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giovedì 6 settembre 2018

Mamma Mia che filmacci! Ci risiamo





Mamma Mia! Che film che escono questa settimana! E non lo dico in senso positivo.
Mamma Mia! Che ospite che abbiamo questa settimana nella rubrica sulle uscite cinematografiche! E questa volta lo dico in senso positivo, sia chiaro.
La super ospite di oggi è Valentina Ariete, autrice dell'ormai storico blog Eyes Wide Ciak, che negli ultimi anni purtroppo ha trascurato parecchio, ma anche uno dei volti giovani più celebri e autorevoli nell'ambito del giornalismo cinematografico odierno. Sia su web, che su stampa che pure in televisione. Lo dico?
Valentina Ariete è la nuova Anna Praderio.
Ok, l'ho detto!

Riusciremo a tenerle testa?
A voi il giudizio. Qui di seguito trovate i commenti ai film in arrivo nelle sale italiane questo weekend, forniti da Valentina direttamente dalla sala stampa della Mostra del Cinema di Venezia. E quelli miei e del mio blogger rivale co-conduttore di questa rubrica Mr. James Ford di WhiteRussian, direttamente ahinoi dalle nostre casette rispettivamente di Casale Monferrato e di Lodi.

"Hey Ford, you are my dancing queen!"

mercoledì 12 febbraio 2014

CANZONI VERGOGNA




Settimana scorsa abbiamo visto e soprattutto sentito i miei Dischi Vergogna, e settimana prima ancora i miei Film Vergogna. Ma, giusto per tirare fuori qualche altro scheletro dal mio spazioso armadio, ecco anche 10 canzoni che mi vergogno che mi piacciano, o mi siano piaciute. 10 “robe” che a ragion di logica e buon senso non dovrei amare, ma che amo o ho amato in un passato più o recente.
Ecco la mia blacklist delle Canzoni Vergogna!


10. Ligabue “Niente paura”
Qualcuno potrà anche mettere il Liga tra i suoi artisti preferiti e vantarsene. Quel qualcuno non sono certo io. Io non l’ho mai sopportato, non ai livelli del Blasco, ma quasi.
C’è però una sua canzone che adoro, che mi smuove qualcosa dentro, che mi ha persino dato la carica prima della discussione della mia tesi di laurea. Quella canzone è “Niente paura”. Un monito che vi servirà a ben poco in questa decina di canzoni di cui avere molta paura!



9. Tiziano Ferro “Alla mia età”
Una delle canzoni italiane più belle e sincere che abbia mai sentito. Bravo Tizià.
Le tasse però adesso vai a pagarle, ok?



8. Fabri Fibra “Applausi per Fibra”
Piaccia o meno, Fabri Fibra è una delle poche cose successe alla musica italiana negli ultimi anni. Dopo un lungo periodo di oblio, dai tempi d’oro degli Articolo 31, grazie a lui il rap è tornato in scena all’interno del panorama “commerciale” nostrano. È quindi lui che dobbiamo ringraziare per mostri come Fedez e Moreno. Applausi per Fibra… ma anche qualche BUUU.



7. Miley Cyrus “7 Things”
Negli ultimi mesi tutti a parlare di Miley Cyrus, ma io la supportavo (e la sopportavo) già da molto prima. Dai tempi di Hannah Montana, sitcom spassosissima con il fratello della protagonista che era un idolo, e dai suoi primi dischi come “artista” vera e propria. Io sono un suo fan bimbominkia della prima ora!
…lo so, non c’è un cazzo di cui vantarsi.



6. Lùnapop “Un giorno migliore”
I Lùnapop di Cesare Cremonini sono diventati famosi con “50 Special” e la canzone più facilmente sfottibile del mondo “Qualcosa di grande tra di noi”. C’è però un altro loro pezzo più sfigato, almeno a livello di popolarità, che io preferivo: “Un giorno migliore”, una scopiazzatura spudorata del Britpop che andava negli anni ’90 (e infatti la canzone è un plagio questo sì davvero senza vergogna di “Better Day” degli Ocean Colour Scene).



5. Justin Bieber ft. Nicki Minaj “Beauty and a Beat”
Sì, Justin Bieber.
Cosa ca**o ridete?
Devo dire che trovo la maggior parte della sua musica pessima (grazie a Dio) però, nella sua “lunga” carriera, il 12enne o poco più ha tirato fuori un pezzo decente: “Beauty and a Beat”. Sarà per la partecipazione della rapper Nicki Minaj o per le sonorità vagamente dubstep, fatto sta che questo pezzo spakka. Grande biberon!



