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lunedì 4 marzo 2019

Jack lo squartattore, ma soprattutto lo squartattrici





Vi racconto il mio rapporto con Lars Von Trier attraverso 5 incidenti scelti a caso.
Perché?
Perché è ciò che fa il protagonista del suo ultimo film, La casa di Jack - The House That Jack Built, parlando delle sue vittime. Non che consideri voi le mie vittime ma, insomma dai, ci siamo capiti, no?

giovedì 28 febbraio 2019

La casa dei film





Nuovo fine settimana, che ormai inizia sempre prima, e nuovo appuntamento con la rubrica che potete leggere sia su Pensieri Cannibali che sul WhiteRussian del mio rivale Mr. James Ford. Anche se da lui in genere la trovate in ritardo. Molto in ritardo.
L'ospite della puntata di oggi è Carlo Cerofolini, autore del blog I cinemaniaci. Si rivelerà più cinemaniaco di Me e di Ford?
Più maniaco di lui, non credo. Scopriamo comunque subito i commenti ai film in arrivo nelle sale.


La casa di Jack
"Sta zitta! Non è vero che me la prendo solo con le donne. Anche a quel Ford ad esempio farei volentieri del male."

lunedì 1 gennaio 2018

Anticipation 2018





Tra le tradizioni del primo giorno dell'anno, oltre al mal di testa da hangover, almeno qui su Pensieri Cannibali c'è anche quella di dare uno sguardo a ciò che ci potrebbe attendere nel corso dei prossimi mesi. Spazio quindi a una carrellata di film, serie tv e dischi più attesi del 2018. Un elenco che lascia un po' il tempo che trova, visto che non sempre le cose su cui si ripongono le maggiori speranze si rivelano poi le migliori. Spesso semmai sono quelle più deludenti. Premesso ciò, sognare non fa mai male, o forse lo fa solo in alcune occasioni, e quindi vediamo un po' cosa ci regalerà l'anno appena iniziato.

martedì 29 aprile 2014

NYMPHOMANIAC – VULVUME 2, SE NON VIENI FRUSTATO GODI SOLO A METÀ




Nymphomaniac – Volume 2
(Danimarca, Belgio, Francia, Germania, UK, 2013)
Titolo originale: Nymphomaniac: Vol. II
Regia: Lars von Trier
Sceneggiatura: Lars von Trier
Cast: Charlotte Gainsbourg, Stellan Skarsgård, Stacy Martin, Shia LaBeouf, Jamie Bell, Christian Slater, Willem Dafoe, Mia Goth, Udo Kier, Jean-Marc Barr, Ananya Berg
Genere: sadomaso
Se ti piace guarda anche: La vita di Adele, Antichrist, Dogville, Kill Bill

Una cosa, una delle tante a dirla tutta, che non condivido degli sport è il fatto che una squadra in casa di solito giochi meglio e abbia risultati migliori rispetto a quando è in trasferta. Capisco che il tifo a favore possa essere un bell’incitamento, ma non lo condivido. A me fa piacere ricevere complimenti, come a tutti, però è dalle critiche che ricevo lo stimolo più forte a fare meglio. Se fossi una squadra sportiva, probabilmente darei il massimo in trasferta. Credo che lo stesso valga per Lars von Trier. È dalle critiche, spesso anche feroci, nei confronti dei suoi ultimi lavori Antichrist e Melancholia, i primi due capitoli della cosiddetta Trilogia della Depressione, così come verso le sue dichiarazioni non grate al Festival di Cannes 2011, che è venuta fuori la rabbia per tirare fuori un film come Nymphomaniac, nuovamente amatissimo e altrettanto odiatissimo e criticatissimo, per le più svariate ragioni.

Nymphomaniac è un film malato, misogino, sessista, satanista, razzista?
Malato, questo è certo. Talmente malato da meritarsi su Pensieri Cannibali non solo un primo post orgasmico, non solo un secondo post più riflessivo, ma anche un terzo post sadomaso e infine oggi un quarto post, che proverà ad addentrarsi attraverso quelle sopra citate e altre spinose questioni. Il mio ruolo? Quello dell’avvocato difensore di Lars von Trier. Esatto, faccio l’avvocato del diavolo. Chiametemi – ma solo per oggi – Niccolò Ghedini.


ATTENZIONE SPOILER
A uno sguardo superficiale, alcune accuse nei confronti del regista danese possono venir fuori in maniera semplice. In Nymphomaniac – Volume 2, la protagonista utilizza la parola “negro”, mentre Lars von Trier usa i personaggi di colore in base unicamente alla loro caratteristica sessualmente più stereotipata: il cazzo grosso. Attraverso un dialogo della pellicola, emerge il punto di vista del regista sulla questione.

Joe/Charlotte Gainsbourg dice: “Ogni volta che una parola diviene proibita, si va a togliere una pietra miliare nelle fondamenta democratiche. La società rivela la sua impotenza di fronte a un problema concreto, rimuovendo termini dal vocabolario.
Il moralista Seligman/Stellan Skarsgård a ciò ribatte: “Penso che la società sottolineerebbe che l'essere politicamente corretto è una forma di democratica preoccupazione per le minoranze.
Joe/Charlotte Gainsbourg, non convinta, ribadisce: “E io dico che la società è codarda tanto quanto le persone che la formano che, secondo la mia opinione, sono troppo stupide per la democrazia.

Nel corso del Vulvume 1 di Nymphomaniac, non era ancora del tutto chiaro da che parte stesse Lars von Trier, se più da quella dell’uomo, Seligman, o della donna, Joe. Con questo Vulvume 2 appare piuttosto evidente che Lars è Joe. Joe è Lars. Lars è una vulva. Alla faccia del regista misogino e maschilista. Se già con Melancholia le figure maschili apparivano parecchio deboli e l’ultima possibilità di una qualche salvezza per l’umanità era rappresentata dalle donne, qui il regista alza ulteriormente il tiro alla sua critica a una società maschiocentrica, identificandosi nella sua protagonista. La ribelle, la depravata, la rinnegata, la “persona non grata”.


Laddove nella società odierna il sesso viene spesso indicato come un peccato, qui la colpa sembra invece essere l’amore. La dittatura dell'amore. Quando Joe pensa di essere innamorata di Jerome e sembra pronta a una vita monogama e dedicata alla famiglia, ecco che perde il suo “superpotere”. Diventa frigida, incapace di provare piacere. A questo punto è l’amore il vero peccato da espiare. Per ritrovare la sua sessualità perduta, Joe si affida alle pratiche sadomaso. Qui Lars von Trier indugia in maniera sadica sulle torture che le sono inflitte, tanto da far apparire le frustate de La passione di Cristo e quelle di 12 anni schiavo come delle carezze al confronto. E qui possono piovere giù di nuovo le critiche di misoginia. Lars ci gode a vedere le donne soffrire e bla bla bla. Attenzione però, perché nel finale c’è la vendetta di Joe e la vendetta di Lars, con un colpo di pistola che uccide queste accuse e fa del regista un autentico femminista. Se von Trier è effettivamente sessista, forse andrebbe considerato anti-uomo piuttosto che anti-donna. La prova più evidente di ciò, ancor più che nel finale, sta nella scena del parcheggio presente nel Volume 1. Donna al volante, pericolo costante? Non per von Trier, visto che Joe fa un parcheggio da manuale che Shia LaBeouf si può solo sognare. E quella automobilistica, signori e signore, è l’umiliazione più grande che può essere inflitta da una donna a un uomo.


Riguardo alle possibili accuse di essere un film satanista o quantomeno blasfemo, alla fine della fiera ci sono giusto un paio di passaggi controversi, come la preghiera cattolica “Mea culpa” storpiata nel divertente “Mea vulva mea maxima vulva”, e l’apparizione mistica non della Vergine Maria, bensì di un paio di figure un po’ meno vergini. Al di là di queste sequenze e della "musica satanica", la musica metal dei Rammstein presenti in colonna sonora a inizio pellicola, Nymphomaniac offre semmai delle riflessioni interessanti sulla religione. Non credo che il pur progressista Papa Francesco Vol. I riuscirebbe a sostenere la visione della pellicola senza rimanerne oltraggiato o schifato, però non è nemmeno un lavoro così irrispettoso da un punto di vista religioso, soprattutto nel capitolo 6, intitolato “La chiesa orientale e la chiesa occidentale (l'anatra muta).”


