Serie migliore del mese (secondo Pensieri Cannibali)
Due spicci
(miniserie)
Si può vedere su: Netflix
Genere: generazionale
Consigliato in particolare: a chi pensa che Gasparri sia un cogli0ne
Non avrei scommesso due spicci sulla nuova miniserie Due spicci. Avrei scommesso due milioni di euri, se solo li avessi. Zerocalcare ormai è una garanzia, una scommessa vinta in partenza, e Due spicci è l'anello di congiunzione ideale tra il disagio esistenziale di BoJack Horseman e il ritratto generazionale alla Max Pezzali.
C'è solo un problema. Non mi riferisco al fatto che Zerocalcare non paghi adeguatamente i disegnatori della serie... Scherzo, non sono mica Gasparri. E comunque, se il governo si decidesse a fare una legge sul salario minimo, questa situazione non si presenterebbe proprio.
C'è inoltre da notare che la colonna sonora di Due spicci è di un livello talmente alto, con nomi che vanno dai Cure ai Joy Division passando per Smashing Pumpkins e R.E.M. senza dimenticare "T'appartengo" di Ambra, che i produttori probabilmente i soldi li hanno impiegati tutti per i diritti d'autore e per il resto non restava granché. Sorry, disegnatori.
Il problema, se tale possiamo considerarlo, è che Due spicci non dice niente di troppo nuovo o di troppo diverso rispetto alle precedenti Strappare lungo i bordi e Questo mondo non mi renderà cattivo. Tanto che sembra più una terza stagione dello Zerocalcare TV Universe che un prodotto del tutto nuovo. Sarebbe interessante, in futuro, vedere Michele Rech alle prese con personaggi e storie diverse, lontane dalla sua comfort zone. Finché i livelli saranno questi, comunque, non c'è certo di che lamentarsi. Il fumettista, intellettuale e modello di vita classe 1983 si accolla ancora una volta i fardelli della mia/nostra generazione e riesce a rappresentarli con lucidità, crudezza e ironia.
Tra le novità di Due spicci c'è una certa componente crime-thriller, anche se il cuore principale restano le angosce quotidiane dei protagonisti e in particolare le paturnie di Zero che, ancora una volta, si trova alle prese con un amore più idealizzato che reale, la sua eterna cotta adolescenziale Smeralda.
Il vero giallo della serie non riguarda allora tanto i trighi alla Suburra in cui si ritrova sua malgrado coinvolto, bensì è un altro: riuscirà finalmente Zerocalcare in questa stagione a scopà?
A voi lascio l'accollo di scoprirlo.
(voto 7,5/10)
Serie più romantica del mese
Un anno dopo l'altro
(stagione 1)
Si può vedere su: Prime Video
Genere: estati young adult
Consigliato in particolare: ai fan de L'estate nei tuoi occhi
Oops... l'hanno fatto di nuovo. Dopo il successo di Off Campus, Prime Video si conferma la casa delle serie teen di nuova generazione con un altro prodotto che sta diventando la mia ossessione del momento. Fino all'arrivo della prossima.
Un anno dopo l'altro si candida ad essere la nuova L'estate nei tuoi occhi. Anche qui abbiamo un'ambientazione estiva in una località di villeggiatura, in questo caso una cittadina di lago canadese, due fratelli rubacuori che hanno perso la madre e triangoli sentimentali come se piovesse. A ciò aggiungiamo pure un piacevole retrogusto di serie de 'na vorta rassicuranti seppure attraversate da una dose di malinconia, come Dawson's Creek, Everwood, Men in Trees e Hart of Dixie.
La storia è semplice: una giovane donna ritorna nel luogo dove aveva passato le sue estati da ragazzina e aveva perso la verginità vissuto il suo primo grande amore. L'occasione è triste: il funerale della mamma del suo ex, interpretata da Elisha Cuthbert, mia storica cotta adolescenziale dei primi anni zero, quando vestiva i panni della figlia di Jack Bauer nella serie 24 ed era la protagonista della deliziosa romcom adolescenziale La ragazza della porta accanto. Dopo la sitcom Happy Endings era in pratica sparita nel nulla per anni e ora è un piacere ritrovarla in splendida forma. Cioè, lei è in splendida forma, il suo personaggio non tanto.