Justin Bieber apprende contento di essere finito nella lista delle Canzoni Vergogna cannibali.

4. Ice MC feat. Alexia “Think About the Way”
Di canzoni vergogna dalla dance anni ’90 ne avrei a bizzeffe: Ace of Base, Corona, Haddaway, il GG D’Ag sfoggiato settimana scorsa. Tra tutte, scelgo quella che ancora oggi suona più esaltantemente vergognosa: “Think About the Way” di Ice MC con la nostra Alexia, suonata persino in Trainspotting.
E sale sale… e non fa male!
Bon dighidighidighibon dighibon.



3. ABBA “Dancing Queen”
Datemi pure del frocio, datemi pure della femminuccia, datemi pure dello scemo, datemi pure del sordo, ma io AMO questa canzone. E non me ne vergogno!
Beh sì, un pochino sì, altrimenti non l'avrei inserita in questa lista...



2. Daddy Yankee “Gasolina”
Io odio la musica latino-americana. Tutta. Questa canzone però mi esalta come nessun’altra nell'orripilante genere reggaetón, anche perché non è una semplice tamarrata. È La Tamarrata.



1. Aqua “Barbie Girl”
Una canzone stupida o una canzone geniale?
Probabilmente tutte e due le cose insieme.
Ma io la adoro. Ancora oggi.



Vi invito a partecipare a questa pubblica gogna con le vostre personali Canzoni Vergogna, qui sotto tra i commenti, oppure pubblicando le vostre liste su Facebook, su Twitter, sui vostri blog o dove cavolo preferite. Se lo fate, segnalate che la vergognosa iniziativa è partita da questo post, please:
http://pensiericannibali.blogspot.com/2014/02/canzoni-vergogna.html

giovedì 12 maggio 2011

BLOG WARS: LA VENDETTA DEI 70s (PARTE II)

Se ai 60s devo ammettere di non essere legatissimo, ma un pochino comunque sì, con i 70s cominciamo a entrare più nel mio mondo musicale, anche al di là dei soli 10 nomi qui presenti in questa per forza di cose stringata lista: cominciano infatti a mettere le radici l’elettronica e l’hip-hop, mentre punk, new wave e no wave mettono a ferro e fuoco il rockone classico. In più spuntano fuori come funghetti allucinogeni anche i miei primi veri grandi idoli musicali, da Ian Curtis a David Bowie passando per Debbie Harry. Dopo la superflua listina della spesa di Mr. James Ford di ieri, ecco la mia fantasmagorica top 10.
Cannibal Kid






1. Blondie “Parallel Lines” (1978)
Cannibal Kid Dei Blondie ci sarebbero da mettere tutti i loro primi album, ma mi limito a “Parallel Lines” che contiene alcune tra le loro tante canzoni più mitiche (“One way or another”, “Heart of Glass”, “Hanging on the telephone”, “Sunday Girl”), contrassegnate dal loro irresistibile sound pop-punk-dance-wave. Usatissimi dal cinema, hanno influenzato molta della musica che mi piace di più oggi. Un disco leggero e gradevole contro la pesantezza e la noia della tua musica, Mr. Harrison Ford. E Deborah Harry mito assoluto, tiè!
Mr. James Ford Debby Harry, caro dolce, sensibile, piccolo Cannibale, è pane e salame almeno quanto me, e sicuramente riderebbe della maggior parte delle tue scelte musicali e delle lacrimucce versate in cameretta.
Quindi, più che bottigliare una scelta comprensibile, bottiglio te, che non hai ancora capito la potenza del panesalamismo! E se io sono Han Solo, Debby Harry e Leia! Ahahahahah!
CK Che un’icona punk e glamour musicalmente eclettica e orientata verso la new-wave e la dance abbia qualcosa a che fare con il tuo grezzo pane e salame è un’idea tua e, per farti contento, posso anche farti credere sia vero. Io rimango comunque dell'idea che la musica dei Blondie nasca proprio come reazione a quella dei cantautori e dei dinosauri del rock da te proposti...


