lunedì 31 luglio 2017

Summer music yeah yeah – Top e Flop di luglio 2017







Non solo tormentoni, quelli li abbiamo ahinoi già sentiti qualche giorno fa nella guida di Pensieri Cannibali. D'estate c'è spazio anche per della musica “normale”. Ebbene sì. Della musica riuscita e altra un po' meno. Vediamo allora quali sono i Top e quali i Flop mensili, secondo il parere soggettivo dell'autore di questo blog naturalmente, e poi c'è tempo e spazio pure per qualche rubrichetta, questo mese più divertente e pure più toccante del solito.


Top del mese
Lana Del Rey per la prima volta in vita sua sorride.
O forse è stata colpita da una paralisi facciale, chi può dirlo?


8. Jay-Z

Com'è il nuovo album di Jay-Z, 4:44?
Ai primi ascolti non è che mi avesse entusiasmato particolarmente. A livello musicale sembra essere fermo al suono di Kanye West di qualche anno fa, solo senza il genio e la follia di Kanye West. A livello di testi sembra invece più che altro una versione personale di Novella 2000, con tutto uno sbandierare i fatti propri al vento che pare persino eccessivo: c'è la confessione di aver tradito Beyoncé, che arriva come una risposta al suo album Lemonade, e c'è persino il coming out di sua madre.
Dopo svariati ascolti, devo però dire che sta cominciando a piacermi parecchio, questo Jay-Z così intimo e confidenziale, senza filtri. È quasi come stare a leggere il suo diario personale. Il diario di una ragazzina, più che di un rapper imprenditore affermato e multimilionario. E sto apprezzando pure il fatto che non ci siano melodie accattivanti o ritornelli a presa rapida. È un lavoro hip-hop nudo e crudo, in cui emergono una manciata di pezzi notevoli, come il primo ben poco commerciale singolo The Story of O.J., la title-track 4:44 con il suo campione di Nina Simone, e la splendida Moonlight, ispirata alla notte degli Oscar, in cui rappa: “We stuck in La La Land/even when we win, we gon' lose” e in cui in maniera molto azzeccata ha campionato la parte “Ooh la la la” di Fu-Gee-La dei Fugees.




7. Dua Lipa

Dua Lipa nel suo nuovo video New Rules mette in piedi una sua rilettura personale di La La Land. Cosa vuoi di più dalla vita?

Qualcuno dirà un Lucano.
Qualcun altro invece dirà una Dua Lipa in costume da bagno.

Beh, per quanto riguarda la prima cosa, quel qualcuno si può servire da solo.
Per quanto riguarda la seconda, nel video di New Rules c'è anche quella!




6. George Ezra

George Ezra è quello di Budapest.
No, non è originario di Budapest. Lui è nato a Hertford, nel Regno Unito, però il suo pezzo più conosciuto, quello che l'ha lanciato, si chiama Budapest e a cavallo tra il 2013 e il 2014 andava forte in radio.
Ora il ragazzo non ungherese ma inglese è tornato con un nuovo brano niente male, “Don't Matter Now”, una canzone ideale per lo sciallo. Uno sta senza pensier perfetto per l'estate 2017.




5. St. Vincent

Start spreadin' the news, New York ha un nuovo splendido inno e a firmarlo a sorpresa è una che si fa chiamare St. Vincent.




4. Arcade Fire

Lo dico?
Sì, lo dico: a me il nuovo album degli Arcade Fire piace. Sì, sto parlando proprio del lavoro musicale più criticato del momento. Persino più di Despacito, Gabbani o Rovazzi.
Tutti odiano Everything Now o, se non lo odiano, sostengono che sia il loro disco peggiore, il più inutile, il meno riuscito.
Oookay, non sarà il vertice della loro carriera, però secondo me è un album che mostra un gruppo vitale come pochi altri, che non sta a dormire sugli allori, ma cerca sempre nuove strade. L'alternative-folk dei primi tempi ormai è del tutto sparito, l'esaltazione del pubblico indie-rock dei tempi di Neon Bible e The Suburbs soltanto un ricordo sbiadito, ed Everything Now procede più che altro nella direzione electro-dance iniziata con il precedente e – quello sì, almeno per me – poco riuscito Reflektor.
Con questo nuovo disco gli Arcade Fire si fanno più disco che mai. In apparenza più leggeri ma, a ben sentire i testi, nemmeno troppo. Ci sono le influenze degli ABBA, così come anche di Talking Heads e David Bowie. C'è pure un momento quasi punk e non mancano le ballatone da pelle d'oca. C'è forse persino troppo, qui dentro, e non tutto funziona al 100%, eppure a mi me gusta bailar più con questo album che con qualsiasi pezzo latinoamericano de mierda.




