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lunedì 26 maggio 2014

LE MIE BIBITE E BEVANDE PREFERITE





Dopo la classifica dedicata ai miei cibi preferiti, questa settimana va di scena la Top 10 delle mie bibite, drink e bevande preferite. Anche in questo caso, rimaniamo in territori piuttosto schifidosi. Non aspettatevi vini pregiati o cose del genere. Ad attendervi c’è un fiume di birra, di bibite trash, più alcolici e super alcolici vari.
Se ci tenete a offrire il vostro contributo a questo giochino scemo, siete ufficialmente invitati a stilare le vostre personali liste su social network, blog oppure tra i commenti a questo post.
Buona lettura e buona bevuta!


10. Estathé
A colazione bevo quasi sempre il tè, sebbene il mio guilty pleasure mattutino sia un altro, presente più avanti in classifica. Mi riferisco alla posizione numero 5, non agli alcolici…
Il tè migliore però è quello che si gusta ghiacciato in una giornata afosa e deve rigorosamente essere Estathé.

EstaPouf: all'occorrenza, può essere usato anche come cesso!

9. Jägermeister
Non potevo non mettere nella Top 10 lo Jagermeister. Perché?
Non so perché.
Anzi sì, lo so. È il miglior ammazzacaffè in circolazione. E io il caffè manco lo bevo.



8. Fanta
La mia bevanda da fast-food favorita non è la Coca-Cola, come per tutte le persone normali, bensì la fantastica Fanta. Se non altro, con il suo 12% di succo d’arancia presente, mi posso illudere che faccia bene.

Questi per essere così fuori mi sa che non hanno bevuto solo Fanta...

7. Birra Corona
Coroncina + fetta di lime, ed è subito estate. E sì, è pure meglio dell’Estathé!

Cosa starà bevendo?

6. Jack Daniel’s
Il whiskey preferito da noi uomini duri (si fa per dire).
Al di là degli scherzi, se ci sono super alcolici per me mortali (l’assenzio), o disgustosi (la tequila), o che mi fanno diventare ancora più cattivo del solito (il gin), il mio amico Jack, capace di mettere in crisi anche molti bevitori professionisti, lo reggo incredibilmente bene. Potrei berne a litri (si fa sempre per dire).


5. Latte con il Nesquik
In mezzo a tanti alcoolici, facciamo una pausa bimbominkiosa. La mia colazione ideale, ma quando ero un bimbetto anche la mia merenda preferita, era gustarmi il latte caldo accompagnato dal Nesquik. La polverina migliore in circolazione. Almeno tra quelle legali.


4. Birra Menabrea
Birra di produzione piemontese, biellese per la precisione, potrebbe essere uno dei nostri vanti nazionali. In realtà, credo per una voluta scelta commerciale da parte dell’azienda, non è distribuita in maniera massiccia ed è ancora pubblicizzata molto, troppo poco. Peggio per chi non la conosce, meglio per noi consumatori abituali che ne abbiamo di più a nostra disposizione!


3. Cuba Libre
Al di là delle connotazioni politche che può avere (ebbene sì, anche un drink può essere politico), è semplicemente un cocktail fichissimo. Coca-Cola + Rum = cosa chiedere di più a una bibita sola?


2. Mojito
Va bene l’Estathé, va bene la Coroncina, però c’è una cosa che per me significa subito estate, a parte “Vamos a la playa” dei Righeira. Un Mojito ben fatto. Dalle mie parti, in provincia di Alessandria, il migliore lo potete bere al Café Central di San Germano, e così gli faccio un po’ di pubblicità aggratis.


