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venerdì 29 giugno 2018

Musica di giugno 2018 – Artisti top dei top e artisti flopposi





Vediamo, o meglio ascoltiamo un po' di cose musicali passate nelle ultime settimane da queste parti.
Se dentro non ci trovate i tormentoni del momento non disperate, e soprattutto non esultate troppo. A loro, sia ai migliori che ai peggiori in circolazione, sarà prossimamente dedicato un post a parte.
Per adesso accontentatevi allora dei non-tormentoni del mese. Sarà per questo che in questa puntata della rubrica ci sono così pochi flop?

lunedì 31 luglio 2017

Summer music yeah yeah – Top e Flop di luglio 2017







Non solo tormentoni, quelli li abbiamo ahinoi già sentiti qualche giorno fa nella guida di Pensieri Cannibali. D'estate c'è spazio anche per della musica “normale”. Ebbene sì. Della musica riuscita e altra un po' meno. Vediamo allora quali sono i Top e quali i Flop mensili, secondo il parere soggettivo dell'autore di questo blog naturalmente, e poi c'è tempo e spazio pure per qualche rubrichetta, questo mese più divertente e pure più toccante del solito.


Top del mese
Lana Del Rey per la prima volta in vita sua sorride.
O forse è stata colpita da una paralisi facciale, chi può dirlo?

giovedì 22 agosto 2013

HIP-HOP/ELECTRO RECORDS




Mini-rassegna cannibale di dischi ascoltati nelle ultime settimane/mesi da queste parti.
In attesa del post dedicato agli album pop e a quelli rock, in arrivo a breve, oggi si parte con sonorità electro e hip-hop.
Check it out, yo.

"Beyoncé, fatti in là. Quando ballo sono più sexy di te!
Forse..."
Jay-Z “Magna Carta Holy Grail”
Dopo il disco in collaborazione con Dio Kanye West "Watch the Throne", le aspettative nei confronti del nuovo album di Jay-Z si erano fatte un filino troppo elevate, soprattutto all’indomani dell’uscita di una bomba come “Yeezus” del compare. La verità è che Jay-Z, nonostante una manciata di buoni lavori come The Black Album e The Blueprint, è più uno da singoli che non da album. E in questo suo “Magna Carta Holy Grail” di singoloni pazzeschi non ce ne sono, fatta eccezione per il notevole brano d’apertura Holy Grail, in cui a spiccare sono soprattutto la voce di Justin Timberlake, che offre una delle interpretazioni migliori della sua carriera, e una riuscita citazione di “Smells Like Teen Spirit” dei Nirvana.
Il resto del lavoro si adagia su sentieri più di routine. È come se Jay-Z, tra miliardi guadagnati a vagonate e un felice matrimonio con la neo bionda Beyoncé, si fosse messo l’anima in pace e non avesse più niente da dimostrare e da dire. Se le sue rime più infuocate sono rivolte contro la bimbominkia Miley Cyrus, d’altronde, i tempi delle faide tra 2Pac e Notorious B.I.G. sembrano davvero lontani nel rap mainstream di oggi. Quello che ha tirato fuori è allora un album da pantofolaio, che non si prende rischi come l’amichetto Kanye, ma suona come il solito disco di Jay Zeta. Tutto ben prodotto, tutto ben rappato, ma il sacro Graal dell’hip-hop si trova ben lontano da qui.
(voto 6-/10)



Boards of Canada “Tomorrow’s Harvest”
Sono tornati! Sono tornati! I due genietti della musica elettronica che non pubblicavano un album nuovo dal 2005 sono tornati!
Sì, ok, lo sanno già tutti, i Daft Punk sono tornati da parecchi mesi…
Ma io non sto parlando dei Daft Punk. Sto parlando dei Boards of Canada i quali, nonostante il nome, arrivano dalla Scozia. Specialisti nella musica ambient e chill-out strumentale e dalle sonorità molto cinematografiche, se ne sono usciti con un nuovo gioiellino confezionato con la loro tipica cura e classe. Musica da sottofondo, ma sia detto nel senso migliore del termine. Non è musica da ascensore. È musica che crea un ambiente sonoro, che ti avvolge in maniera delicata e ti porta nel suo mondo. Non un gruppo da singolone spacca classifiche, non un gruppo da dance club, non un gruppo immediato. Se darete loro un po’ di fiducia, però, non li abbandonerete più.
(voto 7,5/10)



