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giovedì 26 maggio 2016

Film attraverso lo specchio





Questa settimana qualcosina d'interessante nei cinema italiani sembra ci sia.
Non diciamolo però troppo forte, meglio sussurrarlo sotto voce: questa settimana qualcosina d'interessante nei cinema italiani sembra ci sia.
Una cosa invece da gridare ai quattro venti è che il mio blogger rivale Ford NON CAPISCE UNA MAZZA DI CINEMA! ANCORA MENO DI ME! E NON È MICA UN'IMPRESA SEMPLICE!
Detto questo, ecco a voi i commenti sulle uscite del weekend offerte apposta per voi dai due blogger cinematografici meno cinecompetenti del mondo.

Alice attraverso lo specchio

"A chi ho rubato il look? A Ford, naturalmente."

martedì 7 febbraio 2012

Vasco truccato anni 60 gira in centro sembra ne abbia 90

Non buon compleanno, Vasco.
60 anni portati malissimo.
Ché uno mi può- legittimamente - dire: “Eh sì, ma arrivaci tu a 60 anni, coglioncello.”
Va bene, io però per diventare così



oppure così



o ancora così



non so se ci voglio arrivare a 60 anni. Davvero non lo so…
Non buon compleanno, Vasco.

E, tanto per rimediare alle atrocità di qui sopra e ascoltarci un po’ di sana buona musica,
un buon non compleanno a me!

mercoledì 5 ottobre 2011

ORGIA CARTOON (PARTE 2)

Alice tra il Cannibale Bisestile e il Ford matto.
Fortunata lei!!!
Ieri Mr. Ford è riuscito nell’impresa, invero non facile, di far apparire piuttosto noioso persino il mondo del cinema d’animazione, con una serie di film statici più che “animati”. Ed è comunque, tra tutte le agghiaccianti liste fordiane, quella fino ad ora che probabilmente mi è apparsa non diciamo migliore, ma diciamo meno peggio, va là.
Oh, quando faccio così mi commuovo da solo.

Oggi invece si fa un tuffo nella fantasia, nell’immaginazione più pura e fanciullesca. Nello stupore e nell’incanto di chi vuole ancora vedere il mondo con gli occhi di un bambino.
Ma adesso basta con le lacrime, io ne ho già versate abbastanza ieri guardando i deprimenti film di Ford, e dedichiamoci allora ai cartoni animati più belli passati sul grande schermo, tra storie indimenticabili e nuove sperimentazioni, entrambe allo stesso modo avventurose e spettacolari.
E quindi adesso giù, nella tana del bianconiglio.
Cannibal Kid

"Dalle merdaviglie fordiane alle meraviglie cannibali
e ci siamo pure scolati tutto il suo white russian!"
1. Alice nel paese delle meraviglie (1951) di Clyde Geronimi, Wilfred Jackson, Hamilton Luske
Cannibal Kid Il trip più folle nella storia del cinema e, credo, nella storia della mente umana. La Disney prende i personaggi di Lewis Carroll e ne fa un adattamento libero, in tutti i sensi, realizzando un’Opera che può far “viaggare” su più livelli. Fantastiche le musiche, le animazioni e tutti i personaggi, con un fantastico e ineguagliabile Cappellaio Matto (Johnny Depp vai a nasconderti, insieme a Ford possibilmente!).
Una domanda brucaliffiana per Ford: cosa essere tu?
E un invito a tutti i miei discepoli: tagliategli la testa!
Ma proseguiamo con la classifica, che sono in ritardo! In arciritardissimo!
Personaggio cult: Cappellaio Matto
Mr. James Ford Non è mai stato uno dei miei Classici Disney preferiti, ma di certo va riconosciuto il suo indubbio fascino visivo, lontano anni luce da quella ciofeca che Burton ci ha costretti a vedere lo scorso anno.
Una risposta brucaliffiana per Cannibale: io essere tua nemesi!
CK Ammissione della grandezza cannibale numero 1. Che poi non sia mai stato uno dei tuoi preferiti non c'erano dubbi, d'altra parte fin da bambino la tua fantasia doveva essere troppo limitata per apprezzare questo Capolavoro (qui sì che ci vuole).
JF Nessuna grandezza, caro il mio Cannibaliffo. Solo il fatto obiettivo di riconoscere il valore visivo di questo film che può essere tante cose, ma certo non un Capolavoro.
CK Non è un Capolavoro, è un Super Capolavoro e un super cult per milioni, ma che dico? miliardi di persone! Ma d'altra parte per te i capolavori quali sono? Mary & Max, Monsters & Co, magari pure quella copia sbiadita di Shyamalan che è Hereafter? Dio, abbi pietà della sua anima quando sarà nell'hereafter!
JF Meglio l'hereafter di Clint che la copia di Amabili resti in versione foto di famiglia di Malick!


