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domenica 26 aprile 2015

CANNIBAL MUSIC - I DISCHI DI APRILE 2015





Ecco una serie di dischi passati nelle ultime settimane nel mio stereo...
Stereo?
Sì, va beh, chi lo usa più lo stereo?
Ecco una serie di dischi ascoltati, scaricati, streammati, torrentati nel corso di questo mese, dallo stato del rap nel mio paese (e pure non nel mio paese) al revival degli anni '90, passando per un paio di sorprendenti album folk.
Anche se del vero disco di aprile (e forse dell'anno) parlerò poi soltanto nei prossimi giorni...

Fabri Fibra “Squallor”

sabato 14 settembre 2013

MERCURY PRIZE 2013 – LE NOMINATION




Cos’è il Mercury Prize?
E che ne so io?

Ah no, lo so. Scusate, ogni tanto ho dei vuoti di memoria. Sarà la vecchiaia che avanza o, più probabilmente, l’alcool che avanza.
Il Mercury Prize è un prestigioso, forse il più prestigioso, riconoscimento musicale britannico. È il premio che viene assegnato ogni anno al miglior album realizzato da un artista/band della Gran Bretagna e dell’Irlanda.
L’anno scorso l’hanno vinto gli ottimi esordienti assoluti Alt-J, mentre in passato se lo sono portati a casa altri artisti meritevoli come PJ Harvey (l’unica che ha fatto doppietta), Arctic Monkeys, Primal Scream, Suede, Portishead, Pulp, The xx etc. insieme a gente premiata non si sa bene per quale motivo come M People o Talvin Singh.
Come gli Oscar e come un po’ tutti i premi in generale, si tratta ovviamente di un award discutibile. Le nomination di quest’anno però toccano vari generi e artisti parecchio differenti tra loro, riuscendo ad accontentare un po’ tutti. O quasi. I My Bloody Valentine ad esempio si sono incacchiati per l'esclusione.
Ecco allora i 12 dischi nominati per il miglior album made in Britain al Mercury Prize 2013, che verrà consegnato il prossimo 30 ottobre.

Arctic Monkeys - AM
David Bowie - The Next Day
Disclosure - Settle
Foals - Holy Fire
Jake Bugg - Jake Bugg
James Blake - Overgrown
Jon Hopkins - Immunity
Laura Marling - Once I Was An Eagle
Laura Mvula - Sing To The Moon
Rudimental - Home
Savages - Silence Yourself
Villagers - Awayland

I favoriti dei bookmakers sono anche i nomi più celebri, Arctic Monkeys e David Bowie.





Attenzione però anche ai miei due album preferiti tra quelli nominati, ovvero “Settle” dei Disclosure e “Holy Fire” dei Foals, per cui farò il tifo.





Niente male nemmeno quasi tutti gli altri dischi. Ottime in particolare le scelte di James Blake e Laura Marling.





Applausi pure per una manciata di esordienti promettenti, con l’electro dei Rudimental, il soul di Laura Mvula e il post-punk delle selvagge, Savages.







Interessanti anche l’electro di Jon Hopkins e il bravino ma forse un tantino sopravvalutato Jake Bugg.





Evitabili invece i Villagers, appartenenti a quel filone di noia-folk che poco sopporto, ma un nome solo su 12 che non mi gusta direi che va più che bene. Sempre meglio delle nomination di molte altre competizioni. Chi ha nominato gli Oscar o gli Emme Tivì Awards?



sabato 27 agosto 2011

Girls of summer

Aiuto! Sta arrivando un sacco di nuova musica da tutte le parti in vista della nuova stagione ed è ora di fare un minimo di punto della situazione e, non so se sia un caso o meno ma non credo visto che stanno dominando l'annata, tutte le novità più interessanti arrivano da un sacco di donzelle varie. Tutte, a parte questa piccola meraviglia di nuovo video di Bon Iver: Holocene


Florence + the Machine è al lavoro per noi sul secondo imminente album (in arrivo a novembre), dopo quella roba grandiosa che è stata il suo esordio, e ci dà un primo assaggio con una epica paradisiaca What the water gave me…


St. Vincent torna in maniera crudele e bellissima, con un pezzo tra musical pop, ballata rock e altro, il tutto in 3 soli minuti e accompagnata da un gran video. Cosa cazzo chiederle di più?



