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venerdì 7 gennaio 2011

I miei film dell'anno 2010 - n. 18 La prima cosa bella

La prima cosa bella
(Italia)
Regia: Paolo Virzì
Cast: Valerio Mastandrea, Micaela Ramazzotti, Stefania Sandrelli, Claudia Pandolfi, Sergio Albelli, Marco Messeri, Paolo Ruffini, Dario Ballantini
Genere: nazional-popolare
Se ti piace guarda anche: Big Fish, La meglio gioventù, Mine vaganti

Trama semiseria
Solita storia: una madre morente (in un film come Big Fish ad esempio è il padre, stavolta è la madre) è il pretesto narrativo ideale dei figli (e di Virzì) per ripercorrerne la vita in un amarcord di ricord. Niente di nuovo sotto il sole italiano, però diamine funziona e alla fine si ride e si piange e così è la vita, piena di prime cose belle.

Pregi: un bell’alternarsi di passato e presente, una bella Micaela Ramazzotti convincente protagonista, una bella colonna sonora nazionale; insomma, quest’anno è (almeno per me) la prima cosa bella del cinema italiano
Difetti: il cinema italiano non riesce proprio ad affrancarsi dal racconto famigliare, però fino a quando lo fa a questi livelli non ci si lamenta troppo

Personaggio cult: Valerio Mastandrea, professore di lettere scazzato e drogato
Canzone cult: “La prima cosa bella”, Nicola Di Bari

Leggi la mia RECENSIONE

giovedì 30 settembre 2010

cannibal news, 30 settembre 2010 (My Chemical Romance, Subsonica, Jamiroquai...)

La prima cosa bella di Paolo Virzì è il candidato italiano di quest’anno per gli Oscar. Scelta che mi trova totalmente d’accordo e gran miglioramento rispetto al Baarìa scelto l’anno scorso: uno dei peggiori e più imbarazzanti film nella storia del cinema (non solo italiano) e c’è stato persino qualche nazionalista che si è lamentato perché poi non era finito nella cinquina dei migliori film stranieri.
Speriamo allora che il film di Virzì abbia fortuna migliore. E quest'anno sarebbe meritata.

Quali sono le canzoni che fanno piangere di più gli uomini? La PRS for Music ha stilato una top 10 delle più lacrimose. Eccola:

1. 'Everybody Hurts' (REM)
2. 'Tears in Heaven' (Eric Clapton)
3. 'Hallelujah' (Leonard Cohen)
4. 'Nothing Compares 2 U' (Sinead O'Connor)
5. 'With or Without You' (U2)
6. 'The Drugs Don't Work' (The Verve)
7. 'Candle in the Wind' (Elton John)
8. 'Streets of Philadelphia' (Bruce Springsteen)
9. 'Unchained Melody' (Todd Duncan)
10. 'Angels' (Robbie Williams)

Lo ammetto, anch'io piango sulle 1, 3, 4, 5, 6, 8 e 10 :(

Il Premio Tenco per il miglior album italiano dell’anno è andato a “Elettra” di Carmen Consoli. Splendido disco, ci sta.
Anche Silvio Berlusconi ieri è sta insignito di un premio, quello di Stupratore della democrazia 2010. A ognuno il suo.
Comunque, come ha detto il Premier, non ci sono state assolutamente compravendite di deputati in stile calciomercato. Se alcuni parlamentari sono stati avvistati con la maglietta del Milan e il loro nome stampato dietro è solo perché dopo la votazione avevano una partitella con gli amici.
I Subsonica hanno composto l’inno ufficiale dei Mondiali di Volley 2010 che si tengono in Italia. Sounds like Prodigy!


Ritorno per i simpatici Wombats, autori un paio di anni fa di una manciata di indie hits, con un video Lost in Translation ambientato a Tokyo


Dite che tutte le teenagers sono prese dai vampiri & licantropi di Twilight? La giovane rivelazione Sky Ferreira ha invece una tarantiniana ossessione per il buon vecchio... Michael Madsen!