Torniamo ora alla questione d’apertura: il razzismo. Al di là della discutibile, ma comunque parecchio divertente, scenetta con protagonisti i “negri”, l’accusa principale che viene rivolta a Lars von Trier è quella di essere un nazi. E questo “soltanto” per aver detto durante un’ormai famigerata conferenza stampa nel corso del Festival di Cannes 2011:

Capisco Hitler, capisco l'uomo che è po' pieno di male, certo sono contrario alla seconda guerra mondiale e non sono contro gli ebrei, ma in realtà non troppo perché Israele è un problema, come un dito nel culo, fa cagare.” (da Repubblica)

Alla fine del capitolo 8, il capitolo conclusivo “La pistola”, Joe fa fuori il suo ascoltatore/spettatore, Seligman, che è ebreo, come aveva dichiarato durante il vol. 1, però è un ebreo non praticante, quindi non starei a concentrarmi tanto su questo aspetto. Il proiettile che esce dalla pistola di Joe, ovvero la pistola di Lars, non credo sia rivolta al popolo ebreo. È semmai rivolto contro i critici, i giornalisti che l’hanno accusato, la società che subito l’ha messo in un angolo perché se n’è uscito con delle dichiarazioni del tutto all’infuori dei canoni del politically correct. Alla fine di Nymphomaniac, Lars von Trier fa fuori lo spettatore della storia di Joe, Seligman, e fa fuori lo spettatore del film, lasciandolo solo nel nero della sala cinematografica.


Se le intenzioni iniziali del regista forse erano quelle di realizzare un porno d’Autore, o - chissà? - costruirsi un posto al sole da nuovo Tinto Brass, il risultato finale di Nymphomaniac è qualcosa di molto diverso e molto di più. Il sesso c’è, ce n’è tanto e ci sono un sacco di nudi, eppure Lars non c’è nemmeno andato giù troppo pesante, sarà per il fatto che da noi il film è approdato in versione censurata. Abdellatif Kechiche con La vita di Adele aveva ad esempio proposto delle trombate lesbo ben più lunghe ed esplicite. L’intento provocatorio di un’Opera mastodontica come Nymphomaniac non è allora tanto a livello visivo, quanto come contenuti dei dialoghi. Nymphomaniac è un manifesto esistenziale del Rust Cohle dei registi. Un film politico. Una rivoluzione del cazzo, anzi una rivoluzione della vulva contro la dittatura dell’amore.
Come enunciato nel capitolo 7, “Lo specchio”, attraverso le parole di Joe:

"L'empatia che declami è finta, perché voi tutti lo siete. È la morale religiosa il cui compito è di cancellare la mia oscenità dalla faccia della terra, così che i borghesi si sentano meglio. Non sono come voi. Io sono una ninfomane e amo esserlo. Ma soprattutto amo la mia vagina e la mia sporca, lurida lussuria."

C’è così tanto, dentro Nymphomaniac. È una riflessione a 360° sulla sessualità, non solo sulla dipendenza della ninfomane protagonista, ma c’è spazio anche per l’amore omosessuale, con una versione più soft del citato La vita di Adele, per il sadomaso, e poi, nel passo più estremo dell’intera pellicola, si parla persino di pedofilia, in un modo ovviamente ancora una volta lontano anni luce dal politically correct:

Il pedofilo che riesce a vivere la sua vita con la vergogna del suo desiderio senza mai metterlo in pratica, meriterebbe una fottuta medaglia” dice Joe.

"Aaah, sì, Lars. Tu sì che mi ecciti, altroché i One Direction!"

In passaggi come questo emerge chiaramente la voglia di von Trier di andare oltre le convenzioni, oltre al pensiero unico di una società fascista nel suo ipocrita buonismo di facciata, non tanto per una provocazione fine a se stessa, ma perché lui è fatto così e lo conferma tramite le parole del suo alter ego cinematografico Joe:

Ho capito che la società non ha un posto per me e io non ho un posto per la società.

In Nymphomaniac si possono scorgere i riflessi di tutte le accuse piovute addosso al regista dopo Cannes del 2011. La sua risposta è arrivata con un lavoro rabbioso, incazzato al punto giusto, ma non solo. Nymphomaniac è anche un film profondamente riflessivo, esistenziale, il cui valore è superiore alla semplice somma delle parti. Dietro le scene di sesso, le frustate e i momenti più forti ed estremi, possiamo vedere l’ombra di un uomo, Lars von Trier. Una persona non grata, ma una persona bellissima, un essere bastardo e complesso che in realtà non è malvagio come la società vuole dipingerlo. È la società a essere malvagia. È la società il vero mostro.
(voto 9/10)

lunedì 28 aprile 2014

NYMPHOMANIAC – L'APPUNTAMENTO SADOMASO




Allora, Lars, cominciamo?

Come, hai già iniziato da solo?

Uffa. Te lo concedo, ma solo perché è il secondo capitolo della tua personale sega cinematografica.

Tutto bene, comunque, Lars?
Che ti succede? Mi sembri un pochino diverso rispetto all’altro appuntamento. Rispetto al Volume 1 dei nostri incontri. Lì eri più ironico, brillante, leggero, direi quasi. Adesso mi sembri più riflessivo e cattivo.

Cattivo ragazzo, che ci fai con quella divisa da SS addosso?
Ah, ok, ho capito: oggi ti va di fare giochi di ruolo.

Hey, ma quella frusta è proprio necessaria? Stai cominciando a farmi paura, Lars.

No, fermo, che fai?

Nooooooo.

Non voglio.

NOOOOOOO!


Ahia. Che dolore!


AAAHI, heeey che diavolo combini?


Però… non è così male come pensavo...

A dire il vero è piacevole. Chi l'avrebbe detto?
Sadomaso è bello.
E allora sì, Lars.


Sììì

Sììììì

Sììììììì, Lars!!!


Oh, Lars. Anche questa volta sei riuscito a stupirmi. È un piacere differente rispetto a quello dell’altro volume, però è pur sempre un piacere.
Un piacere notevole.
Dai allora, vai avanti che ormai c'ho preso gusto.


Sììììì.


Ahi.


Sììììììììììììì.


AAAAAAAAAAAAHIAAAAAAAA!


Fai di me il tuo schiavo.
Fai di me il tuo 12 anni schiavo.

Bello violento, porcellone di un Lars, bravo!
Lo sapevo che eri un animale, a letto. L’altra volta sei stato persino troppo romantico e teneroso, adesso sì che ci vai giù pesante.
Non smetti proprio mai di sorprendermi, tu. Sei riuscito persino a far passare Christian Slater per un vero attore. E dico Christian Slater, uno che sono almeno vent’anni che non fa un film decente e negli ultimi tempi ha collezionato solo una lunga serie di serie tv subito cancellate. Come una versione per il piccolo schermo del Jep Gambardella de La grande bellezza, Christian Slater non vuole solo partecipare alle serie televisive. Lui vuole avere il potere di farle fallire.
Ma dimentichiamoci di Slater e pensiamo solo a noi, Lars.
Al nostro rapporto malato.

Vai, non ti fermare!

Aaah, sì, ahia.

Dai, continua a farmi del male, Lars, che mi piace.

Sì, daaai.

Una frustata contro il cinema edificante.
Sììì!

Una frustata contro il buonismo.
Sìììììì, così!

Una frustata contro la dittatura dell’amore.
Aaaaaaah, sììììì Lars, sto
VENENDOOOOOOOOO!!!


Nymphomaniac – Volume 2
(Danimarca, Belgio, Francia, Germania, UK, 2013)
Titolo originale: Nymphomaniac: Vol. II
Regia: Lars von Trier
Sceneggiatura: Lars von Trier
Cast: Charlotte Gainsbourg, Stellan Skarsgård, Stacy Martin, Shia LaBeouf, Jamie Bell, Christian Slater, Willem Dafoe, Mia Goth, Udo Kier, Jean-Marc Barr, Ananya Berg
Genere: sadomaso
Se ti piace guarda anche: La vita di Adele, Antichrist, Dogville, Kill Bill
(voto 9/10)

martedì 8 aprile 2014

NYMPHOMANIAC – VOLUME 1, UNA VULVATA PAZZESCA




Nymphomanic – Volume 1
(Danimarca, Germania, Francia, Belgio, UK 2013)
Titolo originale: Nymphomaniac: Vol. I
Regia: Lars von Trier
Sceneggiatura: Lars von Trier
Cast: Charlotte Gainsbourg, Stellan Skarsgård, Stacy Martin, Sophie Kennedy Clark, Shia LaBeouf, Christian Slater, Connie Nielsen, Uma Thurman, Felicity Gilbert, Hugo Speer, Ananya Berg
Genere: pop porno
Se ti piace guarda anche: Shame, Kill Bill, Melancholia

Il mondo gira intorno a un’unica cosa. E anche il cinema. Prendete i film di David Lynch, Quentin Tarantino, Woody Allen, Roman Polanski, giusto per dirne alcuni. Girano tutti quasi sempre intorno a quella cosa. Se non ci fosse, penso che manco farebbero film. Di cosa parla la prima scena del debutto di Tarantino, Le iene? Qual è l’ultima frase dell’ultimo di Stanley Kubrick, Eyes Wide Shut? E un film impegnato come il Faust di Aleksandr Sokurov, su cosa ruota?
Cosa dire poi del rock, delle rock band? Pure quelle, tutte nate per un motivo solo.
E poi voi, quando siete nati, da dove siete usciti?


