Ma quando cazzo finisce sta merda di Sanremo?
Visto il successo che inspiegabilmente sta ottenendo questa edizione condotta da Antonella Clerici, stanno pensando di farlo durare più di cento giorni, come il Grande Fratello. Tra le prossime cento puntate, forse una sarà dedicata alle Nuove Promesse. Ma solo forse, perché Raiuno non vorrebbe poi essere considerata troppo indulgente nei confronti di sti bamboccioni.
Ieri la Clerici ha annunciato che stasera ci sarebbe stato ospite il più grande dj del mondo. David Guetta, ho pensato io (così come ha pensato tutto il resto del mondo). E invece no. È arrivato
Bob Sinclar. Vabbè dai, accontentiamoci. È già tanto che non abbiano chiamato Tommy Vee.
Il comico Giovanni Vernia, alias
Jonny Groove, sfotte la Clerici e per questo ti stimo, fratello. Anche se chiamarla Lady Gaga più che uno sfottò, è il più grande complimento che le abbiano mai fatto nella sua vita.
“Ve l’ho detto che oggi era una puntata rock e non avete ancora visto niente!” strepita la grossa grassa Clerici greca. Bob Sinclar ti sembra rock? Jonny Groove è simpatico, ma cosa cazzo c’entra con il rock? Stendiamo giusto quel migliaio di veli pietosi.
Malika Ayane è sempre la cosa migliore del Festival. Per non sputtanare la sua canzone, evita di presentare ospiti strampalati ma solo un non invadente accompagnamento danzante.
Simone Cristicchi arriva con un coro di minatori per fare l’originale. Missione compiuta, comunque saremmo vissuti benissimo anche senza.
Irene Grandi non si presenta purtroppo con il cantante dei Baustelle che ha scritto la sua canzone, ma con il comunque valido
Marco Cocci, attore in film come “Ovosodo” e “L’ultimo bacio”, nonché cantante dei Malfunk, gruppo discretamente cazzuto. Il loro duetto dà merda a quello degli Amici
Valerio Scanu e
Alessandra Amoroso di ieri e tristemente ripropinato pure oggi.
Irene Fornaciari fa la cazzata di cantare insieme a una certa Susie che per quanto mediocre ha una voce migliore della sua. Come darsi la zappa sui piedi due volte (la prima l’ha fatta chiamando la versione Avatar dei Nomadi).
Marco Mengoni con eyeliner sempre più emo (un omaggio ai Tokio Hotel?) fa il pezzo con un quartetto d’archi. Scelta molto azzeccata.
Il ct
Marcello Lippi si presenta con il fischiatissimo
trio delle merdaviglie, in quello che è uno dei momenti più tristi che la storia della tv italiana ricordi. Ho deciso che ai prossimi Mondiali tiferò CONTRO l’Italia. O almeno contro Lippi.
In anteprima mondiale,
Jennifer Lopez presenta il suo nuovo singolo “What is love?” Una canzone penosa, se vi stavate domandando come fosse. Per forza in anteprima mondiale, siamo l’unico paese al mondo evidentemente che ancora si fila la culona. Come attrice, la sua unica interpretazione decente è stata in “Out of Sight” (1998), mentre il suo ultimo ruolo di un certo qual successo è stato in “Quel mostro di suocera” (2005). Poi solo una lunga serie di flop: musicali, cinematografici e anche con il suo ignoratissimo reality-talent-show. Ma in Italia le diamo 400.000 euro per venire ospite. La chiappona ringrazia e porta a casa.
Le interviste della Clerici sono di una tristezza assoluta. J.Lo è una professionista e se la cava, cercando di coinvolgere e ammiccare al pubblico. Ma le interviste della Clerici… Madonna, che tristezza. Passa tutto il tempo a leccarle il culo. E ce ne va di tempo, viste le dimensioni gargantuesche del sedere di J.Lo. La Clerici arriva persino a chiederle se quel culo se l’è assicurato. La Lopez la guarda sbigottita e ovviamente nega.
Manuale del buon intervistatore, REGOLA NUMERO UNO: mai chiedere a una donna se si è assicurata il sedere. Soprattutto se si tratta di J.Lo.
Arisa è in versione all that jazz. Vederla senza occhiali fa uno strano effetto. Come vedere Milaus dei Simpson senza. Non è più lei.
Enrico Ruggeri ritorna con la sua vecchia band, i
Decibel. La musica è leggermente più anni 80, ma l’interpretazione vocale resta ridicola.
Noemi in versione diavolessa (questa ragazza ogni sera è più inquietante, lo dico come un gran complimento) fa alla Malika ed è accompagnata solo da un balletto.