T'avevo avvisato Ford che non dovevi mangiare il cibo per gli spiriti!
2. La città incantata (2001) di Hayao Miyazaki
CK L’incanto più grande del cinema di Miyazaki e dello Studio Ghibli è arrivato con quella che è stata la mia prima visione del Maestro giapponese, toccata al suo film (giustamente) più celebrato e premiato: La città incantata. Notevoli anche tutte le sue altre opere, ma questa città incantata viaggia (almeno) 3 metri sopra tutti e 3msf (3 metri sopra Ford). Una magia che sembra un paese delle meraviglie in versione nipponica. Colonna sonora più che stupenda e animazioni in grado di rendere davvero vivo il mondo creato da Miyazaki.
E già solo con questa doppietta da sogno d’apertura, il fortino di Fordino è venuto giù. Boom.
Personaggio cult: maga Yubaba
JF Non mi sognerò mai e poi mai di criticare il Maestro Miyazaki e la sua opera più celebrata, quindi accetto di buon grado che il normalmente estraneo al buon Cinema Cannibale finalmente si sia degnato di proporre titoli interessanti in una delle sue liste.
CK Ammissione della grandezza del Maestro Cannibale numero 2.
JF Più che altro, del Maestro Miyazaki. Ora capisco perchè senti le voci: pensi di essere un altro! 


Mr. Ford, ho da darti una notizia sconvolgente:
Babbo Natale non esiste!
3. Nightmare before Christmas (1993) di Henry Selick
CK Ieri c’è stato l’incubo dei film fordiani, oggi celebriamo il Natale del cinema d’animazione con la mia goduriosa lista!
Una pellicola doppiamente straordinaria, perché è una visione perfetta sia ad Halloween che nelle feste natalizie e, allo stesso tempo, mette d’accordo i gusti cannibali con quelli fordiani. Potere di Babbo Nachele!
Personaggi cult: Vado, Vedo e Prendo
JF Potere di Babbo Nachele davvero! Una pellicola meravigliosa, che ho inserito nei musical solo per evitare di creare un doppione in questa lista che avrebbe tolto la possibilità a me e a "vado, vedo e ne prendo tante" Cannibale di scannarci per un titolo in più!
CK Ammissione della grandezza cannibale numero 3. Vabbè, ma allora è troppo facile!
JF Una volta ancora, confondi i tuoi meriti con quelli dei registi. Inoltre, a ben guardare, è stata più una dimostrazione della duttilità fordiana ormai nota quella di porre questo film tra i musical!
CK L'hai inserito tra i musical giusto perché ti sei esaltato con la colonna sonora di Renato Zero, tra l'altro molto inferiore a quella originale. Quindi sta meglio qui.
JF E il mio giocattolo è più bello, gnè gnè gnè! Sei proprio un piccolo Cannibale, Cannibale! Se non stai attento ti spedisco dal preside!


Al negozio c'avevano questa e i braccioli.
Io ho scelto questa, a Mr. Ford sono andati i braccioli...
4. Valzer con Bashir (2008) di Ari Folman
CK Si può spiegare il conflitto israelo-palestinese con una pellicola d’animazione, per di più senza risultare scontati e senza scadere nel pietismo? Difficile, ma è quello che questo film riesce a fare con una potenza visiva e visionaria notevolissima. Lo vogliamo chiamare l’Apocalypse Now del cinema d’animazione? E chiamiamolo pure così, basta solo che qualcuno si ricordi di sganciare un paio di bombette anche nei pressi dell’abitazione di un certo misterioso Mister Ford…
Personaggio cult: Ari Folman
JF Il valzer con Bashir ce lo balliamo entrambi, segno definitivo che l'animazione ha finalmente reso migliori i gusti cannibali: per festeggiare questo straordinario evento, dichiaro ufficialmente di essere d'accordo con il mio antagonista e definisco anche io questo film l'Apocalypse now dei "cartoni animati".
È sempre piacevole l'odore di Cannibale bruciato, di mattina...
CK La definizione di Apocalypse now animato è nata proprio come parodia della tua mania di paragonare i film a casaccio, quindi sapevo avresti apprezzato. Anche se pensavo che pure questo l'avresti definito l'Inception, anzi no, il Lost dell'animazione :)
JF Ormai vedo che getti parole a caso pur di cercare di trovare il modo di opporti al sottoscritto. Ma stai tranquillo: se deporrai le armi e ti arrenderai all'inevitabile, nessuno te ne avrà.

