domenica 17 gennaio 2016

Chi fa Il ponte delle spie non è figlio di Marie, non è figlio di Gesù, vadavialcù





Il ponte delle spie
(USA! USA! USA!, Germania, India 2015)
Regia: Steven Spielberg
Sceneggiatura: Matt Charman, Ethan Coen, Joel Coen
Cast: Tom Hanks, Mark Rylance, Alan Alda, Billy Magnussen, Amy Ryan, Eve Hewson, Jesse Plemons, Michael Gaston, Austin Stowell
Genere: spione
Se ti piace guarda anche: La talpa, La spia - A Most Wanted Man, The Americans

A volte può capitare di definire un film una “barba”. Cosa che non significa che sia letteralmente una barba. Anche se sarebbe un'immagine divertente. Provate a pensare a una pellicola con una barbona alla Babbo Natale...
E che da qui ai prossimi 11 mesi nessuno pronunci più la parola Natale.

A volte può capitare pure di affermare che un film ci ha fatto dormire. È un modo di dire. Non significa che ci abbia fatto addormentare per davvero. Quando invece dico che Il ponte delle spie mi ha fatto fare una delle più clamorose dormite della mia vita dico sul serio. In senso letterale.
Mi è capitato altre volte di appisolarmi durante la visione di una pellicola. Quando sono stanco, può capitare che mi abbiocchi per magari 10 minuti o mezz'oretta, poi me ne rendo conto, stacco tutto e vado a nanna. Con Il ponte delle spie invece mi sono addormentato dopo circa un'ora, e vi assicuro che ho resistito già abbastanza a lungo, e poi sono finito in coma profondo fino ai titoli di coda. Cosa che significa che questo film accompagna il sonno in maniera perfetta. È una cosa che non tutte le pellicole, soprattutto quelle con botti ed esplosioni, possono garantire. Se avete problemi di sonno, quindi, vi consiglio una bella dose de Il ponte delle spie. Può far miracoli.

Da grande professionista quale sono, ma più che altro da grande masochista quale sono, per dovere di cronaca ho comunque voluto dare una seconda possibilità al film, per vederlo fino alla fine. Armato di caffé + red bull + qualche sostanza illegale che è meglio non specificare + uno schiavo personale pagato apposta per darmi un pizzicotto ogni tanto, ho ripreso la visione da dove l'avevo lasciata e devo dire che Il ponte delle spie è un film impeccabile. Di impeccabile noia, certo, ma anche di impeccabile fattura. Non si può dire che Steven Spielberg diriga male. Le riprese sono parecchio curate. Ci sono giochi di ombre che richiamano il cinema espressionista tedesco, così come Orson Welles. Ci sono delle dissolvenze nel montaggio che fanno tanto pellicola di una volta. In generale è tutto un omaggio al passato, a un cinema classico che Spielberg cita in maniera accurata, quanto fredda, senza uno slancio di passione. Un film impeccabile, ok, ma anche impersonale e privo di emozioni.

"Scusa tanto Steven, ma una tazza di caffé me la bevo anch'io, che non si sa mai."

Sì, emozioni, proprio quelle che provocava in abbondanza ad esempio E.T - l'extra-terrestre e che invece gli ultimi film di Spielby non regalano manco per sbaglio. Qualcuno, anzi in molti hanno detto che questa è la pellicola migliore del regista statunitense da diverso tempo a questo parte. Sarà pure vero, anche perché toccare i vertici di atrocità raggiunti da War Horse è dura, sebbene tra questo e Lincoln non saprei dire quale mi abbia annoiato di meno. Però è un po' la stessa cosa che si dice quando esce un nuovo disco degli U2: è il loro migliore da un sacco di tempo a questa parte. Chissenefrega. Solo perché sia Spielberg che gli U2 sono anni che campano sul loro nome prestigioso e tirano fuori una ciofeca dietro l'altra, non significa che, se anche hanno realizzato qualcosa di un pochino meglio rispetto alle loro ultime robette, abbiano tirato fuori un Capolavoro.
Mi sono spiegato bene?
No, non credo. Penso di essere risultato pesante e noioso, proprio come Il ponte delle spie.

"Il caffè non è bastato. Me cala la palpebra lo stesso."

