lunedì 28 ottobre 2019

Serial Killer - Le serie di ottobre 2019 da vedere sì e anche no




Cosa c'è da vedere tra le serie tv uscite nelle ultime settimane?
Cosa c'è da iniziare e cosa c'è da terminare? Terminare non nel senso di vedere per intero, ma di metterci una pietra sopra ancora prima di cominciare.
Scopriamolo insieme in questa nuova (forse) entusiasmante puntata di Serial Killer, la rubrica a cadenza mensile di Pensieri Cannibali dedicata alle serie più belle e più brutte del mondo.


Serie top del mese

1994

1994 è una serie pericolosa. Rischia di far passare per simpatici quelli di Forza Italia. Simpatici magari è una parola grossa... diciamo che può far provare un minimo di empatia nei loro confronti. Se non altro, con quelli della Lega non si corre questo rischio. Bossi, Maroni e Bosco (una specie di Salvini ante litteram) sono uno più patetico e tremendo dell'altro. Perché sto parlando di politica in uno spazio in teoria televisivo? No, Serial Killer non si è trasformata in una puntata di Porta a Porta, anche perché non credo che quello possa essere considerato sul serio un programma politico. Lo faccio perché 1994 è molto più politica rispetto alle precedenti annate/stagioni 1992 e 1993. Ci sono più intrighi di palazzo. Si entra dritti in Parlamento. C'è molto più Berlusca e lo sguardo su di lui e sul berlusconismo si rivela a mio avviso più azzecato qui che non nel parzialmente deludente Loro di Paolo Sorrentino.


Fa uno strano effetto rivivere un anno di cui io, allora dodicenne, conservo giusto un vago ricordo. Ricordo, e pure bene, l'enorme delusione per quel rigore tirato sulla Luna da Roby Baggio nella finale dei Mondiali e poco altro. Ben poco ho memoria invece delle vicende politiche. Non solo a causa della mia non proprio eccezionale memoria, ma perché della politica allora non me ne fregava niente e probabilmente era meglio così. Fa ancora più uno strano effetto rivivere il trionfo di Forza Italia sulle note di The Universal dei Blur: It really, really, really could happen, yes, it really, really, really could happen. Sì, potrebbe davvero, davvero, davvero accadere ed è accaduto. E oggi succede anche di peggio. Davvero, davvero, davvero.



Sorry for Your Loss
(stagione 2, primi 6 episodi)

Sorry for Your Loss. Mi dispiace per la vostra perdita. Se non state guardando questa serie, trasmessa in streaming gratuito da Facebook Watch e disponibile anche con sottotitoli italiani, è davvero un'enorme perdita per voi. Condoglianze.

La prima stagione era stata fenomenale ma la seconda, attualmente in corso, non è affatto da meno. Anzi, ha già regalato un paio di episodi da lacrime agli occhi. La protagonista, la giovane vedova interpretata da Elizabeth "Fenomeno" Olsen, resta il cuore della serie, però anche i personaggi secondari stanno crescendo bene e praticamente iniziare questa serie è come trovare una seconda famiglia. Triste, depressa, incasinata, incasinatissima, ma che meraviglia.



Looking for Alaska
(stagione 1, primi 3 episodi)

C'è chi sogna California, e c'è chi cerca Alaska. Looking for Alaska è la serie tratta da Cercando Alaska, ottimo romanzo di debutto di John Green, sì quello diventato una stella della letteratura per Colpa delle stelle, che mi ero bevuto con piacere qualche estate fa, grazie a un giveaway del blog Diario di una dipendenza, che ancora ringrazio. Questa è in pratica la trasposizione perfetta di quel libro. Si respira la stessa aria, quella di un'adolescenza in cui tutto è ancora da scoprire e in cui tutto sembra possibile. Sia le cose più belle, che quelle più brutte. L'atmosfera del collegio in cui è ambientata la vicenda è resa alla perfezione, così come il linguaggio e gli attori sono perfetti. Sono proprio come me li ero immaginati. Miles Halter alias Ciccio (Charlie Plummer) è il teenager impacciato che tutti noi siamo stati (o almeno io), Chip "Il Colonnello" (Denny Love) è il leader alternativo che tutti avremmo voluto come amico e come guida e Alaska Young (Kristine Froseth) è la ragazza bella e dannata di cui tutti ci siamo innamorati. Non ricambiati.