1. Birra Guinness
La birra scura per eccellenza, nonché la mia birra in generale preferita. Quando ho visitato la fabbrica della Guinness a Dublino, oltre a essere stato totalmente ubriaco già dalle 2 di pomeriggio o forse anche prima, mi sono sentito come un cristiano devoto dentro la Cappella Sistina.

domenica 20 ottobre 2013

DRINKING BUDDIES, LA ROMCOM PER CHI AMA LA BIRRA




Drinking Buddies
(USA 2013)
Regia: Joe Swanberg
Sceneggiatura: Joe Swanberg
Cast: Olivia Wilde, Jake Johnson, Anna Kendrick, Ron Livingston, Jason Sudeikis, Mike Brune, Ti West, Joe Swanberg
Genere: alcolico
Se ti piace guarda anche: Smashed, Sideways, Separati innamorati, Something Borrowed

Negli ultimi tempi sto vedendo parecchi film in cui si beve un sacco: La fine del mondo, Grabbers, Smashed, volendo pure Gli amanti passeggeri…
Perché lo faccio? Un po’ per caso e un po’ per autoconvicermi di non essere poi così alcolizzato. Insomma, in queste pellicole c’è gente che beve davvero tanto, molto più di me, quindi io e il mio fegato per il momento possiamo dormire sonni tranquilli. Più o meno.
Se film del genere nel Regno Unito sono piuttosto comuni, negli USA la moda della pellicola alcolica credo sia stata sdoganata da Sideways – In viaggio con Jack, passando poi per qualche altro film indie come il citato Smashed fino ad arrivare a questo Drinking Buddies.
Drinking Buddies è stato inserito da Quentin Tarantino nella sua prestigiosa lista dei migliori 10 film del 2013, lista che negli ultimi giorni ha rettificato, dichiarando che il suo preferito in assoluto dell’anno è il thriller israeliano Big Bad Wolves. Adesso però non è che starò a parlarne bene solo perché è piaciuto all’idolo Tarantino, anche perché se no dovrei parlare bene persino di The Lone Ranger e, sebbene non l’abbia ancora visto, non ho tutta questa intenzione di farlo.
Quindi ne parlerò bene perché sono moralmente obbligato nei confronti di Dio Quentin o ne parlerò male per fargli un dispetto?
Nessuna delle due. Ne parlerò bene semplicemente perché mi è piaciuto.

"Cosa c'è in quella tazza, caffè?"
"Ma va. Birra!"
Drinking Buddies è un film piccolo, tranquillo, normale, in cui non succede un granché. La cosa più figa della pellicola è che i protagonisti bevono. Bevono sempre. In quasi ogni scena c’è almeno un personaggio, preferibilmente tutti, con in mano un bicchiere, preferibilmente di birra, ma nel corso dell’ora e mezza di pellicola che va giù tutta d’un sorso v’è spazio pure per shottini di rum, di tequila e pure per un po’ di vino.
L’altra cosa forse ancora più figa del film è che chi beve non viene trattato come un alcolista. Nei film e nelle serie tv americane, se un personaggio si fa una birra o un bicchiere di vino anche solo una volta ogni tanto, finisce immancabilmente col picchiare la moglie, i figli, o finisce per deludere tutti quelli che lo circondano, o finisce dagli alcolisti anonimi, o finisce per fare un incidente d’auto oppure ancora finisce morto stecchito.
Qui ATTENZIONE SPOILER no. Qui i personaggi bevono, bevono parecchio, ma la parola “alcolista” non viene pronunciata neanche una volta e l’alcol non viene visto come un problema. Semmai è un fattore di aggregazione sociale. FINE SPOILER

In questo film, l’alcool viene preso in considerazione per un’analisi sociologica. C’è una scena molto bella in cui in montaggio alternato ci vengono mostrati da una parte Olivia Wilde e Jake Johnson che bevono birra e si divertono in maniera cazzara, dall’altra Anna Kendrick e Ron Livingston che sorseggiano vino e si struggono in maniera seriosa.



