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lunedì 12 dicembre 2011

Michael Fassbender: Man of the year 2011 n. 6

Michael Fassbender
Genere: irish-crucco
Provenienza: Heidelberg, Germania
Età: 34
Il passato: Band of Brothers, 300, Hunger, Eden Lake, Town Creek, Fish Tank, Bastardi senza gloria…
Il suo 2011: Jane Eyre, A Dangerous Method, X-Men: L’inizio, Centurion, coppa Volpi a Venezia
Il futuro: Shame, Knockout - Resa dei conti (Haywire), Prometheus, Twelve Years a Slave
Perché è in classifica: è un perfetto stronzo (ma dal cuore tenero, forse)
Ti potrebbero piacere anche: Christian Bale, Joaquin Phoenix, Viggo Mortensen, James MacAvoy, Filippo Timi, Edward Norton, Ewan McGregor

Il fascino del bastardo. Tedesco di origini irlandesi, Michael Fassbender si sta imponendo sempre più nell’ambiente hollywoodiano nonostante, o forse proprio per merito, di una faccia diversa dalle solite patinate. Una faccia da strada. Da pub. Da birra, tedesca o irlandese. Sarà per questo - sì, penso proprio di sì - ma Fassbender si è specializzato in una serie di ruoli più duri che da duro. La violenza fa parte del DNA dei suoi film medi, a partire da quelli che l’hanno fatto imporre come Bastardi senza gloria e 300 (con tanto di pettinatura alla Gesù Cristo!). Nonostante abbia la faccia da strada e da bastardo di cui dicevamo sopra, che lo rende perfetto come cattivo (ma non troppo) da film superoico (X-Men: L’inizio), la violenza spesso la subisce più che la infligge, come nel valido survival horror Eden Lake, di cui prima o poi pubblicherò una rece, o come nel carcerario e politico Hunger, per cui si è sottoposto a una dieta dimagrante estrema di scuola christian-baleiana.
Ma il Fassbender è anche perfetto come rubacuori, sempre un po’ bastardo of course, come negli ottimi Fish Tank e Jane Eyre, e presto lo vedremo nel suo ruolo più estremo e più atteso dalle fans: Shame. Un film per cui ha vinto la coppa Volpi di miglior attore all’ultimo Festival di Venezia e in cui (pare) si mostri con generosità come mamma l’ha fatto. Un attore Shameless, più che shame. E, visto che recita (e si denuda) accanto a Carey Mulligan, mica scem…




giovedì 6 gennaio 2011

I miei film dell'anno 2010 - n. 22 Fish Tank

Fish Tank
(UK)
Regia: Andrea Arnold
Cast: Katie Jarvis, Michael Fassbender, Kierston Wareing, Jason Maza, Harry Treadaway
Genere: neorealismo UK
Se ti piace guarda anche: Skins, Thirteen, Precious, Sweet Sixteen, I quattrocento colpi

Trama semiseria
Una 15enne sogna di diventare una ballerina di hip-hop. Ok, detto così sembra la trama di Save the last dance o il pilot per una nuova serie ideata da Maria de Filippi, invece non è niente di più lontano. Nei suburbi inglesi la vita non è facile per niente, sua madre è una zoccola che si crede una ragazzina e il suo “patrigno” ce prova con lei. No, non è Maurizio Costanzo ma il bastardo senza gloria in ascesa Michael Fassbender.

Pregi: faccia a faccia nudo e crudo, ma che sa anche essere poetico, con un’adolescenza più vicina a quelle di Skins che a quelle idealizzate di Beverly Hills 90210
Difetti: il cinema è anche sogno, qui nonostante le note di “California Dreaming” c’è invece troppa realtà dura

Personaggio cult: la scontrosa e irrequieta protagonista Mia, interpretata dalla promettente Katie Jarvis
Scena cult: il balletto sulle note di “Life’s a bitch” di Nas
Canzone cult: “California Dreaming” cantata da Bobby Womack

Leggi la mia RECENSIONE


mercoledì 28 luglio 2010

Life's a bitch

Visto che a sorpresa è uscito lo scorso weekend nel Bel Paese, vi ripropongo la mia recensione di uno dei film migliori dell’annata, vincitore di un sacco di awards internazionali come il Gran Premio della Giuria a Cannes 2009 e il titolo di miglior film britannico ai BAFTA 2010 (gli Oscar inglesi), che ora trovate anche in italiano QUI