Disclosure “Settle”
La figata. Questo disco è la figata.
Una volta c’erano Fatboy Slim, i Prodigy, i Chemical Brothers, i Groove Armada, i Basement Jaxx, ecc ecc. Per carità, ci sono ancora in circolazione, però si sentono sempre meno. A supplire alla loro (parziale) mancanza ci pensano allora i Disclosure, due giovincelli inglesi che propongono il suono più cool oggi in circolazione. Un misto di garage UK alla maniera degli Artful Dodger e di nuovi suoni dubstep, il tutto con un tocco di pop che non guasta. Dance ma non truzzi, electro ma potenzialmente adatti anche per un pubblico poco electro, i Disclosure rappresentano il qui e ora della musica e il loro album d’esordio “Settle” è il disco perfetto dell’estate 2013.
(voto 8/10)



Rudimental “Home”
…e se non vi bastano i Disclosure, ocio e soprattutto orecchio ai Rudimental. A dispetto del nome che si sono scelti, il sound di questo quartetto britannico è tutt’altro che rudimentale. Super produzioni in bilico tra drum’n’bass, electro, trip-hop e dubstep con ospiti vocali talenti emergenti come John Newman, Foxes, Syron, Alex Clare, Angel Haze ed Ella Eyre, oltre alla ormai superstar Emeli Sandé, per un album che più che come un album suona come una compilation (riuscita) dell’attuale scena elettronica UK.
(voto 7+/10)



Tricky “False Idols”
Tricky è Tricky. Vi devo anche stare a dire cosa ha fatto e chi si è fatto nel corso della sua carriera? Per riassumere brevemente, ha collaborato con i Massive Attack , realizzato una serie di album grandiosi e si è fatto Bjork, durante l’epoca d’oro del trip-hop negli anni ’90. Ma basta parlare del passato. Com’è il suo disco nuovo?
È un altro intrigante album di Tricky, come al solito. Anche i suoi lavori meno riusciti possiedono tutti il loro fascino e questo non fa eccezione. Non siamo al livello dei suoi primi folgoranti disconi, però è comunque un dischetto degno di nota e di ascolto. Tanto per usare qualche frase tipica che si usa in queste circostanze, potrei dire che è “L’album migliore di Tricky dai tempi di…” e qui aggiungete il titolo dell’ultimo lavoro di Tricky interessante a vostra scelta. La verità è che a me sembra il solito valido album di Tricky. Forse un filo meglio rispetto ai suoi ultimissimi, ma per una volta non c’ho voglia di stilare una classifica. Meglio o peggio di questo o quell’altro disco, Tricky continua a sfornare roba di buon livello perché, in mezzo a tanti false idols, lui è un idolo vero.
(voto 6,5/10)



Ghostpoet “Some Say I So I Say Light”
…e se vi piace Tricky, io vi consiglio di dare un ascolto anche a Ghostpoet.
Ghostpoet è un poeta di strada, un rapper, ma più che un rappato duro e puro il suo è un rappato parlato, vicino appunto allo stile di Tricky. Dopo il folgorante esordio Peanut Butter Blues & Melancholy Jam del 2011, il suo nuovo album “Some Say I So I Say Light” è un’altra collezione di poemi in musica, brani spoken word distesi su tappeti sonori notturni e metropolitani. Roba da ascoltare rigorosamente con le cuffiette per estraniarsi dal mondo circostante. Roba da gente a cui piace Tricky.
(voto 6,5/10)



Tyler, the Creator “Wolf”
Attenti al lupo.
(voto 7/10)