"Problema con l'alcool?
L'unico problema che ho con l'alcool sono le persone che non bevono alcool."
Ecco, Drinking Buddies con questa sequenza ci mette di fronte a una grande verita: nel mondo esistono due tipi di persone. In realtà, esiste anche un’altra categoria, quella di chi non beve proprio. Allora diciamo che tra i bevitori, tra i consumatori di alcool, esistono due categorie principali: quelli che bevono birra e quelli che bevono vino. I primi lo fanno per divertirsi, per lasciarsi andare, meglio se accompagnando il tutto con del cibo spazzatura e della musica rock o ballabile; i secondi invece bevono per gustarsi il sapore del vino, magari accompagnato da un piatto prelibato e da un sottofondo jazzato. I primi sono più sciolti, i secondi più raffinati. Se per attitudine radical-chic dovrei appartenere alla seconda categoria, in realtà per quanto riguarda bevande e cibo faccio invece parte nettamente della prima categoria, quella di chi beve birra e predilige il junkie food.
Per carità, esistono anche gli intenditori di birra, quelli che se la vogliono gustare come se fosse un vino ricercato. Dalle mie parti c’è ad esempio un pub in cui il gestore prima di servirti una ricercatissima birra proveniente da qualche zona sperduta del mondo ti fa aspettare 30 minuti buoni perché deve spillarla per bene, lasciarla meditare, etc. Una cosa giustissima, assolutamente, ma se uno va di fretta e vuole solo bersi una birra e via, non è il posto migliore dove andare.
Cosa voglio dire con questo?
Voglio dire che la mia teoria che esistono due categorie di bevitori è una cazzata. Come sempre quando si cerca di ridurre tutto in categorie, la verità è più complicata di così. Volendo semplificare, comunque, ci sono tipi più da birra e tipi più da vino.

I protagonisti di Drinking Buddies sono tipi più da birra. Olivia Wilde e Jake Johnson lavorano in un birrificio, lei si occupa del marketing, lui della produzione, e la sera escono insieme agli altri colleghi per bere qualcosa. Bere birra, soprattutto. In pratica, tutta la loro vita gira intorno alla birra ed è difficile immaginare un lavoro e una vita più fighi.
Cosa succede, poi?
"Possibile che in tutte le foto del post stiamo bevendo?"
Niente di clamoroso. Drinking Buddies è una pellicola indie, intima, leggermente romantica ma nemmeno troppo, in cui non dovete aspettarvi chissà quali svolte. È tutto giocato sui dialoghi e sulle ottime interpretazioni dei protagonisti. Olivia Wilde finora l’avevo considerata solo un gran bel pezzo di fregna, però qui dimostra inedite capacità recitative e il ruolo da bevitrice accanita (non ho detto alcolista) le calza a pennello, così come Jake Johnson è sempre l’irresistibile cazzone che abbiamo imparato a conoscere e amare nella serie New Girl. Di molto non c’è altro, c’è qualche complicazione sentimentale, quando entrano in gioco anche i rispettivi compagni dei due protagonisti, la sempre brava Anna Kendrick e il sempre lagnoso Ron Livingston, e in una piccola parte da attore c’è pure il regista fenomeno dell’horror Ti West, però per il resto c’è solo una cosa a svettare su tutto e su tutti: la birra.
In Drinking Buddies c’è tanto alcool ingerito, quanto nelle pellicole di Quentin Tarantino ci sono sangue versato e “fuck” pronunciati. Forse è per questo che a lui è piaciuto tanto e forse è per questo che anche a me è piaciuto tanto questo piccolo grande nuovo cult del cinema alcolico.
(voto 7+/10)



lunedì 22 ottobre 2012

Okkio all'Oktoberfest

Una manciata di giorni fa sono stato all'Oktoberfest di Monaco di Baviera.
La cosa potrebbe non fregarvi più di tanto. Giustamente. Se non che sono stato invitato dal sito WhatYouLove a raccontare del mio ultimo viaggio, e quindi ho approfittato dell'occasione per parlarne. In maniera sobria. Ehm, all'incirca,
Cos'altro aspettate, allora?
Una lettura che va servita fredda. Meglio se accompagnata da una bella birretta.

mercoledì 16 luglio 2008

Oops!... I Jesus Again

(Ogni riferimento a fatti o a persone realmente esistite è sempre puramente casuale)

Riassunto: Jesus, tipico teenager americano un po’ sfigato, scopre di possedere dei superpoteri, cose tipo resuscitare persone morte. Ma scopre anche di possedere una forte attrazione sessuale (o forse amore?) per Ashley Jane, la strafica cheerleader della scuola, il che complica tutto.
Leggi l'Episodio 1

