccamento che si forma con i suoi complessi protagonisti con calma, episodio dopo episodio.


Half Man è la nuova creatura televisiva di Richard Gadd, quello che aveva stupito tutti con Baby Reindeer, una delle serie più WTF degli ultimi anni, e sì che negli ultimi anni di serie WTF ne sono uscite parecchie. Non so se anche in questo caso siano presenti degli elementi autobiografici, ma pure qui i toni sono molto personali e sentiti.


La serie racconta il particolare rapporto dall'adolescenza all'età adulta tra Niall e Ruben, "fratelli da madri diverse", come si definiscono loro. Il resto non ve lo dico, è meglio se lo scoprite da soli. Non ci sarà magari lo stesso effetto shock di Baby Reindeer, ma anche questa volta Richard Gadd sa come colpire allo stomaco e fare male. Intendo in senso positivo.
(voto 7,5/10)


Serie più horror ma non troppo del mese
Widow's Bay
(stagione 1, episodi 1-5)
Si può vedere su: Apple TV
Genere: dark comedy
Consigliato in particolare: ai fifoni che vogliono approcciarsi al genere horror senza farsi venire un infarto

Questo mese sono felice. Non che abbia vinto al SuperEnalotto, anche perché non c'ho giocato, o che mi sia successo chissà cosa. Sono felice perché stanno uscendo tante serie in grado di sorprendermi e ribaltare le mie aspettative. Come Widow's Bay. Ho visto il primo episodio, molto introduttivo, su questa solita cittadina stramba e maledetta alla Twin Peaks, o se preferite alla Garlasco, e con i suoi toni in bilico tra horror-mystery e comedy non ho ben capito quale direzione volesse prendere.


Ero già pronto a bollarla come la solita robetta pasticciata, quand'ecco che, dal secondo episodio in poi, mi sono invece ritrovato del tutto rapito dai suoi personaggi eccentrici, tipo quelli di Una mamma per amica ma in versione più dark, e dalle loro vicende che in qualche miracoloso modo riescono ad essere inquietanti e spassose allo stesso tempo. Ci sono momenti di alta tensione e poi, subito dopo, ci si può fare una liberatoria risata. Toccando il vertice, almeno finora, nel quarto episodio, quello con protagonista Patricia (Kate O'Flynn), che mi ha addirittura ricordato alcune puntate di Buffy l'ammazzavampiri. Non mi viene in mente un complimento migliore.


Muovendosi in bilico sul pericoloso confine tra farsa e tragedia, Widow's Bay sembra tanto una serie britannica, soprattutto per il suo singolare sense of humour, e invece è americana. Sembra horror e invece è una dark comedy. Sembra una piccola serie e invece rischia tanto di essere una grande serie.
(voto 7,5/10)


Serie più geriatrica del mese
The Boroughs
(stagione 1)
Si può vedere su: Netflix
Genere: nonnini alla riscossa
Consigliato in particolare: ai gerontofili

Se ti sono piaciute A Man on the Inside con Ted Danson e Stranger Things, ma anche Cocoon e Pluribus, allora prova The Boroughs, la nuova serie mystery di Netflix che sembra il frutto di uno strano algoritmo, e forse lo è davvero. Lo show con protagonista Alfred Molina in versione nonnino alla riscossa alle prese con una città-ospizio in cui succedono cose misteriose e spaventose è gradevole da seguire e si può gustare in binge-watching senza problemi nel giro di un weekend.


Tralasciando il fatto che fanno fuori il personaggio migliore alla fine del primo episodio e che l'eterno tema dell'eterna giovinezza è ormai parecchio abusato, il suo problema è che sembra sempre lì lì sul punto di decollare, di diventare qualcosa di davvero travolgente, e invece non lo fa mai, non del tutto.

"Hey, raga, raga si fa per dire, ci sono anch'io!"