Fish Tank
(UK, 2009)
Regia: Andrea Arnold
Cast: Katie Jarvis, Michael Fassbender, Kierston Wareing, Jason Maza, Harry Treadaway

La vita da dietro. La telecamera segue perlopiù alle spalle Mia, una teenager confusa, con una famiglia problematica (vive con una madre zoccola e una sorellina che la insulta) e un caratterino incazzoso (dà una testata da far invidia a Zidane a delle troiette di quartiere, tanto per fare un esempio). La sua passione è ballare musica hip-hop. Se adesso vi vengono alla mente immagini di film come Save the last dance o Step up siete fuori strada. E avete sbagliato quartiere. Perché qui siamo dalle parti degli adolescenti della grandiosa serie Skins e nella periferia inglese i sogni non si avverano. La vita continua a scorrere tra le delusioni più che tra eccitanti sorprese.
Strepitosa l’esordiente Katie Jarvis nei panni di una teenager molto vera, molto irrequieta e molto poco tv-studio-aperto, ma ottimi anche la madre, una sperduta post-adolescente UK interpretata da Kierston Wareing, e l’amante-seduttore Michael Fassbender, attore tedesco lanciatissimo dopo Bastardi senza gloria.
Ottima la colonna sonora black, che spazia da una spaziale versione di “California Dreaming” cantata da Bobby Womack al rap di Ja Rule e Nas.



Tanto per fare un paragone poco impegnativo, potremmo definirlo un quattrocento colpi moderno e Truffaut nemmeno si rivolterebbe nella tomba. Cinema britannico ai massimi livelli, un film fatto di illusioni spezzate che dice molto sulla vita (non solo sull’adolescenza) di oggi (non solo in Inghilterra). Perché, come dice Nas: life’s a bitch and then you die, that’s why we get high.
(voto 8)

venerdì 14 maggio 2010

Little Britain

Fish Tank
(UK, 2009)
Regia: Andrea Arnold
Cast: Katie Jarvis, Michael Fassbender, Kierston Wareing, Jason Maza, Harry Treadaway

Neorealismo inglese, questo sconosciuto. Sconosciuto da noi, visto che certi film in Italia proprio non ce li vogliono far vedere, come i neo-nazi nei thatcheriani anni Ottanta di This Is England o la ragazzina ribelle di questo splendido Fish Tank, vincitore di un sacco di awards internazionali come il Gran Premio della Giuria a Cannes 2009 e il titolo di miglior film britannico ai BAFTA 2010 (gli Oscar inglesi). Scusate se è troppo poco per avere una visibilità italiana.

La telecamera segue da dietro e perlopiù alle spalle la vita di Mia, una teenager confusa, con una famiglia problematica (vive con una madre zoccola e una sorellina che la insulta) e un caratterino incazzoso (dà una testata da far invidia a Zidane a delle troiette di quartiere, tanto per fare un esempio). La sua passione è ballare musica hip-hop. Se adesso vi vengono alla mente immagini di film come Save the last dance o Step up siete fuori strada. E avete sbagliato quartiere. Perché qui siamo dalle parti degli adolescenti della grandiosa serie Skins e nella periferia inglese i sogni non si avverano. La vita continua a scorrere tra le delusioni più che tra eccitanti sorprese.
Strepitosa l’esordiente Katie Jarvis nei panni di una teenager molto vera, molto irrequieta e molto poco tv-studio-aperto.
Ottima la colonna sonora black, che spazia da una spaziale versione di “California Dreaming” cantata da Bobby Womack al rap di Ja Rule e Nas.



Tanto per fare un paragone poco impegnativo, potremmo definirlo un quattrocento colpi moderno e Truffaut nemmeno si rivolterebbe nella tomba. Cinema britannico ai massimi livelli, un film fatto di illusioni spezzate che dice molto sulla vita (non solo sull’adolescenza) di oggi (non solo in Inghilterra). Perché, come dice Nas: life’s a bitch and then you die, that’s why we get high.
(voto 8)

È un film molto recente, magari presto o tardi qualcuno si sveglia e lo distribuisce anche in Italia (ma non ci conterei troppo). Nel frattempo potete vederlo in lingua originale con sottotitoli italiani.

Film in inglese
Sottotitoli italiani
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