"Attento a 'ndo vai con 'sta barba, vecchio Ford!"
5. La spada nella roccia (1963) di Wolfgang Reitherman
CK Un’avventura in grado di farmi tornare un piccolo kid come poche altre, una vicenda epica e sempre emozionante, e in più probabilmente il più spassoso tra tutti i “classici” Disney, grazie a una serie di personaggi fantastici come Maga Magò e Anacleto. Ma il barboso Ford Merlino preferirà altre pellicole, magari più profonde e impegnate (cosa comunque tutta da verificare), di certo meno divertenti.
Personaggio cult: Maga Magò
JF Un film che anche il barboso Ford Merlino ama tantissimo, e che non è entrato per un soffio nella sua lista di ieri.
Giusto per la cronaca, nonostante i giochetti ed i trucchi ci Cannibale Magò, la magia fordiana avrà sempre la meglio.
CK Mi spiace, ma nel mondo fordiano fatto di certezze assolute e granitiche non mi sembra ci sia proprio il minimo spazio per la magia...
JF Pensavo che fosse nel mondo cannibalesco dei distruttori di ogni sentimento che la magia non fosse di casa...
CK Attenzione: non distruttore di ogni sentimento. Solo di quelli da femminuccia del finto macho macho man Ford! Buah ah ah ah ah
JF A proposito di Macho Man, ho proprio in mente un paio di mosse di wrestling da provare sul mio sparring partner preferito: te!
CK Sparring partner lo dici a qualcun altro uahaha :)


(anche Anacleto ride di Mr. Ford!)

Andare a vedere I puffi o Arrietty? Arrietty è alta quanto loro,
ma il suo film è molto più grande di quella puff-porcata, anzi puff-fordata!
6. Arrietty (2010) di Hiromasa Yonebayashi
CK L’ultima magia dello Studio Ghibli è questa piccola storia di una piccola ragazzina che vive in un piccolo mondo, sotto il pavimento di una casa di campagna in cui va a vivere un ragazzino malato. Cosa ne è uscito fuori? Un film grandissimo.
Nei cinema italiani esce il 14 ottobre, quindi ne approfitto per fargli un po’ di pubblicità a reti unificate sia sul mio blog che su quello di Ford!
Personaggio cult: Arrietty
JF Una pubblicità a cui mi accodo volentieri, rompendo gli schemi battaglieri delle Blog Wars consuete: ho scoperto questo film proprio grazie al suo inserimento nella lista cannibalesca, e devo dire che è un gioiellino degno dei migliori lavori di Miyazaki, che fa sentire la sua saggia mano grazie alla sceneggiatura e confeziona con Yonebayashi una piccola, grande perla che è una sorta di nuovo Totoro. Andate a vederlo, tutti quanti! O sono bottigliate!
CK A quanto siamo arrivati? Ammissione della grandezza cannibale numero 6?
JF Allora è proprio un problema di ego, il tuo... ;)
CK Non è un problema, è un semplice dato di fatto.



