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Motivi per cui questo è un film da amare:
★ La protagonista è una escort. Però non è una di quelle escort odiose che se la tirano tipo la Minetti…
La Minetti non è una escort?
Ah ok, scusate. Non lo sapevo. Non si finisce mai di imparare.
La protagonista è una escort giapponese ed è una tipa molto particolare. Non so, ad esempio va a casa di un cliente, si mette a letto e non è come state già immaginando, porconi maledetti, si mette semplicemente a dormire.
L’interprete Rin Takanashi se la cava molto bene nella parte. Sembra nata per fare la escort. Non so se deve prendere ciò come un complimento o cosa.
"Ho girato un film su una escort e non c'ho manco messo una scena di nudo?
Mannaggia a me!
★ Il regista del film è il signor Abbas Kiarostami. Non conosco la sua intera filmografia, anzi ben poco, ma mi aveva colpito positivamente con il suo precedente Copia conforme, pellicola molto radical-chiccosa di quelle che possono dire tutto o possono dire niente, a seconda del mood in cui le si guardano. A me non ha detto tutto, ma qualcosa l’ha detta. Dopo aver girato quella pellicola in Toscana, il regista iraniano questa volta è andato in trasferta in Giappone, a Tokyo. Ci sono dei periodi in cui rimango affascinato dalla cultura giapponese, poi magari per mesi interi me ne sbatto. Attualmente sono nel mio periodo giapponese, o quasi. Negli ultimi giorni ho visto alcune pellicole anime (Kiki, Akira, Perfect Blue), ho riguardato Lost in Translation scoprendo che è un mio cult personale ancora più di quanto ricordassi e poi mi sono imbattuto in questo Qualcuno da amare ambientato anch’esso a Tokyo. L’occhio con cui Kiarostami guarda alla capitale nipponica è un po’ da turista, non troppo dissimile da quello di Sofia Coppola, uno sguardo sulla cultura nipponica esterno e pur’esso intrigante, sebbene neanche lontanamente ai livelli della S. Coppola jr, sia ben chiaro.
★ La bella canzone jazz "Like Someone in Love" che dà il titolo originale alla pellicola.
"Mi sono rotta dei One Direction, mi ascolto un po' mia nonna!"
★ La vocina della nonnina. Se guardate il film in lingua originale, e vi consiglio di guardarlo in lingua originale, c’è una cosa che vi rimarrà impressa: la vocina della nonnina della protagonista. La pellicola nella prima parte, quella notturna, quella più riuscita, si concentra sulla serata della giovane escort mentre si reca da un cliente. Durante il viaggio in taxi, ascolta i messaggi che la sua nonnina in visita a Tokyo le ha lasciato sulla segreteria telefonica. La nonnina ha aspettato la nipote tutto il giorno in stazione, in attesa di incontrarla, continuando a chiamarla e a lasciarle questi messaggi che sono esilaranti e strazianti al tempo stesso. Qualcuno da amare non è un film memorabile nel complesso, ma questi messaggi sono una cosa che rimangono tipo per sempre.
Motivi per cui questo è un film da odiare:
☆ La protagonista è una escort e questo potrebbe renderlo il film preferito da Silvio Berlusconi. Non sembra anche a voi un motivo sufficiente per odiarlo?
"Dai la cera, togli la cera...
Ah no, scusa signorina escort, ce l'avevo con la donna delle pulizie."
☆ Il protagonista maschile, il vecchino che richiede i servigi della fanciulla escort e si ritrova catapultato suo malgrado dentro i casini della sua vita, non convince del tutto. Fa simpatia, per carità, assomiglia persino un po' al Maestro Miyagi, però si vede che non è un attorone. Tadashi Okuno è guarda caso qui al suo primo vero ruolo da protagonista. Per anni ha fatto solo la comparsa, muta, in vari film, ma Kiarostami ha voluto dargli un’opportunità regalandogli la sua prima parte da attore “parlante”. Risultato? Decente, però non eccezionale e non a caso Okuno ha annunciato l’intenzione dopo questo tentativo di tornare a fare ciò che sa fare meglio: la comparsa.
"Nonnina, adesso però basta chiamarmi.
Te lo dico in giapponese: m'aggia scaccat u' cazz!"
☆ Il film non va da nessuna parte. Come già capitato con Berberian Sound Studio, una visione interessante, autoriale, a suo modo intrigante, non banale, finisce per essere buttata via del tutto o quasi da un finale che per qualcuno avrà anche un senso, ma che a me sembra essere messo lì alla buona, tanto per chiudere le riprese.
Il regista ha spiegato così tale decisione:
“Mentre scrivevo la scena finale, ho sentito che sarebbe stata l'ultima, nonostante ero ben cosciente del fatto che non fosse un vero finale. Ma se per questo, il mio film non ha neanche un vero inizio. È come nella vita: non c'è mai l'inizio, né la fine, in nessuna storia. Siamo noi che scegliamo di convincerci che ci siano.”
"Sdoppiati o meno, questi orecchini fanno cagare comunque!"
Copia conforme
(Francia, Italia, Belgio 2010)
Titolo originale: Copie conforme
Regia: Abbas Kiarostami
Cast: Juliette Binoche, William Shimell, Jean-Claude Carrière, Agathe Nathanson
Genere: boy meets girl, o meglio middle-age man meets middle-age woman
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Cosa è originale? Cosa è una copia?
