lunedì 25 settembre 2017

L'inganno della cadrega





Soltanto una di queste recensioni de L'inganno, il nuovo film di Sofia Coppola, è quella vera. Riuscite a capire qual è, e quali invece sono solo un inganno?
Leggetele e poi partecipate al sondaggio presente a fondo post. ⬇⬇⬇


L'inganno
Titolo originale: The Beguiled
Regia: Sofia Coppola
Cast: Colin Farrell, Nicole Kidman, Kirsten Dunst, Elle Fanning, Oona Laurence, Angourie Rice, Addison Riecke, Emma Howard


Recensione №1

Non credete a chi vi dice che L'inganno è tratto dal romanzo del 1966 A Painted Devil scritto da Thomas P. Cullinan, o che si tratta del remake di La notte brava del soldato Jonathan, pellicola del 1971 diretta da Don Siegel e interpretata da Clint Eastwood. Sofietta nostra che si mette a rifare un film con Clint Eastwood?
Maddai, ma chi ci crede?

"Una donna ha rifatto un mio film? Il prossimo passo quale sarà? Vorranno per caso candidarsi alla presidenza degli Stati Uniti?"

L'inganno è in realtà il libero adattamento de L'inganno della cadrega di Aldo, Giovanni e Giacomo. La storia di un uomo che si ritrova ospitato in una dimora sperduta nel nulla.




Essendo la versione sofiacoppoliana, ovviamente il tutto è virato più al femminile e le protagoniste che ospitano l'uomo sono un gruppo di vergini suicide. O forse sarebbe il caso di dire omicide, più che suicide. Un gruppo di donne che sono le allieve e le insegnanti di una scuola al femminile sudista, quindi sono terone, mentre l'ospite, più o meno gradito, è un soldato nordista, quindi è della Lega. In pratica Sofia ha giocato a ribaltare quanto mostrato ne L'inganno della cadrega a modo suo.
Il risultato, per quanto raffinato, è decisamente più serioso e meno divertente rispetto all'opera di Aldo, Giovanni e Giacomo, e dimostra come certi lavori cult non andrebbero mai toccati.
(voto 5/10)


Recensione №2

Colin Farrell è un soldato nordista che viene sparato e si trova in mezzo al bosco incapace di muoversi. Una ragazzetta in stile Cappuccetto rosso lo trova e lo porta fino alla scuola in cui vive. Una scuola tutta al femminile popolata da numerose fanciulle affascinanti. Tralasciando le più piccolette, Colin Farrell si trova in casa con Nicole Kidman, Kirsten Dunst & Elle Fanning, il trio più esplosivo dai tempi di Van Basten, Gullit & Rijkaard. Le rappresentanti quasi idealizzate di tre tipi di donna e di tre tipi di seduttrici del tutto differenti. Che Colin Farrell beato tra le donne sia morto e finito dritto in Paradiso?



💋Nicole Kidman è la tipa precisa, seriosa e (f)rigida.



💋Kirsten Dunst è la sognatrice, la romantica, l'eterna innamorata dell'amore. Se fossimo dentro una fiaba Disney, sarebbe la fanciulla che viene salvata dal Principe Azzurro. Peccato che Colin Farrell non sia esattamente il Principe Azzurro e in fondo pure lei non è che sia poi così tenera e innocente come può sembrare. E soprattutto questa non è una fiaba Disney, visto che per girare L'inganno Sofia ha rinunciato a realizzare la sua versione de La Sirenetta.



💋Elle Fanning, qui più sexy e maliziosa che in qualsiasi altro suo film, è invece la giovane aspirante femme fatale che flirta senza ritegno con il soldato piombato nella dimora.



Chi pensate sceglierà Colin Farrell?
Farà una scelta con il cervello e opterà per Nicole Kidman, la donna con cui potrebbe avere un futuro all'interno della scuola, ché un uomo lì in mezzo può sempre far comodo per i lavori manuali?
Deciderà con il cuore, realizzando la fuga d'amore tanto bramata da un'incantevole (anche se in questo film con la faccia un po' gonfia) Kirsten Dunst?
Oppure ragionerà con il pistolino e andrà di avventura sessuale con quell'assatanata Lolita di Elle Fanning?