Non scandalizziamoci allora e non facciamo tanto i moralisti se su quella cosa Lars Von Trier, il solo e unico führer del cinema mondiale, ha voluto incentrare la sua doppia mastodontica ultima pellicola, Nymphomaniac. Yes he can.
E non scandalizziamoci nemmeno se Pensieri Cannibali a un film tanto importante ha dedicato una nuova recensione, dopo quella orgasmica di ieri.

Quando ho iniziato l’avventura Nymphomaniac ho pensato: “Se questo film non è una figata pazzesca giuro che mi taglio le palle.” Per i primissimi minuti ho temuto il peggio, per le mie palle. Lars von Trier, da buon bastardo qual è, gioca a infastidire lo spettatore, con un’apertura lenta, quieta, buia e poi, quando meno te lo aspetti, all’improvviso ti spara i Rammstein a tutto volume. Roba che qualche debole di cuore ci potrebbe anche lasciare le penne. Lars von Trier entra poi in una modalità narrativa lineare, schematica, oserei dire quasi semplice. Come in molte grandi storie tradizionali, c’è un narratore, Charlotte Gainsbourg, e c’è un ascoltatore, Stellan Skarsgård. È come se fosse una fiaba, solo con contenuti vietati ai minori. Una porno fiaba.


Von Trier fa tanto il ribelle, il trasgressivo, ma alla fine pure lui ha bisogno di disciplina. Ancora una volta, si affida quindi a una struttura molto letteraria con una suddivisione in capitoli, come già successo in altri suoi film, da Le onde del destino ad Antichrist, passando per Dogville. La pellicola è inoltre divisa in due parti, come La vita di adele, un lavoro che in quanto a sesso esplicito non ha nulla da invidiargli, e come Kill Bill. Nymphomaniac è il Kill Bill del sesso. Pure qui abbiamo capitoli girati con stili differenti, uno ad esempio è in bianco e nero, e anche qui viene affrontato il discorso dell’iniziazione all’azione, sebbene virata in termini sessuali, con la protagonista che come maestro di vita ha B al posto di Pai Mei, e ha un rapporto di amoreodio nei confronti di un uomo, qui Jerome, laddove là era Bill. E poi pure qui abbiamo la sposa Uma Thurman.
Uma Thurman che tra l’altro compare nel terzo capitolo che compone la pellicola, “Signora H.”, quello più grottesco e ilare. Perché sì, in questo film si ride, anche. Lars von Trier aveva dato prova di essere un commediografo, un buon commediografo con un senso dell’umorismo tutto particolare, già con Il grande capo e pure in questo Vulvume 1 di Nymphomaniac emerge spesso il suo sguardo ironico e beffardo. Può non sembrare, ma Lars von Trier è un simpaticone, in fondo in fondo.


Spesso Lars von Trier è stato accusato di misoginia. Solo perché le donne nei suoi film subiscono torture, punizioni divine, atrocità e umiliazioni assortite? Può darsi. Eppure Melancholia, ad andare a guardarlo bene, presentava una visione piuttosto femminista del mondo. Qui, ancora una volta, Lars il presunto misogino ha voluto raccontare la storia di una donna. La protagonista di Nymphomaniac è Joe la ninfomane, interpretata da giovane dalla promettentissima esordiente Stacy Martin, e da “vecchia” da Charlotte Gainsbourg, arrivata ormai alla terza pellicola vontrieriana, Santa Donna che riesce a sopportarlo. Che allora il burbero regista non sia più così burbero come si diceva in passato, quello capace di traumatizzare la povera Bjork che dopo Dancer in the Dark non ha mai più girato un film?
Nonostante la presenza di una protagonista femminile, in Nymphomaniac possiamo trovare molto di von Trier. Il danese ha messo qui dentro tutta la sua visione della figa vita, delle donne, dei rapporti tra uomini e donne, certo, ma non solo. Lars attraverso quest'opera si è tolto parecchi sassolini dalle scarpe e ha risposto velatamente alle accuse di antisemitismo piovutegli addosso a Cannes attraverso una frase affidata al protagonista maschile, un uomo ebreo interpretato da Stellan Skarsgård: “Siamo sempre stati antisionisti, che non è la stessa cosa dell'essere antisemita.”


In un altro momento del film, von Trier lascia invece spazio al suo rapporto con Dogma 95, il movimento cinematografico da lui stesso fondato insieme a Thomas Vinterberg e che prevedeva alcune regole per le riprese delle pellicole (niente luci, scenografie, colonna sonora, etc.). Regole così radicali che persino gli stessi creatori del manifesto le hanno ben presto abbandonate. La stessa cosa capita nel film con Joe e B (l’altra attrice rivelazione Sophie Kennedy Clark, novella Kirsten Dunst) che fondano un club per ninfomani, la Piccola Congrega, seguendo il motto “Mea vulva mea maxima vulva”. Tra le regole di questo Fight Club del sesso, non si può farlo con lo stesso partner più di una volta e non ci si può innamorare. Non ci si deve innamorare.
“Contro cosa vi ribellavate?” chiede Stellan Skarsgård.
“L’amore,” risponde Charlotte Gainsbourg.
Con una regola tanto rigida, presto il club inevitabilmente si sfalderà, così com’è successo nella realtà al Dogma 95.


Con Nymphomaniac, Lars von Trier svela inoltre finalmente la sua vera ambizione: quella di diventare il nuovo Tinto Brass. Altroché Cinema d’autore. Lui vuole fare Porno d’Autore. In questo film il regista danese è più diretto che mai. Non si rivolge a un pubblico d’elite. In Nymphomaniac ci sono varie scene di sesso esplicito, eppure Lars non lambisce i territori dell’hardcore, né dall’altra parte tende a una visione pop porno patinata e glamour alla Playboy o alla Brazzers. Utilizza sempre il suo stile nudo e crudo ma, nonostante la tematica affrontata, non esagera nemmeno come ci si sarebbe potuti immaginare, sarà perché la versione arrivata nei cinema italiani è censurata e non è il director’s cut del regista. L’unico momento in cui si è forse fatto prendere un po’ la mano è la galleria di cazzi, un momento di quelli in cui von Trier si ricorda di essere un gran bastardo ed è come se dicesse: “Vi aspettavate un film pieno di fica? E io invece vi regalo una bella e variegata rassegna di bigoli!”.


Per quanto lontano dall'essere patinato, Lars von Trier ci ha regalato il suo film più "commerciale". Oltre alla scelta di fare un film sul sesso e il sesso si sa vende sempre, il regista è qui molto diretto ed esplicito anche nel modo di affrontare l’argomento, evita di essere criptico come in passato e utilizza passaggi che non lasciano grosso spazio all’immaginazione, oltre a momenti quasi didascalici in cui ricorre a delle metafore che possono essere comprese da tutti, non solo dal pubblico snob dei festival cinematografici. La caccia di una preda sessuale viene così paragonata alla pesca, nel primo capitolo dell’opera, "Il pescatore provetto", in cui v’è inoltre un uso fighissimo di “Born to Be Wild” degli Steppenwolf, brano celeberrimo e già strausato dal cinema – qualcuno ha detto Easy Rider? – ma che nelle mani del danese trova una nuova vita. Così come il “Waltz no. 2” di Dmitri Shostakovich, già sapientemente utilizzato da Stanley Kubrick in Eyes Wide Shut, ritorna in Nymphomaniac come tema ricorrente e fa sempre la sua porca figura, senza che appaia abusato.


In un paio di altri capitoli, von Trier cerca inoltre di convincerci che un cuore ce l’ha persino lui. Forse. Nel secondo capitolo “Jerome” si dà spazio a quello che pare essere il grande amore nella vita di Joe la ninfomane e che ha le sembianze di un Shia LaBeouf finalmente convincente e lontano anni luce dalle hollywoodianate alla Transformers per cui è diventato celebre. Ma di questo suo lato B, di questo suo lato indie l’attore ci aveva già dato dimostrazione con il video di “Fjögur” dei Sigur Rós.
Nel quarto capitolo, “Delirium”, viene invece fuori il toccante rapporto di Joe con il padre, un Christian Slater ancora più sorprendente e inedito di Shia LaBeouf, con alcuni momenti che lambiscono i territori del melodrammatico. Per questa parte, la più emotivamente forte del lavoro, Lars von Trier ha scelto il bianco e nero, come se lo considerasse il capitolo più hardcore, e per mitigare le emozioni ha deciso di epurare l'immagine dai colori, quasi per nascondere la vergogna di essere diventato troppo sentimentale.