"Dai Ford, non prendertela con il mio amico Shrek.
DAAAAAAAAAAAAAI!"
7. Shrek (2001) di Andrew Adamson, Vicky Jenson
CK Tralasciando gli ultimi episodi, il primo (ma anche il secondo) capitolo di Shrek è quanto di più rivoluzionario proposto nell’ultimo decennio dal cinema d’animazione. Piaccia o meno, Shrek ha spazzato via il tradizionale mondo fiabesco, quello tanto amato da Ford, e ha sovvertito tutti gli ordini prestabiliti. Una rivoluzione che ha avuto effetti evidenti su tutti i cartoni recenti, anche quelli Pixar, e pure nel mondo del cinema e della tv, aprendo la strada a una serie di antieroi “sgradevoli” eppure simpatici, da Dr. House a Sue Sylvester.
Lo so che ha stravolto il tuo castello di certezze fatto di principi azzurri buoni e orchi cattivi, Ford, però il mondo cambia. Fattene una ragione!
Personaggio cult: Omino di pan di zenzero
JF Neanche il tempo di fargli qualche complimento, ed ecco che il Cannibale se ne esce con un'altra delle sue solite castronerie: definire Shrek rivoluzionario è un pò come affermare che lo sia Matrix - peraltro citato anche qui -. Ora che ci penso, proprio quello che va in giro a dire il mio "Azzurro" avversario.
Perchè, ovviamente, il bruto Ford non può che essere uno Shrek coi fiocchi pronto a pestare come un fabbro l'odioso principino Cannibale.
Un'ultima cosa: se Shrek è Matrix, la Pixar è Inception.
CK E infatti sia Matrix che Shrek hanno indiscutibilmente segnato il cinema degli ultimi 10 e passa anni. La lista infinita di film che li hanno citati e/o copiati in maniera più o meno esplicita è infinita... Shrek 2 poi ad esempio è stato il primo cartoon in concorso a Cannes e mi sembra non ci siano dubbi sul fatto che abbia segnato una svolta nel mondo dell'animazione da genere per bambini a genere preso in considerazione anche dai festival (vedi il leone d'oro alla carriera dato a Miyazaki solo nel 2005) e dal pubblico adulto, per lo meno in Occidente visto che in Oriente su questo erano già più avanti di noi. Che poi ti possa stare sulle balle Shrek, in quanto tuo orco rivale, ci può stare, ma negare l'evidenza della sua importanza è troppo anche per un Ford Pinocchio!
JF L'importanza di Shrek è pari a quella di un brufolo sul viso devastato dall'acne di un adolescente medio, caro Kid. Dovessi proprio scegliere un film d'animazione occidentale che ha segnato il panorama del genere, sceglierei Toy story, che ha dato - questo davvero - origine a tutti i "cartoni" non più disegnati ed animati in modo tradizionale. Un pò come il tuo Shrek, pensa un pò.
Inoltre, giusto per fare il puntiglioso, prima di ricevere il Leone alla carriera - che ha ricevuto anche la Pixar, e guarda caso, il signor Adamson e la signora Jenson no, chissà perchè -, Miyazaki ha vinto l'Orso d'oro a Berlino nel 2002, proprio con La città incantata, il primo film d'animazione a piazzarsi in un Festival.
CK Appunto, nel 2002 solo dopo che Shrek nel 2001 aveva sdoganato il genere presso il pubblico adulto occidentale. Toy Story sarà stato il primo film tutto in computer grafica, ma racconta la solita storia. A livello narrativo e filmico è invece Shrek ad aver cambiato le carte in tavola con un uso moderno della colonna sonora, il più improbabile degli (anti)eroi per protagonista, citazioni cinematografiche, ribaltando e sfottendo le fiabe tradizionali (anche il tuo amato Pinocchio)...
Se poi vogliamo vedere i premi ai Festival, chi ha vinto l'ultimo Cannes?
Come, non ho sentito? :D
JF Shrek, più che cambiare le carte in tavola, ha scopiazzato in giro facendo finta di fare una cosa alternativa, e presentando al contrario una sequela di scenette singole che non stanno insieme neanche per miracolo: per quanto riguarda i Festival, dipende sempre tutto dalla giuria.
Quando questa è buona i premi lo sono altrettanto. Del resto, Tarantino a Cannes premiò Fahrenheit 9/11, Clint Pulp Fiction. La classe non è acqua.
CK Ecco, allora gli abbiamo trovato il suo lavoro ideale visto che dopo Hereafter di film è meglio che non ne copifaccia più. :)
JF Occhio, che stai parlando del più grande regista americano vivente. ;)