È da questa riflessione eterna che coinvolge il mondo dell’arte da che tempo è tempo, da che mondo è mondo, che prende le mosse il film Copia conforme.
Il protagonista maschile di questa originale pellicola sentimentale è uno scrittore, autore di un libro proprio su questo argomento, in cui sostiene l’insostenibile tesi che una copia possa essere meglio dell’originale.
È un tema ostico. Se vedo un’opera che credo originale e poi scopro che si tratta solo di una copia, il valore che do all’opera in questione deve cambiare? È una cosa che mi sono chiesto a proposito di Silent House, horror americano originale, originalissimo. Peccato che al termine della visione andando a cercare info sono andato rapidamente a scoprire che trattasi dell’instant remake di un recentissimo film uruguayano.
E allora l’entusiasmo nei confronti del film mi è un po’ sceso. Eppure, la pellicola mica è cambiata. A cambiare è stata solo la mia percezione, dovuta alla scoperta della sua non completa originalità.
Andando oltre questo caso esemplare di copia conforme, passiamo a Copia conforme - Il film.
"Altroché Megan Fox, adesso te lo spiego io il vero significato di M.I.L.F.!"
Magari tra qualche giorno scopro che pure questo film è una copia spudorata di qualche altra pellicola, di qualche altra storia, un furto in stile Zucchero di un’altra opera. Visto così, senza sapere null’altro, mi sembra però una pellicola tremendamente originale, una visione splendida, di certo tra le pellicole più interessanti visionate negli ultimi mesi. Devo recitare in proposito un cattolicissimo mea culpa, per averne sempre rimandato la visione e aver aspettato tanto: Copia conforme sarebbe infatti entrato tranquillamente se non in top 10, almeno tra i top 20 film cannibali del 2011.
Eppure, la storia che racconta è come tante. Il classico boy meets girl, solo che non ci troviamo di fronte a un boy e a una girl ma a un uomo e una donna ormai di mezza età. Però siamo pur sempre dalle parti di un film giocato unicamente, o quasi, su due personaggi, due vite che si incontrano. Come in Prima dell’alba o in questo genere di film qua.
Sì, il paragone con Prima dell’alba in particolare calza a pennello. Anche in questo caso ci troviamo con due anime che si incontrano in un paese straniero. Laddove nel film di Richard Linklater si trattava di un americano e una francese a Vienna, qui abbiamo un inglese e una francese in Toscana, e anche in questo caso non è l’inizio di una barzelletta, bensì di una storia d’amore.
Forse. O forse c’è dell’altro. O forse…
Non è un thriller, Copia conforme, eppure è meglio non saperne troppo. Meglio scoprire da soli quello che succede. Posso solo anticiparvi che è una visione estremamente coinvolgente. Complice la bravura degli interpreti,il baritono William Shimell, qui al suo esordio cinematografico vero e proprio ma che rivedremo anche in Amour di Michael Haneke, e soprattutto una Juliette Binoche strepitosa.
Non ho mai seguito molto la carriera di Juliette Binoche, sarà che avevo odiato Il paziente inglese con tutto me stesso, però negli ultimi giorni ho visto ben 3 film in cui era presente, probabilmente più di quanti ne avessi mai visti nel resto della mia vita: il pessimo Elles, l’interessante Cosmopolis (dove ha giusto un breve incontro sessuale con Robert Pattinson) e questo ottimo Copia conforme.
Efficace la regia molto realistica e in presa diretta dell’iraniano Abbas Kiarostami, uno che per via dell’assonanza nel nome ho sempre accostato ad Aki Kaurismaki. Negli ultimi giorni, per puro caso, ho finalmente visto una pellicola di entrambi e devo dire che, almeno stando a questo Copia conforme e a Miracolo a Le Havre, si tratta di due registi che più diversi non si potrebbe immaginare. Per fortuna di Kiarostami e Abbas(so) Kaurismaki!
"No, niente. Anche con tutti gli effetti grafici del mondo,
questi orecchi fanno sempre cagare!"
È un originale, allora, o si tratta di una copia conforme di altre pellicole boy meets girl o meglio man meets woman?
L’importante non è stabilirlo. L’importante è sapersi godere le gioie dell’arte e della vita per quanto sanno trasmetterci in un dato momento, senza dover necessariamente confrontarci con il passato, con altre esperienze vissute. Senza dover fare sempre un paragone con altro.
Parole sacrosante, peccato che quando ci si ritrova a scrivere una recensione non si può farne a meno. Io stesso non ho potuto evitare il paragone con Prima dell’alba.
E allora lo cancello: Come Prima dell’alba o questo genere di film.
Sì, il paragone con Prima dell’alba in particolare calza a pennello. Anche in questo caso ci troviamo con due anime che si incontrano in un paese straniero. Laddove nel film di Richard Linklater trattavasi di un americano e una francese a Praga, qui abbiamo un inglese e una francese in Toscana, e anche in questo caso non è l’inizio di una barzelletta, bensì di una storia d’amore.
Cosa resta, or dunque?
Restano un uomo. Una donna. La loro storia. Copia conforme a tante altre coppie, dai neo sposi ai vecchini, a loro speculari che sfilano nel corso della pellicola. Ma allo stesso tempo una cop(p)ia unica e originale.
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