Episodio 2
-Smoke on the water-


Jesus ritorna alla festa a casa di Judah ma è come se non fosse più il Jesus di prima. È come se tutto il suo mondo fosse cambiato e ogni cosa apparisse sotto una luce diversa. Ha appena fatto una resurrezione, potete biasimarlo?
Alcuni amici del liceo se ne stanno sconsolati a fianco del fusto di birra, lo accarezzano e lo baciano mogi mogi.
“Che vi è successo, raga?” sono Mark, Matthew, Luke e John John, i membri della band invitata a suonare per la festa, i mitici The Evangelists, gruppetto emo-pop che riscuote un discreto successo tra le teenagers urlanti di Nazareth.
“Oh Jesus, se solo sapessi… se solo sapessi…” piangono insieme: “È finita la birra.”
“Hey un momento,” li consola Jesus, “Penso di poter fare qualcosa per voi, amici miei.”
“Vuoi dire che hai della birra?” gli chiedono con ritrovata speranza spostando le loro frange asimettriche da davanti agli occhi. “Dove la tieni nascosta?”
“Ho dell’acqua…” li interrompe subito.
“E noi che cosa ce ne facciamo dell’acqua?” fanno acappella come i Neri per caso.
“Guardate…”
Jesus prende le bottiglie di Evian e le tramuta in birra. Tennent’s super. È un nuovo trucchetto che il suo maestro gli ha insegnato come premio per aver resuscitato con successo la sua prima ragazzina morta.
“Birraaaaaa,” si avventano voraci i 4 Evangelists. “Bella Jesus!” e lo sollevano in trionfo.
“Hey ragazzi, avete per caso visto Ashley Jane?” Jesus interrompe le loro feste, ricordando il vero motivo per cui è tornato a quella festa.
“No, Jesus. Ma stai tranqui che la troverai in giro. Adesso però fatti una birretta insieme a noi. Una birretta per non pensarci?” chiede Mark fiducioso.
“E va beeene. Ma solo una…” concede Jesus.
"Non ci pensare, te la prendo."
Naturalmente una birretta diventano due birrette poi diventano tre quattro cinque birrette fino a che Jesus non viene implorato di tramutare in birra tutta l’acqua presente in casa di Judah. Persino dai rubinetti della cucina comincia a uscire birra. John John va su in bagno a farsi una doccia di birra. “Jesus sei il mio Dio!” lo ringrazia commosso. “Da domani apro un blog e ci scrivo sopra le tue gesta. Lo chiamerò Le cronache di Jesus oppure Jesus e il calice di birra. Anzi no, ma che dico? Ho trovato di meglio: Il vangelo secondo John John. Ecco sì sì, deciso.”
“Hey, anch’io voglio scrivere un blog sulle avventure di Jesus,” fa Mark.
“Pur’io,” fa Matthew ruttando.
“E che, io no?” arriva Luke in ritardo giustificato: era impegnato a rollare un cannone canticchiando keep rollin’ rollin’ rollin’ dei Limp Bizkit.
“Adesso vado…” Jesus fa per andare a cercare AJ ma viene ancora trattenuto dai 4 compari di bisboccia. “Eddai, Jesus. Fatti una canna insieme a noi. Vuoi mica che ci offendiamo?”
Mentre il joint passa lento con religiosa sacralità nel cerchio di mani che si è creato, Matthew si alza in piedi su una sedia e proclama: “Ragazzi, facciamo un patto: entro la fine dell’anno scolastico dobbiamo tutti perdere la verginità. I nostri membri non rimarranno più flaccidi e inutilizzati: noi ci batteremo per ogni uomo che vorrebbe scopare e invece va in bianco. Questo è il nostro giorno, questo è il nostro momento, e in nome di Dio non resteremo inermi a guardare la storia condannarci alla masturbazione! Insieme raggiungeremo l'obiettivo: noi riusciremo a scopare!” A qualcuno sembra di aver già sentito un giuramento del genere da qualche parte, a qualche altro party.
“Roba giusta, questa,” fa Jesus con la testa che gli diventa leggera. Il suo corpo alimentato dalla maria comincia a levarsi leggermente dal suolo. Sta fluttuando nel vuoto.
“Ooooo,” esclamano i 4 moschettieri. “Questa è da riprendere,” fa John John, “Prendo la videocamera.”
“Jesus, vieni,” lo chiama Matthew. “Se fluttui nel soggiorno puoi fluttuare anche in piscina.”