Questa nuova serie prodotta dai fratelli Duffer gioca in maniera simile a Stranger Things con atmosfere retrò che ricordano certe pellicole degli anni '80 e anche '90, ma al contrario di Stranger Things non riesce a trovare una via personale per farlo e, a differenza della sopramenzionata Widow's Bay, sia sul versante comedy che su quello più paranormale sembra aver sempre pronto il piede sul pedale del freno. Come ogni buon prudente vecchino che si rispetti. Insomma, se cercate una serie che vi svolti il fine settimana può andare bene. Se cercate una serie che vi svolti la vita, anche no.
(voto 6/10)


Serie più OnlyFans del mese
Margo ha problemi di soldi
(stagione 1)
Si può vedere su: Apple TV
Genere: dramedy
Consigliato in particolare: a chi ha problemi di soldi

Margo ha problemi di soldi. Non è l'unica. Se volete risolvere i vostri, questa nuova serie arriva in vostro soccorso e vi suggerisce come fare: aprire un account su OnlyFans. C'è però solo un piccolo problema. Se non siete delle belle fregne come Margo alias Elle Fanning, o come Cassie alias Sydney Sweeney in Euphoria, potreste non risolverli, questi dannati problemi di soldi.


Se molti creator di OnlyFans hanno etichettato come stereotipata e superficiale la rappresentazione di questo mondo messa in scena nella terza stagione di Euphoria, in Margo ha problemi di soldi invece ne viene fornita una visione più sfaccettata e complessa. Più vera. Più umana.


In una maniera simile a quanto successo con diverse delle altre serie di cui vi ho parlato qui sopra, devo confessare che all'inizio anche questa non è che mi avesse convinto più di tanto. E ciò nonostante Elle Fanning passi una buona parte del tempo nuda. Shock!


Soltanto episodio dopo episodio ho cominciato ad avvicinarmi di più ai suoi personaggi. Non solo alla teen mom Margo, interpretata da una Elle Fanning più a suo agio con i momenti drama che con quelli comedy, ma anche ai suoi genitori interpretati da un Nick Offerman in versione ex wrestler e da una Michelle Pfeiffer in splendida forma. Sono rimasto colpito in particolare soprattutto dall'ottimo quinto episodio ambientato a Las Vegas.


Morale della storia: Margo ha dei problemi, anche la sua serie ne ha, ma tutto si può risolvere. Almeno se sei una bella fregna.
(voto 6+/10)


Serie più ritardataria del mese
Il signore delle mosche
(miniserie)
Si può vedere su: Sky e NOW
Genere: sopravvissuti su un'isola deserta
Consigliato in particolare: agli amanti delle isole deserte

Il signore delle mosche è un romanzo avantissimo, che ha ispirato numerose serie televisive come Lost e Yellowjackets, ma anche The Society e The Wilds, giusto per menzionare le prime che mi saltano in mente. Il problema dell'adattamento televisivo del libro di William Golding pubblicato per la prima volta nel 1954 è quello di essere arrivato dopo le sopracitate serie, che finisce inevitabilmente per ricordare. Per uno dei romanzi più imitati degli ultimi decenni, una nuova trasposizione appare ormai superflua. Può sembrare un paradosso, ma è così.

No, non è una scena inedita di Lost

La miniserie è ben scritta da Jack Thorne (quello di Adolescence), ben interpretata da un gruppo di giovani volti sconosciuti e ben diretta da Marc Munden che qua e là ci mette uno zampino autoriale. Solo che la sensazione di déjà vu nei confronti non solo delle varie serie ma pure dei film con protagonisti dei sopravvissuti a un incidente aereo su un'isola deserta, come il recente Send Help di Sam Raimi e pure l'italiano Selvaggi, è troppo forte. L'idea di una versione tv de Il signore delle mosche era buona. Se solo non fosse arrivata con quella settantina di anni di ritardo.
(voto 6/10)


Episodio del mese
The Bear "Gary"
Si può vedere su: Disney +
Genere: on the road
Consigliato in particolare: a chi non vede l'ora di gustare la nuova stagione di The Bear

Come antipasto della quinta e conclusiva stagione di The Bear, fuori a fine giugno su Disney+, è arrivato a sorpresa "Gary", un episodio prequel con protagonisti Ebon Moss-Bachrach e Jon Bernthal, anche autori della sceneggiatura. Un'avventura on the road di provincia che mi ha ricordato vagamente Le città di pianura, solo che qui non siamo in Veneto bensì nella cittadina di Gary, in Indiana, e l'ambientazione temporale è diurna e non notturna. Quindi in pratica non c'entra niente, ma facciamo che per una volta ho più o meno azzeccato un paragone. D'altra parte, dopo che Nordio si è paragonato a Falcone, tutto vale.


