lunedì 4 maggio 2015

BELÌN CHE FAMIGLIA, LA FAMIGLIA BÉLIER!





La famiglia Bélier
(Francia, Belgio 2014)
Titolo originale: La famille Bélier
Regia: Eric Lartigau
Sceneggiatura: Victoria Bedos, Stanislas Carré de Malberg
Da un'idea di: Stefano Accorsi Victoria Bedos
Cast: Louane Emera, François Damiens, Karin Viard, Luca Gelberg, Eric Elmosnino, Roxane Duran, Ilian Bergala, Clémence Lassalas
Genere: famigliare
Se ti piace guarda anche: Gemma Bovery, Shameless, Glue, Quasi amici

Ciao rincoglioniti, lo sapete cosa diceva il regista francese François Truffaut?
Probabilmente no, visto che siete rincoglioniti. Non offendetevi. Ve lo dico con amore, come fa Paula Bélier con la sua famiglia all'interno del film La famiglia Bélier.
Truffaut diceva: “Tre film al giorno, tre libri alla settimana, dei dischi di grande musica faranno la mia felicità fino alla mia morte.
A me basterebbe anche solo un film al giorno per farmi felice, purché sia un fim come La famiglia Bélier.


Una pellicola che parte con le note di “That's Not My Name” dei Ting Tings ascoltata nelle cuffie dalla giovane protagonista Paula Bélier mi mette subito nel mood giusto per una visione quantomeno gradevole. Può sembrare un inizio casuale, invece non lo è. Durante questa scena vediamo Paula cantare, cosa che giocherà un ruolo centrale all'interno della narrazione del film. La fanciulla è una campagnola che sembra uscita da un video dei Mumford & Sons o da una canzone di Johnny Cash. È una ragazzina che non ha ancora avuto le mestruazioni, ma è molto più matura di molte sue coetanee, ed è alle prese con il passaggio dall'infanzia all'adolescenza, con tanto di stravolgimenti emotivi, sentimentali e sessuali di quelli che solo a quell'età si possono attraversare, ed è pure alla ricerca di capire cosa fare del resto della sua vita. Cosa che tanti, anche con il doppio della sua età ve lo assicuro, non hanno ancora compreso. Paula si trova a dover scegliere tra due possibilità. La prima è la sua monotona, ma nemmeno troppo, vita di tutti i giorni nella cascina di famiglia. Una famiglia quella Bélier che non è di quelle che si vedono tutti i giorni. I suoi genitori e suo fratello sono sordomuti.
Non avete sentito?

Ma che è? Siete sordi pure voi?

Ho detto che i suoi genitori e suo fratello sono sordomuti. Sentito, adesso? Lei no, lei una voce ce l'ha ed è pure una bella voce. Oddio, non so se passerebbe le selezioni di X Factor con qualche giudice un po' severo come Simon Cowell o Morgan, o che fa finta di capirne qualcosa di musica e invece non ne capisce una mazza come Simona Ventura, però possiede una discreta voce. Ad esserne convinto è il suo vocal coach che no, non è Emma Marrone né Elisa, bensì un tizio che sembra Herbert Ballerina, l'amichetto di Maccio Capatonda.

"Suono questa tastiera come se fosse...
una catapulta!"

Ed è qui che Paula si trova di fronte a un'altra possibilità, a un altro futuro possibile per la sua vita. Il suo vocal coach cerca infatti di farla partecipare alle audizioni per entrare in una scuola di canto prestigiosa. Quindi no, nemmeno questa volta sto parlando di quella di Amici. Mi riferisco a una scuola di Parigi. Il problema è che così dovrebbe lasciare la sua particolare famiglia in balia del suo destino. Sapranno cavarsela anche da soli, questi campagnoli sordomuti?
Considerando che il padre si candida in politica come sindaco della cittadina in cui vivono, ce la possono anche fare. D'altra parte, se Berlusconi e Renzi ce l'han fatta a diventare premier, tutto può succedere.


La famiglia Bélier è una pellicola deliziosa, adorabile, ma non adorabile in una maniera plasticosa o stucchevole o pucciosa, adorabile nel senso più bello e bastardo del termine. Perché i francesi sono dei bastardi, lo dico anche in questo caso nel senso migliore del termine. Per quanto siano presenti dei momenti da “volemose bene”, c'è sempre un senso dell'umorismo irriverente e poco politically correct che avvolge tutto, nei confronti della politica (attraverso la figura del sindaco), della scuola (la scelta antiquata di far interpretare le canzoni di quello che potremmo definire il vecchio babbione Baglioni francese), e pure dell'handicap, in una maniera non troppo distante da Quasi amici.