Rispetto al romanzo, la serie ha anche un pregio in più, regalato dal passare del tempo. Il libro di John Green, uscito nel 2005, era ambientato nel presente. La serie è stata fatta oggi ma è comunque ambientata nei primi anni zero, e quindi può essere considerata un "period drama", proprio come Downton Abbey o Mad Men, per quanto ambientata in un periodo parecchio recente. Tra una canzone dei Killers e una dei White Stripes, l'effetto nostalgia è servito.
A-DO-RO.


The Politician
(stagione 1)

Oops!... L'ha fatto di nuovo. Ryan Murphy, quello di Nip/Tuck, American Horror Story e vari altri show, ha tirato fuori una nuova serie scintillante. The Politician con i suoi personaggi tutti più o meno fastidiosi non convince in pieno da subito, eppure in qualche modo diventa contagiosa. La tanto folle quanto presa sul serio, almeno dai protagonisti, corsa alla presidenza del consiglio scolastico di un liceo statunitense viaggia a metà strada tra Rushmore di Wes Anderson ed Election di Alexander Payne, ma episodio dopo episodio conquista una dimensione personale tutta sua. Quando finisco una serie in genere passo a un'altra senza problemi e senza guardarmi indietro, questa però, per quanto imperfetta e piena di limiti, devo invece ammettere che un po' già mi manca.

"Mi aspettavo una stroncatura, e invece a sorpresa questa mini recensione è ok."



Serie così così del mese

Watchmen
(stagione 1, episodio 1)

Preciso una cosa, o meglio due: non ho mai letto la graphic novel di Alan Moore e Dave Gibbons e non ho nemmeno visto il film di Zack Snyder a essa ispirato. Arrivo quindi alla visione dell'episodio pilota della nuova serie tv HBO Watchmen del tutto ignorante. A quanto ho appreso soltanto in seguito, si tratta di un sequel ambientato 30 anni dopo fumetto e pellicola. La cosa positiva è che, per essere una serie a tematica supereroistica, è ben poco supereroistica e vicina ai classici cinecomics. Grazie al cielo (sì, nella diatriba Marvel sono #TeamScorsese). La cosa meno positiva è che, tra le serie supereroistiche-ma-non-troppo, negli ultimi tempi mi hanno convinto di più sia The Umbrella Academy che The Boys. Watchmen è molto giocata sulle tensioni razziali, solo che, almeno per il momento, mi sembra una versione di serie B di film come Django Unchained (complice la presenza di un Don Johnson in gran spolvero) e BlacKkKlansman.


Gli spunti potenzialmente interessanti comunque ci sono, la protagonista Regina King quest'anno ha vinto il premio Oscar per Se la strada potesse parlare e anche qui è in formissima, e insomma il potenziale perché si trasformi in una serie bomba ci sono. Per il momento siamo però ben lontani dal capolavoro cui gridano i soliti prematuri gridatori di capolavori.



Marianne
(stagione 1)
Kristen Stewart Victoire Du Bois in una scena di Marianne

Marianne è una serie horror francese partita a mille, con i brividi regalati da un personaggio inquietante come pochi. Questo ve lo avevo anticipato nella scorsa puntata di Serial Killer. Con gli episodi successivi invece l'entusiasmo si è per lo più spento e con esso pure gran parte della paura. Sarà perché via via diminuisce la presenza di Mireille Herbstmeyer, quella che non ho paura (o forse un po' sì) di definire l'attrice più spaventosa del pianeta attualmente in circolazione. O sarà perché la vicenda della giovane scrittrice i cui personaggi prendono vita nel mondo reale, molto in stile Il seme della follia, viene dilungata troppo e forse sarebbe stata più indicata come soggetto per un film. Già è difficile mantere alta la tensione per un'ora e mezza, figuriamoci per 8 episodi.