Per farla breve e non continuare a rompervi le palle come ha fatto questo film con me, dico che un discorso simile va fatto per il protagonista Tom Hanks, perfetto nella sua parte da avvocato super buonista - che quando mai lo si è visto nella realtà un avvocato così? - tanto quanto insopportabile come suo solito. Stessa cosa per i fratelli Coen, che hanno scritto un copione classico che più classico non si può, in cui tutti gli elementi funzionano alla perfezione ma, salvo un paio di passaggi caricaturali dedicati a una serie di personaggi tedeschi e russi ultra stereotipati, anch'esso è privo di una personalità o di un'anima. Come già successo con lo script del pessimo Unbroken girato da Angelina Jolie, i Coen si sono limitati al compitino e hanno intascato il presumibilmente lauto assegno dei produttori. Niente di male in questo, sia chiaro.

"Confessa, spia: pure tu ti sei addormentato guardando 'sto film!"
"Sì, ma guarda che lo ammetto senza problemi, Forrest Gump."

E non c'è niente di male in generale in questo film, salvo un patriottismo esagerato che, nella sua volontà di celebrare i valori dei veri USA! USA! USA!, pare come l'equivalente democratico del repubblicano American Sniper. Va notato che l'American Hero esaltato da Spielberg rispetto a quello di Eastwood preferisce sparare parole anziché proiettili, ed è questa una differenza fondamentale. Sono però le due facce della stessa medaglia, quella di un americanismo sfrenato e di cui sinceramente il mondo non ha più bisogno. O, almeno, non io.
Il patriottismo de Il ponte delle spie, nel suo buonismo tipicamente spielberghiano/tomhanksiano, concede comunque l'onore delle armi anche agli avversari. Il film ci dice infatti che non tutti i russi sono cattivoni assurdi, ma uno, attenzione però soltanto uno, si salva: l'agente del KGB interpretato da Mark Rylance in maniera discreta, ma la nomination ai Golden Globe e quella agli Oscar mi paiono un tantino esagerate.

"Sempre più meritata la mia nomination del Globe a Stallone, comunque."

Nella sua impeccabile perfezione formale, Il ponte delle spie è un film che farà andare in brodo di giuggiole gli amanti del cinemone americano classico. Personalmente, un tipo di cinema così io lo lascerei nel cassetto del passato anche perché un film del genere, più freddo della Guerra Fredda, con il suo stile asettico anziché un sincero e appassionato omaggio alla tradizione, sembra la sua sepoltura.
Tranquilli, adesso ho finito di attaccare il vostro caro amato vecchio Nonno Spielberg. Rimetto su Il ponte delle spie e me ne torno a dormire.
(voto 5/10)


12 commenti:

  1. Non trovi anche tu analogie tra Tomhanks e Albertosordi?
    Entrambi capaci di cose grandi quando diretti da Registi con la R maiuscola (Fellini, Zemeckis ecc) e di autentici orrori quando si sono diretti da soli
    se Tom si fosse ritirato dopo FORREST GUMP avrebbe fatto un favore a tutti

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    1. Un'altra analogia è che entrambi non mi sono mai piaciuti.
      Ve li meritate, Tomhanks e Albertosordi. :)

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  2. Cinema noioso, classico e pregno di patriottismo con attore protagonista bollito.
    Siccome dovrò vederlo anche io spero di avere un'opinione differente, anche se sarà difficile.

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  3. Due dormite le ha assicurate anche a me, e nelle poltrona del cinema: non posso che concordare, basta buonismi, basta americanismi.
    Però Rylance io l'ho trovato bravissimo, molto teatrale, e non credo fosse solo perchè vicino a quel fastidioso gigione di Hanks.

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  4. Concordo con te. Un film impeccabile a livello tecnico quanto freddo a livello emozionale. Spielberg fa il compito...

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  5. A me è piaciuto tantissimo :P Mi sa che, considerando anche il titolo che hai dato alla recensione, ti sei visto troppi cinepanettoni con Christian De Sica :D

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  6. Considerato il tipo di Cinema, è andata anche bene, tutto sommato!
    Non sei più il Cannibale di una volta! ;)

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  7. se hai sonno è perchè fai le nottate a guardare le scream queens...non è mica colpa di Spielberghino mio! Pigliati un caffè, che Zio Steven ha fatto uno dei suoi film migliori :D

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  8. Spielgberg rimarrà sempre lo stesso... Sia nel bene che nel male!

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  9. "Il ponte delle spie è un film che farà andare in brodo di giuggiole gli amanti del cinemone americano classico"
    Ed in brodo di giuggiole simao andati,in effetti!Non è un capolavoro ma a noi è davvero piaciuto.

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  10. Lo ammetto...dopo mezz'ora ho spento tutto. Inguardabile.

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