La protagonista principale è invece Sadie Soverall, attrice britannica lanciata dalla non proprio fenomenale serie sulle Winx in carne e ossa, che curiosamente ritrova la star di quello show, Abigail Cowen, qui alle prese con ruolo minore capace però di ritagliarsi il suo spazio.
I due fratelli sono invece uno l'opposto dell'altro, naturalmente: più timido e sensibile uno (Matt Cornett, già visto in High School Musical: The Musical - La serie), più spregiudicato e playboy l'altro (Michael Bradway).
L'originalità non sarà il suo forte, ma un anno dopo l'altro mi ha fatto immergere nella sua storia e nei suoi personaggi un episodio dopo l'altro. Tutte queste nuove serie young adult stanno allora riuscendo a farmi tornare adolescente, almeno nello spirito. Impresa non troppo ardua, considerando che probabilmente non ho mai smesso di esserlo.
(voto 7/10)
Serie più godereccia del mese
Maximum Pleasure Guaranteed
(stagione 1, episodi 1-7)
Si può vedere su: Apple TV
Genere: comedy-thriller
Consigliato in particolare: a chi non ha tempo da perdere
Non solo gli uomini sono fissati col porno. Cioè, non che io lo sia. Parlo così, per sentito dire. Anche le donne possono trovare interesse per questo particolare settore dell'intrattenimento. Come possiamo vedere all'inizio della serie Maximum Pleasure Guartanteed, dove una madre divorziata interpretata dalla solita bravissima Tatiana Maslany, qui finalmente alle prese con un nuovo ruolo degno di Orphan Black, passa le sue serate con un "camboy" (Brandon Flynn, quello di Tredici - 13 Reasons Why).
Un inizio sexy che poi si trasforma in una situazione da incubo. La serie a questo punto potrebbe diventare altamente drammatica e pesante, invece no. Preferisce mantenere un tono comedy ironico e un ritmo molto alto da action-thriller adrenalinico. Insomma, Maximum Pleasure Guaranteed tiene fede al suo titolo e garantisce un piacere di visione massimo. Se cercate una serie bella fresca, veloce, da godere tra una partita e l'altra dei Mondiali, senza che sia comunque un prodotto stupido o superficiale, con una protagonista così sfigata e inguaiata cui è difficile non volere bene, non perdete altro tempo a leggere blog come questo e correte a guardarla.
(voto 7+/10)
Miniserie più tesa del mese
Cape Fear
(miniserie, episodi 1-4)
Si può vedere su: Apple TV
Genere: déjà vu
Consigliato in particolare: a chi non ha mai visto il film di Scorsese o quello precedente
Se chiedete a me di dirvi un film di Martin Scorsese sottovalutato, non ho dubbi: vi dirò Cape Fear - Il promontorio della paura. Pellicola che guardata da ragazzino mi aveva terrorizzato parecchio.
Scusate, foto sbagliata.
Nonostante non lo riveda da decenni e nonostante abbia una memoria di cacca, lo ricordo ancora parecchio bene, talmente tanto mi aveva shockato. La nuova miniserie che si rifà a quel film anni '90, che a sua volta già era il remake di una pellicola anni '60, che a sua volta era ispirata all'omonimo romanzo di John D. MacDonald, ha quindi il sapore di qualcosa di già visto. C'era allora bisogno di un'altra versione?
Se chiedete a me, vi dirò di no. Per carità, la serie si fa vedere e Javier Bardem riesce a fare suo il personaggio del pericoloso Max Cady. Anche se, più che Robert De Niro o Telespalla Bob, con quegli occhi finisce per ricordare Francesco Chiofalo. Cosa che lo rende ancora più inquietante.
Oltre a Javier Bardem, nel cast ci sono pure una Amy Adams meno convincente del solito, un Patrick Wilson anonimo come al solito, un gruppetto di giovani promettenti (Joe Anders, Lily Collias e Malia Pyles) e c'è anche l'apparizione di una star del film di Scorsese che non può che farmi piacere.
La sensazione è quella di una miniserie che, per quanto abbia la giusta dose di tensione e qualche personaggio secondario in grado di rimescolare le carte, ricicla idee già riciclate e tira le cose un po' troppo per le lunghe. Però quella musica è sempre così angosciante che, nonostante tutto, anche questa volta qualche brivido me lo sta dando lo stesso.