Amm-sesso e non con-sesso che questo Nymphomaniac sia un film sul sesso, stiamo quindi parlando del film sul sesso definitivo?
In pratica sì, però non tutto convince fino in fondo. Dopo 4 primi capitoli impeccabili, come collegamento al Volume 2 della sua opera Lars von Trier ci presenta un quinto capitolo, “The Little Organ School”, abbozzato e con una metafora musicale giocata sulla polifonia di Bach leggermente telefonata. Nymphomanic parte quindi come una scopata epica e si conclude con un coito interrotto. Una scelta credo voluta da parte di quel bastardone di Lars von Trier, in modo da lasciare ancora con il desiderio acceso, per un secondo volume che promette di essere un’altra esperienza da non perdere, in grado di regalarci una visione più completa dell'insieme. Già nel primo volume comunque c’è di che godere, godere parecchio, anche se devo ammettere che a inizio visione mi sbagliavo. Nymphomaniac non è una figata pazzesca, come immaginavo. Nymphomaniac è una vulvata pazzesca.
(voto 9,5/10)

lunedì 7 aprile 2014

NYMPHOMANIAC, IL CINEORGASMO




Aah.

Sì, così.

Aaah.

Bravo Lars.

Aaaaah.

Sììì.

Sììì, o cazzo, sì.

Continua… dai dai, più veloce adesso, dai dai, più veloce.
Forza!

No, hey, ora rallenta, stallone non Sylvester.
Più piano.
Un po’ più piano…
Ancora un po’ di più…
P i ù  p i a n o
P     i      ù         p      i      a      n      o
Più...
Oh sì, è così che mi piace.


Embè, perché mi guardi male?


Oookay, me ne sto un po’ senza dire niente, che quelli che parlano mentre lo fanno ammazzano tutta l’atmosfera.





Aaah…

Almeno aaah posso dirlo?
Mi è consentito dire almeno questo?

Aaaaah

Aaaaaaaaaah

AAAAAAAAAAAH

AAAAAAAAAAAH

CAZZO AAAAH O CAZZO AAAAAAAAH

Ci sono, ci sono, ci sono ci sono ci sono sono sono sono sono ooooooooo

OMIODDIO SIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII’


Sì, Lars sì. Così si fa.
Che scopata, Lars, che scopata!
Bravo, Lars. Non dare retta a chi ti critica. Sono solo invidiosi del tuo enorme...
talento.

E adesso, che ci fai ancora nel mio letto?
Che altro vuoi?
Le coccole?
Sul serio?
Rivestiti, che la visione del tuo culo flaccido ora che gli effetti dell’alcol stanno svanendo non mi sembra più tanto allettante. E poi la parte del romantico non fa per te. Ci rivediamo tra qualche settimana, per il Volume 2… volevo dire per un’altra scopat… volevo dire per un altro appuntamento galante.
Che altro c’è, adesso?

Ah già, scusami. I soldi per il taxi li trovi sul comodino.
Ora levati dalle palle, Lars, e lasciami fumare una sigaretta post orgasmica in santa pace!


Nymphomanic – Volume 1
(Danimarca, Germania, Francia, Belgio, UK 2013)
Titolo originale: Nymphomaniac: Vol. I
Regia: Lars von Trier
Sceneggiatura: Lars von Trier
Cast: Charlotte Gainsbourg, Stellan Skarsgård, Stacy Martin, Sophie Kennedy Clark, Shia LaBeouf, Christian Slater, Connie Nielsen, Uma Thurman, Felicity Gilbert, Hugo Speer, Ananya Berg
Genere: pop porno
Se ti piace guarda anche: Shame, Kill Bill, Melancholia
(voto 9,5/10)

venerdì 22 novembre 2013

LARS E UNA NINFOMANE TUTTA SUA


Dopo le varie video anticipazioni e i poster orgasmici dedicati all’intero cast, ecco il primo orgasmico trailer ufficiale di Nymphomaniac, il nuovo orgasmico film di Lars Von Trier.
Così si fa, capito Darren Aronofsky?

martedì 28 agosto 2012

La passione di Ford





"Chiediamo il cambio: fuori Jesus, per lui basta torture, dentro James Ford."
C’è una cosa di cui Ford se ne intende?
Dite il wrestling? Bah, sarà, ma se fossi in lui comunque non me ne vanterei.
C’è però anche un’altra cosa di cui Ford sicuramente ne capisce: di film brutti. C’è chi è bravo a consigliare bei film da vedere, come il sottoscritto, e c’è chi al contrario attrae le schifezza come la merda con le mosche.
È un modo nemmeno troppo velato per dare a Ford dell’attira escrementi cinematografici?
Può essere, in ogni caso ecco la selezione per una volta di tutto rispetto realizzata dal mio acerrimo nemico di quelli che personalmente lui considera i peggiori rifiuti nella storia di spettatore.
Come al solito, non ha potuto fare a meno di farla fuori dal vaso, da bravo bimbo finto trasgressivo, citando un nome (Lars Von Trier, ovvio) che tra i peggiori non dovrebbe mai figurare, pena la radiazione dall’ordine dei blogger cinefili e l’inserimento tra i blogger cinefobi.
Siete curiosi, per una rara volta, di scoprire cosa il Ford ha scelto per noi, e soprattutto per fare sorbire a me qualche porcheria di film?
Dopo la splendida, cioè orrenda flop 10 cannibale di ieri, la Blog War prosegue qui sotto con la flop Ford 10.
Cannibal Kid

E finalmente, dopo la decina all'acqua di rose e per ragazzine adolescenti in crisi ormonale di ieri, abbiamo davvero a che fare con una lista di film davvero terrificanti.
Roba tosta, mica come le sviolinate di Moccia: qui siamo di fronte all'hard rock dello schifo, alla Hall of fame dei deliri di onnipotenza e degli abomini, nonchè ad una decina decisamente più varia di quella del Cannibale, che si è accontentato di scegliere quasi solo le sue delusioni da piccola teenager malinconica.

"Mi sa che devo fumare qualcosa di più potente, per trovare questo film decente."
1) Spawn di Mark Dippè (1997)
James Ford Un film di rarissima bruttezza che vidi addirittura in sala trascinandoci un gruppo di miei amici spinto dall'entusiasmo per uno dei fumetti più celebrati degli anni novanta, creato da quel Todd McFarlane che fu tra i primi ad abbandonare Mamma Marvel.
Una ciofeca da competizione in cui nulla ma proprio nulla si salva, recitata e girata anche peggio di Troppo belli ed impreziosita da una sequela di effetti speciali da rimanere sbigottiti per lo schifo.
Una roba in grado di annientare lo stomachino cannibale senza alcuna fatica grazie al micidiale mix di supereroi, clown e gente mascherata.
Cannibal Kid Una prematura dimostrazione di come Ford già da giovane, ovvero secoli e secoli or sono, fosse il classico tipo che ti ritrovi in compagnia tuo malgrado e che vuole trascinare gli altri a vedere qualche film che immancabilmente farà schifo. La sua capacità di prevedere quali pellicole vedere e quali è meglio evitare, ieri come oggi, è rimasta quindi immutata.
Questo film fa proprio schifo, è vero, ma almeno ha una colonna sonora nemmeno troppo terribile. Ieri poi Ford ha accusato i miei peggio film di essere innocui, ma che dire di questo? È il classico Z-movie che all’epoca poteva passare a mala pena su Italia 7, o che al cinema giusto gli allocchi come lui potevano andare a vedere. Il cattivo scoreggione del film è davvero atroce ma, rispetto a questa robetta, il mio stomachino deve sopportare ben di peggio ogni volta che passo a leggere un nuovo post su WhiteRussian.
JF Il tuo stomachino, infatti, ne dovrà sopportare. Questo era solo un piacevole antipasto.