La risposta a questa domanda provocherà una serie di conseguenze che trascineranno il film dalle parti di una storiella gotica in cui la tensione sale despacito, senza comunque esplodere del tutto in un horror-splatter, come sarebbe potuto capitare se un soggetto del genere fosse finito tra le mani di un altro regista. Anche nei momenti più violenti e inquietanti, la Coppola mantiene comunque una grande raffinatezza nella messa in scena, che le ha fatto vincere penso con merito (anche se gli altri film in Concorso ancora devo vederli) il premio per la migliore regia all'ultimo Festival di Cannes.


A non convincere un granché è però la storia, troppo esile e piuttosto affrettata nella sua risoluzione. Il film lascia con una sensazione finale di incompiutezza. È come se in questo impeccabile quadro dipinto da Sofia mancasse qualcosa. Cosa?
Le emozioni. A questo lavoro mancano le emozioni. Dietro alla sua impeccabile ed elegante facciata esteriore, L'inganno è una pellicola fredda. Per quanto le sue tinte horror siano lievi, il risultato finale è raggelante sotto tutti i punti di vista. All'inizio del film Colin Farrell forse è morto, ma non è finito in Paradiso, come si poteva immaginare in un primo tempo, bensì è caduto giù all'Inferno e Nicole Kidman, Kirsten Dunst & Elle Fanning nonostante le sembianze di angeli (di Victoria) sono in realtà dei demoni troppo superiori e impossibili da sconfiggere per un comune mortale.


La villa di Nicole e compagne in cui è ambientato L'inganno insomma è bella, ricca di fascino, ma non ci vivrei.
(voto 6,5/10)


Recensione №3

Sììì, è arrivato il nuovo di Sofietta Coppola. Girl power, motherfuckers!


Cosa c'è dentro L'inganno?
C'è dentro tutto il cinema di Sofia, e che altro diamine dovrebbe esserci? Allo stesso tempo è però anche qualcosa di differente rispetto a quanto ha fatto in passato.

C'è una variante ottocentesca delle vergini suicide, con alcune variazioni significative. Kirsten Dunst ad esempio non è più la teenager troietta attizzacazzi di turno. Ha ceduto il testimone a Elle Fanning, qui più provocante e zoccola mai. Nicole Kidman ha invece preso il posto della matriarca Mrs. Lisbon interpretata ai tempi da Kathleen Turner. Un'altra che dovrebbe provare a togliersi quel manico di scopa infilato su per il culo, giusto ogni tanto.



C'è poi un po' di Lost in Translation e di Somewhere... oddio, non molto a dire il vero di Lost in Translation e Somewhere. Forse giusto l'isolamento e la solitudine all'interno delle loro gabbie dorate che caratterizza i personaggi di questi film, come d'altra parte un po' di tutti i film della Coppola Jr..



Dentro c'è anche un bel po' di Marie Antoinette, l'altro lavoro d'epoca, e oserei dire epocale, firmato dalla Nostra, soprattutto nella cura delle ambientazioni, degli abiti e delle acconciature.



È rimasto fuori qualcosa?
Sì, A Very Murray Christmas, lo speciale natalizio girato per Netflix, che però è meglio dimenticare, e infine Bling Ring. Anche lì è presente un “branco” al femminile (non me ne voglia l'unico membro maschile della gang Israel Broussard) che, dietro una certa superficiale innocenza, cela una certa ferocia criminale.



Per quanto sofiacoppoliano diciamo all'80%, questo L'inganno risulta però anche un qualcosa diciamo al 20% – se ho fatto bene i calcoli – di inedito all'interno della cinematografia della più talentuosa tra i figli d'arte in giro per le strade di Hollywood. La colonna sonora, innanzitutto. Nessun altro regista, forse giusto Quentin Tarantino, ha segnato con le soundtrack dei suoi film la mia vita, oltre che i miei gusti musicali, quanto Sofia. A partire da The Virgin Suicides, una delle più grandiose colonne portanti e non solo sonore di sempre, sia per le musiche originali composte dagli Air in stato di grazia, sia per i brani cult degli anni '70 presenti. Strepitose pure le soundtrack di Lost in Translation e Somewhere, così come quella super fashion di Bling Ring.