2. Sex Pistols “Never Mind the Bollocks” (1977)
CK Un gruppo, un disco, due miti, Johnny Rotten e Sid Vicious, simboli assoluti di tutto ciò in cui credo e che adoro di più: distruzione e sberleffo totale nei confronti di tutto e di tutti. Che sia la Regina, il Sistema o Mr. Ford con la sua musicaccia…
God save the Pistols and not you, Ford!
JF Possiedo e ho amato molto questo disco, rimasto in ballottaggio per lo slot "punk" andato poi ai Clash - nettamente superiori -, ma ai tuoi miti dello sberleffo riservo una marea di bottigliate perchè tanto, conoscendoli, potrebbero anche apprezzare.
Detto ciò, meglio i rockettari jurassici sempre in pista che questi scheletrici adolescenti allo sbando!
CK Certo che se non avessi sprecato 50 slot per i tuoi cantautoroni, qualche spazio in più per il punk ti sarebbe rimasto…


CK David Bowie ha inciso un sacco di dischi fondamentali per i 70s, forse ancora più di quanto fatto dai Beatles nei 60s, dalla grandiosa trilogia berlinese al glam di Ziggy Stardust splendidamente rappresentato anche nel film Velvet Goldmine, passando per il soul bianco di “Young Americans”. Non volendo comunque togliere spazio ad altri artisti meritevoli scelgo solo il mio preferito. E la mia scelta personale è - rullo di tamburi ra-pa-pa-pa-pan -…
3. David Bowie “Aladdin Sane” (1973)
Perché? Perché contiene alcune perle pop supreme, ha un sound per-fet-to, coretti fantastici, mischia il glam con il soul e poi perché oggi è questo il mio preferito, domani potrebbe essere un altro… con un Artista come Bowie l’unico problema è giusto l’imbarazzo della scelta. Inoltre questo disco mi dà l’occasione di chiedere un desiderio alla lampada di Aladino: Genio, fa’ che i gusti musicali (e già che ci siamo pure cinematografici) di Mr. Ford diventino un pochino migliori, per favore!
JF Bowie è uscito con Ziggy dalla mia decina per il rotto della cuffia, e solo per il mito De Andrè, ma resta senza dubbio uno degli idoli musicali della mia carriera di ascoltatore. L'ho visto in concerto due volte, e ho letteralmente consumato i suoi dischi come le molteplici incarnazioni che il Duca Bianco ci ha riservato.
Personalmente, se non Ziggy, avrei scelto Hunky dory o Low, ma del resto si sa che non capisci niente neanche quando fai scelte azzeccate! ;)

4. Joy Division “Unknown Pleasures” (1979)
CK Musica deprimente per spiriti depressi, Mr. Incredible, proprio così. Però è qui che spesso si cela la bellezza più grande e profonda, ma questi sono pleasures che a te passato al lato happy ormai mi sa sono unknown. Che poi questo disco non è nemmeno così deprimente, anzi, è quasi ballabile, almeno con il passo epilettico del cantante Ian Curtis. I Joy Division hanno influenzato talmente tante band di oggi (Interpol, Editors, Horrors, White Lies…) che la loro importanza nella Storia della Musica è ormai cosa più che dimostrata e se hai qualcosa in contrario da dire attento che ti spedisco nella Joy Division!
JF Ed eccoci qui, belli pronti per un pò di sana depressione, perchè noi siamo tormentati, e siamo dannati, e siamo segnati da qualcosa dentro che ci opprime.
Ma vaffanculo.
Mi sembra di sentire le cazzate che sparavo a sedici/diciassette anni per rimorchiare.
Poi sono cresciuto.
Vaya con Dios, Curtis! Se ti serve una mano, fai un fischio!
- questa è cattiva, lo ammeto, ma del resto sono un bruto insensibile, no!? - :)
CK Va bene crescere, ma tu sei passato direttamente dalla fase teenager a quella vecchio da ricovero uahahaha!
JF Il vecchio adagio dice "Meglio vecchio, che morto". Curtis, ormai, me lo sono mangiato a cena, alla faccia tua e di tutti gli altri cannibali. Aspetto al varco Cobain, ma questa è un'altra storia. ;)
CK Il nuovo adagio dice: “Meglio morto, che nello stato di decomposizione in cui si trova adesso Ozzy”.


5. Kraftwerk “Trans-Europe Express” (1977)
CK Musica elettronica. Sintetizzatori. Computer. Kraftwerk. Questi crucchi erano già più avanti di te, quando tu non eri nemmeno ancora nato, Ford!
Va bene essere vecchi cowboy e va bene appartenere alla vecchia scuola, però dai cazzo Mr. John Ford! Se non mi diventi un po’ più moderno, mi ci costringi: ho già prenotato una stanza per te al pensionato.
JF Sarò cowboy e John Ford, ma questi me li ascolto pure io volentieri, pure al pensionato. Preferisco The man machine, ma anche questo va bene.
Però, giusto per conservare una certa accesa rivalità, ti dico che è una scelta parecchio scontata, per un radical chic come te.