(voto 6/10)
Ponies
(stagione 1)
Si può vedere su: TIMVision
Genere: guerra fredda in versione comedy
Consigliato in particolare: a chi per combattere il caldo si fa andare bene qualsiasi cosa fredda, persino la guerra
Avete presente The Americans, la serie con Keri Russell e Matthew Rhys (compagni sia sullo schermo che nella vita privata) ambientata durante la Guerra Fredda?
Una gran bel prodotto, assolutamente, che però aveva un difetto: si prendeva troppo sul serio e alla lunga diventava piuttosto pesante da seguire. Ecco, Ponies ci riporta in quel periodo storico e ci regala simili intrighi spionistici, sole che trova rimedio a quel difetto, proponendoci una serie sì spy-thiller, ma anche e soprattutto comedy. La Guerra Fredda è una cosa tipicamente fredda (ma va?) e anche noiosetta, mentre questa serie è sorprendentemente fresca e leggera.
Merito anche dell'ottima intesa che si va a creare tra le due protagoniste: Emilia Clarke e Haley Lu Richardson.
Come già dimostrato nella romcom Last Christmas, la Madre dei Draghi con quella faccia da cucciolo lasciato dai padroni a casa da solo è un volto perfetto per la commedia, più ancora che per il fantasy.
L'autentica mattatrice della serie è però Haley Lu Richardson. Ogni volta che entra in scena sa regalare il buon umore, anche durante i momenti più duri e drammatici.
È soprattutto grazie a lei e al suo irresistibile personaggio che la Guerra Fredda diventa calda, umana, spassosissima. E Ponies, sigla che indica le persone di nessun interesse, diventa una serie di grande interesse, almeno per me. Purtroppo non per il grande pubblico, visto che lo show è stato cancellato e non tornerà per una seconda stagione. Faccina triste.
(voto 7/10)
Finale di serie più meh del mese
Euphoria
(stagione 3)
Si può vedere su: Sky, NOW e HBO Max
Genere: fine dell'adolescenza
Consigliato in particolare: a chi vuole vedere come si butta via una grande serie
Euphoria è finito, andate in pace. È proprio il caso di dirlo, considerati i (non richiesti) toni biblici assunti dalla terza e (grazie a Dio) conclusiva stagione della (un tempo) serie teen, ormai cresciuta e invecchiata (male). Ironia della sorte, una delle mie (poche) scene preferite del (mica tanto) gran finale è stata quella in cui Lexi (Maude Apatow), uno dei personaggi più buttati nel cesso di questa stagione insieme a Jules (Hunter Schafer) e Nate (Jacob Elordi), condivide le sue riflessioni sulla Bibbia con la sorella Cassie. Quest'ultima tra le più convincenti della stagione, non tanto per la sua storyline ricca di stereotipi sul mondo di OnlyFans, quanto per l'ottima interpretazione di Sydney Sweeney, che sembra credere al suo personaggio più di quanto fatto da Sam Levinson, creatore della serie (inizialmente ispirata all'omonima miniserie israeliana) nonché regista e sceneggiatore di tutti gli episodi della season 3.
Una stagione che nel complesso ha confermato e pure peggiorato le mie impressioni iniziali di cui avevo parlato qui. Non si può accusare Sam Levinson di non avere idee. Tutto il contrario. Dentro ad Euphoria 3 ne ha messe persino troppe, tutte o quasi pasticciate e accatastate una sopra l'altra a casaccio, cercando di nascondere la sua confusione mentale e creativa dietro a una raffinata patina cinematografica molto tarantiniana. Considerando che copiare Quentin era passato di moda già alla fine degli anni '90, ora siamo del tutto fuori tempo massimo.
Sulla qualità di questa stagione si è aperto il dibattito, tra commenti entusiastici che gridano al capolavoroh e critiche feroci che gridano alla misoginiah. Io mi limito a dire che i nuovi episodi mi hanno lasciato addosso una freddezza emotiva che mai mi sarei aspettato dopo l'entusiasmo provato per le due prime stagioni che restano, a mio avviso, tra le cose migliori viste negli ultimi anni sul piccolo schermo e non solo. Quando si tratta di serie tv sono un piagnone e ancora mi commuovo se penso alla conclusione di Stranger Things. L'intera stagione di Euphoria 3 invece non mi ha provocato nemmeno un brivido o un occhio lucido, manco nell'ultimo episodio che ha lasciato alcuni spettatori devastati.