Tomorrow’s World “Tomorrow’s World”
Cosa succede quando uno dei due Air, per la precisione Jean-Benoit Dunckel, quello più fighetto, lascia (spero solo provvisoriamente) gli Air e si dedica a un nuovo progetto musicale, questa volta in compagnia di Lou Hayter, cantante della indie pop band New Young Pony Club?
L’indovinello è presto risolto: ne esce un mix tra le due band. A volte il risultato di un’addizione non è dato dalla somma dei singoli addendi, in questo caso sì. Se avete presente il suono degli Air e quello dei New Young Pony Club e provate a unirli, ciò che ne verrà fuori sarà proprio il suono dei Tomorrow’s World. Va però notato purtroppo che, nonostante qualche brano non male, l’ispirazione non è altissima per tutto il lavoro e il risultato è lontano dai momenti migliori dei due gruppi di provenienza. Quindi provate a immaginare Air + New Young Pony Club, però in tono minore e avrete i Tomorrow’s World.
(voto 6-/10)



Moderat “II”
…e a proposito di gente che unisce le forze, la stessa cosa hanno fatto il musicista crucco Apparat + gli electro berlinesi Modeselektor. Il loro nuovo lavoro nel complesso è ottimo, davvero notevole, ma su tutto si erge il singolone “Bad Kingdom”, uno di quei pezzi per cui l’uomo deve aver coniato il termine “meraviglioso”.
(voto 7+/10)



Doldrums “Lesser Evil”
Se vi piacciono The Knife, Bjork, Crystal Castles e in generale l’elettronica più malata e inventiva, non perdetevi questo disco.
Una figata maligna.
(voto 8/10)



mercoledì 26 giugno 2013

31 CANZONI CANNIBALI - Parte 3


Vagamente, solo vagamente eh, ispirato dalle 31 canzoni di Nick Hornby, ecco le 31 canzoni cannibali.
Una compilation di brani che mi hanno entusiasmato, esaltato, emozionato negli ultimi tempi. Non le mie canzoni preferite di sempre, soltanto una selezione di alcune tra le mie preferite oggi come oggi. Domani sarebbero probabilmente delle altre. Chissà?
Dopo la prima decina, dopo la seconda decina, ecco la terza decina. Anzi no, questa è un’undicina. Una vera e propria squadra di calcio musicale che va a completare la mia musicassetta virtuale.

Volete downloadarle?
Per scaricare tutte le 31 canzoni cannibali in una playlist e in una botta sola, cliccate QUI


artwork by Indie Brett de L'OraBlù


Metric “Monster Hospital”




Siouxsie & the Banshees “Kiss Them For Me”




Rod Stewart “Some Guys Have All the Luck”




Dolly Parton “Jolene”




Shocking Blue “Send Me a Postcard”




Soulwax “E-Talking”




Public Image Ltd. “Death Disco”




Yeah Yeah Yeahs “Heads Will Roll”




Jay-Z and Kanye West feat. Frank Ocean “No Church in the Wild”




Rufus Wainwright “Going to a Town”




Sam Cooke “A Change Is Gonna Come”



lunedì 27 maggio 2013

STI GRAN GATSBY!


Il grande Gatsby è un grande film.
Grande quanto?

GRANDE COSI’


Fine della recensione.

Dopo aver dedicato una intera retrospettiva ai precedenti lavori di Baz Luhrmann, ovvero

me la cavo così?
E no, dai. Vi beccate un post completo. E pure uno di quelli GRANDI

"Io ancora ridere per recensione cannibale di Australia."
Il grande Gatsby
(Australia, USA 2013)
Regia: Baz Luhrmann
Sceneggiatura: Baz Luhrmann, Craig Pearce
Tratto dal romanzo: Il grande Gatsby di F. Scott Fitzgerald
Cast: Tobey Maguire, Leonardo DiCaprio, Carey Mulligan, Joel Edgerton, Elizabeth Debicki, Isla Fisher, Jason Clarke, Adelaide Clemens, Callan McAuliffe, Gemma Ward
Genere: grandioso
Se ti piace guarda anche: Romeo + Giulietta, Moulin Rouge!, Quarto potere, The Aviator, Boardwalk Empire, Big Fish

