Domani interrogo
Buongiorno, ragazze e ragazzi, come va?
Ho chiesto: come vaaa?
Oh, cos'è tutto 'sto casino? La vogliamo far finita?
Siamo a scuola, in un'aula scolastica, in un sacro luogo di insegnamento, un po' di rispetto, per favore. Fate silenzio, porcoddue, e togliete 'sta musica trap in sottofondo che fa cagarissimo.
Allora, siete pronti per la maturità?
Lo so, è una domanda retorica ed è anche parecchio stupida. Nessuno è pronto per la maturità. A 18 o 19 anni, nessuno può dirsi maturo. Non posso dirlo nemmeno io che di anni ne ho 44. Ribadisco: 44. Non 74, come forse crede qualcuno di voi. Cosa ridete?
Oggi non faremo una lezione normale. Oggi ci guarderemo un film. No, non Notte prima degli esami. Sarebbe stata una scelta troppo scontata. E poi, nonostante mi sia piaciuto, ha un'enorme difetto: ha rilanciato l'omonima canzone di Antonello Venditti. Una canzone che a me ha sempre fatto cagare. Non quanto la musica trap, ma comunque parecchio. Basta esaltarla, fa schifo! Sono contento di aver dato la maturità nel 2001, quando la pellicola di Faustro Brizzi con Nicolas Vaporidis e Cristiana Capotondi non era ancora uscita e il pezzo di Venditti non era ancora stato rivalutato. Quelli sì, che erano bei tempi.
Ricordo quel periodo con piacere. Un po' di preoccupazione, per non dire alta tensione, comunque c'era e per cercare di scacciarla passavo le serate fuori a bere con gli amici, più che a studiare. Se l'avessi fatto, magari avrei preso più del 71 su 100 con cui sono uscito, ma va bene così. Tanto, fondamentalmente, non dovrei dirvelo però credo sia giusto che lo sappiate: il voto della maturità non conta una sega. L'unica cosa importante è essere promossi. Detto questo, studiate. Non ascoltate Venditti e studiate. Questi sono i consigli che vi posso dare.
Adesso ci vediamo il film: Domani interrogo.
Nooo, cosa sono queste facce terrorizzate?
Vedo il panico nei vostri occhi, ma non vi dovete preoccupare. Domani interrogo è il titolo del film. Si chiama così, non prendetevela con me. Nonostante il titolo, non è un horror, bensì un drammone scolastico. Tranquilli, è bello intenso e forte, però non è un mattonazzo. È quasi una versione più dura e cruda, più realistica, non a caso è tratta da una storia e da personaggi veri, meno edulcorata, meno fiction Rai, di Un professore. Presente la serie con Alessandro Gassmann?
Ecco. Qui, invece del prof. di filosofia, c'è una prof. di letteratura inglese che diventa non solo una guida spirituale, ma anche un'amicona dei suoi studenti. Un po' come io con voi... perché mi guardate male?!?
A vestire i suoi panni c'è un'ottima Anna Ferzetti. Sì, la storica compagna di Pierfrancesco Favino. Dopo averla vista qui e in La grazia di Paolo Sorrentino, che se non avete ancora guardato vi consiglio di recuperare tipo subito, mi sorge un dubbio: non è che in famiglia quella davvero brava a recitare è lei? Forse dovremmo cominciare a chiamare Favino "il compagno della Ferzetti", non il contrario.
Accanto ad Anna Ferzetti, nel cast ci sono tanti volti giovani emergenti e promettenti, con cui credo vi potrete ritrovare parecchio. Non perché anche voi siete promettenti, tutto l'opposto, ma perché sono dei tipi parecchio confusi e incasinati.
Come voi. Come tutti, a quell'età. Come tutti, a qualsiasi età. Se c'è una cosa che questa pellicola insegna, senza intenti particolarmente didattici o moralistici, è che non c'è tutta questa differenza tra studenti e professori, come credete. Come anch'io ho sempre pensato, quando mi trovavo dietro ai banchi di scuola. Siamo tutti esseri umani disastrati, quindi è inutile farci la guerra tra di noi. Sarebbe molto meglio cominciare a vederci come degli alleati. Peccato averlo scoperto solo ora che la scuola è finita, voi dovete fare la maturità e noi non ci vedremo mai più.
Adesso penso di avervi già detto troppo. Andiamo a vedercelo, questo Domani interrogo.
No, lo ripeto: è solo il titolo, non è una minaccia. Domani non c'è nessuna lezione e non c'è nessuna interrogazione. School's out for summer, school's out forever. Questa sì che è una gran canzone sulla fine della scuola, altroché quella lagna di Venditti.
(voto 7+/10)












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