Il pregio principale del film comunque è un altro e sta tutto nel titolo: la famiglia Bélier. La cosa fantastica sono loro. I genitori e il fratello sessuomani, ancor più che sordomuti, e soprattutto lei: Paula Bélier, interpretata dalla strepitosa esordiente totale Louane Emera, che tra l'altro ha appena pubblicato il suo album d'esordio come popstar, finito subito al primo posto dei dischi più venduti in Francia.



La Paula Bélier interpretata da Louane è uno dei personaggi femminili più belli degli ultimi tempi. Una sorta di anti-Cenerentola. Una tipa indipendente, che nonostante le sue forti insicurezze è una ragazza molto forte, che fa il paio con la Fiona Gallagher di Shameless. E a proposito di serie tv...

Una volta finita la pellicola, si vorrebbe saperne ancora di più, di questi personaggi. Si vorrebbe stare ancora con loro. Non dico che voglio andare a vivere dalla famiglia Belier, perché abitano in una cascina in campagna e bleeeeeah che schifo, ci sono gli insetti e le bestie e la puzza. Non mi spiacerebbe però vivere con la famiglia Belier in città. O, se non altro, mi accontenterei di una serie tv a loro dedicata. Io voglio, io pretendo una serie tv a loro tutta dedicata. E poi volevo dire un'altra cosa bellissima e importantissima su una scena stupenda della pellicola, quella in cui Paula si esibisce con il suo pseudo-fidanzatino di fronte a tutta la scuola, solo che mi ha lasciato come il titolo del nuovo programma con Antonella Clerici, cioè...


(voto 7+/10)

17 commenti:

  1. Una recensione bellissima per un film che lo è altrettanto... ma solo 7+?? Io avrei dato un 8,5 ;-) E ho faticato a trattenere le lacrime sul finale, quando in sala c'erano signori di 60 anni che stavano singhiozzando a tutto spiano!

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  2. Dai Cannibale, ma che mi hai convinto a proporlo per il prossimo cineforum di città XD
    Seriamente: lo recuperò subito

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  3. Ulàlà, non vedo l'ora di vederlo ;)

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    1. Purtroppo avevo pure i kleenex a portata di mano, colpa degli avvertimenti di Lisa, ma lacrimucce non ce ne sono state e mi ha preso abbastanza poco. I francesi, nelle loro commedie, mi piacciono più snob e eleganti. Questo, per quanto carino, già è troppo americano per i miei gusti. Di positivo, per me, la protagonista: carinissima, fresca, da tenere d'occhio!

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  4. Pensavo che lo spezzettavi tutto e invece ti sei fatto fregare pure tu.. e vabbe'.. :(

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  5. Sti francesi son proprio dei bastardi, e comunque hai dimenticato di dirci una cosa fondamentale: ti sei sciolto anche tu in mille lacrimoni nel finale? Io sì, e mi han fregato e conquistato anche per questo.

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    1. No, questa volta per me niente lacrime. :)
      Il finale comunque non mi ha convinto del tutto. La scena che più mi ha emozionato è quella in cui va via l'audio...

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  6. Vedrò di recuperarlo, se poi è una bomba anche la colonna sonora non posso astenermi.

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    1. La colonna sonora parte bene, ma poi ci sono dei pezzi di musica leggera francese non troppo esaltanti, anzi... :)
      Però il modo in cui sono usate le canzoni è parecchio efficace.

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  7. Non sembra male. Chissà che non si sia trovato un film che forse - e dico forse - ci mette d'accordo quest'anno. ;)

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  8. Bellissimo e commovente. Ho fatto fatica a trattenere le lacrime sul finale...

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  9. Ma quale Herbert Ballerina, è tutto Paolo Kessisoglu in versione baffuta :)

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  10. ho pianto come una vitella nella canzone finale
    ho riso come una demente nell'appuntamento dal ginecologo
    è il mio film del mese

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  11. Film davvero carino. E bastardissimo, che trattenere le lacrime sul finale è davvero difficile!

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