L'ho guardata tutta senza annoiarmi, ma anche senza mai emozionarmi. Come se fossi diventato uno dei personaggi della serie, cui accadono tantissime cose assurde (pure troppo) e non sembrano mai scomporsi più di tanto. Euphoria 3 è una serie bella senz'anima, che mi ha lasciato intorpidito. Colpa di Sam Levinson, che ha realizzato l'intera stagione cercando di cancellare tutto quanto la serie era stata nelle prime due, o colpa mia, che sono diventato troppo vecchio per queste stronzate?
(voto all'episodio finale 5,5/10
voto alla terza stagione 5/10
voto alla serie 8/10)
Finale di serie peggiore del mese
The Boys
(stagione 5, episodio 8)
Si può vedere su: Prime Video
Genere: supereroi contro la municipale
Consigliato in particolare: a chi non s'è ancora rotto le scatole di cinecomics e associati
Ammetto di non aver guardato la quinta e ultima stagione di The Boys, serie che già mi aveva stufato da tempo. Sentendo che era piena di episodi riempitivo ho girato alla larga ma, spinto dalla curiosità nei confronti di una serie che avevo seguito per quattro stagioni a partire dal 2019, mi sono comunque guardato l'ultimissimo episodio. Ho fatto bene?
Non proprio. La conclusione si è rivelata parecchio prevedibile e, se avessi chiesto a ChatGPT di creare un finale di The Boys, non credo si sarebbe rivelato molto differente da quello messo in scena realmente. L'umorismo e la cattiveria messi in mostra nelle prime stagioni si sono ormai fatte forzate e i personaggi, nati quasi come una parodia dei classici supereroi, sono diventati a loro volta una parodia di loro stessi. Con Patriota (Antony Starr) che è stato superato da quella parodia di Presidente degli Stati Uniti che siede alla Casa Bianca.
Pur non raggiungendo i livelli infimi delle conclusioni di Dexter o Game of Thrones, il finale telefonato di The Boys ce lo potevano risparmiare, e io potevo tranquillamente risparmiarmelo.
(voto all'episodio finale 4/10
voto alla serie 6/10)
Finale di serie migliore del mese
Hacks
(stagione 5)
Si può vedere su: Netflix
Genere: la non sempre comica vita dei comici
Consigliato in particolare: a chi non disdegna le risate amare
In un periodo che ci ha regalato i non proprio esaltanti finali di due serie celebri, celebrate e criticate come Euphoria e The Boys, più in sordina è arrivata anche la conclusione di Hacks, comedy dolceamara parecchio sottovalutata, almeno qui in Italia.
C'è da dire che pure in questo caso la stagione finale non si è rivelata al livello delle precedenti, proseguendo un fisiologico declino iniziato già da tempo. Le prime due stagioni di Hacks restano per quanto mi riguarda tra le cose migliori in campo comedy e non solo degli ultimi anni, mentre quelle successive sono state meno brillanti.
Le emozioni e le lacrimucce che sono mancate per le conclusione di Euphoria e The Boys sono invece arrivate per il the end scritto da Hacks. Triste ma non deprimente, non del tutto imprevedibile ma nemmeno troppo scontato, ha chiuso in maniera degna questo gioiellino, che ci ha regalato tanti personaggi fenomenali. Come la leggendaria Deborah Vance (Jean Smart), l'esilarante sindaca di Las Vegas Jo Pezzimenti (Lauren Weedman), le mine vaganti Kayla Schaefer (Megan Stalter) e Randi (Robby Hoffman).
E soprattutto la mia preferita, Ava Daniels.
La sceneggiatrice interpretata dall'idola Hannah Einbinder, che si è fatta notare anche all'ultimo Festival di Cannes nell'horror Teenage Sex and Death at Camp Miasma, a cui auguro uno splendido futuro. Come comica, come attrice e come modello esistenziale.
(voto all'episodio finale 7/10
voto alla terza stagione 6+/10
voto alla serie 7,5/10)
Serie più emozionante del mese
Storia della mia famiglia
(stagione 2)
Si può vedere su: Netflix
Genere: familiare
Consigliato in particolare: a chi vuole vedere il lato bello delle fiction italiane
Storia della mia famiglia continua. Cioè, non la mia-mia famiglia, quelli son cazzi miei, cosa volete? Fatevi gli affari vostri! Se proprio volete sbirciare a casa degli altri, proseguono le vicende dei protagonisti della serie Netflix italiana Storia della mia famiglia. Se avete seguito la prima stagione, sapete già com'è andata. Non troppo bene, diciamo. Uno dei protagonisti principali purtroppo non ce l'ha fatta e non c'è più. The show però must go on e così la seconda stagione prosegue senza di lui. Ogni tanto compare ancora, eh, come scoprirete guardandola, con lampi capaci di illuminare.