Wall-E: "Hai visto, Eeeeeva? T'ho portato a vedere dei bei film."
Eva: "E Ford dove l'hai messo?"
Wall-E: "Nella pattumieeeeera!"
Eva: "Hihi :)"
8. Wall-E (2008) di Andrew Stanton
CK Ogni volta che esce un film della Pixar si parla di capolavoro assoluto o giù di lì. Il più delle volte però si tratta di pellicole che hanno brevi parti straordinarie, unite a parti più ingenue e tutt’altro che da capolavoro. Quello più riuscito, seppure nemmeno questo perfetto, è per me Wall-E, che presenta una parte introduttiva molto distante dal cinema avventuroso e dalle solite marketing-ruffianate Disney. Poi nella seconda anche in questo caso c’è qualche momento di calo, ma alla fine dei conti riesce ad essere il più sorprendente e poetico prodotto Pixar ever.
Ora Wall-E fammi un favore: butta Ford nella spazzatura, per favore!
Personaggio cult: Eee-va
JF Il cambiamento di Cannibale sta avvenendo! Un film Pixar in una sua lista! Un vero miracolo che non ha bisogno di replica alcuna.
La via della redenzione è iniziata.
CK Perché per una volta la Pixar ha deciso di fare un film adulto e meno bambinesco delle sue solite buffonate (leggi l'agghiacciante Gli Incredibili, altro tuo film amato!) e soprattutto non pensare troppo al marketing. E infatti non a caso Wall-E non si è rivelato un successone da questo punto di vista...
JF Certo, perchè invece il franchise di Shrek non è pensato per il marketing, vero!?!?
CK Prima di tutto ci sta una sceneggiatura ricca di idee e spunti. Solo dopo il marketing. Per molti film della Pixar mi sa che invece si parte prima dalle strategie di marketing e poi, se avanza del tempo, ci si costruisce intorno una storia, magari rubandola da Spy Kids (vedi Gli Incredibili), o il tuo amato Up che ha "leggermente" scopiazzato il cortometraggio animato Above then beyond! Ah già, tu vai pazzo per i copioni! :)
JF Certo che, se per te Shrek è meglio a livello di sceneggiatura rispetto a Gli incredibili o Up forse dovresti fare un ripassino rispetto alla scrittura in generale, perchè non ci siamo proprio. Ad ogni modo, non preoccuparti: sono qui per aiutarti. ;)
CK Io da buon avvocato ho portato in aula le prove a sostegno della mia tesi che i film della Pixar sono delle copie carbone. Tu dici che Shrek ha scopiazzato in giro, ma da dove? Voglio dei nomi...
JF Beh, in Shrek sono presi i personaggi delle favole dai Fratelli Grimm in poi, soltanto rimescolate con qualche battuta in stile Simpson. Più copiato di così!
CK Copiare uno sconosciuto cortometraggio francese pensando di farla franca è una cosa, citare esplicitamente il mondo delle favole con l'intento di parodiarle è un altro, visto che questo è l'obiettivo chiaro ed evidente a tutti di Shrek. Come al solito le tue argomentazioni si rivelano campate per aria insieme ai palloncini della casa di Up! :)



Ke sballo i film kannibali kazzarola ke botta ke trip!
9. Waking Life (2001) di Richard Linklater
CK Altro trip definitivo nel mondo dei sogni, come un Alice nel paese delle meraviglie però più filosofico, metafisico e (forse) ancora più incasinato. Girato con attori in carne e ossa, l’animazione riesce a rendere al meglio la (sur)realtà della storia in cui sono calati i vari personaggi.
Uno sballo totale, insomma, di quelli che al tradizionalista Ford avranno provocato più che altro un gran mal di testa. Ma lui lasciamolo giocare giocondo e beato con le sue Winx e i suoi Pokemon. Gotta catch 'em all, Ford, catch 'em all!
Personaggio cult: Wiley Wiggins
JF Come al solito, sorprendo il Cannibale affermando che ho sempre apprezzato questo tipo di esperimenti, ma vado ben oltre Waking life ed affronto questo terreno con il ben più maturo e convincente A scanner darkly, passo successivo della stessa ricerca.
E torniamo al vecchio discorso Matrix/Inception.
Che è un pò come dire Cannibale/Ford.
CK Che è un po' come dire Originale/Copia. :D
JF Un pò come tentativo e colpo sicuro, vorrai dire. :)