Video robbiewilliamsiano e pezzo da rilasso totale invece per Jay Kay e i suoi Jamiroquai


Non il video vero e proprio (non ancora, almeno), solo una clip con il testo. Però questa nuova canzone dei My Chemical Romance è veramente la bomba rocknroll dell'anno na na na na na na na-na-na

sabato 14 agosto 2010

La prima cosa bella. e la seconda. e la terza. e (replica)

La prima cosa bella
(Italia, 2010)
Regia: Paolo Virzì
Cast: Valerio Mastandrea, Micaela Ramazzotti, Stefania Sandrelli, Claudia Pandolfi, Sergio Albelli, Marco Messeri, Paolo Ruffini, Dario Ballantini


La prima cosa bella che ho avuto dalla vita è il tuo sorriso giovane, sei tu.
La seconda cosa bella è l’Italia. La meglio Italia che viene fuori da questo film. Nazionalpopolare, con il comico remixato perfettamente al melodramma e l’inevitabile confronto tra un presente arido e un passato prezioso. Sono questi i prodotti culturali che uscivano fuori fino al disgregamento Fininvest del nostro belpaese partito dagli anni Ottanta e che oggi sono solo un’eccezione. "La meglio gioventù" è l'ultima che mi viene in mente.

La terza cosa bella è Micaela Ramazzotti (per fortuna, per grande fortuna, nulla a che fare con Eros). Il suo personaggio dice: “Comunque non credo di esserci portata, per il cinema.” Niente di meno vero per quanto riguarda l’amara Ramazzotti, una mammina premurosa e sexy allo stesso tempo. Con un accento toscano davvero piacevole (non come la parlata incomprensibile di una Martina Stella). Splendida. Fantastica. In una parola: bona.

La quarta cosa bella è Valerio Mastandrea. Nel suo personaggio ho ritrovato moltissimo di me o di quello che potrei essere tra un 15/20 anni. Ci ho ritrovato talmente tanto di me che fa quasi male.

La quinta cosa bella è Stefania Sandrelli. Nei panni della madre morente emoziona delicatamente, senza smancerie. In qualche modo, lei mi ha ricordato mia mamma.

La sesta cosa bella è Claudia Pandolfi. Il suo è il personaggio più indecifrabile del film. La Pandolfi sfuggendo dalle grinfie dei paparazzi malvagi che la perseguitano sempre è riuscita a darle un’umanità profonda.

La settima cosa bella è la musica. Devo dire che non sono un grande appassionato di canzoni italiane, epperò qui dentro ci sono delle perle meravigliose. Oltre al grandioso pezzo di Nicola Di Bari che dà il titolo a tutto il film (sui titoli di coda c’è anche la notevole versione di Malika Ayane, che a suo tempo avevo definito la prima cosa bella dell’ultimo Festival di Sanremo), ci sono l’immensa “L’immensità” di Don Backy e un paio di pezzi dei Camaleonti che sorprendentemente non mi sono dispiaciuti.

L’ottava cosa bella è Paolo Virzì. L’uomo che è in grado di far passare la Ferilli per, udite udite… sì, un’attrice. Se dopo Ovosodo aveva offerto prove altalenanti, adesso ha azzeccato con Tutta la vita davanti e questo La prima cosa bella un uno-due mostruoso. Roba d’altri tempi per la commedia italiana. Roba da farlo nominare erede unico di Dino Risi (peraltro qui omaggiato).
Se in molti film italiani si fa fatica a individuare una sola cosa bella, qui ce ne sono in abbondanza, l’ho appena dimostrato più o meno lucidamente e più o meno scientificamente. Un flusso di immagini che lo guardi con un groppo in gola e contemporaneamente con il sorriso sulle labbra. Come molti altri dei film migliori usciti negli ultimi mesi dal panorama internazionale (Amabili resti, Departures, Oltre le regole - The Messenger, Il segreto dei suoi occhi, Shutter Island, A Single Man) una pellicola che riesce ad affrontare splendidamente, in una maniera lieve ironica e divertente un tema notoriamente ostico come quello della perdita. Se molti l'hanno paragonato ad Amarcord di Fellini, io direi piuttosto che Virzì ha fatto il suo Big Fish.
La prima cosa bella. Uno dei miei film del cuore dell’anno e uno dei miei film italiani preferiti di sempre.

martedì 11 maggio 2010

La prima cosa bella. e la seconda. e la terza. e

La prima cosa bella
(Italia, 2010)
Regia: Paolo Virzì
Cast: Valerio Mastandrea, Micaela Ramazzotti, Stefania Sandrelli, Claudia Pandolfi, Sergio Albelli, Marco Messeri, Paolo Ruffini, Dario Ballantini

La prima cosa bella che ho avuto dalla vita è il tuo sorriso giovane, sei tu.

