mercoledì 30 marzo 2011

L'albero azzurro

C'è stato π - Il teorema del delirio e quindi Requiem for a Dream. E ora è la volta dell'Aronofsky più controverso.

The Fountain - L’albero della vita
(USA 2006)
Regia: Darren Aronofsky
Sceneggiatura: Darren Aronofsky
Cast: Hugh Jackman, Rachel Weisz, Ellen Burstyn, Mark Margolis, Stephen McHattie, Sean Patrick Thomas, Cliff Curtis, Donna Murphy
Genere: romantico
Se ti piace guarda anche: L’esercito delle 12 scimmie, Mr. Nobody, Il curioso caso di Benjamin Button, Southland Tales, 2001: Odissea nello spazio

Darren Aronofsky non fa film brutti. Fa solo film che il pubblico più o meno comprende. E The Fountain è sicuramente il meno compreso e il più autistico tra i suoi vispi pargoli. La cosa paradossale è che dietro a una struttura che fonde concetti religiosi, filosofici, scientifici e quant’altro e dietro a tre piani temporali (1500, presente e un futuro molto prossimo) si nasconde la realtà più intima e allo stesso tempo semplice finora raccontata dal regista: una tragica storia d’amore e morte. Perché, ebbene sì, anche Aronofsky ha un cuoricino in mezzo al petto che batte e questa volta ha voluto raccontarci una vicenda toccante e intensa, seppure in maniera tutta sua, finendo pure per innamorarsi durante le riprese della protagonista femminile Rachel Weisz (con cui è recentemente finita, chiusa parentesi gossip).

L’eccesso di ambizione non è un difetto. Certo, in questo caso il buon Darren ha mirato persino troppo in alto, andando a riprendere le tematiche filosofeggianti e teologiche dell’esordio ma riproponendole in una chiave mistico-trascendentale eccessiva da vero teorema oltre il delirio. Se però togliamo la parte iniziale e quella finale, che pure hanno il loro sfuggente e affascinante perché, Aronofsky per la prima e finora unica volta c’ha fatto sbirciare dentro al suo petto, non dimenticando tuttavia la sua tematica preferita: lo sprofondare negli abissi della mente umana.

Un tentativo simile per andare in porto doveva avere tutti gli elementi che funzionano in maniera perfetta, in questo caso però oltre a una sceneggiatura che mette troppa carne al fuoco, va sottolineata la scelta non troppo azzeccata di Hugh Jackman come protagonista, quando in origine il film doveva essere intepretato dal fincheriano Brad Pitt. Attori non a caso entrambi piuttosto “scimmieschi” per interpretare la parte di uno scienziato che fa esperimenti sulle scimmie. E poi qualcuno ha il coraggio di dire che ai film di Aronofsky manca l’ironia.

Le ambizioni della pellicola non sono del tutto riuscite, vedi anche una colonna sonora che per quanto curata per la prima volta nel caso di Mansell non è particolarmente memorabile. The Fountain è un racconto di amore & morte a tratti molto intenso ma nel complesso confuso (lo ammetto); eppure per me è comunque sempre meglio un film tanto pieno di idee quanto imperfetto e pasticcione, come anche l’altrettanto controverso Southland Tales di Richard Kelly, piuttosto che un film perfettino quanto privo di una benché minima personalità od originalità come Il discorso del re.
Mi rendo conto che chi si aspettava di vedere un regolare fantasy action con Hugh “Wolverine” Jackman possa essere uscito dal cinema con un bel mal di testa, però mai commettere l’errore di aspettarsi un film piacevole da Aronofsky. Ogni suo lavoro è un tormento, una botta in testa e questa volta anche al cuore. Di tenebra.
(voto 7+)

Accoglienza: piuttosto ignorato dal pubblico e perlopiù stroncato dalla critica all’uscita, per quanto rimanga l’Aronofsky meno amato a qualche tempo di distanza il film è stato parzialmente rivalutato. Magari non da tutti...
Box-Office USA: $ 10 milioni

15 commenti:

  1. eh no no...mi puoi dire tutto al discorso del re ma non stroncarlo in favore di questo pasticcio colossale!un film delirante confuso e presuntuoso...veramente tronfio e arrogante....fortunatamente poi il caro Darren ha ridimensionato un po' il suo ego regalandoci film stupendi come black swan che con tutte le sue ambizioni mantiene comunque una sua linearità....

    RispondiElimina
  2. Cannibale, senza giri di parole.
    The fountain è una vera merda.
    Senza neanche sprecare una bottigliata.
    Concordo con Alesya, meno male che, dopo questo, si è deciso a svegliarsi. ;)

    RispondiElimina
  3. Per me questo film è davvero indifendibile. Non avevo amato particolarmente nemmeno i due precedenti, ma dopo "The wrestler" e "Il cigno nero" ammetto che un po' li ho rivalutati. Ma questo proprio no...!