“Sì, fico,” Jesus dà l’ok con il pollicione in su. “Camminare sull’acqua, ho sempre desiderato farlo. Le ragazze impazziranno...”
E a volte i desideri diventano realtà. Il corpo di Jesus veleggia sull’acqua della piscina sul retro della casa di Judah. John John con il suo obiettivo non si perde un attimo della scena: “Questa domani la metto su youtube e pure sul mio blog-vangelo!” All'improvviso i piedi scendono e sfiorano sempre di più l’acqua. “Hey Jesus, stai perdendo quota… prendi questa, ti mette le aaali,” Luke gli passa un nuovo cannone che si era appena rollato e il corpo di Jesus riprende a fluttuare maestoso, illuminato dalla luce dei fari notturni della piscina.
Il tempo si dilata e passano minuti o forse ore o forse giorni ed è un altro weekend un’altra festa un’altra vita. Jesus si ricorda improvvisamente che deve fare qualcosa, a parte fumare e camminare sull’acqua. Deve cercare qualcosa. Qualcuno. “La ragazza sexy!” gli viene in mente. “Devo trovare Judah, l’avevo raccomandato di tenermela d’occhio.”
J sale su nella cameretta di Judah, quella dove hanno passato pomeriggi interi a giocare a GTA IV. Sulla porta il solito avvertimento “PARENTAL ADVISORY EXPLICIT CONTENT”, solo che questa volta ci sono veramente dei contenuti espliciti una volta aperta: Judah sta prendendo da dietro Ashley Jane e le urla “Chi è il tuo dio del sesso, eh? Chi è?”
Judah la smette di urlare quando vede imbambolato sulla soglia della porta Jesus.
"Quando ti ho chiesto di occuparti di lei non era esattamente questo quello che intendevo."
“Non è come può sembrare, amico,” fa infilandosi le mutande.
“Ora so cosa la gente intende con l’espressione bacio di Judah,” sbotta Jesus e poi richiude col pensiero la porta. Corre giù dalle scale in lacrime come una dodicenne e tutto quello che gli esce dalla bocca sono farfugliamenti tipo “Ashley Jaaane brutta puttanaaa” e “Judah porco!” Si copre la testa con il suo hoodie alla Donnie Darko per non farsi vedere piangere.
I 4 Evangelists frattanto sono ancora seduti in cerchio intenti a fumare.
“Jesus, quanta fretta, ma dove corri, dove vai?” domandano ma lui è già troppo lontano, nella tranquillità della sua casetta.
La testa gli gira come un vecchio 33 giri degli Zombies che suo padre Joseph ha messo su in salotto mentre si gira pure lui una canna. Jesus è troppo sconvolto in quel momento per rendersene bene conto e gli chiede solo “Papi, ma perché le donne sono tutte troie?”
Il padre comprensivo gli suggerisce: “Sono tutte troie tranne la mamma e la Madonna…” poi ci pensa. “Beh, nel tuo caso sono la stessa persona quindi… sono tutte troie tranne una. Ma cosa ti è successo figliolo per pensarla già così? Hai appena sedici anni.” Il sesto senso da padre gli ha fatto scattare una lampadina nel cervello, o forse sono state le lacrime sul viso del figlio che hanno disfatto l’eyeliner nero da emo che si era messo per fare colpo su Ashley Jane, facendo somigliare il suo volto a una maschera satanica.
“C’è una ragazza che mi piace, pà, ma a lei proprio non interesso. Cosa devo fare per fare colpo su di lei?”
“Alle ragazze piace il bad boy, figlio mio. Devi fare qualcosa per lasciarla senza parole. Qualcosa che non si aspetterebbe mai da te. Stupirla con effetti speciali. Mmm…” riflette, “Domani andiamo a comprarti la tua prima giacca di pelle,” gli strizza l’occhiolino.
Jesus decide si andare a letto ma gira tutto intorno alla stanza e dentro la testa gli girano pure le parole del padre: “Stupirla con effetti speciali.” Il disco risuona She’s not there in repeat e il padre si gira un’altra canna sul divano. Dalla sua bocca escono enormi cerchi di fumo, come quelli del brucaliffo. Formano delle lettere che a loro volta formano delle parole che a loro volta formano una frase: “Stupirla con effetti speciali.”

CONTINUA??
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