mercoledì 3 febbraio 2016

Il piccolo blogger





Il piccolo principe
(Francia 2015)
Titolo originale: Le Petit Prince
Regia: Mark Osborne
Sceneggiatura: Irena Brignull, Bob Persichetti
Ispirato al libro: Il piccolo principe di Antoine de Saint-Exupéry
Genere: principesco
Se ti piace guarda anche: Up, Inside Out, Hook - Capitan Uncino



C'era una volta un piccolo blogger che viveva su un sito poco più grande di lui e che cercava un follower. Tutto quello di cui aveva bisogno era almeno una persona che lo leggesse. 

A un certo punto sbucò fuori dal terreno una rosa, ma non era una rosa qualunque. Era Rose di Titanic e divenne la sua prima lettrice.


Il piccolo blogger se ne innamorò, fino a che realizzò una cosa: Titanic era un film girato da James Cameron, lo stesso regista di Avatar. A quel punto decise che doveva lasciare il suo sito/pianeta per qualche tempo, per prendersi una pausa di riflessione. “Non è colpa tua, è mia. Anzi no, è colpa di James Cameron!” disse a Rose, prima di volare via insieme a un gruppo di uccelli. E ogni riferimento sessuale non è voluto. Si tratta pur sempre di una storia per bambini.

Il piccolo blogger arrivò in un deserto che era... deserto. Uh, ma che sorpresa!
Il piccolo blogger camminò a lungo, fino a che non trovò qualcosa, o meglio qualcuno: una volpe. Una fox. Ma non era una Fox qualunque. Era Megan Fox. A volte, l'essenziale è invisibile agli occhi. Nel suo caso, l'essenziale si vede invece benissimo.


Il piccolo blogger se ne innamorò perdutamente e dimenticò che esistesse una Rose. Si dimenticò anche del suo sito. Si dimenticò di tutto il resto. Eh, d'altronde non c'è niente di più forte del potere della f...ox.

Anni più tardi incontrò una bambina che gli chiese: “Hey, ma tu sei l'artista precedentemente conosciuto come Il piccolo blogger?”.
Lui la guardò stupefatto, come se gli avessero appena detto che Sylvester Stallone non solo era stato nominato agli Oscar, ma era pure il favorito assoluto per portarsi a casa la statuetta contro attori veri come Christian Bale, Tom Hardy e Mark Ruffalo.

La bambina gli disse che era sicuro fosse Il piccolo blogger, quello che una volta era l'autore di un sito noto, o più o meno noto, come Pensieri Cannibali, ma che probabilmente gli avevano fatto il lavaggio del cervello e aveva dimenticato tutto. Proprio come capitato al piccolo principe nel film... Il piccolo principe.
La bambina si mise a raccontargli la storia assurda di questo bambino proveniente da un pianeta minuscolo che andava in giro per lo spazio, passava da Marte dove incontrava un eccentrico botanico con le sembianze di Matt Damon, e poi arrivava sulla Terra e veniva addomesticato da una volpe, e viceversa. Lui ricordò vagamente di aver letto qualcosa del genere, quando aveva 17 o 18 anni, e all'epoca quel raccontino così innocente lo aveva colpito parecchio. La bambina gli disse che da quel libricino illustrato avevano ora tratto un film e insieme lo guardarono.


Gli sembrò una pellicola carina. Una specie di incrocio tra Up e Inside Out, solo che non era un lavoro Pixar. Incredibile ma vero, sembrava in tutto e per tutto un Pixar e invece era una produzione francese realizzata con un mix di animazione in computer grafica e di stop motion. Per quanto non fosse un fan sfegatato delle pellicole Pixar, gli pareva che a questa mancasse qualcosa per raggiungere i livelli dei migliori lavori Pixar. Sì, era poetico, magico, incantato e incantevole, riusciva a fondere in maniera efficace le splendide parole e l'immaginario di Antoine de Saint-Exupéry con una storia parallela nuova, eppure questa volta non riuscì a farsi trascinare del tutto, a emozionarsi come aveva fatto quando era un teenager e decise di leggere Il piccolo principe.


Ormai non era più Il piccolo blogger. Era cresciuto. Aveva visto troppi film e questo, oltre allo stile Pixar, nella seconda parte gli aveva fatto venire in mente, e parecchio, pure Hook - Capitan Uncino, nel suo rielaborare una storia già nota e nell'affrontare il tema del crescere.
Mentre guardava Il piccolo principe in versione cinematografica, si rese conto che era diventato troppo cinico per abbandonarsi completamente a una fiaba così innocente. Si rese conto che non riusciva più a vedere la magia nelle cose come un tempo. Si rese conto, forse per la prima volta nella sua vita, che non era più un bambino, né un ragazzino. Era diventato un maledetto adulto. Un freddo, razionale adulto che fa fatica a stupirsi o a emozionarsi, almeno per un film come Il piccolo principe.

Il piccolo blogger, ormai non più piccolo, tornò così da Megan Fox e, appena la vide, si rese conto di un altro fatto: era ancora in grado di stupirsi ed emozionarsi. Non più per le stesse cose di una volta, ma ci riusciva. Eccome se ci riusciva.
(voto 6,5/10)


7 commenti:

  1. Il Piccolo Principe mi è sempre stato antipatico. Megan Fox, invece...

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  2. Cinico e dal cuore di pietra, non mi stupisce che Il Piccolo Principe non ti abbia conquistato anche se speravo nel miracolo ;)
    I miei lacrimoni, confermano invece che il mio bambino interiore sta ancora benissimo!

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  3. Continua a sembrarmi roba per bambinetti,non mi ispira affatto!

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  4. Ce l'ho lì da un pò.
    A questo punto spero di vederlo presto e di esaltarlo alla facciazza tua. ;)

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  5. Mi sono ripromesso di vederlo quando uscirà per home video... Non l'ho fatto quando c'è stato al cinema. Il motivo è semplice: mi sta sul ca...

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  6. L'ho adorato e mi ha commosso.
    E lo dice l'unica persona al mondo che ha detestato, o quasi, il bambinesco Inside Out. ;)

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