La seconda cosa bella è l’Italia. La meglio Italia che viene fuori da questo film. Nazionalpopolare, con il comico remixato perfettamente al melodramma e l’inevitabile confronto tra un presente arido e un passato prezioso. Sono questi i prodotti culturali che uscivano fuori fino al disgregamento Fininvest del nostro belpaese partito dagli anni Ottanta e che oggi sono solo un’eccezione. "La meglio gioventù" è l'ultima che mi viene in mente.

La terza cosa bella è Micaela Ramazzotti (per fortuna, per grande fortuna, nulla a che fare con Eros). Il suo personaggio dice: “Comunque non credo di esserci portata, per il cinema.” Niente di meno vero per quanto riguarda l’amara Ramazzotti, una mammina premurosa e sexy allo stesso tempo. Con un accento toscano davvero piacevole (non come la parlata incomprensibile di una Martina Stella). Splendida. Fantastica. In una parola: bona.

La quarta cosa bella è Valerio Mastandrea. Nel suo personaggio ho ritrovato moltissimo di me o di quello che potrei essere tra un 15/20 anni. Ci ho ritrovato talmente tanto di me che fa quasi male.

La quinta cosa bella è Stefania Sandrelli. Nei panni della madre morente emoziona delicatamente, senza smancerie. In qualche modo, lei mi ha ricordato mia mamma.

La sesta cosa bella è Claudia Pandolfi. Il suo è il personaggio più indecifrabile del film. La Pandolfi sfuggendo dalle grinfie dei paparazzi malvagi che la perseguitano sempre è riuscita a darle un’umanità profonda.

La settima cosa bella è la musica. Devo dire che non sono un grande appassionato di canzoni italiane, epperò qui dentro ci sono delle perle meravigliose. Oltre al grandioso pezzo di Nicola Di Bari che dà il titolo a tutto il film (sui titoli di coda c’è anche la notevole versione di Malika Ayane, che a suo tempo avevo definito la prima cosa bella dell’ultimo Festival di Sanremo), ci sono l’immensa “L’immensità” di Don Backy e un paio di pezzi dei Camaleonti che sorprendentemente non mi sono dispiaciuti.



L’ottava cosa bella è Paolo Virzì. L’uomo che è in grado di far passare la Ferilli per, udite udite… sì, un’attrice. Se dopo Ovosodo aveva offerto prove altalenanti, adesso ha azzeccato con Tutta la vita davanti e questo La prima cosa bella un uno-due mostruoso. Roba d’altri tempi per la commedia italiana. Roba da farlo nominare erede unico di Dino Risi (peraltro qui omaggiato).
Se in molti film italiani si fa fatica a individuare una sola cosa bella, qui ce ne sono in abbondanza, l’ho appena dimostrato più o meno lucidamente e più o meno scientificamente. Un flusso di immagini che lo guardi con un groppo in gola e contemporaneamente con il sorriso sulle labbra. Come molti altri dei film migliori usciti negli ultimi mesi dal panorama internazionale (Amabili resti, Departures, Oltre le regole - The Messenger, Il segreto dei suoi occhi, Shutter Island, A Single Man) una pellicola che riesce ad affrontare splendidamente, in una maniera lieve ironica e divertente un tema notoriamente ostico come quello della perdita. Se molti l'hanno paragonato ad Amarcord di Fellini, io direi piuttosto che Virzì ha fatto il suo Big Fish.
La prima cosa bella. Uno dei miei film del cuore dell’anno e uno dei miei film italiani preferiti di sempre.
(voto 8++)

Potete vedere il film QUI o prendervelo in dvd, in ogni caso ne vale la pena

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