venerdì 6 febbraio 2026

Credo in Radiofreccia e nei monologhi dei personaggi dei film anni '90






Radiofreccia

Credo nelle rovesciate di Vialli e nei riff di Jonny Greenwood.
Credo che un'Inter come quella di Mourinho, Sneijder e Milito non esisterà più. E meno male così possono vincere qualcosa anche gli altri.
Credo in Radiofreccia e nei monologhi dei personaggi dei film anni '90.


Credo nel cinema di Tarantino e nelle verità rivelate dopo aver tracannato almeno un paio di Guinness.
Credo nelle tette di Sydney Sweeney e credo anche siano vere, perché niente di artificiale può essere così bello.

"Bah, Freccia, io preferisco le bocce di Serena Grandi"
"Ma è mia mamma!"

Credo che sopravvivere nell'Italia di oggi non sia da eroi, come canta la Mannoia con la sua voce respingente, ma sia un autentico miracolo.
Credo che le guerre esisteranno finché al mondo ci saranno dei coglioni, quindi non credo finiranno tanto a breve.
Credo che Ligabue sia un po' lo Springsteen italiano e credo che questo paragone farà infuriare parecchio molti fan del Boss, però credo che in fondo in fondo, pur con tutte le proporzioni e le differenze del caso (tipo che il Liga ha molte meno palle nell'esporsi sulla politica), sia abbastanza vero.


Credo che entrambi siano fissati con la vita semplice di provincia e con le piccole storie di periferia, con il rock vecchio stile fatto da una parte da pezzoni da stadio e dall'altro da un lato più acustico e intimista.
Non credo sia un caso che proprio guardando Springsteen - Liberami dal nulla, il biopic non fenomenale però autentico e capace di catturare bene lo spirito del Boss, mi sia venuta voglia di recuperare Radiofreccia, uno dei pochi cult degli anni '90 che non avevo ancora mai visto. Perché? Chissà perché. Forse perché non sono mai stato un fan del Liga?

"Cannibal Kid non è un mio fan?
E chi caxxo è, Cannibal Kid???"

Credo che Radiofreccia sia di gran lunga la cosa migliore che Luciano Ligabue abbia mai fatto nella sua intera carriera, colonna sonora compresa. Sia per le canzoni mitiche utilizzate, da "Rebel Rebel" di David Bowie e "Vicious" di Lou Reed" a "The Passenger" di Iggy Pop, sia per le musiche da lui composte per l'occasione, compreso il singolo "Ho perso le parole" che è uno dei suoi pezzi che preferisco.


Credo che Radiofreccia non sia un capolavoro. Visto oggi, nel 2026, mostra tutti i suoi limiti e difetti. Come dei rallenty usati alla ca**o  di cane che appaiono delle pacchianate retoriche più che essere emozionanti. Come il tema dell'eroina che viene affrontato in maniera parecchio meno efficace che in Trainspotting. Come un nemmeno troppo velato maschilismo di fondo. Si può capire che i protagonisti siano tutti ragazzi, d'altra parte racconta di un gruppo di amici al bar nell'Italia degli anni '70, ma com'è che tutte le donne nel film, a parte una, sono delle gran zoccole, compresa la mamma di Freccia interpretata da Serena Grandi?


Credo che comunque, al di là di questi aspetti e di una certa ingenuità tipica e comprensibile di un lavoro d'esordio, ha anche il suo fascino e i suoi pregi. Dentro al film, il cantautore trasformatosi in regista ha messo tutto il meglio del suo stile, della sua poetica, del suo mondo. È una specie di bignamino del Liga-pensiero concentrato in due ore di pellicola. Si può anche non apprezzarlo come musicista, anche perché usa sempre gli stessi due accordi e a me per primo non ha mai fatto impazzire, però è difficile non apprezzare la sincerità in cui si è messo a nudo in questa pellicola da lui diretta, musicata, sceneggiata prendendo ispirazione da un libro da lui stesso scritto, e in cui fa persino un cameo vocale come speaker di una radio. C'è anche un filo di megalomania in tutto questo, va detto, ma c'è anche tanta genuinità.


Credo che Stefano Accorsi sia un ottimo attore, uno dei migliori che abbiamo in Italia e non ha granché da invidiare nemmeno ai colleghi hollywoodiani, anzi, anche se non sempre gliene diamo atto.


Credo che chi ha fatto la pubblicità del Maxibon ed è stato Alex nel film tratto da Jack Frusciante è uscito dal gruppo più un altro cult come Santa Maradona meriti tutto il mio rispetto e credo che, anche solo per queste cose, gli vorrò per sempre bene.

"Come dice sempre il mio amico Liga: du accord is megl che uan"

Credo che Radiofreccia sia una pellicola fatta con pochi soldi e con molto cuore.
Credo che ci siano cose che i soldi non possono comprare, per tutto il resto c'è Mastercard.
Credo che per credere, certi momenti, ti serve molta energia, o almeno una Red Bull.
Credo che adesso sia ora di chiudere qui questo post perché, come un celebre cantautore/regista/sceneggiatore/scrittore/facciotuttoio diceva qualche tempo fa: ho perso le parole. E adesso via alla musica!

(voto 7+/10)




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