Cast: Eddie Redmayne, Katherine Waterston, Dan Fogler, Alison Sudol, Colin Farrell, Samantha Morton, Ezra Miller, Jon Voight, Johnny Depp
Dimenticate Harry Potter.
Già fatto?
Se avete più di 20/25 anni è una cosa normale, non è un trucco di magia.
Se invece non riuscite a togliervi dalla testa il maghetto interpretato da Daniel Radcliffe, così come io non riesco a togliermi dalla testa Emma Watson, a cercare di farvelo scordare ci pensa ora la nuova creatura, nel senso più animalesco del termine, partorita dalla mente fervida (e secondo me anche un pochino malata) di J. K. Rowling, una delle donne più potenti del Regno Unito e probabilmente del mondo intero. Sì, più potente persino di Voldemort. Anche perché – diciamocelo – non è che ci vada molto...
Con la fine dell'anno, giungono anche le classifiche di fine anno di qualunque sito e naturalmente pure di Pensieri Cannibali, che nelle liste ci sguazza.
Pensavate, o forse speravate, che me ne fossi dimenticato?
E invece no. Quest'anno saranno un po' più veloci del solito, anche perché se no rischiavano di durare persino più di 365 giorni, ma ci saranno.
Come da tradizione si comincia con la classifica delle fanciulle (e forse non solo) più amate qui su Pensieri Cannibali nel corso degli ultimi 12 mesi.
Prima di vedere la Top 10, ecco gli avanzi. Non di galera.
Tratto dal romanzo: Vizio di forma di Thomas Pynchon
Cast: Joaquin Phoenix, Katherine Waterston, Josh Brolin, Joanna Newsom, Owen Wilson, Jena Malone, Reese Witherspoon, Benicio Del Toro, Eric Roberts, Maya Rudolph, Jordan Christian Hearn, Hong Chau, Michael Kenneth Williams, Sam Jaeger, Timothy Simons, Belladonna, Elaine Tan, Sasha Pieterse, Martin Donovan, Martin Short
Genere: fattone
Se ti piace guarda anche: Paura e delirio a Las Vegas, Jackie Brown, The Rum Diary - Cronache di una passione, Fatti, strafatti e strafighe
Pochi giorni fa è venuta a mancare mia nonna. Aveva 90 anni. Si può dire che raggiunta quell'età la sua vita l'avesse vissuta, in molti l'hanno detto, ed è vero. Nei suoi confronti provo un unico rammarico. I suoi ultimi anni. Cinque anni passati quasi sempre in un letto di una casa di riposo, paralizzata per colpa di un dannato ictus. Lo so che potrà sembrare ingenuo da parte mia. Lo so che significa barare. Lo so che è come giocare a fare Dio, ma io quegli ultimi anni li voglio gettare via. Fare finta che non siano mai esistiti. Cancellare quel capitolo conclusivo dalla sua vita e dalla mia memoria. Anche se non c'è modo di evitare il tempo, il mare del tempo, il mare del ricordo e della dimenticanza, io voglio ricordare solo le cose belle. Voglio ricordare mia nonna come una persona sempre in giro, sempre in movimento, mai ferma in un solo posto, come quel beffardo destino bastardo l'aveva costretta alla fine.
C’è una casa nel bosco. In questa casa c’è un ragazzo. Tutto solo.
Un maniaco?
Può essere. In ogni caso a interpretarlo troviamo Scott Eastwood, il figlio (raccomandato) di Clint. E se il padre, come disse Sergio Leone, aveva solo due espressioni, lui non ne ha manco una.
"Raccomandato a me? Solo perché sono espressivo quanto un baccalà?"
In questa casa nel bosco arriva però anche una ragazza. Assomiglia vagamente a Lana Del Rey.
I due faranno sesso?
Può essere.
In questa casa nel bosco arriva poi pure un’altra ragazza. È Sara Paxton, biondina ormai abbonata al ruolo di scream queen e di nuova reginetta della scena horror, con all’attivo titoli come L’ultima casa a sinistra, Shark Night 3D e soprattutto il caposaldo The Innkeepers del Maestro Ti West.
Un ragazzo, due ragazze… si trasformerà in un’orgia party?
Può essere anche questo.
Oppure può essere che ci troviamo dentro a un altro thriller-horror. L’ennesimo. Uno di quelli in cui un gruppo di persone che non si conoscevano e che si conoscono loro malgrado in una situazione un sacco misteriosa e inquietante. Come in Saw – L’enigmista, o come in Cube – Il cubo, probabilmente il vero precursore di questo sottogenere che negli ultimi anni ha prodotto un sacco di sottoprodotti dell’orrore, ma solo in senso qualitativo.
Per fortuna, Enter Nowhere non fa parte di questi. Non rappresenta certo un nuovo inizio per il genere, né una pellicola particolarmente originale o sconvolgente, eppure è un buon intrattenimento, ben realizzato, con qualche calo di tensione qua e là, ma sostanzialmente piuttosto teso e coinvolgente dall’inizio alla fine.
Potete quindi enterare senza paura dentro questo nowhere. O meglio, con qualche paura, ma più che altro giusto qualche brividuccio sulla schiena.
Vogliamo dire che è una visione fondamentale?
No, perché sarebbe una balla. È il classico film d’esordio con qualche buona idea non del tutto messa a frutto. Però è una visione consigliata soprattutto d’estate e soprattutto agli appassionati del genere, che si ritroveranno invischiati dentro una storia thriller e pure con qualche salto temporale…
Di più, non dico.
Lasciate ogni speranza, o voi che enterate nel nowhere.
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