Serie flop del mese

Extravergine
(stagione 1, episodio 1)
Una scena di Ugly Betty Extravergine

Mi spiace dirlo, visto che amo (o meglio amavo) la protagonista Lodovica Comello, ma Extravergine è una serie extraimbarazzante, poco extra e molto imbarazzante. Qualcuno l'ha definita un incrocio tra Sex and the City e Bridget Jones. Per me in pratica si tratta della brutta copia italiana di Ugly Betty giunta con un "leggero" ritardo, considerando che la serie statunitense è iniziata nel 2006 e la telenovela colombiana cui si ispirava Yo soy Betty, la fea risale addirittura al 1999. Se vi gusta lo stile kitsch di Roberta Torre, la regista di Tano da morire qui impegnata dietro la macchina da presa, probabilmente ve ne innamorerete. Io invece, se proprio devo rovistare nella spazzatura, preferisco altri tipi di trash.


Baby
(stagione 2)

Rimanendo in tema di trash, ecco a voi la seconda stagione di Baby. E com'è?
Baby è come un incidente stradale. Sai che non dovresti, eppure non puoi fare a meno di guardarlo. La serie sulle baby zoccole del Parioli è un teen drama dai contorni soap e allo stesso tempo è un ritratto piuttosto fedele della gioventù, o se non altro di una parte della gioventù, di oggi, quella che vive tra musica trap, un atteggiamento da parodia dei gangsta-rapper e gli occhi fissi sullo schermo dello smart phone. Con l'aggiunta in questo caso di un pizzico di prostituzione, ma d'altra parte chi è senza peccato scagli la prima pietra.


Oh, cos'è 'sta pioggia di pietre? Siete tutti dei santi, voialtri?

C'è comunque da riconoscere che la seconda stagione ha meno momenti ridicoli rispetto alla prima. Ho detto di meno, non ho detto che sono del tutto assenti, quindi smettetela di tirarmi pietre, per favore!


Inoltre Baby mantiene i suoi due pregi principali. La colonna sonora continua a essere parecchio figa. Purtroppo comunque non basta una bella canzone per rendere bella una scena e tutti i rallenty presenti, anziché essere drammatici o emozionanti, finiscono solo per risultare patetici e irritanti.
E poi le protagoniste sono sempre un gran bel vedere. A questo giro, a Benedetta Porcaroli e Alice Pagani si aggiunge anche una nuova mign... ehm, squillo: Denise Capezza, attrice con degli occhioni stupendi. Ho detto occhioni, mica altro, cosa pensate? Certo, se poi sapessero anche recitare sarebbero perfette, ma non si può avere tutto dalla vita.



Guilty Pleasure del mese
Insatiable
(stagione 2)

Con una serie come Insatiable, continuo a restare insaziabile. Certo, l'effetto sorpresa della prima stagione è oramai assente. Per compensare, la serie trash più goduriosa del momento alza l'asticella dell'assurdo, aumentando il nome di... morti. Ebbene sì. Oltre a essere una serie sui concorsi di bellezza e sui problemi con il cibo, Insatiable credo sia la serie con più decessi che vedo dai tempi di Dexter (non a caso citato nei nuovi episodi). Dovunque vada la protagonista Patty Bladell (l'affascinante Debby Ryan), ci scappa il morto. Questa è peggio della Signora in giallo, vi avviso.