    RispondiElimina
  4. Dai ma Wolverine vestito da cazzo di buddista nella posizione di Loto NO eh!
    Che già c'ho le campane della chiesa alle 7 della mattina, il buddista vicino di casa che mi gonghia contro il muro del letto alle 8 del sabato. Pure Wolverine no!

    RispondiElimina
  5. Un film d'amore bellissimo e fatto con serietà.
    Però sono di parte perché sono pazzamente innamorato di Rachel Weisz... oooooooh... meraviglia... la lovvo...
    :-)

    RispondiElimina
  6. Tolta la splendida Rachel e il coraggio di mettersi in gioco con un'opera così ambiziosa e complessa, questo è quasi da premio brush toilette.

    RispondiElimina
  7. se non ricordo male, Stefano Disegni avanzò l'ipotesi che Aronofsky prima di scrivere questo film si fosse fatto una pera di Spic&Span ("ragazzi, non drogatevi... almeno non drogatevi con Spic&Span")

    RispondiElimina
  8. Questo è il suo unico film che mi manca. Però vedo pareri molto discordanti dal tuo Cannibal! Me lo guarderò!

    RispondiElimina
  9. Un po' sul fantastico questo film e il genere fantastico di solito non è tra i miei preferiti, ma gli attori protagonisti non sono male e la storia ha un non so che di attraente. Vedi? Riesco sempre a trovare qualcosa di buono e di bello in ogni film, è un mio difetto, o forse un mio pregio.
    Buona serata :-)

    RispondiElimina
  10. Lo specifico fin dall'inizio: adoro Aronofsky e adoro questo film. Lo ammetto, concordo sulla confusione della trama e sull'effetto finale non troppo riuscito (usiamo pure un eufemismo), ma L'albero della vita mi ha incantato come nessun altro film è riuscito a fare! Su una cosa non concordo assolutamente: la colonna sonora! Secondo me qui c'è il miglior Clint Mansell! "Together We Will Live Forever" e "Death is the Road to Awe" sono assolutamente fantastiche!

    RispondiElimina
  11. *alesya
    io invece lo preferisco proprio per tutte le ragioni da te specificate.
    ben venga l'ego, quando uno ha il talento di aronofsky.

    *mr. ford
    oddio, punti di vista...

    *eddy
    oh, finalmente qualcuno che non carica questo film :)

    *marco
    stefano disegni per me è il vignettista meno divertente del mondo. mai trovato divertente una sua vignetta.. ci sarebbe da fare una parodia su di lui

    *queen B
    sì, non si sa bene perché ma qui a pensieri cannibali è la aronofsky week ^_^

    *aable
    e con te altri 2 pareri positivi: è già un buon risultato, non mi aspettavo tanto :)
    la musica di requiem for a dream è insuperabile, e per me ha fatto di meglio anche con black swan e il teorema del delirio..

    RispondiElimina
  12. l'ego è una gran bella cosa...ma il filo con la presunzione è molto sottile...personalmente le sperimentazioni non mi fanno paura (inception è sperimentazione pura ma lo amo ) ma non amo quella critica che vuole a tutti i costi trovare in qualcosa che è semplicemente un grande delirio senza nè capo nè coda il grande capolavoro dei nostri tempi che i comuni mortali non colgono dinanzi al grande genio dell'autore...per me la canna di bambù oscillata dal vento non rappresenta una grande metafora..nè le tele bianche al centre de pompidou il tormento interiore dell'artista per il vuoto dell'umanità...è esasperazione e basta.Naturalmente ognuno ha diritto ad avere la sua visione!

    RispondiElimina
  13. No,no no. Ammetto che ci siano delle cose buone ma veramente alcune scene sono ridicole per quanto pretestuose. Scusa secondo te Hugh Jackman un attore "scimmiesco", come hai detto tu, si può mai mettere a fare quella roba new age? un effetto non solo di noia mortale ma anche di straniamento. Dai,tutto il film si poggia su concezioni filosofico-religiose completamente "mute" nel senso di non correttamente esposte, confusionarie quando non ancora campate in aria. Mi ricordo che sono riuscita a trovare un dibattito su questo film in un forum di sciroccati che parlavano di purezza dello spirito, reincarnazione, incensi, candele profumate e via dicendo. E penso di aver detto tutto.

    RispondiElimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

DISCLAIMER

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica, pertanto non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. L'autore, inoltre, non ha alcuna responsabilità per il contenuto dei commenti relativi ai post e si assume il diritto di eliminare o censurare quelli non rispondenti ai canoni del dialogo aperto e civile. Salvo diversa indicazione, le immagini e i prodotti multimediali pubblicati sono tratti direttamente dal Web. Nel caso in cui la pubblicazione di tali materiali dovesse ledere il diritto d'autore si prega di Contattarmi per la loro immediata rimozione all'indirizzo marcogoi82@gmail.com