3. Lana Del Rey

Ho adorato Lana fin dal primo momento. Fin dalla prima volta che l'ho sentita, e che l'ho vista, ai tempi del singolo Video Games.


Presto è diventata un icona assoluta di questo sito, si è persino guadagnata più di una header, e ha poi saputo conquistarmi a ogni album. Con il nuovo Lust for Life la scintilla invece non è scattata. Ho cominciato ad ascoltarlo perplesso e soprattutto preoccupato. Sapevo che prima o poi persino Lana mi avrebbe potuto stufare, d'altra parte io sono uno che si stufa di tutto, solo che speravo non fosse arrivato quel momento.

E infatti per fortuna non è arrivato. Non ancora. Dandogli fiducia, ascolto dopo ascolto il disco cresce in maniera impressionante, come non era successo nemmeno con i lavori precedenti e le perle al suo interno si rivelano in tutto il loro glorioso splendore: la sontuosa Love, i nuovi inni esistenziali Lust for Life e God Bless America – and All the Beautiful Women in It, le (forse) ironiche Beautiful People Beautiful Problems e When the World Was at War We Kept Dancing, la splendida chiusura con Get Free e poi il caso più clamoroso, In My Feelings, un pezzo che all'inizio mi dava quasi fastidio e che ora invece si è trasformato nel mio tormentone estivo, ormai è la mia Despacito personale.




2. HAIM

Le HAIM sono un gruppo di tre giovanissime sorelline californiane. Pensate siano una girl band estiva in stile Las Ketchup aserejé, ja deje tejebe tude jebere, sebiunouba majabi an de bugui an de buididipí?
Nah, la loro è musica fuori dal tempo, credo che questa sia la definizione migliore per descriverla. Hanno un suono che pare provenire da un'altra epoca, ma senza suonare vintage o rétro in una maniera fine a se stessa, giusto perché citare il passato fa hipster. Le loro canzoni suonano come se ci fossero sempre state. Dei classici che non sono mai stati pubblicati e che ora sono stati radunati nel loro secondo, notevolissimo album: Something to Tell You.
Pure io ho something to tell you: procuratevi questo disco e non la smetterete più di ascoltarlo.




1. Francesca Michielin

Pensavo che con Francesca fosse stato solo un colpo di fulmine. Uno di quei colpi di testa che si battono durante il Festival di Sanremo, anche per mancanza di altri artisti vagamente decenti, e poi passano in un non nulla. Invece, un anno e mezzo dopo la sua partecipazione sanremese, ecco che la cotta (musicale e non solo) per la Michielin è tornata più forte di prima, complice un nuovo singolo contagioso come Vulcano, in cui la nostra, o almeno la mia, viaggia su terreni quasi danzerecci. E poi lei resta sempre troooooooooooppo tenera & carina.





Flop del mese

3. Killers

Il disco Random Access Memories dei Daft Punk, per quanto fosse un capolavoro, ha provocato più che altro parecchi danni. Da allora, in tanti si sono convinti che fare musica disco anni '70 in chiave attuale fosse alla portata di tutti. Qualcuno ce l'ha fatta con discreti risultati, come Jamiroquai o gli Arcade Fire (vedi sopra), qualcun altro un po' meno. Come i Killers. Il loro nuovo singolo, che suona come un incrocio tra i Bee Gees e gli Scissors Sisters, non è neanche brutto. Diciamo però che Brandon Flowers e compagni in passato hanno fatto di meglio, decisamente di meglio. E si spera torneranno a farlo anche in futuro...




2. Giorgia

Giorgia, tra le tante cose in cui credi, credi anche di aver fatto una gran bella canzone?
Io non credo proprio.




1. Riki

Non sapete chi è Riki?
Se avete più di 14 anni, probabilmente no. Nemmeno io lo conoscevo fino a pochi giorni fa e prima di conoscerlo devo dire che stavo meglio. Avendo visto che nella classifica italiana degli album più venduti in Italia il suo lavoro svetta da ormai 10 settimane di fila tra la prima e la seconda posizione, ho comunque voluto approfondire. Da appassionato di pop culture e di fenomeni giovanili, ho voluto approfondire. Ecco le cose che ho scoperto:

💩 Secondo Wikipedia, questo Riki è un cantante. Anzi no, è un cantautore.
Però sopra ci sta anche scritto “Questa pagina è stata proposta per la cancellazione”, quindi non mi fiderei troppo di quel che dice Wikipedia, almeno in questo caso.

💩 Il suo vero nome è Riccardo Marcuzzo.
E adesso ho capito perché si fa chiamare Riki.