Uno nella vita dovrebbe fare quello che gli riesce meglio. Va bene sperimentare, tentare cose differenti, arrischiarsi su sentieri poco conosciuti, ma poi è meglio raccogliere le esperienze fatte e utilizzarle all’interno di ciò che si sa fare in una maniera migliore di chiunque altro. Per me con Il grande Gatsby Baz Luhrmann ha fatto qualcosa di simile ai Daft Punk. Con il loro nuovo album capolavoro “Random Access Memories” sono tornati a suonare la musica che gli riesce meglio, la Disco, come in Discovery. Senza proporre una sterile e nostalgica replica di quell’album, o della Disco anni Settanta, bensì riformulandola con una sensibilità nuova.
Baz Luhrmann con la sua versione de Il grande Gatsby sembra seguire lo stesso approccio. Il suo precedente Australia si era rivelato un melodrammone troppo old-style, in cui giusto nei primi minuti di pellicola si intravedeva intatto il suo stile, per poi trasformarsi in una copia poco inventiva dei film della vecchia Hollywood. Con Australia, non è come se Luhrmann avesse voluto girare il suo personale Via col vento, è come se avesse voluto girare proprio Via col vento, in versione australiana, rinunciando quasi del tutto al suo spumeggiante approccio post-moderno.
Chiusa quella sbadigliosa parentesi classica, il Baz nostro è tornato a fare quello che sa fare meglio. Lo sborone post-moderno. E sti gran Gatsby se gli riesce bene!

"Smettetela subito di chiamarmi Caz Luhrmann e concentratevi!"
Baz Luhrmann dà il suo meglio quando gioca in trasferta. I suoi film australiani sono i più deboli della sua filmografia: Ballroom - Gara di ballo è un esordio promettente, però è ancora parecchio acerbo e lascia intravedere solamente i barlumi della grandeur futura. Australia come detto è un noioso, seppur non del tutto disprezzabile, inno d’amore al cinema classico e poco altro. È invece solo quando si confronta con l’estero, che il Baz nostro disputa le sue partite migliori. Con Romeo + Giulietta si è confrontato con il mito assoluto della drammaturgia britannica, Will the Pelvis in Stratford Shakespeare, e ne è uscito vincitore. Con Moulin Rouge! ha pigliato il locale simbolo di Parigi e della Francia bohèmienne tutta e ha siglato una nuova splendida rete. Adesso è andato a tirare fuori dallo scaffale uno dei grandi classici della letteratura americana del Novecento, Il grande Gatsby di F. Scott Fitzgerald, ha soffiato via la polvere e gli ha aggiunto colore.
Ora, potrei fare un confronto tra romanzo e pellicola, ma non lo farò perché:
1) Risulterei ancora più pretenzioso di quanto sono di solito.
2) Volevo leggere il libro prima di vedere il film, ma non ho fatto in tempo e così si va ad aggiungere al lungo elenco di letture che dovrei assolutamente recuperare prima di morire.

"Ma che ci troverà tanto di sospetto nelle mie feste, questa Ilda Boccassini?"
Non avendo letto il libro, non so quanto ci sia di fitzgeraldiano in codesta pellicola. Quel che so di certo è che i personaggi sono stati resi al 100% luhrmanniani. Su tutti lui, il grande del titolo. Jay Gatsby va a raccogliere il testimone dei precedenti idealisti, quelli innamorati dell’amore, quelli che tutto è sempre una questione di vita e di morte, quelli come Romeo (il giovane Leo DiCaprio) e come Christian (Ewan McGregor) di Moulin Rouge!. Oltre che un inguaribile ottimista, uno che vive nell’eterna speranza, Gatsby è anche un personaggio estremamente misterioso. Uno che farebbe di tutto pur di incontrare Daisy (Carey Mulligan) e che, se non avesse le splendide fattezze di Leonardo DiCaprio, sembrerebbe solo uno schifoso inquietante stalker e basta.
Invece no. Gatsby non è uno stalker. Gatsby è un grande punto interrogativo, un uomo che tutti conoscono, ma che nessuno conosce veramente. Come Don Draper della serie tv Mad Men. O ancora come il colonnello Kurtz di Apocalypse Now. Un uomo sul cui conto girano le leggende più disparate, alcune delle quali messe in giro da lui stesso, proprio come l’Ed Bloom di Big Fish, che Ewan McGregor ha intepretato subito dopo Moulin Rouge!, sarà un caso?
Il grande Gatsby assomiglia allora a un thriller, con il narratore Nick Carraway (un Tobey Maguire perfetto) che cerca di risolvere il mistero, prova a farsi largo in quella nebbia che è la vita di Gatsby. Una nebbia dietro alla quale si cela una luce, verde come la speranza.
La speranza è rappresentata da Daisy, una Carey Mulligan di una bellezza abbagliante, che illumina lo schermo e illumina anche un personaggio non particolarmente simpatico, ma che nel romanzo pare fosse ancora più disprezzabile. Peccato solo che Daisy sia sposata con quel gran pezzo di stronzone di Tom Buchanan, un Joel Edgerton bravo davvero a fare il gran pezzo di stronzone, sarà anche questo un caso?