Cotta del mese
Miriam Leone (1994)
Episodio del mese
El Camino - Il film di Breaking Bad

Lo so. Tecnicamente è un film, non è un episodio. Eppure io considero El Camino come una nuova puntata di Breaking Bad. Una non necessaria, come ha ammesso lo stesso autore Vince Gilligan. Il finale vero e proprio della serie era stato perfetto, quindi io ritenevo il capitolo Breaking Bad ormai concluso. Soprattutto tenendo conto che lo spin-off Better Call Saul a me fa addormentare. A sorpresa, pur nella sua inutilità, El Camino si è rivelato un bel viaggio. Una chiusura anch'essa a suo modo perfetta, o quasi, questa volta per il personaggio di Jesse Pinkman (Aaron Paul). Ci sono un paio di scene in particolare in cui la tensione è altissima che mi hanno ricordato perché Breaking Bad funzionava e perché altre serie che hanno cercato di giocare con armi simili (come Too Old to Die Young di Nicolas Winding Refn) hanno invece fallito miseramente. E mi ha ricordato perché a un personaggio come Jesse Pinkman si finiva per volere un gran bene. C'è comunque da dire che El Camino qualche difetto ce l'ha. Su tutti, vengono pronunciati troppo pochi Yo Bitch!



Performer of the Month
Kaitlyn Dever (Unbelievable)

È una delle due protagoniste rivelazione di uno dei miei film cult dell'anno, la commedia adolescenziale La rivincita delle sfigate. La 22enne (anche se a tratti sembra una 12enne) Kaitlyn Dever dimostra di saperci fare pure con il dramma. Nella miniserie sulle violenze sessuali Unbelievable offre un'interpretazione drammatica che Meryl Streep levati!


Il suo personaggio è il cuore di metà di una miniserie divisa in due distinti piani narrativi. Una visione necessaria, forte, da affrontare, ma che non mi ha convinto del tutto per la componente troppo investigativa del secondo piano narrativo, per quanto interpretato in maniera strepitosa pure dalle altre due protagoniste Merritt Wever e Toni Collette. Pensieri Cannibali che va sempre a cercare il pelo nell'uovo?
Questa sì che è una cosa non unbelievable.

"Oh no, sono stata promossa da Pensieri Cannibali.
Mi sono giocata del tutto la mia credibilità futura come attrice."


Spazio Vintage
The O.C.

Josh Schwartz è il creatore della nuova serie Looking for Alaska (vedi sopra) ed è quindi il momento di rispolverare, in particolare per chi all'epoca della sua prima messa in onda era troppo giovane, la sua prima creatura televisiva: The O.C.. Un cult adolescenziale che ci ha proposto la simpatia acida di Summer (Rachel Bilson), più i drammi della tormentata Marissa Cooper (Mischa Barton) e del "principe di The O.C." Ryan Atwood (Benjamin McKenzie), il ragazzo che all'improvviso con un colpo di culo alla Willy si trovava dalle stalle alle stalle. Non solo. La serie ambientata a Orange County ha anche e soprattutto avuto il merito di aver sdoganato l'indie, quando nessuno ancora usava questo termine, all'interno della cultura mainstream, grazie a quell'idolo di Seth Cohen (Adam Brody) e alla colonna sonora che spesso e volentieri si trasformava nel personaggio aggiunto della serie. Proprio come accade nel nuovo "bebè" di Josh Schwartz, Looking for Alaska.




9 commenti:

  1. Non vedo l'ora di vedere Cercando Alaskaaa.
    The Politician piaciuto molto anche a me, mentre El Camino e Unbelievable che delusioni...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. AVETE BISOGNO DEL SERVIZIO DI UN HACKER❓

        Negli ultimi mesi ci siamo imbattuti in individui che si sono lamentati di essere stati truffati nel tentativo di assumere il servizio di un hacker. Questo perché i veri hacker non vanno online pubblicando annunci pubblicitari. Ma questi falsi hacker hanno assunto Internet oggi, con false pubblicità e false testimonianze, causando riduzioni della quantità di posti di lavoro che gli hacker ricevono.