💩 Riki quest'anno ha partecipato alla sedicesima edizione di Amici di Maria De Filippi. Il risultato? Ha vinto nella categoria canto (e chissà allora come cantavano gli altri), ma è arrivato secondo nella classifica generale dietro al ballerino Andreas. Erano anni che vinceva sempre un cantante, quest'anno invece, piuttosto che far trionfare lui, hanno votato un danzatore. Sarà un caso?

💩 “Perdo le parole” di Riki non può manco essere considerato un album vero e proprio. Non parlo a livello qualitativo (su quello ci tornerò dopo), ma proprio per la durata e il numero di brani: 23 minuti per appena 7 pezzi. In pratica un EP, o al massimo un singolo allungato. E allora perchè diavolo è presente nella classifica degli album più venduti in Italia? E soprattutto perché c'è qualcuno, o meglio tanti, che l'hanno comprato? Si parla tanto di crisi, di giovani che non hanno lavoro e non hanno soldi e poi quelli che hanno li vanno a buttare per un dischetto di 20 minuti di Riki?
Almeno scaricatevelo...
No, come non detto. Non ascoltatelo e basta!

💩 Veniamo alla qualità della proposta musicale: il disco contiene una serie di ballate al livello della peggior Laura Pausini, e qualche brano più vagamente uptempo, cantate da una voce anonima, “impreziosite” da testi di una banalità sconcertante, da basi da karaoke e in generale da una produzione penosa. Al confronto, i The Kolors sono dei rivoluzionari della musica.

💩 Veniamo all'aspetto fisico. Così come la musica, pure il suo look è parecchio anonimo. Per carità, lui è anche un bel ragazzo, una di quelle bellezza da copertina di Cioè, però non mi sembra abbia tratti distintivi particolari o sconvolgenti. Il suo faccino da bravo ragazzo basta per giustificare il fatto che il suo “Perdo le parole” sia l'album più venduto in Italia nel 2017?!?
E non è manco un vero album!!!
Io di fronte a certe cose incomprensibili resto basito basito, e pure despacito.





Guilty pleasure del mese
Demi Lovato

Ci sono cose che non riesco a spiegarmi: il successo di Riki (vedi sopra), oppure il non-successo di Demi Lovato.
Com'è possibile che oggigiorno Demi Lovato non sia la più grande popstar dell'intero pianeta?

👄È figa, e quindi può piacere agli uomini.

👄È figa, ma non una di quelle fighe esagerate che provocano un'invidia bestia e quindi può piacere alle donne.

👄Il pubblico gay la a-do-ra.

👄Nel 2009 ha pubblicato un singolo che si chiama La La Land!

👄È nata ad Albuquerque, la città di Breaking Bad.

👄All'età di 18 anni era già finita in rehab e, ora che di anni ne 24, è sobria da 5.

👄Ha cantato la versione pop del mega successo Let It Go del film Frozen, solo che, anziché la sua, tutti conoscono la (merdosa) versione di Idina Menzel. E ho detto Idina Menzel, mica Adele.

👄Nell'ambito del pop commerciale è da alcuni anni ormai che tira fuori i pezzi più accattivanti, coraggiosi e cool in circolazione, insieme a Selena Gomez.

👄Ha una voce pazzesca.

👄Fa musica pop, ma ha anche un'attitudine vagamente rock, sonorità in bilico tra l'elettronica-dance e l'hip-hop/R&B e quindi suona bene in tutte le occasioni.

👄Il suo nuovo singolo Sorry Not Sorry spacca!

Perché allora Demi vende meno di Riki?




LOL 😁 Award
Thegiornalai “Riccione”

La genialata del mese. Anzi, la Thegenialata del mese: la parodia di Riccione dei Thegiornalisti a opera dei simpatici Le Coliche, per l'occasione autoribattezzati Thegiornalai.




Modestia Award
Guè Pequeno

Il premio all'artista più modesto e umile del mese, e forse dell'anno, va a Guè Pequeno, che nel suo singolo T'apposto dice: “Io non rappo in italiano / io sono il rap italiano.
Oh, è bello vedere che ci sono ancora artisti cui il successo non ha dato alla testa e che sono rimasti con i piedi per terra.




Vulva Award
David Guetta & Justin Bieber “2U”

Il premio per il video del mese e credo anche dell'anno con più figa al suo interno va a... David Guetta & Justin Bieber?!?
Sì, nel videoclip infatti non ci sono loro due, bensì...

Scopritelo da soli. E non ve ne pentirete.