Mr. Ford a letto con Saddam.
Oppure no, aspettate: è Satana a letto con Mr. Ford?
10. South Park - Il film (1999) di Trey Parker
CK Per dire le cose come stanno davvero, l’arma migliore non è la serietà ma lo sberleffo. Meglio se estremo, corrosivo, totally politically più scorrect dello scorrect e allo stesso tempo esilarante. Senza guardare in faccia a nessuno, anche nella versione cinematografica Trey Parker e Matt Stone non si fanno mancare nulla, prendendo di mira censura, politica e religione, con un musical animato che dà merda tanto ai cartoni animati quanto ai musicarelli fordiani, con pezzi irresistibili come Uncle Fucka, Kyle’s mom’s a bitch e la canzone di Saddam.
Beccati questa, culacchione!
Personaggio cult: Satana
JF Così come questa lista è riuscita  a propormi - incredibilmente - una cosa magnifica come Arrietty, proprio sul finale mi propina South Park, che personalmente non ho mai digerito del tutto, e che, nonostante alcune buone idee, ha su di me lo stesso effetto dei vari Colorado, Zelig e compagnia bella. Silenzio, silenzio e ancora silenzio.
Roba che non rido neppure se Satana in persona viene a solleticarmi sotto i piedi con il chip anti-parolacce preso da Cartman.
Peccato, tante idee buone sprecate in mano a dei finti rivoluzionari: ma non starò mica parlando ancora del Cannibale!?!?
CK Con gli innocui e servi del potere Colorado e Zelig, South Park non ha proprio niente ma proprio niente a che vedere, vedi le numerose denunce e minacce di morte ricevute dagli autori.
Che poi sia esilarante è cosa evidente. Ma questo una persona priva del benché minimo senso dell'umorismo non posso mica pretendere lo capisca.
E no, visto che fai fatica a capire cosa è divertente e cosa no, questa non era una battuta.
Massì che era una battuta. E fattela 'na risata, serious Ford.
Anzi no, non era una battuta.
O forse sì :D
E invece no.
Ma magari lo era. :)
Oppure no?
JF Le voci vanno fortissimo, a quanto pare, lì dentro.
Cannibale!? Guarda che non voglio davvero picchiarti.
Oppure no!?
Sul serio, e magnamosela 'sta pizza!
Chissà, potrei anche pensare di contenere la rabbia.
Dai, che scherzo!
Forse. ;)



Le Blog Wars terminano qui.
No scherzo.
Forse...



giovedì 10 marzo 2011

La città incantata. E non parlo di Casale Monferrato

La città incantata
(Giappone 2001)
Titolo originale: Sen to Chihiro no kamikakushi
Regia: Hayao Miyazaki
Cast: Chihiro/Sen, Haku, Yubaba, Zeniba, Kamaji, Spirito senza volto
Genere: trip animato
Se ti piace guarda anche: Alice nel paese delle meraviglie, Coraline e la porta magica, Il mago di Oz, Il castello errante di Howl, Ponyo sulla scogliera, Principessa Mononoke

Trama semiseria
La città incantata è un viaggio mentale stile Alice nel paese delle meraviglie in versione giapponese. Se entrambi sono quindi perfetti per una visione sotto acidi, il nippo ha dalla sua una maggiore spiritualità e un più profondo senso del magico, laddove il mondo di Lewis Carroll era più che altro follia pura. Grande protagonista anche in questo caso è l’immaginazione infantile: è tutto un sogno nella mente della protagonista oppure la vicenda è reale? In ogni caso a fare la solita figura barbina sono gli adulti, soprattutto i genitori della ragazzina che entrano come sciagurati nello splendore della città abbandonata, si magnano senza rispetto il cibo degli spiriti e per punizione vengono trasformati in maiali. Per risolvere la complicata situazione, la giovane protagonista Chihiro si avventura così nella misteriosa città piena di spiriti, rane, maiali e streghe, ma ce la farà a tornare con i suoi genitori nel mondo dei vivi?

Recensione cannibale
Hayao Miyazaki è il fondatore dello storico studio d’animazione giapponese Studio Ghibli, è un regista, sceneggiatore, produttore, animatore, autore di fumetti pazzesco ed è considerato uno dei più grandi geni viventi. Non avevo mai visto un film di Hayao Miyazaki fino a pochi giorni fa. Coooooosa???
“Sacrilegio!”