"Chissà se in questo film riuscirai a sopravvivere fino alla fine, eh Leo?"
Una storia d’amore, dunque? Oppure un thriller alla scoperta dei misteri di Gatsby?
Il primo mistero è: da dove arrivano i suoi soldi? Dalla compravendita immobiliare? Dalla mafia? Da Craxi?
Il secondo e più grande è: chi è, chi è davvero Gatsby?
Il film è allora più di ogni altra cosa un’indagine ad personam alla Quarto potere, cui il regista sembra guardare come modello d’ispirazione e che ripropone in una riuscita chiave post-moderna. La sua chiave, il suo cavallo di battaglia, ché come fa il post-moderno Luhrmann nessuno mai.
Al Baz nostro non sembra interessare parlare solo degli anni ’20, lui preferisce raccontare l’America degli ultimi 100 anni tutta. Il decennio in cui è stato scritto il romanzo rivive nelle scenografie sfavillanti, nei costumi firmati da Prada, nei completi di Brooks Brothers e altri marchi molto fashion, nella Rapsodia in blu di George Gershwin, nei suoni jazzati campionati (o, se siete tra i detrattori, stuprati) da vari artisti di oggi, su tutti Jay-Z che ha curato in prima persona la colonna sonora. Elementi retrò remixati però con uno stile attuale, in maniera analoga a quanto fatto in Moulin Rouge! o più di recente anche dal Quentin Tarantino di Django Unchained; western-rap in quel caso, swing-hop in questo. Una scelta azzeccata (sebbene un will.i.am ce lo poteva anche tranquillamente risparmiare e al suo posto avrebbe potuto svettare un Justin Timberlake), con vertici nell’esaltante “Who Gon Stop Me Now” di Jay-Z e Kanye West nella splendida scena della prima seconda sbronza di Tobey Maguire, nel languido leitmotiv “Young and Beautiful” di Lana Del Rey e nella dolce “Together” dei The xx. Una scelta in grado di rendere più appetibile la vicenda al pubblico di oggi. Non una ruffianata, forse giusto un pochetto, ma il marchio tipico dello stile di Baz Luhrmann. A questo giro, il regista non stupisce più come ai tempi di Romeo + Giulietta e Moulin Rouge!, ovvio, però lo propone adesso con una naturalezza impressionante e imprimendo al racconto un ritmo e una tensione drammatica come pochi altri registi al mondo sanno fare.
“Non si può ripetere il passato,” Nick avverte Gatsby nel film, ma Luhrmann, così come Gatsby, non sembra dello stesso avviso. Ripetere il passato si può. Eccome se si può. Basta ripeterlo nella propria personale maniera. Il tempo per Baz Luhrmann è qualcosa che scorre in una maniera diversa da come scorre per tutti gli altri essere umani. Passato e futuro si mescolano in un eterno presente. I suoi film non sono retrò, non sono classici, non sono moderni e forse non sono nemmeno post-moderni. Semplicemente esistono ed è come se fossero sempre esistiti.