Pene Award
Charli XCX “Boys”

Visto che qualcuno e soprattutto qualcuna si potrebbe lamentare che qui su Pensieri Cannibali si parla sempre di vulva, e non capisco francamente il perché, questo mese diamo spazio anche a una serie di bei maschioni. Nel suo nuovo video, la popstar Charli XCX ha chiamato a raccolta una lista di boys più o meno celebri che comprende attori, rapper, cantanti della scena indie, dj, produttori, modelli, sportivi e star di YouTube, tra cui Joe Jonas, Riz Ahmed, Diplo, Mark Ronson, Ezra Koenig dei Vampire Weekend, Dan Smith dei Bastille, Brendon Urie dei Panic! at the Disco, Mac DeMarco, Tinie Tempah, Wiz Khalifa, Charlie Puth e molti altri...
Il risultato è un videoclip geniale che ribalta ironicamente ogni cliché di genere.




Movie Soundtrack
Okja

C'è una scena in particolare di Okja che mi ha fatto capire che stavo assistendo a un film speciale, quella della “guerra pacifica” in metropolitana, accompagnata dalle note di Annie's Song, pezzo del 1974 di John Denver.
Gran scena, gran film e gran canzone.




Serial Music
GLOW

Della serie tv sul wrestling femminile GLOW parlerò a breve. Nel frattempo vi segnalo la sua fa-vo-lo-sa colonna sonora. Essendo ambientata negli anni '80, trattasi di una vera e propria goduria per gli appassionati di musica di quel decennio, che regala chicche di Thompson Twins, Go-Go's, Billy Joel, Roxette, Journey, Tears for Fears, Scorpions, Pat Benatar e molti altri.




Revival Moment
Linkin Park

La morte di Chester Bennington è una ferita ancora aperta. A voler vedere a tutti costi un lato positivo, la scomparsa di un artista rappresenta un'occasione per andare a riascoltare e riscoprire quello che ci ha lasciato. Risentire la musica dei Linkin Park è come fare un viaggio sul viale dei ricordi. Tra le perle nascoste all'interno della loro discografia, un brano che in questi giorni mi ha regalato brividi particolari è stato Shadow of the Day.
Non aggiungerò frasi del tipo: "Chester, ovunque tu sia, questa è per te". Mi limiterò a pensarle solamente.

8 commenti:

  1. Arcade Fire: si sente che hanno ascoltato parecchio i Talking Heads. I puristi che rimpiangono i primi album ci saranno sempre per ogni band.
    Anche se il mio preferito resta sempre The Suburbs, a me piace: come si fa a non adorare un pezzo come "Good God Damn"?

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    Risposte
    1. Ciao, sono Theresa Williams. Dopo anni di rapporti con Anderson, mi ha interrotto, ho fatto tutto il possibile per riportarlo indietro, ma tutto era inutile, lo volevo tornare così a causa dell'amore che ho per lui, Gli ho pregato con tutto, ho fatto promesse ma lui ha rifiutato. Ho spiegato il mio problema al mio amico e lei ha suggerito che dovrei piuttosto contattare un incantesimo che potrebbe aiutarmi a lanciare un incantesimo per riportarlo indietro, ma sono il tipo che non credo mai in magia, non avevo altra scelta che provarlo. Inviò il coclea di incantesimi e mi disse che non c'era nessun problema che tutto andrà bene prima di tre giorni, che il mio ex tornerà da me prima di tre giorni, lancia l'incantesimo e, sorprendentemente, nel secondo giorno, era alle 16.00. Il mio ex mi ha chiamato, sono stato così sorpreso, ho risposto alla chiamata e tutto quello che ha detto era che lui era così dispiaciuto per tutto quello che è accaduto che voleva che me ne tornassi, che mi ama tanto. Sono stato così felice e sono andato a lui che è stato come abbiamo iniziato a vivere insieme felicemente di nuovo. Da allora, ho promesso che chiunque conosco che abbia un problema di relazione, sarei d'aiuto a tale persona facendogli riferimento all'unico vero e potente cronometro che mi ha aiutato con il mio problema. Email: drogunduspellcaster@gmail.com potrai inviarlo via email se hai bisogno della sua assistenza nel tuo rapporto o in qualsiasi altro caso.

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      Tramite drogunduspellcaster@gmail.com

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    2. Vorrei dire cosa penso di questa Theresa, ma non voglio infrangere il secondo comandamento pronunciando il nome di Troia invano

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  2. Non solo Despacito...
    Ci sono belle cose, sì, e pure la Michielin (ma proprio lei, la canzone la sento solo ora) è diventata proprio bella. Riki è osceno, quel nome, poi, però so la canzone, non so perché :'(

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  3. Non ho assolutamente idea di chi o cosa sia Riki.
    E' un male? ;)

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  4. Riki chi è? Sempre più felice di non conoscere certi "cantanti" e di aver avuto del pop e delle canzonette di ben altro spessore in adolescenza.
    Segno un po' tutto il resto, come colonna sonora Spotify mentre prendo il sole.

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