Persino quella cagata natalizia di A Very Murray Christmas aveva una colonna sonora very cool. Molto interessante poi quanto fatto con Marie Antoinette in cui, con uno spirito post-moderno alla Baz Luhrmann, ha osato suonare dentro un film in costume della musica moderna, soprattutto new-wave 80s.
Nel nuovo L'inganno, invece, la Coppola non ha più giocato con il post-moderno, puntando sulle musiche sottilmente inquietanti di Laura Karpman e su alcuni brani interpretati dalle giovani attrici del cast, a dirla tutta piuttosto fastidiosi. Per la prima volta nella mia vita quindi una colonna sonora di Sofietta non entrerà a far parte della mia vita. Ebbene sì, bitches.


Tralasciando le musiche, un aspetto sempre fondamentale nel lavoro della Coppola, c'è proprio una differenza di approccio rispetto al solito. Per quanto ambientato a fine Ottocento durante la Guerra di Secessione, il film affronta tematiche che risultano ancora oggi molto attuali come la guerra in generale e soprattutto la guerra dei sessi. Eppure Sofia questa volta, per la prima volta nella sua carriera, ha scelto di essere poco pop rispetto al solito e molto più classica.


Il cinema al femminile e (moderatamente) femminista della Coppola è poi qui più ambiguo che mai. Le donne dimostrano di essere superiori sotto tutti gli aspetti rispetto agli uomini, o almeno al Colin Farrell scelto per rappresentare l'intero stupido codardo campionario dell'umanità al maschile. Le donne qui sono più intelligenti, astute, affascinanti e pure feroci che mai.


ATTENZIONE SPOILER
La guerra dei sessi la vincono facilmente loro, ma ne escono anche come delle vincitrici spietate. Senza cuore. Colin Farrell avrà pure le sue colpe, solo che la punizione che subisce (amputazione di una gamba + morte) sembra un tantinello eccessiva. La morale della poco fiabesca favola raccontata è che un uomo può anche uscire vivo dalla guerra, ma non da una casa piena di donne.
Anche così cattiva, comunque, Sofia Coppola ci piace parecchio. Se vi invita a cena da lei, però, io fossi in voi i funghi li rifiuterei.
FINE SPOILER
(voto 8-/10)


Qual è la vera recensione cannibale de L'inganno?
Rispondi nel sondaggio qui sotto ⬇⬇⬇ e se ti va segnala la tua risposta anche nei commenti al post. Tra tutti quelli che indovineranno, verrà estratto un fortunello che riceverà un premio speciale...




7 commenti:

  1. Tre recensioni una meglio dell'altra. La più migliore è la 2 (la votai).
    La mia recensione? Hanno ingannato le 7 attrici dicendo che era un remake di SETTE SPOSE PER SETTE FRATELLI, ma al posto dei 7 fretelli c'era un caporale solo e se lo sono magnato crudo...

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  2. Non l'ho ancora visto, ma come a volte è capitato per Sofia Coppola penso che ci troveremo d'accordo se la tua recensione è, come penso, la numero tre.
    Per fortuna sull'orginale - bellissimo - siamo giustamente su due rive opposte. ;)

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  3. Inutile dire che il nuovo di Sofia Coppola lo voglio dire assolutamente. Per il resto la logica vorrebbe che la recensione giusta sia la 3 - lo hai anche messo come film della settimana non per caso -, ma qualcosa mi dice che in realtà sono tutte e tre.

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    1. andava bene anche "dire", nel senso di recensire

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  4. Io sono più per la seconda recensione. La mia colpa è stata quella di avere visto prima il film di Siegel, che ho preferito, regia coppoliana splendida a parte.

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  5. A me è piaciuto. Finale un po' così... speravo in qualcosa di più ma quanta bellezza in questo film :)

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