"Ford, queste le hai dimenticate nel mio letto ieri notte..."
2) Alex l'ariete di Damiano Damiani (2000)
JF Alberto Tomba e Michelle Hunziker protagonisti di un poliziesco. Basterebbe questo.
Ma dato che non voglio farvi mancare niente ci metto anche uno dei grossi nomi dello spaghetti western inspiegabilmente dietro la macchina da presa - bisogno di soldi? Demenza senile? -, ed ecco confezionato uno dei prodotti più scandalosi mai usciti nelle nostre sale - e come voi tutti ben sapete, qui nella Terra dei cachi di schifezze ne escono! -. Roba da far impallidire perfino Moccia.
CK Questo film è spassosissimo, credo sia la pellicola più divertente mai inserita da Mister James Boring in una sua lista. Molto più delle visioni pseudo comiche che mi aveva propinato nella blog war sulle commedie!
Alberto Tomba offre un’interpretazione impagabile, ma Michelle Hunziker riesce benissimo a tenergli testa, tanto che alla fine ci si chiede chi tra i due reciti peggio, un po’ come quando ci si ritrova a vedere un film della serie Expendables: chi è il peggiore? Scelta davvero hard-ua.
E poi ci sono scene scultissime come quella della carrozzina, con Tomba in versione eroe, o quella della multa, con l’Albertone che viene fermato senza cintura, pensa di farla franca solo perché è un carabiniere e invece no.
La Tomba del cinema, ma allo stesso tempo anche un film talmente assurdo da rasentare il geniale, seppure in maniera del tutto involontaria.
Grazie a Ford l’ariete per avermi finalmente consigliato una visione esilarante!

"Mo dai, Ford. Te la sei presa perché non ti abbiamo invitato a Rimini con noi?"
3) Da zero a dieci di Luciano Ligabue (2002)
JF E dopo i supereroi e il poliziesco ecco giungere il musical finto neorealista, per quello che è stato il punto di non ritorno della carriera di Ligabue, partito discretamente con Radiofreccia e letteralmente naufragato con questa copia un pò finto alternativa ed un pò finto pane e salame di Alta fedeltà, infarcita di retorica neanche fosse un film americano di Muccino e di sequenze ben oltre il limite della decenza.
Basterebbero il voto al tumore guarito o la corsa in macchina per chiudere i conti con questo polpettone di infima categoria, ma il buon Luciano ce la mette tutta inserendo uno dei numeri musicali peggiori che mi sia mai capitato di vedere. Roba da pensare di convertirsi ad High School Musical.
CK Da zero a dieci, Ford ne capisce di cinema zero. Forse anche sotto lo zero. Eppure, su questo film ha pienamente ragione. Per me è il secondo peggiore della decina fordiana, nonché una delle più scandalose porcherie mai viste. Il Figabue, già pessimo cantante, cinematograficamente ha detto tutto quello che doveva dire con il decente Radiofreccia. Qui però ha tirato fuori i suoi ricordi giovanili, di quando era andato in vacanza con gli amici a Rimini, e invece di tenerseli per sé ha cercato di propinarci una sorta di suo personale Amarcord VS Il grande freddo, con risultati ai limiti del ridicolo e invenzioni registiche degne del Moccia presente nella mia lista di ieri.
Su una cosa però Ford sbaglia. Questo non è finto pane e salame. Questo film è il simbolo stesso del panesalamesimo e quindi è davvero strano non gli sia piaciuto. Che anche lui si sia finalmente reso conto che il panesalamesimo è una delle grandi piaghe dell’umanità?
JF Più che pane e salame, mi pare pane e letame. Lo stesso che mi ritrovo a dover sopportare quando mi schiaffo malauguratamente qualche film consigliatissimo dal Cannibale!

"Hey tu, non ti ho mai visto, come ti chiami?"
"Cannibal Giuda, e ti sarò sempre fedele barbon, ehm Jesus. Giurin giurello."
4) La passione di Cristo di Mel Gibson (2004)
JF Finalmente. Uno dei miei film horror preferiti nonchè bersagli principe delle bottigliate.
L'apoteosi della follia di Mel Gibson regista ed integralista.
Uno scempio vero e proprio per gli occhi dell'audience così come per la figura di Gesù, una delle più affascinanti della Storia anche per i non religiosi come il sottoscritto, qui ridotto prima alla controfigura di Bruce Lee in versione figlio di dio e poi pupazzo di carne in mano ai torturatori romani tutti figli del sadismo del pazzo Mel.
Con questo titolo potrei quasi quasi fare a polpette l'intera decina del mio avversario, ma dato che sono un bruto, ho deciso che ne avrebbe avuto ancora.
"Ognuno ha le sue croci: se Cannibal riesce a reggere Ford, pure io posso farcela."
CK Davvero strano che debba essere proprio io a difendere il da me tanto odiato Mel Gibson. Eppure questo film, per quanto per diversi aspetti pessimo, è comunque cinematograficamente meglio in confronto al ruffianissimo Braveheart. Se non altro ha una bella fotografia e qualche momento al limite dello splatter che lo fa avvicinare proprio alle atmosfere di un horror.
Braveheart rendeva una discutibilissima figura come quella di Wallace un simbolo di libertà e indipendenza, che è come santificare Bossi e il Trota, visto che la Storia è andata in maniera ben diversa da come ce l’ha raccontata lui.
Qui in La passione di Cristo il registonattore continua a martoriarci con la sua personale e discutibile visione del mondo, ma se non altro questa volta ci risparmia la sua pessima recitazione. È già qualcosa. Fine della mia difesa (è il massimo di difesa che sono riuscito a tirare fuori) di Mel Gibson, l’uomo che sussurrava ai castori.
JF Un giorno il discutibilissimo Cucciolo Eroico ci svelerà come è stato in grado di venire a conoscenza dei dettagli esatti della vicenda di Wallace - che peraltro non credo abbia mai avuto niente a che spartire con le interpretazioni leghiste - e anche di quelle del buon vecchio Gè tramutato in campione di calci rotanti. E penso ne sarà felice, considerato il suo ego.
CK Un giorno anche tu ci svelerai come fai a sapere che la versione cui credi tu sia vera. Solo perché te l’ha detto l’affidabilissimo Mel, lo stesso della passione di Cristo???
JF Ma io non ho mai affermato che la versione del vecchio pazzo Mel fosse vera o falsa. Me la sono goduta e basta. Un pò come mi godrei La passione di Cannibal! Ahahahahahha!

"Hey, chi si immaginava che qualcuno avrebbe visto il nostro film
volontariamente? Meno male che c'è gente masochista come Ford..."
5) Within di John A. Curtis e Melvin Ward (2005)
JF Raramente mi capita di interrompere un film prima della fine. Anche nei peggiori dei casi. E ancora più raramente capita che decida a dieci minuti dall'inizio di guardarlo a quadrupla velocità per mettere fine alle mie sofferenze.
E' accaduto con questo improbabile horror dal budget e dai risultati a dir poco demenziali visto a stento una sera in Croazia in compagnia di Julez sperando nel classico slasher movie da notti estive.
Il risultato fu una delle visioni del genere - e non solo - più disastrose della mia storia di spettatore: se avete velleità come attori, registi, montatori o anche addetti al catering sul set, state tranquilli. Se ci sono riusciti Curtis e Ward potete farcela anche nel pieno del coma. Qui trovate la mia recensione.
CK E ancora: Ford ieri diceva che i film da me proposti sono innocui nella loro inutilità, ma che dire di questo filmetto che giusto lui si è visto?
Una produzione amatoriale, amatorialissima, girata probabilmente come passatempo e che a qualunque persona sana di mente non sarebbe mai venuto in mente di vedere. D’altra parte, che aspettarsi da uno che si aspetta uno slasher movie da un filmetto pseudo fantasy come questo?

"Sì, volevo confermarlo ufficialmente: recito così bene che mi han preso
per The Expendables 3. E no, non sono il sosia di Antonio Conte."
6) Il mercante di pietre di Renzo Martinelli (2006)
JF Ed ecco un altro membro illustre della mia top five del peggio del peggio della mia vita di spettatore.
Una schifezza abominevole ben oltre il ridicolo involontario che vorrebbe essere un attacco spietato del regista - leghista in tutto e per tutto - al mondo islamico e al terrorismo post-undici settembre.
Sequenze al limite dell'assurdo e dialoghi imbarazzanti potrebbero anche far sbellicare dalle risate, ma onestamente al sottoscritto mettono una discreta inquietudine, specie dopo averlo visto causa recensione in sala ed aver ascoltato inneggiamenti folli da parte di gruppi interi di vecchi milanesi poco favorevoli all'immigrazione.
Tra le altre perle:
"Tesoro, guarda che non tutti i musulmani sono terroristi!"
"Hai ragione, ma tutti i terroristi sono musulmani."
CK Questo è il film peggiore della decina fordiana. Nonché uno dei peggiori della Storia. Oltre ogni soglia del brutto e dell’orrore. Sia a livello cinematografico che ideologico.
Viene da chiedersi cosa diavolo ci faccia Harvey Keitel in una produzione del genere. Spero almeno l’abbiano pagato bene. Così come spero abbiano pagato bene Ford per recensirlo.
Tutti ma proprio tutti i peggiori e più stupidi pregiudizi nei confronti dei musulmani sono inseriti qui dentro, tanto che al confronto Mel Gibson appare come una persona tollerante.
Il protagonista, un professore universitario sulla sedia a rotelle, è uno dei personaggi più razzisti e ridicoli mai visti e l’interpretazione di Jordi Mollà fa apparire Albertone Tomba come un attore da Oscar.
Per una volta, una scelta fordiana su cui non ho nulla da eccepire. Solo pietre, contro Il mercante di pietre!