Marina and the Diamonds parte seconda: dopo la prima anticipazione introspettiva di qualche giorno fa, ecco il suo alter ego biondo molto contagioso e radioattivo…


Charlotte Gainsbourg se ne esce con un nuovo EP e svolta verso l’elettronica in maniera spettacolarmente figa e danzereccia…


Passando alla superstar Lady Gaga, ecco il suo ultimo video arrivato tipo a ferragosto e che ancora colpevolmente non avevo proposto, dannato me. You and I, tu ed io, un uomo e una donna, ma sono entrambi Lady Gaga!?!



Altra superstar, Beyoncé, che con la sua solita sensuale classe piazza un nuovo video supersexy ma non supervolgare e una superballatona di supereffetto, 1+1, che ci dà anche una preziosa lezione di matematica aggratis.


Chiusura delicata delicata sulle note della 20enne folk Laura Marling.
Da ascoltare rigorosamente con gli occhi chiusi.

E dopo questa frase me ne vado a tirarmi un pugno allo stomaco da solo!

domenica 2 gennaio 2011

Album 2010 - n. 10 Laura Marling "I Speak Because I Can"

Laura Marling "I Speak Because I Can"
Genere: best folk in town
Provenienza: Hampshire, Inghilterra
In classifica perché: lei parla perché può, noi ascoltiamo perché non si può non rimanere rapiti dalle sofferte storie folk di questa giovane ragazza
Se ti piace ascolta anche: Emmy the Great, Noah and the Whale, Mumford & Sons, Bombay Bicycle Club, Villagers, Lissie
Pezzo cult: "Devil's Spoke"
Leggi la mia recensione


venerdì 22 ottobre 2010

Troppo cool

La rivista musicale britannica NME (per me sempre e comunque un punto di riferimento) ha stilato la classifica degli artisti musicali più cool del mondo per quanto riguarda il 2010.
C’è molta Gran Bretagna, of course, e in testa ci sono due donne che pure io venero. No, non Lady Gaga (che occupa una misera 50a posizione), bensì la mitica Janelle Monae (che come potete vedere da soli in questo video è l’esatta incarnazione del “cool”)


e al primissimo posto, surprise!, c’è una giovane cantante folk che dopo un ottimo album d’esordio (“Alas, I cannot swim”), ha deciso di sfornarne uno ancora più interessante (“I speak because I can”). Musica e personaggi talmente lontani dalle mode e dal glamour odiern che non può che essere considerata troooppo cool.


Ecco la top ten della “cool list” dell’NME

10 Darwin Deez
09 Carl Barat
08 Jack Barnett (These New Puritans)
07 Jonathan Pierce (The Drums)
06 Paul Weller
05 Romy Madley Croft (The XX)
04 Beth Cosentino (Best Coast)
03 Kanye West
02 Janelle Monae
01 Laura Marling

mercoledì 17 marzo 2010

Parlo perché posso

Periodo grandioso, questo, per la musica folk al femminile. C’è n’è in tutte le varianti e per tutti i gusti, tra il triplo folle disco pieno di magie nascoste di Joanna Newsom, il nuovo album spettacolo degli She & Him di cui vi parlerò a breve, l’Opera a 360° di Anais Mitchell esaltata dall’amico blogger Bird Antony, la versione più pop del genere Amy MacDonald e quindi Laura Marling.

Mi piace fin dal titolo, il secondo lavoro della cantantessa folk Laura Marling. In mezzo a tanta gente che parla solo perché ha la lingua, lei dice “Parlo perché posso”. Questo è avere le idee chiare. Lei sì che può parlare.
Il suo esordio “Alas I cannot swim” di un paio di primavere orsono era davvero folgorante. Ora Laura alla veneranda età di 20 anni (è nata nel 1990!) sembra aver già raggiunto la maturità più completa. Da bionda si è tramutata in mora e si è fatta dare una mano per le registrazioni da specialisti in atmosfere folkloristiche come Mumford & Sons e Noah & the Whale.
Voce, chitarra acustica, qualche arco e pochi altri orpelli. Quanto basta per creare una tensione sonora notevole e costante. Quanto basta per farne un album di quelli che durano nel tempo. Raramente ascolto dischi così spesso. Eppure c’è qualcosa nella musica di Laura Marling che mi ammalia come solo pochi altri artisti sono in grado di fare.
Canzoni come “Rambling man” o “Devil’s spoke” le si immagina scritte da chi ha vissuto una vita lunga molto lunga e molto vissuta. Invece questa ragazzina ne sa già parecchie a 20 anni 20 e non ha paura di dirlo.
I speak because I can.

Trovate il (meraviglioso) disco QUI




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