Erano mesi, forse anni, che pianificavo di vedere qualcosa di suo ma per un motivo o per l’altro rimandavo sempre, fino a che ultimamente mi è tornata una notevole passione per il Giappone grazie al film Confessions. E qui i detrattori di quest’opera indigesta, chic e radicalmente radical-chic urleranno al
“Doppio sacrilegio!!”

In effetti Confessions e l’immaginario di Miyazaki hanno poco o nulla in comune tra loro a parte il paese di provenienza, ma tant’è, e così mi sono ritrovato finalmente a guardare il suo film probabilmente più famoso e celebrato, quel La città incantata vincitore dell’Orso d’oro e del premio Oscar che da tempo giaceva negli archivi polverosi e pieni di ragnatele del mio hard disk. Quand’ecco che folgorato dal ritorno di fiamma giapponese premo play e
“Banzai!”

L’incanto di questo film sta nelle piccole cose, nella costruzione dell’atmosfera. Sta nel vento che agita i capelli dei personaggi mostrandoci i loro tumulti interiori. Sta nella vita che contiene al suo interno. I luoghi sono così pieni di personaggi e di movimento che sembrano avere una vita propria anche all’infuori del film, anche all’infuori di ciò che ci viene mostrato. È questa la cosa più importante, il potere dell’immaginazione: dare vita a un mondo che va ben al di là delle 2 ore di film e può continuare indipendentemente per conto suo.

I dettagli sono fondamentali e anche i più piccoli particolari sono curati con estrema cura e genialità, come il ranocchio che in una scena si guarda intorno dopo essere caduto e che poi ritornerà sputato fuori dallo spirito senza volto. I personaggi riecheggiano Alice nel paese delle meraviglie, con la potente e malvagia strega Yubaba pazza e incazzosa sullo stile della Regina di cuori e il curioso uomo con mille braccia della caldaia che è una sorta di Brucaliffo meno saggio, mentre il misterioso spirito senza volto sembra uno Stregatto meno chiacchierone. Il drago volante alter-ego dello sfuggente Haku mi ha ricordato invece Falcor de La storia infinita, ma questa è un’altra storia ed è appunto infinita quindi meglio non cominciarla che sennò il post si fa troppo lungo.
Oltre ad animazioni estremamente curate e in grado di dare una reale vita ai personaggi, le stupende musiche di Joe Hisaishi (autore anche per Departures e per molti film di Takeshi "Beat" Kitano) vanno a comporre una delle soundtrack più affascinanti mai sentite e sono in grado di riecheggiare certi lavori di Nino Rota per Fellini. Ogni elemento è quindi ben calibrato e volto a creare stupore continuo, con una naturalezza e una semplicità però disarmanti.

La città incantata si materializza quando il cinema non è sogno, ma il sogno diventa cinema. E dopo questa minchiata marzulliana il mio corpo lentamente svanisce come quello di uno spirito.
“Arigato”
(voto 8,5)

giovedì 13 maggio 2010

Il paese delle meraviglie?

Alice in Wonderland
(USA, 2010)
Regia: Tim Burton (siamo sicuri?)
Cast: Mia Wasikowska, Johnny Depp, Helena Bonham Carter, Crispin Glover, Anne Hathaway, più alcuni orribili personaggi animati

“Hai perso la tua moltezza” dice ad Alice il Cappellaio Matto. La stessa cosa possiamo dire noi spettatori delusi al buon (una volta) vecchio (e comincia pure ad invecchiare male) Tim Burton. Un colpo basso non lo si aspetta da un amico. È per questo che quando arriva fa così male.
“Ti rivelo un segreto: tutti i migliori sono matti,” fa suo padre ad Alice. Peccato che l’unica pazzia qui sia stata quella di aver fatto un film del genere. Avevo sentito pareri negati su questi negativi e a preoccuparmi era il fatto che arrivassero da fan di Tim Burton e di Alice nel paese delle meraviglie, proprio come me. Ahimé, avevano ragione. Anzi, molti ci sono andati giù ancora leggeri.