"Basta vomitare, cara, Ford ha quasi finito di parlare di cinema."
7) Antichrist di Lars Von Trier (2009)
JF Membro illustre della top five del peggio, capitolo tre.
Ricordo quando, con Julez, decidemmo di vedere questo film memori delle cose notevoli fatte da Von Trier fino a quel momento.
Ricordo anche che fu la prima volta in cui pensai che se mi fossi trovato di fronte il regista appena conclusa la visione l'avrei sfigurato a furia di cazzotti.
Giurai che mai più il cammino di Lars Von Trier avrebbe incrociato il mio.
Purtroppo ruppi il voto, e mi toccò sorbirmi anche quel polpettone di Melancholia.
Che, comunque, confrontato con questa roba, pare il film più bello della Storia del Cinema.
CK Una persona che inserisce una pellicola del genio assoluto Lars Von Trier, uno dei più grandi cineasti viventi e non solo, nella lista dei peggiori dice già da sola tutto riguardo a quel che ne può capire di cinema.
"Che addominali, Lars! Per questo Ford è tanto invidioso..."
Antichrist per me è il meno riuscito tra i film dell’idolo danese, ma un Von Trier poco riuscito è pur sempre una visione stimolante, ricca di spunti e visivamente a tratti è magnifica. Se i dialoghi psicanalitici e qualche visione alla David Lynch non sono troppo congeniali al Lars, la splendida sequenza iniziale è una tale meraviglia che da sola riesce a salvare la pellicola e vale più di intere decine dei meglio film fordiani.
Altroché Antichrist, Ford è l’Anticinema.
E, comunque, Melancholia è a confronto di qualunque cosa uno dei film più belli della Storia del Cinema!
JF Già il fatto che una groupie vontrieriana del tuo stampo lo reputi il suo lavoro meno riuscito la dice lunga sulla montagna di merda fumante che è questo film, secondo per schifezza soltanto a Il mercante di pietre e all'altro abominio che ci aspetta tra poco.
Se questo è il Cinema, sono felice di essere l'Anticinema!
CK Tranquillo, il titolo è tutto tuo ahahah.

"Ecco un altro povero Cristo che preferisce farsi giustiziare, piuttosto
che farsi trascinare da Ford a vedere qualche filmaccio insieme a lui."
8) Tekken di Dwight H. Little (2010)
JF Cannibale e i radical chic come lui continueranno a criticare gli action heroes degli anni ottanta come Van Damme per la scarsa qualità dei loro film, quando ora, nonostante gli effetti e le grandi produzione, si ritrovano davanti agli occhi cose di gran lunga peggiori.
Il mio personale peggior film dello scorso anno è una schifezza quasi mai vista ispirata alla nota serie di videogiochi che vorrebbe rispolverare le atmosfere dei mitici eighties e che risulta essere, al contrario, anche peggio di schifezze galattiche come il primo Mortal Kombat. Che è dire tutto.
Trovate la mia recensione - se proprio dovesse venirvi comunque voglia di vederlo - qui.
CK Che questo film sia una schifezza assoluta, nessuna discussione. Sul fatto che i film con Jean Ford Van Damme siano qualitativamente migliori, invece, ho parecchi dubbi. Tekken è infatti il degno erede del film di Street Fighter, proprio con il nano più odioso del Belgio. Per il resto, un’altra visione che chiunque un attimo furbo avrebbe evitato: i film dai videogame quasi sempre si rivelano delle porcherie atroci, dal poco Super Mario Bros a Tromb Raider, quindi meglio girare al largo. Film come Troppo belli o Alex l’ariete vanno visti perché atroci scult con cui farsi delle grandi risate, ma robe così solo Ford se le può sorbire volontariamente…
In una sfida con Ford a Tekken il videogioco, in ogni caso, avrei la meglio io!
JF Ti lascio il videogioco, piccolo Cannibal. E io mi prendo a mani basse la vittoria a cazzotti, che sicuramente mi darà più soddisfazione.

"Non capisco perché Ford si sia scandalizzato tanto.
Nei suoi amati incontri di wrestling succedono più o meno le stesse cose..."
9) A Serbian Film di Srdjan Spasojevic (2010)
JF Credetemi quando vi dico di essere stato in dubbio se inserire nella mia decina questo abominio.
La colossale montagna di merda firmata da Spasojevic è infatti il più grande insulto che abbia mai visto indirizzare al pubblico di un film, e tendenzialmente non l'avrei propinato neppure al mio peggior nemico.
Ma dato che si trattava di una lista dedicata al peggio ed io e il Cannibale non ci siamo mai risparmiati in quanto a colpi bassi, ho deciso che sarebbe stata una sorta di sfida con me stesso proporglielo ed eventualmente tornare a discutere di una visione che, credetemi, vorrei davvero cancellare dalla mia vita.
Se con Antichrist il mio primo istinto è stato quello di dare una manica di botte a quell'esaltato di Von Trier, in questo caso ho pensato che per il regista serbo l'unica strada possibile sarebbe stata quella della galera, perchè un prodotto come questo dovrebbe costituire reato, non essere distribuito e - lo dico a malincuore, perchè sono contro ogni forma di censura - cancellato dalla faccia della Terra.
Come testimonia la mia recensione, forse la più pesante che abbia mai scritto.
CK Bah, non posso dire che mi sia piaciuto questo A Serbian Film, ma nemmeno l’ho trovato così pessimo o atroce. Evidentemente quella suorina di Mrs. Ford si scandalizza davvero per niente.
La prima parte del film scivola via tranquilla, con la storia quasi simpatica di un pornodivo che vuole rientrare nel giro. Nella seconda parte si ritrova però suo malgrado scaraventato in un incubo. La visione eccede nello splatter e nel provocatorio, e tutto diventa talmente pazzesco e assurdo da risultare ai miei occhi piuttosto innocuo. La scena finale mi ha persino strappato un sorriso.
L’obiettivo del regista, ovvero la volontà di scandalizzare e disturbare i bacchettoni moralisti come Ford, vista la sua reazione shockata, si può dire alla fine pienamente riuscito.
JF Ecco, sapevo che avrei dovuto farlo.
Sinceramente, considerare innocuo o in qualche modo provocatorio inserire in un film la scena di una donna che partorisce soltanto per vedere il neonato stuprato dallo stesso tizio che ha assistito al parto, per me, è solo indice della malattia mentale del regista, di chi l'ha scritto, di chi l'ha apprezzato e anche di chi riesce a farselo scivolare addosso.
Spasojevic - e quelli come lui - per me dovrebbero essere presi a bastonate e ributtati nel fosso dal quale sono usciti. E ora potrai anche darmi del reazionario, pensa quanto sono buono.
CK Per me resta meglio un po’ di sana cattiveria gratuita rispetto allo stucchevole e insultante buonismo dei Muccino o James Cameron visti ieri, o allo Spielberg di War Horse. Ma mi sembra ormai chiaro che tu sei solo un finto duro, proprio come quei buffoni mascherati del wrestling che ti ostini tanto a esaltare!
JF Sana cattiveria una scena del genere!?!? Dovrò cominciare a preoccuparmi sul serio di quel Cannibal! ;)
Il buonismo di Muccino o di un War Horse qualsiasi mi irrita quanto te, ma giuro che non posso credere che una pellicola malata come questa possa suonarti come una provocazione un pò sopra le righe.
E' davvero troppo perfino per uno spostato come te.

