sabato 25 luglio 2026

Disclosure Day: è giunto il giorno in cui bisogna rivelare che il film di Spielberg non è un granché





Disclosure Day

È giunto il Disclosure Day, il giorno in cui vanno rivelato alcune verità fondamentali. La prima è che gli alieni esistono. Non siamo soli nell'universo.

"Ti sparaflasho!
Ah no, scusate, ho sbagliato film"

Egraziearcazzo, caro Steven Spielberg. È praticamente ovvio che esistano altre forme di vita. Già lo sapevamo. Ci hai pensato tu stesso a dircelo con tanti film memorabili, da Incontri ravvicinati del terzo tipo a E.T. - l'extra-terrestre (a mio parere il tuo lavoro migliore). Non c'era bisogno che ne girassi un altro, assai meno memorabile.

"Per un attimo mi sono preoccupato per le critiche di Cannibal Kid.
Poi ho pensato: chi cazzo è, Cannibal Kid?!?"

Proprio qui arriviamo a un'altra rivelazione: l'ultimo film del leggendario regista non è un granché. Ha una prima parte introduttiva molto, troppo lunga, già vista e stravista, tra intrighi spionistici, complotti governativi, atmosfere apocalittiche e scene action gratuite da far invidia alla saga di Mission: Impossible, solo senza attori spericolati come Tom Cruise adatti a girarle. Ce n'era davvero bisogno?


Pure le scene con gli animali, erano davvero necessarie?

"Hey, ti ho riconosciuto: tu sei l'uccellino che parlava con Del Piero, vero?"

Nella parte finale, quella più interessante, la pellicola arriva finalmente al punto. A quello che il regista ci teneva davvero a dire: ascoltate. Dovete imparare ad ascoltare. I tanto spernacchiati Måneskin lo dicono già da tempo e non hanno mica tutti i torti: parla, la gente purtroppo parla, non sa di che cazzo parla. Ora Spielberg ribadisce il concetto: è arrivato il momento di stare zitti e buoni e ascoltare.

"Tu lo sai chi sono i Måneskin?"
"Boh... non erano quegli italiani che sono stati famosi negli USA per tipo 15 minuti?"

Il messaggio finale del film è giustissimo. Così come lo è l'invito, molto alla Julian Assange, che viene fatto in particolare ai giornalisti, di smetterla di mentire e nascondere le cose. In un mondo dominato dalle fake news e dai fake video generati con l'A.I. - Intelligenza artificiale (che è pure il titolo di un altro degli ultimi migliori lungometraggi del regista), è necessario che la verità torni a svolgere un ruolo centrale.


La conclusione molto aperta mi ha inoltre ricordato il finale criticatissimo dell'ultimo esplosivo film di Kathryn Bigelow, A House of Dynamite. Da lì potrebbe avere inizio tutta un'altra pellicola e invece no, i due registi decidono di beffare il pubblico e far partire i titoli di coda.

"Anche se non vi è piaciuto il finale, non è che dovete arrestarmi"

Prima di giungere all'ultima intrigante mezz'ora, e qui arriviamo a un'altra rivelazione, c'è da ammettere che Disclosure Day procede in maniera confusa e pasticciata, quasi quanto questa recensione. Viene da pensare che la prima parte da popcorn movie estivo (genere per altro da lui stesso inventato con Lo squalo), molto "commerciale", sia stata messa lì giusto per cercare di conquistare il grande pubblico. Caro Spielberg, anziché ammiccare al pubblico della Gen Z che tanto non ti calcola di striscio, non potevi fare un film tutto all'altezza della parte finale?


A vedere il bicchiere mezzo pieno, si può dire che la conclusione riscatta un film deludente. A vederlo mezzo vuoto, si può invece dire che la conclusione fa venire il rammarico per ciò che poteva essere e che invece è stato solo in piccola parte, aumentando ulteriormente la delusione.


Altra rivelazione di questo Disclosure Day: non so se la colpa è del botox o di altro, ma Emily Blunt è inespressiva. Tanto. Quasi ai livelli di un Sam Worthington, e lui non ha nemmeno la scusa della chirurgia estetica. Ho l'impressione che con un'attrice più convincente al suo posto il film avrebbe potuto regalare molte più emozioni, visto che il suo personaggio è il vero cuore della vicenda. Eppure, sento parlare di possibile nomination agli Oscar per questa sua interpretazione, che sarebbe la sua seconda personale dopo quella già regalata per Oppenheimer. Ma fate sul serio?!?


Altra rivelazione: Josh O'Connor mi sembra più a suo agio nel cinema indie che in questo blockbusterone, dove non a caso se la cava meglio nei momenti maggiormente intimisti piuttosto che in quelli fracassoni.


Ulteriore rivelazione, anche se chi l'ha vista recitare in film come This Must Be the Place e Flora and Son e in serie come Dietro i suoi occhi, Bad Sisters e The Perfect Couple già lo sa, Eve Hewson non è solo la figlia di Bono, non è una classica nepo baby senza talento, ma è un'ottima attrice. Ora che ci penso, la parte di Emily Blunt non potevano darla a lei?


Per me è Eve la migliore del cast, insieme al sempre efficace Colman Domingo.

"Aspettate, ho sentito bene?
Pensieri Cannibali ha detto una cosa giusta?"

Rivelazione finale, e lo so che i suoi numerosi fedeli fan non saranno d'accordo: sono almeno 20 anni che Steven Spielberg non fa un film davvero degno di nota. Dai tempi in cui ha girato una pellicola fantascientifica per diversi aspetti non troppo distante da Disclosure Day, ma con un risultato a mio avviso molto più riuscito e d'impatto. Parlo de La guerra dei mondi. Allora erano gli alieni i cattivoni di turno, adesso lo sono gli umani. Non tutti. Per l'umanità c'è ancora speranza e, ad essere inguaribili ottimisti, c'è anche la speranza che Spielberg torni a girare un grande film, un giorno. Solo che quel giorno, purtroppo, non è oggi.
(voto 5,5/10)




1 commento:

  1. Per me, invece, West Side Story è una delle migliori prove alla regia degli ultimi anni. Spero di essere in disaccordo anche con questo, quando lo vedrò!

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