Nonostante la minore presenza di un personaggio così centrale, così capace di prendersi la scena, la serie se la cava bene. A dare una mano ci pensa la new entry più importante nel cast della stagione 2, Sergio Castellitto. Non che il suo personaggio dia molto una mano in casa, tutt'altro, però la sua presenza mette ulteriore zizzania e crea scompiglio. Cosa che per la famiglia in questione è negativa, ma per il bene della serie e di noi spettatori è positiva.
L'altro personaggio capace di catalizzare l'attenzione è quello di Aurora Giovinazzo. Ha fatto venire voglia di ballare latinoamericano persino a me, e io non sono capace a ballare né sopporto il latinoamericano.
Con Storia della mia famiglia si ride e si piange. I suoi personaggi fanno delle cazzate, a volte li vorresti fermare, a volte li vorresti insultare, ma alla fine non puoi fare a meno di volergli bene. Proprio come in ogni buona famiglia che si rispetti.
(voto 7/10)
Serie più Jon Hamm del mese
Your Friends & Neighbors
(stagione 2)
Si può vedere su: Apple TV
Genere: Jon Hamm
Consigliato in particolare: ai tuoi amici & vicini
Si chiama "Your Friends & Neighbors", si legge "Jon Hamm che fa cose". Lo storico protagonista di Mad Men, la più bella serie che (forse) non avete ancora visto e in tal caso recuperatela subito, è così carismatico che basta lui per tenere in piedi l'intero show su un facoltoso manager in crisi di mezza età che, per passare il tempo, si mette a rubare ai suoi facoltosi vicini di casa.
L'inizio della seconda stagione viaggia per un po' con il pilota automatico e la new entry principale James Marsden con il suo odioso personaggio riesce solo in parte a ravvivare la situazione.
Quando stai per bollarla come una visione gradevole ma anche piuttosto inutile, ecco che arriva "For Everything Else, There Was Bowling", l'episodio migliore non solo della stagione, ma dell'intera serie.
Una puntata, la sesta, incentrata su un funerale (non vi spoilero di chi), con cui Your Friends & Neighbors tocca il suo punto più alto e ci mostra qual è il suo vero potenziale, quello di una specie di comedy-drama amaro alla BoJack Horseman in carne e ossa. Da lì in poi la stagione si sveglia e riscatta in parte la prima parte. Anche se, certo, resta il rammarico perché, con 10 episodi scritti così bene anziché solo 1, a quest'ora staremmo a parlare di una grande stagione e non solo di una stagione ok.
(voto 6,5/10)
Guilty Pleasure del mese
Not Suitable for Work
e
Cotta del mese
Avantika Vandanapu (Not Suitable for Work)
(stagione 1)
Si può vedere su: Disney+
Genere: piccoli Friends crescono
Consigliato in particolare: a chi vuole fare nuove amicizie
La caccia all'erede di Friends per la Gen Z prosegue. Il candidato più autorevole resta Adults, che presto tornerà con la seconda stagione, ma ora ha un rivale: Not Suitable for Work. Una comedy ambientata a New York incentrata su un gruppo di amici che vivono in appartamenti confinanti. Vi ricorda qualcosa?
Il confronto con Friends è impietoso. Non siamo a quei livelli né per comicità né per affetto che si prova nei confronti dei protagonisti né per capacità di diventare un cult generazionale. Se però ci dimentichiamo un attimo del modello originale, la nuova creatura seriale ideata da Mindy Kaling dopo The Mindy Project e Non ho mai... si rivela un buon passatempo estivo, che personalmente mi ha anche regalato una nuova crush: Avantika Vandanapu, già vista nel remake di Mean Girls e in Pretty Lethal.
Non è Friends, non è totalmente esilarante, non è una visione imprescindibile, ma qualche risata o se non altro qualche sorriso lo regala. Nei tempi grami che stiamo vivendo, non è una cosa così da poco.
(voto 6/10)


















































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