"Azzo ridete? Gli occhiali 3D eran finiti e mi son dovuto accontentare di 'sta roba..."
10) Dylan Dog di Kevin Munroe (2011)
JF Il mio secondo peggio-film dello scorso anno è questa roba per la quale Tiziano Sclavi avrà preso un sacco di soldi per i diritti cinematografici ma che, di fatto, snatura completamente la figura dell'indagatore dell'incubo - una delle più importanti del nostro panorama fumettistico - trasformandolo in una macchietta interpretata dal risibile Brandon Routh, che riesce ad essere quasi peggio del Tomba di Alex l'ariete.
Un film con tanto di diavolo avversario che fa rimpiangere il bellissimo spot Nike di metà anni novanta, decisamente più efficace di un'ora e mezza abbondante di questa roba.
E per non farvi mancare nulla, ecco l'immancabile recensione.
CK Altro film del tutto inutile della lista fordiana. Una schifezzina di medio livello, un film noioso e ignorabile fin dal trailer, di quelli come a Hollywood ne sfornano fuori parecchi all’anno.
Dopo aver tirato fuori un paio di effettive mostruosità come Il mercante di pietre e Da zero a dieci, pare chiaro che Ford sia arrivato stanco al termine della sua stessa decina e abbia messo dentro una roba a caso tanto per fare numero.
Anche perché vogliamo mettere questa pur pessima rilettura di Dylan Dog a opera di Hollywood, rispetto a un Moccia che rilegge se stesso?

martedì 19 giugno 2012

EURO BLOG WAR - Secondo tempo

"Vai Cannibal!"

Prosegue la partita tra il sottoscritto Cannibal Kid e il mio blogger-enemy Ford.
Questa volta il campo di scontro scelto è quello degli Europei 2012.

Abbiamo selezionato apposta per voi adorato pubblico sugli spalti due squadre composte da attori e registi provenienti dai paesi partecipanti alla competizione calcistica.

Ieri abbiamo assistito al primo spento tempo della Euro Blog War sfida, con gli sbadigli provocati dall’11 messo in campo dal Mister più scarso del mondo cinematografico e calcistico: Mister James Ford. Una selezione parecchio scarsina, passata sul terreno di gioco senza lasciare alcuna traccia visibile.

Oggi invece ci si diverte, con una formazione cannibale imprevedibile e tutta orientata all’attacco. Pronta a scardinare il catenacciaro fordino fordiano e a conquistare il pubblico pagante. E pure quelli entrati di straforo.

Ecco a voi i miei 11 calciattori-registi.


"Chi non salta un fordiano è, è!
1 Roman Polanski, Polonia (Rosemary’s Baby)
Cannibal Kid In porta, un uomo che è abituato a difendersi, visti i numerosi attacchi personali subiti, sia per l’assassinio della moglie Sharon Tate compiuto dai seguaci di Charles Manson, sia per la famigerata questione dello stupro. Questione che ha fatto rimanere Roman Polanski agli arresti domiciliari, quindi ormai è abituato anche agli spazi stretti e lo vedo quindi bene a stare tra i pali. Inoltre, il polacco è un regista di grande esperienza e sicurezza e queste sono doti molto utili per un portiere.
Nell’ambito della sua lunga carriera, il polansko ha spaziato molto tra vari generi, ma di certo l’ambito in cui se la cava meglio è la costruzione della tensione e Rosemary’s Baby è un saggio sull’argomento. Ford, non fartela sotto, mi raccomando ahahah!
Per quanto sia del 1968, Fordmary è un film estremamente moderno, costruito su dialoghi fitti, movimenti di macchina avvolgenti, un crescendo della suspance pazzesco che oggi va molto, si vedano ad esempio i film di Ti West, il Tarantino di Bastardi senza gloria o anche una serie come Breaking Bad. Attualissima anche la tematica satanico-stregonesca che troverà poi grande fortuna da L’esorcista in poi fino a tutti i vari cloni di oggi.
Un capolavoro moderno capace di mettere al rogo tutti i classici passatissimi proposti dal satanico Ford Manson.
Mr. James Ford Nonostante l'ottima scelta cinematografica, Polanski risulta vecchio anche più del vecchio cowboy Ford e del finto giovane e già spompatissimo - e troppo pompato - Ti West, che starebbe bene giusto come raccattapalle in fondo alla rete cannibalesca.
Un ultimo baluardo dedito al gioco del nascondino che ben poco potrà fare per opporsi agli attaccanti fordiani.

Una povera vittima degli scontri tra tifosi fordiani e cannibali.
2 Giorgos Lanthimos, Grecia (Kynodontas - Dogtooth)
CK A ficcare i tacchetti canini sugli sterili attaccantini fordiani, ci pensa un terzino davvero tosto e bastardo: Giorgos Lanthimos, autore di uno dei film più sorprendenti e allucinanti degli ultimi anni, il greco Kynodontas.
Guardando una pellicola del genere, la Grecia almeno da un punto di vista cinematografico appare tutt’altro che in crisi. L’unica crisi è quella di Ford. Quella di mezza età? No, quella della terza età! uahahah
JF Un terzino destro arcigno e cattivo, Lanthimos, che nonostante la buona volontà rischierà giusto di lasciare in dieci la già provata compagine targata Cucciolo Eroico con la sua eccessiva dose di violenza.
E considerate le contestazioni all'Ucraina vessatrice canina, già prevedo quelle rispetto al Giorgios persecutore felino.
CK Tranquillo, Ford, che Lanthimos non verrà espulso. Ho fatto un telefonata a Moggi e mi ha detto che all’arbitro ci pensa lui…

"Dopo questa, voglio staccare la testa pure a Ford!"
3 Juan Antonio Bayona, Spagna (The Orphanage)
CK Dall’affascinante e vitale scena horror spagnola, ecco una super chicca che giusto un super pirla come Ford può non apprezzare.
The Orphanage è un horror profondamente umano, con la rara dote all’interno del genere di raccontare una storia magnifica, fantasiosa e persino commovente. E poi qualche brivido lo mette anche e tiene a distanza gli attaccanti sempre più neutralizzati della formazione di un coach Ford che non sembra pronto per la serie A cannibale.
JF Il coach Ford, ben saldo in panchina con la sua fedele bottiglia - anche vice allenatrice -, ride di un terzino sinistro piuttosto debole, ben lontano dalle meraviglie del suo compatriota Del Toro, che con Il labirinto del fauno si sarebbe mangiato il povero Bayona, orfano del talento degli attaccanti avversari.
CK Bottiglia di cosa? Di acqua santa per fare i tuoi riti scaramantici da Trapattoni di serie Z? Nemmeno quelli possono salvare la tua squadra dalla sconfitta…
JF Penso opterò per il rhum, che viene anche buono nel caso si concludesse la partita con una bella rissa in campo. Tu sei pronto a qualche molotov fordiana?
CK Certo, radical Ford!



"Nella squadra cannibale si sta come in Paradiso!"
4 Ingmar Bergman, Svezia (Persona)
CK Un regista difficile da penetrare che è una garanzia per la difesa cannibale e che incredibilmente mette d’accordo sia me che Ford. Potere svedese, credo, e l’IKEA non c’entra niente.
Tra le sue perle, la mia scelta è ricaduta su Persona, un film pazzesco, letteralmente pazzesco. Un’opera intricatissima costruita in pratica tutta su due personaggi e sulle loro menti. Non un thriller in senso stretto, eppure una visione tesissima. A livello visivo poi è enorme, ricca di invenzioni e con un uso del b/n ai massimi livelli. Oserei dire in una delle mie solite dichiarazioni megalomani che con questo film il bianco e nero ha raggiunto il suo apice assoluto. E oserei anche dire che Mr. Ford con la sua lista ha raggiunto un nuovo apice assoluto di pretenziosità, con tutti i suoi registucoli e filmucoli che giusto lui e pochi altri sciagurati hanno visto.
JF Il potere svedese di Bergman e della sua lanterna magica non si discute, tanto che, come un novello Pirlo cinematografico, lo svedese per antonomasia del Cinema riesce a mettere d'accordo il milanista Ford e lo juventino Cannibale. Potere svedese, anche più tosto di quello di Grayskull!

5 Lars Von Trier, Danimarca (Le onde del destino)
CK Coppia di centrali rocciosi e indecifrabili, Von Trier e Bergman non fanno nemmeno avvicinare il per nulla fortissimo ma solo fordissimo (e non è un complimento) attacco rivale.
E se qualcuno prova a passare, quel bastardo di Lars è pronto a spezzargli immediatamente le gambine!
Von Trier conferma con Le onde del destino la sua cattiveria in quello che forse è il suo capolavoro assoluto, in mezzo ai suoi tanti, facendone passare di tutti i colori alla povera Emily Watson.
Con un filmone del genere, c’è poco da fare per la spenta compagine fordiana. È scritto nelle onde destino che l’11 cannibale vinca senza problemi!
JF Nonostante Le onde del destino sia indiscutibilmente un ottimo film - il mio secondo favorito nella classifica dedicata a Von Trier -, lo stesso è anche segno del tempo che è passato trasformando un regista incredibilmente promettente in un pazzo megalomane dalle ambizioni divine, e non sto parlando del Cannibale.
Rischio grosso per il coach Katniss, che vedrà ben presto la sua squadra ridotta in nove con la seconda espulsione di seguito.
CK Secondo preferito? E il primo qual è, Antichrist? aaahahah
Nonostante la protezione di Moggi, Von Trier verrà comunque di certo espulso come persona non grata. Non prima però di aver decimato gli omini fordiani con i suoi graditi fallacci. Ed essersi divertito un mondo a farlo!