6. Clash “London Calling” (1979)
CK Rispetto al puro devasto e sberleffo dei Sex Pistols, o al divertente cazzeggio dei Ramones (che non ho inserito in lista ma che comunque adoro), del punk i Clash hanno rappresentato l’anima più politica e impegnata, ma anche più musicalmente contaminata. E io adoro contaminazioni e sperimentazioni sonore. Sai poi cosa vuol dire Clash, Mr. Bean Ford? Scontro, conflitto, contrasto, e io ormai sono pronto alla guerra!
JF Niente da dire. Questo l'ho inserito anche io.
Soltanto una cosa: se sei pronto alla guerra, in pieno stile Clash aspetto il momento giusto per fracassarti una bella chitarra su quella testa piena di Scream e pollici di Megan Fox!

7. Carole King “Tapestry” (1971)
CK Carole King è un tuffo al cuore. Sì, pigliami pure per il culo quanto vuoi, Insensible Ford. Musica per ragazzine chiuse in cameretta a piangere, roba da una mamma per amica o da film con Meg Ryan, ma canzoni anzi poesie pure come “Too Late” i tuoi selvaggi dell’hard-rock se le possono giusto sognare mentre si sniffano strisce di coca sui corpi nudi di modelle e groupies. Oh, cazzo: in effetti non è che pure loro abbiano poi tutti i torti… Comunque, tornando alla grande e fragile Carole, per me è una delle più grandi cantautrici di sempre, faffanculo a chi non la pensa così, faffanculo!
E occhio che se me la maltratti troppo ti faccio muovere la Terra under your feet.
JF Ce l'ho anch'io, e non te lo nascondo. Lo acquistai nel periodo del fervore da "occorre avere tutti, ma proprio tutti i fondamentali".
L'avrò ascoltato si e no tre volte.
Per carità, brava, intensa e chi più ne ha più ne metta, ma che palle.
Sei davvero, davvero, davvero una ragazzina chiusa in cameretta a piangere.
E come ogni teen horror vuole, sarai la prima vittima del Fordmostro.
Che ovviamente ti farà a pezzi a furia di bottigliate.
CK La principale differenza tra i nostri gusti (oltre alla tua cronica mancanza di buon gusto) credo stia nel fatto che tu hai attraversato la fase “occorre avere tutti, ma proprio tutti i fondamentali”, mentre io dei fondamentali me ne sono sempre sbattuto!
JF E infatti sono ormai sotto gli occhi di tutti le tue lacune! ;)

8. Elvis Costello “This year’s model” (1978)
CK Elvis Costello è molto ma molto (troppo?) radical-chic. Nel corso della sua lunga carriera ha composto anche cose non poi così rilevanti, ma all’inizio era davvero un gallo e con i primi album ha traghettato il pop inglese classico dei Beatles verso un nuovo sound. Naturalmente suonando accessibile, ma mai per tutti, da vero radical-chic degno di questo nome. Bello sballo Costello, buttiamo giù il Mr. Ford castello!
JF Costello, per quanto bravo, mi è sempre sembrato proprio un secchione radical chic, con quella sua faccia da topo peggio di Crosta e di Harry Potter messi insieme.
Quando lo vedo vengo assalito da un incredibile voglia di strappargli gli occhiali, calpestarli e poi prenderlo a botte.
E il giorno dopo, tornato con il nastro adesivo tutto bello intorno agli stessi, rifarlo di nuovo.
Mi fa sentire proprio Nelson. Ah-ah.