"Giulietta, sono contento che sei ancora viva e sei diventata un'agente della CIA.
Adesso però attacco, che sto aspettando una telefonata da quella stronza di Daisy!"
Il grande Gatsby di Baz Luhrmann non è quello di Fitzgerald. È il suo Gatsby. Il grande Gatsby di Luhrmann è una storia lacerante nascosta sotto una patina glamour, è Quarto potere e Gossip Girl, è Boardwalk Empire e Revenge, è George Gershwin e Lana Del Rey, è Romeo + Juliet e Jay-Z + Beyoncé, è gli anni ’20 e il presente, è tradizione e modernità, è il battesimo dell’idealismo romantico e il suo inevitabile funerale, è guardarsi dentro e vedere il mondo fuori, è grande letteratura che si fa grande cinema.
Alle critiche nei confronti del film, la risposta migliore la dà Nick Carraway/Tobey Maguire: “Loro sono tutti marci, tu da solo vali più di tutti loro messi insieme.”
Perché, checché se ne dica in giro, Il grande Gatsby è un grande film, vecchi miei.
(voto 9/10)



Dove correte?
Aspettate a lasciare la sala. Per voi ammiratori del grande Gatsby, ma anche per quei birboni dei suoi detrattori, ecco a voi…

IL GRANDE TEST
Dimmi cosa mangi e ti dirò quale personaggio de Il grande Gatsby sei


1 - La tua arma di seduzione:
A) Lo sguardo da nerd imbambolato
B) Lo sguardo da cucciolo bastonato
C) I muscolazzi
D) Un finto sorriso di circostanza

2 - Suona il telefono…
A) Non rispondo, tanto saranno quelli di Infostrada
B) Uff, sarà qualche mio fans
C) Meglio rispondere in privato, non si sa mai…
D) Corro al telefono, magari è il mio amato/la mia amata

3 - La canzone che potrebbe fare da colonna sonora alla tua vita:
A) Caparezza “Fuori dal tunnel”
B) Lana Del Rey “Young and Beautiful”
C) ABBA “Money Money Money”
D) Blondie “Call Me”

4 - Il tuo film preferito:
A) La finestra sul cortile
B) La rivincita delle bionde
C) Wall Street
D) Romeo + Giulietta

5 - Questa sera c’è un party…
A) Ci vado, ma solo dietro invito ufficiale
B) Che noia, so già che sarò di certo la persona più bella presente
C) Evvai che mi sbronzo!
D) Arrivo fashionably late e poi me ne vado via subito dopo

6 - Quale tra questi personaggi stimi di più?
A) Gatsby
B) Paris Hilton
C) Il Trota
D) Lapo Elkann

7 - Quali sono stati i tuoi studi?
A) Scienze della Comunicazione, ma poi mi sono dedicato all’economia
B) Scuola di moda
C) Cepu, ma non è bastato e allora il papi m’ha comprato la laurea
D) Sono andato ad Oxford. Ehm, più o meno…

8 - Ti piace raccontare bugie?
A) No, mi interessa cercare la verità
B) Se solo inventarsele non fosse così faticoso
C) Sono il re delle balle
D) Tutta la mia vita è una menzogna

9 - L’obiettivo più importante della tua vita è…
A) Scrivere il grande romanzo americano
B) Essere per sempre giovane e bello/a
C) Ciulare e fare soldi!
D) Passarla insieme alla persona che amo

E ora... leggi il tuo profilo
MAGGIORANZA DI A
Nick Carraway (Tobey Maguire)
Sei un narratore e anche quando vivi delle esperienze in prima persona ti sembra di viverle dall’esterno. E sì, di certo sei anche un po’ nerd.

"Volevi essere come DiCaprio... e invece sei come me, UAH AH AH!"

MAGGIORANZA DI B
Daisy Buchanan (Carey Mulligan)
Sei superficiale, attaccata ai soldi e al lusso, sei pure un po’ stronzetta, però che te frega? Tanto sei figa.

"Ma come, nemmeno io sono venuta con la maggioranza di B?"