"Dai ragazzi, che battere Ford sarà una passeggiata!"
6 Francois Truffaut, Francia (I quattrocento colpi)
CK In cabina di regia della formazione cannibale, il regista per eccellenza, le metteur en scène, Francois Truffaut. Con lui a orchestrare il gioco, tutto è più facile per il cannibal team.
I quattrocento colpi è un esempio di cinema totale, una storia di formazione messa in scena in maniera strabiliante e fantasiosa da Truffaut e con il suo titolo è perfetto anche come punteggio: Cannibal - Ford 400 a zero.
JF I quattrocento colpi del genio di Truffaut verranno sgominati senza troppi complimenti dagli arcigni centrocampisti di Frontiera della squadra cowboy, pur se con un velo di malinconia per un talento come pochi del Cinema sprecato in una squadra di primedonne guidata dalla primadonna per eccellenza, il mister Cannibalinho.

"Schhh Ford, 11 rane a zero e a casa!"
7 Danny Boyle, Inghilterra (Trainspotting)
CK Sulla fascia, la velocità di Danny Boyle. Talento discontinuo, capace di grandi colpi così come di partite meno riuscite, è comunque in grado di stupire sempre, sia in positivo che in negativo. Nonostante gli Oscar dati al carino ma comunque sopravvalutato The Millionaire, la sua pellicola migliore è, e probabilmente resterà sempre, Trainspotting. Film simbolo degli anni ’90, imitatissimo, con una colonna sonora più che strepitosa, attori in formissima, una rappresentazione del mondo dei tossici ironico, divertente e privo di moralismi. Un treno in corsa che non può essere fermato dai registi statici di coach Ford, per cui di rapido prevedo solo un imminente esonero.
JF Ennesima scelta rischiosa del mio avversario, che pare anche nel disporre la sua formazione avventato almeno quanto il suo nome ci ricorda ogni giorno.
E come ogni adolescente finirà per vivere un brutto risveglio, quando i supplementari spezzeranno il fiato di un regista con ottimi numeri incapace, però, di reggere alla distanza.
Una partita di 127 ore, il buon Boyle, non riuscirà a giocarla neppure se fatto come un cavallo ed inseguito da una mandria di zombies assatanati.
CK Ma perché, ti credi di arrivare ai supplementari? Nonostante il tuo gioco catenacciario, la rischiosa formazione cannibale a fine primo tempo t’ha già messo sotto 7 – 0!
JF Di certo non ci arriva Boyle, che sarà più ubriaco di me già al fischio d'inizio, da buon anglosassone! Ahahahahaha!

"Scusa Cannibal, non so a chi ti riferisci: Ford chiii?
Io non gli ho mai parlato in vita mia..."
8 Filippo Timi, Italia (La doppia ora)
CK Sull’altra fascia corre la concretezza di Filippo Timi, talento raro del cinema italiano, un attore come Dio comanda, uno dei nostri rari interpreti che vedrei bene anche all’interno di qualche produzione internazionale. Per il momento intanto ha lasciato il segno in una serie di pellicole italiane. Su tutte, la mia preferita è La doppia ora, thriller teso e affascinante, che davvero ben poco ha a che fare con il resto della scena italiana. Ma per riuscire a recuperare lo svantaggio, alla squadra di Ford non basterebbero nemmeno una doppia ora, figuriamoci 90 minuti. Arbitro, vai pure di triplice fischio, che la vittoria è già tutta cannibale!
JF Con Filippo Timi ho chiacchierato più di una volta, un tipo simpatico e alla mano, ironico ed interessante. Peccato che sia costretto dalla sua timidezza ad un guscio che lo lascerà intrappolato sulla linea mediana, un pò come un film che, rispetto ad altri interpretati dal promettente attore - uno su tutti, Vincere -, risulta davvero poca roba.
Un pò come il team Cannibale.
CK Ed ecco Ford in versione amico dei VIPs con i suoi aneddoti gossippari. Guarda che non siamo nello studio del Grande Fratello, Mr. James Signorini. Qui si parla di calcio e di cinema. Campi su cui faresti meglio a non mettere piede, ma guardare dalla tribuna. Sempre che i teppisti come te li facciano ancora entrare…
JF Ho ottenuto un permesso speciale solo per poterti battere direttamente dal Gran Visir di This is England, capo supremo degli hooligans. E non ti basteranno i tuoi piccoli cops bastardi senza gloria, per fermarmi!

"Guardate, io per non sentir più le scemenze
di Ford me ne vado nello spazio!"


9 Michael Fassbender, Germania/Irlanda (Shame)
CK Punta d’attacco solida, l’attore tedesco naturalizzato irlandese è pronto a infilare tutte le palle che gli capitano nella porta fordiana. Chi avesse dubbi in proposito si vada a vedere quel gran filmone che è Shame, in cui Fassbender mostra tutte le sue doti. Recitative, naturalmente. Cos’altro vai pensando, maliziosissima Jane Forda?
JF Eh, la Shame è una brutta bestia. Ti sorprende quando meno te lo aspetti, anche quando sicuro di certe doti entri in campo senza pantaloncini.
Si prospettano momentacci per il buon Fassbender - pure bravo, per carità -, soprattutto a seguito di quest'ultimo film in cui nonostante le sue dimensioni artistiche tutto pare fermarsi alla superficie. Un pò come lo sterile attacco Cannibale, che resterà inchiodato allo zero sul tabellino.
CK Sei tu che ti fermi alla superficie, perché il film di McQueen dietro a una magnifica cornice visiva riflette benissimo la società attuale come pochi altri film. Shame on you, Ford!





"Wow, la formazione cannibale è davvero esaltante!"
10 Valérie Donzelli, Francia (La guerra è dichiarata)
CK La fantasista della squadra cannibale è Valèrie Donzelli, giovane talento emergente del cinema francese, autrice di uno dei film più emozionanti e imprevedibili degli ultimi tempi, una pellicola sul cancro che a sorpresa riesce anche a far ridere. Girato con un sacco di spunti e idee, La guerra è dichiarata è una dichiarazione di guerra al cinema convenzionale e conservatore tanto amato da Ford.
La donzella è una regista e attrice già capace di enormi prodezze e pronta con i prossimi film a stupire ancora di più. Un acquisto eccellente per il team cannibale anche in prospettiva futura, con Ford che invece è capace solo a guardare al passato. O alla serie B, serie B, serie B!
JF Un numero dieci giovane e a sorpresa, nonostante la presenza del veterano Truffaut.
Non ho ancora visto il film e non mi pronuncio in merito, ma l'impressione è che la buona Donzella sia un pò gracilina per la conservatrice - di risultati e reti inviolate - difesa del fortino made in Fordland.
La prossima volta la buona Valerie dovrà valutare bene con il suo agente rispetto alla squadra da scegliere.
CK Il team cannibale sorprende sempre! Al contrario del prevedibile, e facilmente annientabile, modulo fordesco vecchio stile. Ah, Ford, non so se lo sai, ma rispetto ai tuoi tempi hanno introdotto la regola del fuorigioco. Dillo ai tuoi difensori, anche se ormai è troppo tardi! ahahah

"Cassano? Fortuna che la testa l'ha usata per segnare.
Per parlare, invece, mi sa che usa un'altra parte del corpo. Come Ford..."
11 Mila Kunis, Ucraina (Il cigno nero)
CK Nello scoppiettante tridente cannibale, Mila Kunis è pronta a sfruttare ogni distrazione della difesa fordiana grazie alla sua accecante bellezza e talento. Danzando come un cigno nero tra le file lente dei difensori messi in campo a casaccio dal mio blogger rivale, regala l’ennesima rete ai Galacticos cannibali. Per quanto strepitosa nel film di Aronofsky (pure lui di origini ucraine), anche lei è da tenere d’occhio in prospettiva futura. Mentre di nero per Ford e i suoi tristi 11 non c’è il cigno, ma solo il futuro.
JF Mila Kunis, per quanto messa in campo con lo scopo unico di distrarre la compagine avversaria volteggiando nel letto con la sua compagna di merende Natalie Portman, verrà facilmente soffiata via come una piuma - di cigno, ovviamente - dalla granitica difesa blaufordiana, asserragliata per difendere i colpi di genio dei suoi gaudieschi attaccanti. Bye bye, merengues.
CK Bye bye, scarpones!

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