"Gary" è un episodio speciale che si discosta dal solito The Bear ambientato a Chicago e incentrato sulle paturnie dello Chef Carmy Berzatto (Jeremy Allen White), concentrandosi invece sulle paturnie di suo fratello Mikey (Jon Bernthal) e del suo amico Richie (Ebon Moss-Bachrach), finalmente protagonisti di una storia tutta loro. Tra dialoghi tarantiniani e tanta musica, in questa puntata non è che succeda chissà cosa, eppure succede di tutto. Un po' come in Le città di pianura. Vedete che il confonto in fondo ci sta?

"Andiamo a bere l'ultima?"

Dopo essere stata (meritatamente) esaltata per le sue prime due stagioni, in seguito è diventato di moda criticare The Bear. Non so bene perché. Forse perché sembra che non accada niente, eppure il suo fascino sta proprio lì. Questo nuovo splendido episodio ne è la conferma.
(voto 8/10)


Cotta del mese
Matilda De Angelis (La legge di Lidia Poët)
Si può vedere su: Netflix
Genere: ottocentesco
Consigliato in particolare: agli appassionati dei light crime

La buona notizia è che Matilda De Angelis è tornata single. Quella brutta è che lo è rimasta per circa cinque minuti e, a quanto documentano con tanto di foto fonti autorevoli come Diva e Donna, avrebbe già una nuova fiamma: Enrico Borello, il protagonista del film La città proibita.


Il mio sogno di sposarla quindi - ahimé - anche questa volta è rimandato, ma non del tutto svanito, e nel frattempo posso se non altro godermela nella terza e conclusiva stagione de La legge di Lidia Poët. Serie piemunteis non fenomenale, ma che si lascia guardare. Soprattutto per Matilda. Una donna da amare, fosse anche solo per lo spettacolare discorso di ringraziamento che ha fatto agli ultimi David di Donatello, dov'è stata premiata per la sua interpretazione nel film Fuori.
(voto alla terza stagione e alla serie 5,5/10)


Guilty Pleasure del mese
Off Campus
(stagione 1)
Si può vedere su: Prime Video
Genere: romcom teen
Consigliato in particolare: ai romanticoni, ma non solo

Come fai a sapere che una serie funziona?
Quando diventa una droga. Quando ti guardi un episodio e poi subito dopo te ne vuoi sparare un altro, anche se sai che fa male, perché faresti meglio ad aspettare, così ti godi di più l'attesa e inoltre non rischi di finire in overdose. Off Campus ha avuto questo effetto su di me. Me la sarei potuta guardare tutta in un giorno solo, ma ho deciso di spalmarmela su quattro giornate per godermela più a lungo. Ed è comunque durata troppo poco.


Ma di cosa parla questa nuova dipendenza seriale, talmente addictive che è riuscita persino a farmi apprezzare una canzone di J.Lo?
Lo spunto iniziale è da classica romcom. Una ragazza un po' secchiona stringe un patto con il campione di hockey dell'università, il classico tipo sportivo, ricco, bello e arrogante: lei lo aiuta a passare gli esami e lui in cambio la aiuta a conquistare il tipo di cui è innamorata, un musicista come lei. Spunto classico, sviluppo pure, eppure i due funzionano alla grande, merito anche dei due volti freschi che li interpretano: Ella Bright e Belmont Cameli, che più del tipico tipo sportivo sembra Gavin Rossdale dei Bush da giovane. A ciò aggiungiamo che la loro è una di quelle storione d'amore finalmente non-tossico alla Pacey & Andie di Dawson's Creek. Persone che a stare insieme si fanno del bene.


A rendere il tutto più coinvolgente ci pensano poi i personaggi secondari che, episodio dopo episodio, si ritagliano uno spazio tutto loro. In particolare Allie Hayes interpretata da Mika Abdalla, una che non passa certo inosservata e buca lo schermo.


E ogni tanto, non si sa bene perché, compare anche Shaggy...
Come? Non è davvero Shaggy?!?


Basata su una popolare saga letteraria scritta da Elle Kennedy, Off Campus a livello narrativo è tipo Bridgerton, quindi ogni stagione sarà incentrata su dei diversi protagonisti appartenenti allo stesso mondo ed è quindi già partito il toto nomi: la seconda, già confermata, sarà incentrata su John + la new entry Grace o sugli amatissimi Dean + Allie?


In ogni caso, fate in fretta. Io sto già andando in crisi d'astinenza.
(voto 7,5/10)




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