MAGGIORANZA DI C
Tom Buchanan (Joel Edgerton)
Sei prepotente, un filo nazistello, egoista e ti interessa solo e soltanto di te stesso. Quindi di questo test non te ne potrà fregar di meno.

"E io ho sprecato il mio tempo a fare questo stupido test, anziché giocare a polo o trombare?"

MAGGIORANZA DI D
Jay Gatsby (Leonardo DiCaprio)
Sei come Gatsby, quindi sei… boh. Sei davvero un gran mistero.

"Non pensavo si potesse sudare tanto per fare un semplice test..."



giovedì 17 gennaio 2013

VIDEOS OF THE YEAR - 2012 EDITION


Il 2013 sta già quasi giungendo al termine, ma le classifiche cannibali di ricapitolazione del 2012 non sono ancora terminate. Quasi, ma non ancora.
Oggi vediamo allora la top 10 dei video più interessanti dell’anno (in realtà ce ne sono 12 e non 10, ma vabbé, non ce l'ho fatta a contenermi). Videoclip musicali, ma anche altra roba varia in cui mi è capitato di imbattermi su YouPorn YouTube.
No, “Gangnam Style” di PSY non l’ho messo. È il video più visto dell’anno e della storia di YouTube, all’inizio l’avevo anche trovato divertente e sicuramente resterà tra i video simbolo dell’annata, però ormai ha veramente fracassato le pall… volevo dire che ha moderatamente stufato.
Ecco la top 10 12, parecchio cinematografica tra l'altro, dei video cannibali 2012.

10. Killers “Here With Me”
Dimenticate gli spenti Alice in Wonderland e Dark Shadows, in cui si era trasformato in un’ombra di se stesso. Tim Burton è tornato in splendida forma con Frankenweenie e con questo poetico video dei Killers con protagonisti Craig Roberts (quello di Submarine) e la sua affezionata attrice feticcio Winona Ryder. Tim Burton è di nuovo here with us.



9. T-ara “Day by day”
Dalla Corea del Sud ho selezionato per voi non PSY, bensì la girl band delle T-ara. I loro più che video sono film. E neanche mini-film, proprio dei filmoni. Prendetevi 10 minuti di tempo e godetevi questa delirante figatonza a metà strada un video di Lady Gaga, un film di Tarantino e un anime futuristico.



Se si viete presi bene, qui c’è pure la parte 2 del video.

8. Io odio il Pulcino Pio
Anch’io odio il Pulcino Pio. Così come amo questo video.



7. Romain Gavras videos
Jay-Z & Kanye West feat. Frank Ocean “No Church in the Wild”
Il talento visivo del regista greco-francese Romain Gavras. I versi di Jay-Z e Kanye West. La voce di Frank Ocean. Non poteva che uscirne qualcosa di grandioso.



M.I.A. “Bad Girls”
Il talento visivo di Romain Gavras again. I versi e la voce di M.I.A.. Le penne in auto di M.I.A.
Grandioso pure questo.



6. Sigur Rós videos
Sigur Rós “Fjögur píanó”
Video allucinato in tipico slow motion sigurrossiano con un inedito Shia LaBeouf alle prese con avventure ancora più deliranti di quando ha a che fare con dei robottoni parlanti. Immaginate voi che cosa si è calato questa volta.



Sigur Rós “Leaning Towards Solace ft. Dauoalogn, Varuo”
E il capitolo dei poetici slow motion sigurrossiano non è finito qua. C’è gloria anche per John Hawkes ed Elle Fanning.



5. David Lynch “Crazy Clown Time”
Il Maestro, il Mito, il Genio David Lynch qui in versione cantante, musicista e regista.
Com’è il video di Crazy Clown Time?
Pura follia lynchiana, che domande?



4. Ghost Tits
Divertente, anzi esilarante trailer per un film immaginario (anche se spero prima o poi venga realizzato veramente) con protagonista Olivia Munn. E le sue tette.