Fabrizio Moro è con i
Jarabe de palo, gruppo latino in voga anche da noi qualche millennio fa e con
Dj Jad degli Articolo 31 (ma la Clerici ha deciso di non annunciarlo). Un mix musicale curioso e riuscito. Ovviamente più tardi Moro sarà eliminato dalla competizione.
Povia + Marco Masini che cantano una canzone sull’eutanasia. Io mi tocco i coglioni che sti qua insieme portano una sfiga mostruosa. Manca solo Elton John, che però non è stato chiamato perché giudicato da Povia “troppo ricchione”.
Non ne avevate abbastanza di
Jennifer Lopez? Dite di sì? Dite che per i prossimi dieci anni almeno non volete più vederla. Beh, lei torna comunque, con un medley di suoi successi: “Jenny from the block”, “Waiting for tonight” (forse il suo unico pezzo quasi decente), l’odiosa “Let’s get loud” e altre. Insomma, tutti pezzi di diversi anni fa, visto che ultimamente non ne ha più azzeccata una, nonostante a sentire la Clerici sembri ancora la diva più sulla cresta dell’onda nel mondo.
Anche stasera ce la stanno mettendo tutta per perdere tempo e non far esibire sadicamente la povera
Jessica Brando. E invece non è ancora la mezzanotte e la legge sui minori non è scattata inesorabile. Jessica Brando, cognome importante, simpaticamente insicura come solo le quindicenni sanno essere, ha una bella voce. Se cambia autori di canzoni può anche avere un futuro interessante (questa qua l’ha scritt

a Valeria Rossi, l’autrice di “Tre Parole”…)
Dopo Brando, arriva un altro personaggio dal Padrino:
Tony Maiello. Quindi
Luca Marino. Dalla prima volta che li ho sentiti mi han già stufato.
Nina Zilli è decisamente la mia preferita nella categoria. Naturalmente non vincerà mai.
Cristiana Capotondi mi piace, ma si limita a fare la sua marketta per la prossima fiction sulla principessa Sissi.
Vedere la Clerici ballare “Rock this party” di
Bob Sinclar so già che di notte mi darà più incubi della visione di “Paranormal Activity”. Altro particolare molto inquietante è la somiglianza di Bob Sinclar, non solo di nome ma fisicamente, con
Bob di "Twin Peaks". È giusto un po’ più tamarro. Considerando che Noemi somiglia a
Laura Palmer, temo seriamente per la sua vita. Se le succede qualcosa, sappiate che l’assassino è Bob Sinclar.
Viene annunciato il vincit

ore nella categoria nuove proposte: vince
Tony Maiello. Non il mio p
referito, ma comunque bravino. In una televisione finta e anestetizzata, è bello vedere qualcuno così sinceramente emozionato. A Nina Zilli va (giustamente) il premio della critica.
Va bene all’organizzazione che i
Tokio Hotel hanno compiuto 18anni tipo ieri o ieri l’altro, altrimenti nemmeno loro per la legge italiana potevano esibirsi dopo mezzanotte. Le battute sui Tokio Hotel le ho già esaurite con la mia epopea “Kill Bill (dei Tokio Hotel) Vol. 1” e “Vol. 2”. Mi limiterò ad aggiungere che un paio d’anni fa sarebbe stato sensato invitarli, in quanto fenomeno del momento tra il pubblico 0-12 (parlo di età, ma anche di quoziente intellettivo), oggi non se li fila più nessuno. Nemmeno nella loro Germania. Nemmeno Jennifer Lopez se li fila. Una cosa dei Tokio Hotel che mi diverte sempre è come non c’entrino uno con l’altro. Il cantante ha un look andogino glam-manga con giacca piumata rubata al leader dei Killers e un taglio di capelli non più da Supersaian, ma vicino a quello di Malika Ayane/ultima Rihanna. Il chitarrista si veste come Eminem, il bassista sembra appena uscito da un bar per camionisti rissaioli e il batterista è un nerd. La loro esibizione è dal vivo, si sente il cantante ma gli strumenti. Vedendo il bassista, qualcuno deve aver pensato che sti qua fossero dei gran metallari e quindi gli han tolto il volume per precauzione del pubblico di novantenni in prima fila.
Quindi, l’annuncio finale dei due eliminati: Enrico Ruggeri e Federico Moro (considerati troppo rocknroll). Rimangono in gara tra i fischi Pupo, Prince e il Pavarotti dei sordi. Nella finale di stasera sono anche capaci di farli vincere…