La prima parte ricorda Marie Antoinette di Sofia Coppola e fa ben sperare. Non appena Burton però ci getta in fondo al suo paese delle meraviglie (ma quali meraviglie?) l’estetica si tramuta in un inguardabile incrocio tra Shrek e un videogame di nuova generazione, mentre le parole che escono dalla bocca dei personaggi si fanno incomprensibili e senza senso. Come nell’Alice originale? Certo che no. Lì le parole per quanto folli avevano un senso, perlomeno da fumati ne acquistavano uno. Voglio dare un senso a questa Alice, anche se questa Alice un senso non ce l’ha. Proprio come le canzoni di Vasco.
L’idea della sceneggiatura è sulla carta buona. Non rifare Alice pari pari, ma fare un sequel con un’Alice cresciuta. Un espediente che riporta alla mente quanto fatto da Hook – Capitan Uncino con Peter Pan. Nelle intenzioni, non certo nei risultati. In quel caso la versione di Spielberg andava nel cuore della storia originale, presentando il Peter incapace di crescere paradossalmente invecchiato. Questa versione di Alice invece non centra nessuno dei punti focali del racconto di Carroll: la follia, anche in questo caso la difficoltà di crescere, cadere in un buco ed entrare in un paese magico in cui le tradizionali regole del mondo non valgono.
La nuova Almost Alice è stata tramutata in un’eroina guerriera femminista. Cosa incepibile considerato come l’Alice originale più che agire si faceva trasportare dagli eventi di un Paese assurdo e per questo meraviglioso. Come dice l’amica blogger Marlene Barrett: “Non sei un'eroina. Sei una pirla.” [cit.] L’attrice Mia Wasikovska ne esce senza demeriti. Se la nuova Alice gliel’hanno scritta coi piedi mica è colpa sua. È un’ottima attrice (l’aveva dimostrato nella serie In Treatment e nel cortometraggio I Love Sarah Jane) e il futuro è suo.

I personaggi dell’originale sono mortificati. Il leprotto bisestile si è tramutato in leprotto marzolino, ma peeerché? Lo stregatto è un micione senza carattere. Il gatto con gli stivali di Shrek se lo magnerebbe a colazione. Il mitico Bianconiglio… che gli è successo? È totalmente anonimo. Mediocre pure il Brucaliffo. I personaggi nuovi (un cane parlante? Un drago???) fanno cagare. Non parliamo del Cappellaio Matto che è meglio, và. Johnny Depp ha dimostrato capacità da transformer uniche, ma qui risulta ridicolo e del tutto inadeguato. E la deliranza COSA CAZZO MI RAPPRESENTA???
Persino le musiche di Danny Elfman sono piatte e non incantano. Si salvano dal massacro giusto Helena Bonham Carter, un’ottima Regina di Cuori, l’unico personaggio davvero cattivo presente e il suo Fante Crispin Glover, già mitico padre di Marty McFly in Ritorno al futuro.

Poi, tanto per seguire alla lettera le regole di tutti i blockbuster di oggi, non ci si fa mancare qualche inutile scena di inseguimento (ma perché nei filmoni ci devono sempre mettere delle scene di inseguimento, a voi piacciono?) e un assurdo finale in cui tutti i personaggi si preparano ad andare in battaglia manco fossimo ne Il signore degli anelli. Voglio dire, il Cappellaio Matto che va in guerra con una spada? Ma qui siamo davvero matti! Un film non solo brutto, ma anche noioso. Il chè è peggio. Mi fermo qua, anche se potrei andare avanti a parlare male di questo film per ore come in una mara-maratonda testa in basso e gambe in su non c'è stato inizio e non ci fer-me-re-mo più. Qualcuno dirà: massì, è un film per bambini. Un film per bambini ritardati, perché quelli intelligenti si vanno a vedere la versione animata del 1951, quando Disney era un marchio di qualità e non una malattia come oggi. Va bene che il mondo ormai fa schifo, ma lasciateci almeno il Paese delle Meraviglie, Cristo Santo.
Cosa hai combinato, Tim Burton? Cosa hai combinato? Lontano anni luce da Edward, Nightmare Before Christmas, La sposa cadavere e dal riuscito remake di La fabbrica di cioccolato. Irriconoscibile Tim, mi hai dato una delle più grosse delusioni della mia vita.
Tagliategli la testa!!!
(voto 3)

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