3. Grizzly Bear “Yet Again”
La vicenda di una ballerina schizzata. E no, non è Black Swan 2. Anche se potrebbe esserlo…



2. Florence + the Machine “Lover to Lover”
Florence Welch fa le prove generali per esordire davanti alla macchina da presa per uno dei prossimi film di Terrence Malick (sì, potrebbe succedere veramente!), in questo video molto Malick style diretto dal promettente Vincent Haycock. Vista la intensa performance attoriale di Florence, sembra che Jessica Chastain possa aver trovato una degna rivale…



1. The Shoes “Time To Dance”
Jake Gyllenhaal in versione psycho per questo video del duo elettronico francese The Shoes offre una delle interpretazioni recitative più pazzesche dell’annata.
Un semplice video?
Chiamiamolo pure mini-film.
Ma adesso basta chiacchiere. It’s time to dance!


lunedì 29 agosto 2011

M(ILF)Tv Awards 2011

Gli Mtv Video Music Awards 2011 sono stati una delusione? Alla fine se la cosa che ha fatto più notizia è stata l’annuncio di maternità di Beyoncé, in dolce attesa del primo pargolo con Jay-Z, si capisce già che la musica non ha svolto tutto ‘sto ruolo di primo piano.
D’altra parte il tanto atteso tributo ad Amy Winehouse, che avrebbe dovuto coinvolgere Adele e altri artisti, ha visto come unico protagonista il solo Bruno Mars. Che far fare un tributo ad Amy a Bruno Mars, per quanto ce l'abbia anche messa tutta, è un po’ come chiamare i Negramaro per un tributo ai Radiohead o i Negrita per i Rolling Stones…

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Jo Calderone aka Lady Gaga aka Jo Calderone
Poi c’era anche il vociferato tributo pure a Britney Spears, con qualcuno che alla vigilia si era chiesto “Ma perché dedicare un tributo a Britney Spears?” e che avrebbe dovuto vedere impegnato il gotha del nuovo pop commerciale americano e invece si è risolto in un velocissimo montaggio di suoi pezzi ballati da ballarine minorenni. ‘Na baracconata stile Arcore, insomma.

Comunque c’è anche stato del buono. Tra le perle da segnalare, Lady Gaga che è andata in scena per tutta la serata con il suo alter-ego maschile Jo Calderone, un picciotto italo americano con cui ha anche eseguito il nuovo singolo You and I.

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Justin Bieber in versione pseudo nerd
Momento brividi: Adele che ha cantato Someone like you.
Dopo averla sentita, Justin Bieber si è reso conto di NON essere un cantante. Ma neanche lontanamente. Né mai lo potrà diventare. Peccato che poi abbiano osato consegnare al Bieberon il premio per il Best Male video, quando al massimo avrebbero potuto dargli il Best Child video. Nel suo discorso, Bieber ha ringraziato Gesù, ma Gesù in quel momento, con tutti i problemi che ci sono nel mondo, era impegnato in ben altro: stava guardando le tette di Kim Kardashian che ha consegnato l’award.
Gesù, smettila di "guardare" Kim,
che ti vengono le occhiaie!

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Dove starà buttando lo sguardo Kanye, verso West?
Sorpresa della serata: Jonah Hill, il comico cicciobombo di Suxbad, ora è magro!
Altra sorpresa: il geniale rapper Tyler, the Creator, ha vinto come miglior nuovo artista dell’anno!!!
Tra le altre performance, niente male anche Jessie J, che era la performer in da house per tutta la serata, e Jay-Z con Kanye West (e ci mancherebbe ancora).

Premiati nel corso della sera anche Adele, Britney Spears, Foo Fighters, Nicki Minaj, Lady Gaga e Katy Perry, che si è aggiudata 3 premi (uno in collaborazione con Kanye West) tra cui quello di miglior video dell’anno per Firework. Per me adesso non è che fosse proprio il video migliore dell’anno, però lungi da me dire qualcosa di male contro Katy.
Ma la grande protagonista della serata alla fine è stata lei, la futura mamma MILF Beyoncè…

(Potete vedervi lo show online sul sito di Mtv Italia, oppure domani sera in replica sempre su Mtv, dove se no?)

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