lunedì 12 ottobre 2015

Reversal - La fuga da questo film è il solo consiglio





Reversal - La fuga è solo l'inizio
(USA 2015)
Titolo originale: Bound to Vengeance
Regia: José Manuel Cravioto
Sceneggiatura: Rock Shaink Jr.
Cast: Tina Ivlev, Richard Tyson, Kristoffer Kjornes, Bianca Malinovski, Amy Okuda, Dustin Quick
Genere: da far scappar via lontani
Se ti piace guarda anche: Big Bad Wolves, Saw - L'enigmista, Hostel

Ti hanno rapito. Tenuto segregato per mesi in una stanzetta merdosa, con un televisore che prende solo Rete 4. Legato, incatenato come un animale pericoloso. Ti hanno seviziato, infilato cetrioli nel sedere e Dio solo sa cos'altro. Un giorno riesci a liberarti. Con tanta fatica sei riuscito a procurarti un mattone non si sa da dove e non si sa come con cui puoi finalmente colpire il tuo carceriere.
Lo colpisci. Gli fai male. Riesci a fregargli le chiavi, a liberarti e a incatenarlo a sua volta. Sei libero. A questo punto non ti resta che una sola cosa da fare: scappare, scappare il più lontano possibile. Peccato che fuori dalla casa in cui eri tenuto nascosto ci sia il nulla, quindi che fare?
A questo punto puoi tornare indietro e uccidere il tuo carceriere, così sei sicuro che non ti prenderà più. Oppure puoi fare un'altra cosa, ancora più intelligente: chiamare la polizia.


ATTENZIONE SPOILER
Il film Bound to Vengeance, ovvero “legata alla vendetta”, in Italia è stato chiamato con una certa dose di fantasia Reversal - La fuga è solo l'inizio. In realtà avrebbero dovuto intitolarlo: “Chiamare la polizia, no?”.
La storia della ragazza che, dopo una lunga prigionia, riesce a liberarsi è una lunga serie di momenti in cui uno non può fare a meno di continuare a ripeterle: “Chiama la polizia, sciocca! Cosa aspetti?”.
La sceneggiatura della pellicola prova a spiegarci perché non lo fa, ma non è convincente abbastanza. Chiunque, al posto della protagonista, avrebbe chiamato la polizia. Se non subito, almeno dopo, in una delle diecimila occasioni che le sono capitate.

Una volta che la protagonista si è liberata e si accorge che è in mezzo al nulla, poteva inoltre scappare a piedi. Invece no. Si fa un giro tranquilla per la casa in cui è stata sequestrata e trova le foto di altre ragazze rapite come lei. Decide così di tornare dal suo carceriere pazzo maniaco per scoprire dove sono tenute queste altre tipe. Gesto eroico, gesto generoso, e va bene, nella realtà 99 volte su 100 non succede, ma questo è un film e quindi ci sta che la protagonista voglia fare l'eroina di turno. A questo punto però la cosa più intelligente da fare è sempre: “Chiamare la cazzo di polizia!”. Se ne occuperanno gli agenti di interrogare il carceriere pazzo maniaco e scoprire dove si trovano le ragazze. È la scelta più ovvia, quindi la protagonista decide di non prenderla e decide di fare tutto da sola.

"Ti prego, sparami, e metti fine a questo supplizio!"

Si porta dietro il carceriere al guinzaglio, facendolo diventare il suo schiavo in un classico ribaltamento di ruoli, il reversal del titolo italiano. La fuga è così solo l'inizio di un tutto in una notte in cui la protagonista continua a fare tutto di testa sua e a NON chiamare la polizia. Cosa ottiene facendo così?
Riesce a liberare una ragazza. Evvai, brava!
Peccato che questa tipa, che già si pregustava la libertà, in un momento di sfiga suprema fuggendo inciampa e finisce trafitta... cose che capitano.
Nonostante questo “piccolo” inconveniente, la protagonista sempre più calata nella parte della Supergirl decide di continuare comunque nella sua missione eroica e, visto il successone della prima operazione, cerca di salvare anche la seconda ragazza. "Anche" per modo di dire, considerando che la prima è morta...
Solo che c'è un problema: questa seconda ragazza non vuole essere liberata. È una tipa affetta da sindrome di Stoccolma acuta e quindi è ben felice di essere alla mercé sadomaso del suo carceriere. Mi sa che ha guardato Cinquanta sfumature di grigio un po' troppe volte...

"Che nessuno mi liberi. Io mi diverto così!"

E così, dopo che la protagonista supereroina la libera, questa tipa cerca di ucciderla e a questo punto la protagonista le spara e la ammazza.
Cosa volete che faccia ora, dopo che 2 ragazze su 2 sono morte? Lascia finalmente spazio alla polizia, oppure no?

No. Certo che no. Questo film è davvero un horror per il povero spettatore, che non fa il tifo perché la protagonista si salvi, ma perché si decida a chiamare i cazzo di sbrirri e far fare loro il lavoro per cui sono pagati. Invece no, niente, la protagonista va avanti nella sua catastrofica missione eroica e, tra le altre cose nonsense che succedono, c'è pure l'uso della canzone “Love Hurts” dei Nazareth (quella che avrete sentito anche nella pubblicità di Zurich assicurazioni) in versione spagnola...
Perché in spagnolo?
Probabilmente perché lo scarso regista José Manuel Cravioto è messicano. Peccato che all'interno del film una scelta del genere non sia giustificabile, visto che in quella scena non c'è nessun latino e la protagonista è un'attrice russa, Tina Ivlev, che sarebbe per altro anche piuttosto promettente, non fosse che il personaggio che interpreta è uno dei più stupidi di sempre. Questa tizia non è “legata alla vendetta”, come dice il titolo originale, è legata solo all'idiozia e la banale "rivelazione" finale non serve certo a giustificare tutte le sue azioni da cogliona.
Quanto alla pellicola, io vi consiglio di non guardarla: oltre a essere piena SOLO di personaggi idioti, la protagonista così come gli altri, è pure parecchio irritante e fastidiosa. Se invece decidete di vederla comunque e magari vi piace pure, attenti perché io, a differenza della protagonista, la polizia non mi faccio problemi a chiamarla.
(voto 4/10)

"Minacciami finché vuoi, ma io questo film col cavolo che lo guardo!"

9 commenti:

  1. Sembra una bella porcheria,spero che il Khal non abbia una malsana voglia di propinarmelo....

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  2. Quest'anno ho già fatto il pieno di merdate horror, dunque posso saltare.
    Nonostante la tua bocciatura. ;)

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  3. Speravo meglio, lo vedrò comunque :D

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  4. passo grazie (e un pochino vedendo il trailer subodoravo la cazzatona...)

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  5. Abbiamo pubblicato in sincro oggi. Comunque anche a me non è piaciuto per nulla, un'idea buttata al vento...

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  6. Oggi abbiamo postato lo stesso film, una gran porcheria, i primi 10 minuti mi hanno fatto sperare, poi il disastro... Cheers! ;-)

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  7. Chiamare la polizia no? è quello che io e la mia amica ci siamo ripetute dall'inizio alla fine degli 80 inspiegabili minuti di questa trashata irritante e ridicola! giuro che se incontro per caso il regista uno schiaffone non glielo leva nessuno!

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