9. Curtis Mayfield “Super Fly” (1972)
CK Questa musica, ne converrai anche tu senza magari ammetterlo pubblicamente, è molto più goduriosa di tutti i barbuti e soprattutto barbosi Lynyrd come cazzo syscryvono di ‘sta cippa. Io che invece questi dinosauri del rock li voglio demolire tutti uno dopo l’altro, preferisco volare Super Fly sulle note super cool di Curtis. E non m'annoio io no che non m'annoio non m'annoio no che non m'annoio no che non m'annoio io no che non m'annoio
JF Anche qui, Cannibale, dimostri di saper apprezzare un genere ma non i suoi interpreti. Niente da dire sul vecchio Curt, ma se proprio devo pensare a soul e funk i seventies ci hanno regalato magie come Let's get in on di Marvin Gaye o Songs in the key of life di Stevie Wonder, che Super fly se lo fumano come se niente fosse.
Scegli, dunque, ma almeno scegli bene, che più che un Cannibale, mi pare di avere di fronte un vegano!
CK Stevie Wonder, are you serious? Hai già dimenticato la tua stessa citazione di Jack Black nello scorso post? Una scelta più banale e da figlia in coma non la potevi proporre (Isn’t she lovely, dedicata da Stevie Wonder proprio alla figlia, è ancora più paracula di I just called to say I love you)… Io preferisco lo stile e la figosità assolute di un Super Fly.
JF Stevie Wonder del periodo d'oro era infinitamente più stiloso di Mayfield, ma è evidente che Songs in the key of life e Innervisions tu non li hai neppure mai sentiti.
E comunque sopra a entrambi stava Marvin Gaye.

10. ABBA “Arrival” (1976)
CK Vabbè, questi te li servo su un piatto d’argento, puoi scatenarti a dire ciò che vuoi. Ero indeciso con gli altrettanto meritevoli ELO (Electric Light Orchestra), però il nome degli ABBA spero ti abbia fatto sobbalzare dalla sedia, provocandoti una caduta scomposta uahahah.
Perché gli ABBA? Perché nei loro componimenti pop apparentemente scemotti e orecchiabili si nasconde in realtà un lato melanconico pazzesco, “Dancing Queen” è l’essenza stessa del melodramma adolescenziale. Dove starebbe poi il divertimento senza un po’ di bel sano pop? Roba che i jurassici del rock come te difficilmente possono capire… Magici Abba, magici.
Che poi, diciamolo, magari pure te quando non ti vede nessuno ti infili le cuffiette del Walkman (perché tu, uomo d’altri tempi mica hai l’iPod o il lettore mp3, tu hai ancora il Walkman col mangianastri) e canticchi “Thank you for the music”, altrochè Dylan… la differenza è che io almeno lo ammetto.
Comunque ricorda sempre: The winner takes it all. And I am the winner! E con questa dichiaro chiusa la battaglia dei 70s… sì!!!
JF Non ti prendo per il culo giusto perchè gli Abba mi ricordano Priscilla, un film che ho sempre apprezzato, ma questo non ti giustifica dall'aver lasciato fuori grandissimi gruppi e artisti - non solo rock - per fare spazio a questi nordici best sellers da Autogrill.
Una scelta, oserei dire, da casalinga disperata, caro il mio winner takes it all destinato a non prendere altro che una vagonata di bottigliate!
Gli Elo sarebbero stati una scelta molto più coraggiosa, e non avrei mai avuto il coraggio di attaccare Enola gay!
CK Va beh, allora commentiamo dicendo cose a caso: “Enola gay” è un pezzo degli OMD, gli ELO non c’entrano una mazza… Obiettivo riuscito, ti ho mandato in confusione. Questo è un colpo da K.O.: I am the winner! :D
MF Mi hai confuso soltanto perchè sono agghiacciato dai tuoi discutibili ascolti e commenti, quindi non vantarti troppo. Anche perchè questo round l'ho nettamente vinto io. ;)
CK Una persona che preferisce un disco inascoltabile di Guccini (oddio Guccini!) a uno dei mille capolavori di David Bowie non ha proprio capito cosa sono stati, gli anni '70, e non meriterebbe di vincere nemmeno un torneo di freccette al bar! :)
JF Le freccette ho appena iniziato a tirartele dritte negli occhi, e i settanta sono solo l'inizio di quello che accadrà con gli eighties! ;)

Al prossimo incontro/scontro, sul ring degli anni Ottanta-tanta roba.

lunedì 10 maggio 2010

Abba 2.0

Me li ha consigliati la mia ex collega stagista Mariella, questi Music Go Music, a segno che spesso gli stagisti ne capiscono di musica (ma non solo di musica...) più dei "potenti" che stanno in alto nella gerarchia lavorativa.
La loro musica, lo sentirete subito, è ad alto tasso di Abba. Lo so che magari storcerete il naso e direte: "Nah, non è roba che fa per me!" Poi però vi ritroverete a infilare le cuffiette nelle orecchie e ad ascoltarli di nascosto e a canticchiarli sottovoce sotto la doccia con un poco di vergogna...

Il loro irresistibile album d'esordio "Expressions" lo trovate QUI

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