      💥PLUGGERS💥 come ci chiamiamo è una squadra di giovani hacker di talento negli Stati Uniti che ti offrono il miglior servizio di hacking. I nostri servizi sono quelli su cui puoi fare affidamento in quanto LEGITTIMO, SEGRETIVO, AFFIDABILE, VELOCE.

        Pubblichiamo ora i nostri servizi su Internet, in modo che le persone possano semplicemente contattarci e per evitare questi truffatori e falsi hacker.

      Ci assumiamo anche la responsabilità di aiutare le persone a recuperare fondi che sono stati falsamente prelevati da loro a causa di SCAM come:
      🔸 SCAM DI OPZIONE BINARIA SC SCAM DI ASTA BITCOIN 🔸 SCAM DI PRESTITO BANCARIO 🔸 SCAM DI HACKING e.t.c

      Contattateci tramite l'e-mail o le linee protette sottostanti.
      +1 808 600 0773 (n. Disponibile anche su WhatsApp)
      globalpluggers@gmail.com

      Elimina
  2. El Camino se non fosse che Jesse Pinkman lo si ama a dismisura senza se e senza ma, sarebbe da dimenticare, invece così non è da dimenticare, ma nemmeno da ricordare. Marianne ci ho provato a guardarlo e sono arrivata al terzo episodio, ma quella roba delle pagine che si sfogliano come raccordo tra una scena e l'altra mi ha talmente innervosita che ho abbandonato...

    RispondiElimina
  3. Come non amare Miriam dopotutto? Comunque 1994 e Watchmen sicuramente da vedersi ;)

    RispondiElimina
  4. Questo mese sono tristemente indietro con tutto.
    In realtà, alcune sono scelte mirate: il trash di Insatiable e di Baby non mi avranno e nonostante le buone critiche di Murphy e dei suoi inizi scoppiettanti seguiti da cadute nella noia farò a meno.

    La mia amata Sorry for your loss mi aspetta, ma visto l'umore a terra meglio aspettare di essere più in forma per affrontare la sua bellezza.

    Con i tanti titoli in uscita ho accantonato sia 1994 per la sua patina seriosa, sia Cercando Alaska per la sua patina troppo teen. Netflix dovrebbe smetterla di sfornare tutto nello stesso periodo, e io dovevo non fidarmi su Marianne, che dopo il primo episodio ricco di spauracchi, diventa piatto e prevedibile. Quasi ridicolo.

    Insomma, ho in carnet solo Unbelievable (per me, perchè donna?, molto necessario, molto importante) e El Camino. Decisamente non necessario ma un bellissimo omaggio a noi fan.

    RispondiElimina
  5. Con questa abbiamo finito con le serie con Stefano Accordi da idee di Stefano Accorsi o dovremo subire anche 1995, con Stefano Accorsi da un'idea di Stefano Accorsi?

    RispondiElimina
  6. Mi devo ancora riprendere dal fatto che su El Camino la pensiamo praticamente allo stesso modo.
    Lo giustifico giusto con il fatto che anche rispetto a Breaking Bad viaggiavamo sugli stessi binari. ;)

    RispondiElimina
  7. Mamma mia quante serie mi hai fatto aggiungere già a quelle che devo vedere...non passo più qui ahahah
    Ciaoooo

    RispondiElimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

DISCLAIMER

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica, pertanto non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. L'autore, inoltre, non ha alcuna responsabilità per il contenuto dei commenti relativi ai post e si assume il diritto di eliminare o censurare quelli non rispondenti ai canoni del dialogo aperto e civile. Salvo diversa indicazione, le immagini e i prodotti multimediali pubblicati sono tratti direttamente dal Web. Nel caso in cui la pubblicazione di tali materiali dovesse ledere il diritto d'autore si prega di Contattarmi per la loro immediata rimozione all'indirizzo marcogoi82@gmail.com